Il beri beri è una malattia da denutrizione provocata dalla carenza cronica di tiamina, meglio nota come vitamina B1. Si tratta di una patologia diffusa soprattutto nelle popolazioni orientali con alimentazione fondata prevalentemente sul consumo di riso brillato. La tiamina, particolarmente abbondante nella crusca di riso, quindi nel prodotto integrale, viene infatti perduta con il processo di raffinazione del cereale.
Anche l'alcolismo può predisporre allo sviluppo del beri-beri, sia perché l'etanolo riduce l'assorbimento intestinale della tiamina, sia perché il danno epatico associato all'abuso di alcol riduce la capacità del fegato di convertire la vitamina nella sua forma attiva. Deficit di tiamina possono essere scatenati anche da disbiosi, specie quando caratterizzate da un'eccessiva proliferazione della flora batterica intestinale;
alcuni di questi microorganismi sintetizzano infatti
un enzima, chiamato tiaminasi, in grado di inattivare la vitamina B1. Deficit attenuati di tiamina, che spesso fuggono alla diagnosi, possono quindi registrarsi ancora oggi, specie nelle persone che fanno un eccessivo consumo di alimenti raffinati, negli alcolisti, in gravidanza ed allattamento, ed in caso di avvenimenti stressanti, incluso lo sport, o resezioni e disturbi gastrointestinali (celiachia, colite ulcerosa ecc.). Spie di tale deficit sono sintomi come nevriti, stato di stanchezza cronica, cefalee, irritabilità, disturbi della memoria, palpitazioni, affanno, costipazione, difficoltà digestive, vertigini ed inappetenza.
La B1 fu la prima vitamina scoperta dall'uomo, nel lontano 1911 grazie agli studi di Funk; già qualche anno prima Eijkam, incaricato di scoprire l'origine di una malattia che aveva improvvisamente assalito buona parte delle armate delle Indie olandesi, era giunto alla conclusione che il tegumento del riso conteneva una qualche sostanza la cui assenza causava il beri beri nell'uomo e nelle galline.
La vitamina B1 agisce essenzialmente come coenzima nella produzione di energia a partire da substrati energetici come glucidi ed aminoacidi glucogenetici. In natura, si trova in alimenti come la carne fresca, le uova, i legumi, i cereali integrali, le verdure a foglia verde, la frutta ed il latte.
Beri-beri è una parola della lingua cingalese, che significa letteralmente "non posso non posso", in riferimento agli effetti paralizzanti che può produrre nei soggetti affetti.
Il beri beri può dare tre diverse sintomatologie:
beri-beri umido: affligge principalmente il sistema cardiovascolare. Comporta un accumulo di liquido nei tessuti, con edema, tachicardia, difficoltà respiratorie e tendenza all'insufficienza cardiaca;
beri-beri secco: affligge principalmente il sistema nervoso. Il paziente appare estremamente emaciato, e lamenta atrofia dei muscoli degli arti inferiori e polineuropatia;
beri-beri infantile: colpisce i lattanti di 2-3 mesi di età. Può presentarsi in diverse forme, isolate o variamente associate tra loro: cardiache (fulminanti), afoniche e pseudomeningitiche. Può quindi essere letale se non si interviene celermente con un trattamento adeguato. Le cause del beriberi infantile vanno ricercate nell'assunzione di latte materno povero di tiamina.
Prima di assumere una precisa fisionomia, il beri-beri si manifesta con inappetenza, astenia, disturbi gastrointestinali, edemi (a volte), palpitazioni, disturbi della sensibilità, incertezza nei movimenti, debolezza alle gambe, dolori e spasmi muscolari.
La neuropatia è il segno caratteristico del beri-beri nell'adulto (forma secca); si manifesta con alterata percezione sensoriale, formicolio o perdita di sensibilità a mani e piedi, difficoltà deambulatorie, confusione mentale, difficoltà nella fonazione e movimenti involontari degli occhi (nistagmo optocinetico).
La terapia del Beri-beri si basa sulla somministrazione di tiamina (tiamina cloridrato) per via orale (10 mg/die), eventualmente supportata da un multivitaminico e multiminerale, ma soprattutto dalla correzione delle abitudini dietetiche. Nelle forme più gravi di beri-beri si rende necessaria una doppia iniezione quotidiana per via intramuscolare con circa 20 mg di vitamina cloridrato. Il recupero è spesso sorprendente nella sua rapidità, tanto da far registrare notevoli miglioramenti entro un'ora dall'inizio del trattamento specifico per il beri-beri.
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