Bicarbonato di sodio

Vedi anche: CITROSODINA ® - Sodio bicarbonato - Bicarbonato di sodio ed acido lattico


Il bicarbonato di sodio, per la sua capacità di neutralizzare gli acidi, viene spesso somministrato in presenza di bruciori di stomaco, gastriti, ulcere peptiche e tutte le volte in cui sia necessario alcalinizzare le urine o altri liquidi corporei. Bicarbonato di sodio Nel caso di intossicazione da farmaci con caratteristiche di acidi deboli, il bicarbonato di sodio - rendendo basiche le urine - ne inibisce il riassorbimento renale favorendone l'escrezione; è il caso, ad esempio, dell'aspirina e dei barbiriturici, che in un ambiente basico (essendo appunto acidi deboli) si trovano principalmente nella forma dissociata, molto più sfavorevole al loro riassorbimento rispetto alla forma non dissociata. Parallelamente, in pazienti predisposti, l'alcalinizzazione delle urine con bicarbonato di sodio è utile per prevenire la formazione di calcoli renali di acido urico. L'applicazione più nota del bicarbonato rimane comunque il trattamento delle indigestioni, dei reflussi acidi e più in generale di tutte le condizioni accumunate da un'eccessiva acidità gastrica. Messo a contatto con acido cloridrico (HCl), tipico dell'ambiente gastrico, il bicarbonato di sodio sviluppa infatti la seguente reazione:

NaHCO3 + HCl → NaCl + H2O + CO2(g)

CO2(g) non è altro che anidride carbonica allo stato gassoso, che si libera nello stomaco dilatandone le pareti. L'aumento pressorio accresce quindi il volume dell'organo, proprio come succede dopo un lauto pasto; questa distensione, tuttavia, è nota per essere lo stimolo più importante al rilascio di gastrina, un ormone che aumenta la sintesi di enzimi digestivi ma soprattutto di acido cloridrico da parte dello stomaco. Ecco quindi che, oltre ad un fastidioso senso di gonfiore gastrico e meteorismo, l'assunzione di bicarbonato di sodio come antiacido può innescare un riflesso, mediato dalla gastrina, che aumenta la produzione di acido cloridrico; dopo un sollievo iniziale può quindi produrre un peggioramento dei sintomi. Quanto esposto ci fa capire anche come il bicarbonato di sodio non debba mai essere assunto dopo grandiosi abbuffate, visto che lo stomaco si trova già iperdilatato dall'eccesso di cibo.

Nelle preparazioni farmaceutiche ad azione antiacida, il bicarbonato di sodio è talvolta associato a dimeticone, che agisce da carminativo riducendo la dimensione delle bolle di CO2 che si formano nello stomaco, attenuando così i fenomeni di flatulenza ed eruttazioni.

La necessità di somministrazioni frequenti, per sopperire alla rapida neutralizzazione del bicarbonato, può portare ad un eccessivo apporto di sodio, minerale che ad elevate concentrazioni diviene pericoloso per chi soffre di ipertensione (visto l'aumento della volemia e della forza con cui il sangue spinge sulle pareti dei vasi); ne consegue un più alto rischio di ipertensione, edemi e ritenzione idrica.

Nel sangue i bicarbonati agiscono come importanti tamponi degli acidi, contribuendo a mantenere il pH ematico a valori piuttosto costanti; la somministrazione endovenosa di una soluzione di bicarbonato di sodio può quindi essere praticata in ambito ospedaliero qualora sussista un quadro di acidosi metabolica.

Integratori a base di bicarbonato di sodio vengono talvolta utilizzati dagli atleti per prolungare la resistenza allo sforzo lattacido, durante il quale vengono prodotte, e riversate nel sangue, grandi quantità di acido lattico con conseguente tendenza ad una lieve acidificazione.

In virtù dei potenziali e numerosi effetti collaterali, l'uso del bicarbonato di sodio dovrebbe incontrare il preventivo consenso medico, in modo particolare in presenza di malattie in atto o terapie farmacologiche concomitanti. Come antiacido, se ne consiglia l'utilizzo dopo una o duo ore dal termine dei pasti, insieme ad un bicchiere d'acqua; la posologia è di 325-2000 mg di bicarbonato di sodio per os, da una a quattro volte al giorno.