Blocco Intestinale

Generalità

Il blocco intestinale è la pericolosa condizione medica caratterizzata dalla presenza di un'ostruzione parziale o completa in un punto dell'intestino, tale da rallentare o impedire totalmente il transito dei prodotti della digestione.
Blocco IntestinaleTra le principali cause di blocco intestinale, figurano: le aderenze intestinali, il volvolo, l'intussuscezione, l'ingestione di corpi estranei, i tumori all'intestino, la diverticolite, il morbo di Crohn, il fecaloma e le malattie del sistema nervoso come il morbo di Parkinson.
Gli episodi di blocco intestinale sono tipicamente responsabili di: dolore e crampi all'addome, nausea, vomito, stipsi, diarrea, feci anomale e gonfiore addominale.
Una diagnosi e una terapia tempestive sono fondamentali per evitare complicanze, in alcuni casi anche letali per il paziente.

Breve richiamo sull'anatomia dell'intestino

L'intestino è la porzione di apparato digerente compresa tra il piloro e l'orifizio anale.
Gli anatomisti lo suddividono in due settori principali: il piccolo intestino, detto anche intestino tenuee il grande intestino, detto anche intestino crasso.
L'intestino tenue è il primo tratto; inizia a livello della valvola pilorica, che lo separa dallo stomaco, e termina a livello della valvola ileocecale, situata al confine con l'intestino crasso. L'intestino tenue è costituito da tre sezioni (il duodeno, il digiuno e l'ileo), è lungo circa 7 metri e ha un diametro medio di 4 centimetri.
L'intestino crasso è il tratto terminale dell'intestino e dell'apparato digerente. Comincia dalla valvola ileocecale e termina in corrispondenza dell'ano; è costituito da 6 sezioni (cieco, colon ascendente, colon trasverso, colon discendente, sigmaretto), è lungo circa 2 metri e possiede un diametro medio di 7 centimetri (da qui il nome di grande intestino).

Cos'è il blocco intestinale?

Blocco intestinale è il termine medico che indica la presenza di un'ostruzione completa o parziale all'interno del lume intestinale; ostruzione che risulta di entità tale da impedire od ostacolare il normale transito dei prodotti della digestione.
In parole più semplici, quindi, il blocco intestinale si ha quando, all'interno dell'intestino, c'è un elemento ostruente, che impedisce o rallenta il transito del cibo.
Quando è particolarmente grave, il blocco intestinale rappresenta un'emergenza medica su cui è necessario intervenire con un trattamento appropriato e nel più breve tempo possibile.

Sinonimo di blocco intestinale

In ambito medico, il blocco intestinale è anche conosciuto come occlusione intestinale od ostruzione intestinale.

Epidemiologia

Secondo alcune stime, dei 3,2 milioni di casi di blocco intestinale diagnosticati nel 2015, in tutto il mondo, circa 264.000 hanno causato la morte del soggetto interessato.
Il blocco intestinale colpisce in ugual misura entrambi i sessi.

Cause

In base alle cause scatenanti, il blocco intestinale può essere di tipo meccanico oppure di tipo non-meccanico.
Per blocco intestinale meccanico, s'intende un impedimento fisico all'interno dell'intestino; per blocco intestinale non-meccanico, invece, s'intende un impedimento, al passaggio del cibo digerito, dovuto alla perdita di coordinazione tra piccolo intestino e grande intestino (coordinazione che è fondamentale alla corretta peristalsi).

Cause di blocco intestinale meccanico

Tra le possibili cause di blocco intestinale meccanico a livello del piccolo intestino (o intestino tenue), figurano:

  • La formazione di aderenze sull'intestino tenue. Le aderenze sono fasce di tessuto fibroso-cicatriziale che uniscono in modo anomalo parti normalmente disgiunte di uno stesso organo oppure organi o tessuti distinti ma molto vicini.
    In genere, le aderenze sull'intestino tenue sono frutto di interventi chirurgici a livello pelvico o addominale, o di gravi stati infiammatori;
  • Gli episodi di volvolo dell'intestino tenue. In ambito medico, la parola “volvolo” indica una grave condizione patologica, caratterizzata dalla torsione/attorcigliamento su se stessa di un'ansa dell'intestino;
  • I tumori dell'intestino tenue;
  • Le malformazioni anatomiche dell'intestino tenue. Queste sono spesso l'esito di anomalie congenite; tuttavia, possono comparire anche durante la fanciullezza;
  • I calcoli biliari. Sono piccoli aggregati solidi che originano all'interno della cistifellea (o colecisti), dopo l'anomala precipitazione di alcune sostanze costituenti la bile;
  • L'ingestione di corpi estranei. È una circostanza che, in genere, interessa i bambini;
  • Le ernie a carico dell'intestino tenue. In medicina, la parola “ernia” indica la fuoriuscita di un viscere e/o dei tessuti adiacenti a un viscere (per esempio i tessuti adiposi) dalla cavità corporea che normalmente li contiene;
  • I fenomeni di intussuscezione dell'intestino tenue. Un'intussuscezione è l'invaginazione di un tratto di intestino all'interno di un tratto di intestino adiacente (in genere, è una porzione intestinale situata più a valle).
    I fenomeni di intussuscezione rappresentano una delle più comuni cause di blocco intestinale nei bambini dai 6 mesi ai 3 anni di età.

Spostandoci a livello del grande intestino (ossia colon, sigma e retto), le possibili cause di blocco intestinale meccanico in questa sede sono:

  • Il fecaloma da stipsi severa (coprostasi). In medicina, il termine fecaloma indica un ammasso di materiale fecale di consistenza dura e secca, la cui evacuazione risulta essere molto complessa, se non addirittura impossibile;
  • La formazione di aderenze sull'intestino crasso;
  • Il tumore alle ovaie;
  • Il tumore al colon discendente e al retto;
  • Gli episodi di volvolo e di intussuscezione dell'intestino crasso;
  • La diverticolite. È l'infiammazione dei diverticoli; i diverticoli sono piccole estroflessioni che si possono formare all'interno di tutto il canale alimentare, colon discendente e sigma in particolare;
  • Le malattie infiammatorie intestinali, come per esempio il morbo di Crohn;
  • La stenosi (cioè il restringimento) del colon, conseguente a cicatrici o stati infiammatori.

Cause di blocco intestinale non-meccanico

Il blocco intestinale non-meccanico può essere temporaneo oppure cronico; se ha carattere temporaneo, è conosciuto anche come ileo paralitico; mentre, se ha carattere cronico, è detto anche pseudo-ostruzione (intestinale).
Tra le possibili cause di ileo paralitico (blocco intestinale non meccanico temporaneo), rientrano:

  • Gli squilibri elettrolitici;
  • L'assunzione di alcuni particolari farmaci, tra cui gli oppiacei usati per il dolore o gli antispastici;
  • Le infezioni, come la gastroenterite o l'appendicite;
  • Gli interventi di chirurgia addominale.

Tra le possibili cause di pseudo-ostruzione intestinale (blocco intestinale non meccanico cronico), figurano:

Classificazione in base al grado di ostruzione

Cancro Blocco IntestinaleUn blocco intestinale è detto parziale, quando l'ostruzione che lo caratterizza occlude in parte il lume dell'intestino, limitando ma non impedendo il passaggio delle sostanze.
Un blocco intestinale è invece definito come completo, quando l'ostruzione che lo contraddistingue occlude in modo totale il lume dell'intestino, impedendo il passaggio di qualsiasi tipo di sostanza.

Sintomi, segni e complicazioni

I tipici sintomi e segni del blocco intestinale sono:

  • Forte dolore e crampi all'addome;
  • Vomito;
  • Emissione di forti rumori intestinali;
  • Senso di gonfiore all'addome;
  • Stipsi alternata a diarrea;
  • Nausea;
  • Riduzione dell'appetito.

Caratteristiche del dolore

Negli episodi di blocco intestinale a carico dell'intestino tenue, il dolore localizza generalmente al centro dell'addome e tende ad avere carattere colico (cioè intermittente), con spasmi (dolorosi) che durano pochi minuti.
Negli episodi di blocco intestinale a carico dell'intestino crasso, invece, il dolore ha sede quasi sempre nel basso addome e tende a essere continuo o, comunque, a determinare spasmi (dolorosi) di una lunga durata.

Caratteristiche e conseguenze del vomito

Se ripetuto, il vomito può comportare un'ingente perdita di liquidi. Da questa ingente perdita di liquidi possono derivare disidratazione e squilibri elettrolitici.
Negli episodi di blocco intestinale a carico dell'intestino crasso, il vomito è frequentemente fecale.

Sintomi del blocco intestinale nel bambino

Nei soggetti di giovane e giovanissima età, il blocco intestinale provoca tipicamente:

Per un genitore, conoscere e saper riconoscere  i sintomi del blocco intestinale nel bambino è importante, perché velocizza una diagnosi che risulta complessa a causa della giovane età dei pazienti, la quale impedisce loro di esprimere chiaramente i disturbi presenti.

Complicazioni

Un blocco intestinale grave e non sottoposto a cure adeguate e tempestive ha un'elevata probabilità di degenerare in complicanze severe, talvolta anche letali.
Con sede laddove risiede l'ostruzione all'interno dell'intestino, tali possibili complicanze consistono in: emorragie, pericolose infezioni e fenomeni di perforazione intestinale.

COME INSORGONO LE COMPLICANZE DI UN BLOCCO INTESTINALE?

Quando compare un blocco intestinale, nella sede di ostruzione cominciano ad accumularsi cibo, gas, succhi gastrici acidi e altri liquidi.
In assenza di cure, l'accumulo di queste sostanze diviene progressivamente sempre più consistente, al punto che la pressione esercitata laddove l'intestino è ostruito, è tale da provocare la rottura dello stesso intestino.
La rottura dell'intestino comporta perdite di sangue (emorragie) e la fuoriuscita di una parte del contenuto intestinale (perforazione intestinale), che spesso include sostanze e batteri dannosi per le strutture anatomiche extraintestinali (infezioni e infiammazioni).

Quando rivolgersi al medico?

Di fronte a sintomi e circostanze che possono indurre a pensare verosimilmente a un blocco intestinale, è bene recarsi immediatamente al più vicino centro ospedaliero, per un consulto medico.
In presenza di un blocco intestinale, la tempestività delle cure è molto importante, per evitare le gravi complicanze di cui si è parlato in precedenza.

Diagnosi

In genere, la diagnosi di blocco intestinale richiede:

  • Un accurato esame obiettivo e un'attenta anamnesi. Rappresentano, di solito, il primo step del percorso diagnostico. Permettono al medico di conoscere e valutare i sintomi, e farsi un'idea di quali potrebbero essere le cause;
  • La radiografia dell'addome. Serve ad approfondire quanto emerso dall'esame obiettivo e dall'anamnesi. Di norma, se c'è un blocco intestinale, la radiografia dell'addome lo evidenzia senza difficoltà;
  • La TAC addominale. Fornisce una visione altamente dettagliata degli organi addominali, intestino compreso. È utile per studiare approfonditamente il grado di severità dell'ostruzione, che caratterizza il blocco intestinale;
  • L'ecografia addominale. Trova impiego quando il paziente è un soggetto giovane e prende il posto della TAC addominale;
  • Il clistere a base di solfato di bario (o clisma opaco). È un esame radiologico che permette di individuare e analizzare nei dettagli gli episodi di blocco intestinale lungo il tratto colon-retto dell'intestino crasso.

Terapia

La terapia del blocco intestinale richiede sempre l'ospedalizzazione del paziente. Durante questa ospedalizzazione, i medici ricorrono ad alcuni trattamenti standard, i quali:

  • Nei casi di ileo paralitico (blocco intestinale non-meccanico temporaneo) e blocco intestinale parziale, sono generalmente sufficienti a risolvere la situazione.
  • Nei casi di blocco intestinale completo, necessitano di un'associazione a interventi terapeutici di natura chirurgica.

Alla luce di ciò, quindi, la terapia del blocco intestinale dipende dalle cause scatenanti e dalle conseguenze che queste cause hanno avuto sul grado di ostruzione generatasi all'interno dell'intestino.

Cosa comporta l'ospedalizzazione?

L'ospedalizzazione che i medici attuano in presenza di un blocco intestinale prevede:

  • L'installazione di una linea intravenosa su un braccio del paziente, per rifornire quest'ultimo di liquidi e correggere eventuali stati di disidratazione e/o squilibri elettrolitici;
  • L'installazione di un sondino naso-gastrico. Questa operazione prevede l'inserimento di un lungo tubicino (che è il sondino naso-gastrico) nel naso del paziente e il suo collocamento all'interno dello stomaco.
    In presenza di un blocco intestinale, il sondino naso-gastrico serve a svuotare il compartimento gastrico da fluidi, gas, liquidi e altre sostanze, in modo da decomprimere l'intestino e favorirne la disostruzione spontanea;
  • L'inserimento di un catetere vescicale, per scaricare l'urina.

Ovviamente, l'ospedalizzazione attuata in caso di blocco intestinale comporta anche il monitoraggio delle condizioni di salute del paziente e un controllo periodico dello stato a cui tende l'ostruzione nell'intestino. 

Blocco intestinale parziale

In genere, gli episodi di blocco intestinale parziale guariscono con il solo ricorso a un'ospedalizzazione tempestiva del paziente. Di fatto, si tratta di un processo di guarigione semi-spontanea, poiché non c'è una vera e propria azione terapeutica sull'ostruzione presente nell'intestino.
Durante il periodo di ospedalizzazione e talvolta anche per i primi giorni successivi, la dieta prevista è a basso contenuto di fibre, in quanto questo regime alimentare rende più facile la guarigione e ne accelera i tempi.
La permanenza del blocco intestinale parziale, a dispetto di una corretta ospedalizzazione, impone l'attuazione di trattamenti più specifici.

Blocco intestinale completo

Gli episodi di blocco intestinale completo sono circostanze clinicamente importanti, che richiedono l'attuazione di un intervento chirurgico, per liberare l'intestino dall'ostruzione.
In siffatte circostanze, l'approccio chirurgico varia in relazione a cosa causa l'ostruzione e alla sede di quest'ultima.
Tra i possibili approcci chirurgici, figurano:

  • La rimozione dell'ostruzione con tecnica laparotomica, cioè attraverso l'apertura dell'addome. Consiste  nell'asportazione del tratto di intestino che include l'ostruzione, seguita dall'unione chirurgica dei due monconi d'intestino risultanti, al fine di ripristinare la continuità dell'organo interessato e garantire nuovamente una via per l'eliminazione delle feci.
    Talvolta, invece di praticare l'unione dei due monconi d'intestino, il chirurgo potrebbe realizzare una piccola apertura sull'addome verso cui deviare il moncone intestinale superiore (ossia quello collegato allo stomaco). Come l'unione dei due monconi d'intestino, anche questa strategia serve a permettere l'eliminazione delle feci. In genere, la sua realizzazione risulta una necessità quando è momentaneamente impossibile unire i due monconi (perché, per esempio, l'asportazione è stata particolarmente invasiva nei loro confronti).
  • La rimozione dell'ostruzione con tecnica laparoscopica, cioè senza l'apertura dell'addome (si veda laparoscopia). Lo scopo, quanto realizzato dal chirurgo e le possibili implicazioni sono gli stessi e le stesse descritte per la rimozione dell'ostruzione praticata in laparotomia.
    L'unica differenza con quest'ultima – una differenza decisamente sostanziale – risiede nel modo di operare, che, nel caso in questione, è decisamente meno invasivo.
  • La collocazione di un stent intestinale. Consiste nel collocamento, laddove c'è l'ostruzione, di un piccolo cilindretto metallico auto-espandibile, che restituisce al canale intestinale una certa pervietà.
    Lo stent intestinale per la cura di un blocco intestinale trova impiego soprattutto nei pazienti malati di tumore al colon o un tumore a carico dell'intestino tenue a uno stadio molto avanzato, che non permette altro tipo di cure.
  • La sigmoidoscopia o la colonscopia terapeutica. Consistono nell'inserire lungo il tratto terminale dell'intestino crasso un sottile tubicino, dotato di telecamera, luce e un particolare strumento operativo, che permette al chirurgo di liberare l'intestino dall'ostruzione.
    L'inserimento del tubicino in questione avviene, ovviamente, attraverso l'ano.

Chiarimento sui nomi dei vari interventi chirurgici

In medicina, la rimozione di un tratto di intestino crasso prende il nome di colectomia, mentre la rimozione di un tratto di intestino tenue è detta ileotomia; la realizzazione di un'apertura sull'addome, con deviazione verso tale apertura di un tratto di intestino crasso, è chiamata colostomia; mentre, quando questa stessa procedura interessa l'intestino tenue, assume il nome di ileostomia.

Il trattamento dell'intussuscezione

L'intussuscezione intestinale rappresenta un caso di particolare interesse, perché è una delle principali cause di blocco intestinale nei giovani.
Quando l'intussuscezione intestinale richiede l'attuazione di uno specifico trattamento, questo consiste nel già citato clistere al solfato di bario, il quale, quindi, non è solo una procedura diagnostica ma anche terapeutica.

Il trattamento della pseudo-ostruzione intestinale

Nella cura della pseudo-ostruzione intestinale sono fondamentali e sempre presenti l'ospedalizzazione del paziente e il trattamento, per quanto possibile, della causa scatenante.
Se ciò non è sufficiente, i medici potrebbero aggiungere al piano terapeutico anche la somministrazione di farmaci che stimolano la contrazione della muscolatura liscia intestinale, così da incentivare la motilità dell'intestino.

Prognosi

Gli episodi di blocco intestinale non gravi hanno una prognosi generalmente positiva; infatti, solo il 3-5% di questi è letale.
Totalmente diverso è il discorso per quanto riguarda gli episodi di blocco intestinale gravi: in siffatte circostanze, la prognosi è decisamente meno positiva e il tasso di mortalità è superiore al 30%.
Nei casi clinici più gravi, a incidere positivamente sulle speranze di sopravvivenza è, senza ombra di dubbio, la tempestiva attuazione della terapia contro l'ostruzione che ha causato il blocco intestinale.