Pianetadonna
Salute
      Ultima modifica: 23/11/2011

Le benzodiazepine

Vedi anche: come agiscono le benzodiazepine?


Introdotte in commercio nei primi anni '60, le benzodiazepine sono farmaci di fondamentale importanza nella terapia dell'ansia e dell'insonnia; oltre a questo effetto ansiolitico ed ipnotico, si distinguono per due importantissime proprietà farmacologiche: quella antiepilettica e quella miorilassante.
Le benzodiazepine agiscono potenziando l'attività del GABA, un amminoacido con azione inibitoria sugli impulsi nervosi. L'attività del sistema nervoso è infatti influenzata da numerose sostanze deputate allo scambio di informazioni tra strutture anatomiche distanti tra loro; la rapida trasmissione degli  impulsi è affidata a particolari messaggeri, conosciuti come neurotrasmettitori, che possono avere carattere eccitatorio o inibitorio. Grazie alla integrazione dei vari segnali elettrici trasportati dai neurotrasmettitori, l'organismo può modulare nel migliore dei modi le sue attività motorie, sensitive, intellettive e persino quelle legate all'affettività e al tono dell'umore.
Potenziando l'attività del GABA, con un'intensità che varia da farmaco a farmaco, le benzodiazepine sono in grado di rallentare la funzionalità del sistema nervoso centrale, la sede principale in cui questo amminoacido espleta la sua azione inibitoria.

Per raggiungere i neuroni cerebrali qualsiasi farmaco, benzodiazepine comprese, deve superare un importante ostacolo chiamato barriera ematoencefalica (un complesso sistema fisiologico che regola gli scambi di sostanze utili e prodotti di rifiuto tra sangue, liquido cefalorachidiano ed encefalo). Una delle caratteristiche fondamentali che un farmaco deve possedere per riuscire a passare questo severissimo sistema di controllo è la sua affinità per le sostanze grasse, detta lipofilia in termini tecnici. Ebbene, tutte le benzodiazepine sono lipofile;  tanto più spiccata è questa loro caratteristica e tanto superiore è la velocità con cui superano la barriera ematoencefalica.

 

Effetti delle benzodiazepine

ansiolitico (riducono l'ansia)
ipnoinducente (diminuiscono il tempo necessario per l'addormentamento, prolungano il tempo totale del sonno, diminuiscono il numero dei risvegli notturni e dei movimenti corporei durante il sonno) o sedativo
miorilassante (rilassano la muscolatura scheletrica)
anticonvulsionante (utilizzate nell'epilessia)
inducono un certo grado di amnesia anterograda

 

Un'altra caratteristica importante delle benzodiazepine, che ha sicuramente contribuito al loro successo, è l'elevato indice terapeutico; questo parametro esprime il rapporto tra dose tossica e dose terapeutica. Quando un farmaco possiede un elevato indice terapeutico significa che esiste una differenza consistente tra i dosaggi utili e quelli tossici. Inoltre, gli effetti ansiolitici, sedativi e miorilassanti delle benzodiazepine sono sostanzialmente legati al dosaggio; il tamazepam, ad esempio, è ansiolitico alla dose di 10 mg, mentre a dosi di 20-40 mg tale effetto si potenzia ed il farmaco acquista attività ipnoinducente. A differenti e crescenti dosaggi, le benzodiazepine sono quindi capaci di provocare ansiolisi, sedazione, fino a perdita di conoscenza.
Quando si parla di farmaci e del loro effetto sulla salute non si può tralasciare un breve accenno all'emivita; questo parametro ci dà infatti un'idea sulla loro durata di azione - tanto è superiore, tanto più prolungati sono gli effetti e viceversa -. Benzodiazepine con brevissima emivita (2-7 ore) possono quindi essere utilizzate come ipnoinducenti perché il loro effetto si esaurisce nell'arco di una notte e non provocano sonnolenza diurna. Vi sono poi benzodiazepine a  durata d'azione breve, intermedia-breve (5-24 h) che, quando sono assunte alla sera, provocano solamente una scarsa sonnolenza diurna, e benzodiazepine a durata intermedia-lunga e prolungata che tendono ad accumularsi e a provocare effetti residui.

Si possono distinguere Benzodiazepine a vita plasmatica:

 

Ultrabreve: triazolam (2-5 h), brotizolam (2-7 h). Note: possono alterare la memoria il giorno successivo, aumentare l'ansia diurna e quella di rimbalzo dopo la sospensione, specie se brusca, del trattamento.
Breve ed intermedio-breve (5-24 h): oxazepam, clotiazepam, lormetazepam, lorazepam, estazolam, bromazepam, alprazolam, etizolam.
Intermedio-lunga e lunga (> 24 h): flunitrazepam, nitrazepam, clonazepam, clordiazepossido, diazepam, clorazepato, prazepam, flurazepam, clobazam, medazepam, ketazolam, quazepam, clordemetildiazepam.

 

Al contrario di quanto si potrebbe pensare, non esiste una relazione diretta tra emivita e rapidità d'azione, in quanto alcuni farmaci, pur agendo con rapidità, vengono metabolizzati in altri composti attivi che ne prolungano decisamente la durata d'azione. Le modificazioni metaboliche subite da un farmaco sono quindi importantissime; il midazolam, la benzodiazepina più utilizzata in anestesia, è per esempio idrofilo (caratteristica che lo rende adatto per via endovenosa) ma dopo la somministrazione subisce modificazioni strutturali che lo rendono altamente lipofilo e quindi capace di superare rapidamente la barriera ematoencefalica.
Come accennato poche righe fa, gli effetti collaterali delle benzodiazepine sono generalmente scarsi e lievi, tanto che sono considerate farmaci abbastanza sicuri e dalla bassa tossicità. Il loro utilizzo è tuttavia sconsigliato in gravidanza (rischio di malformazioni fetali nel primo trimestre), allattamento (è possibile solo l'uso occasionale), intossicazione alcolica, miastenia grave, forti russatori ed apnea da sonno (che potrebbe peggiorare), confusione e demenza;  va inoltre assolutamente evitata la contemporanea assunzione con altri sedativi (potenziano gli effetti delle benzodiazepine e possono quindi portare al coma e  a grave depressione respiratoria)- alcol, barbiturici  - ed oppioidi.  Infine è opportuno sottolineare che nonostante questa loro sicurezza, le benzodiazepine andrebbero comunque utilizzate con parsimonia, in quanto possono causare abitudine e dipendenza fisica (se l'uso è prolungato e viene bruscamente interrotto insorgono, anche in maniera violenta, tutti quei sintomi che si è cercato di attenuare con il loro utilizzo: insonnia, attacchi di panico, tachicardia, sudorazione profusa, depressione, disforia).

 

Effetti indesiderati delle benzodiazepine (a dosaggi terapeutici)

Sedazione eccessiva
Sonnolenza diurna
Confusione mentale (specialmente nell'anziano), depressione
Ansia del giorno dopo
Incoordinazione, atassia
Disturbi della memoria

 

 

Se si svolgono attività che richiedono particolare attenzione, prime tra tutte la guida, occorre considerare gli effetti sedativi, anche quando questi sono residui diurni dell'assunzione serale. 
Inoltre, quando vengono utilizzate nella cura di stati ansiosi, le benzodiazepine non risolvono le cause (trattabili, per esempio, attraverso la psicoterapia), ma si limitano ad attenuarne i sintomi.

Per tutti questi motivi l'uso delle benzodiazepine deve essere comunque attento ed avvenire sotto controllo medico. La contemporanea assunzione di cibo (assumere lontano dai pasti), caffeina, fumo ed antiacidi ne diminuisce l'effetto.

Per interazioni con farmaci particolari consultare il foglietto illustrativo.


Letture di approfondimento

Ansia | Sonno | Insonnia | Benzodiazepine


Ansia
Ansia - cos'è l'ansia?
Ansia - Erboristeria
Ansia - Farmaci per la cura dell'Ansia
Ansia, stress e Back Scool
Ansia: normalità o patologia
Combattere Stress ed Ansia con il Training Autogeno
Cymbalta - avvertenze
Cymbalta - duloxetina
Cymbalta - duloxetina
Cymbalta - effetti indesiderati
Cymbalta - foglietto illustrativo
Cymbalta - foglietto illustrativo
Cymbalta - foglio illustrativo
Cymbalta - gravidanza e allattamento, effetti indesiderati
Cymbalta - interazioni con altri medicinali






DALLA COMMUNITY


Ultima domanda

Foto utenteEmozioni femminili: Beh ti garantisco che allora molte dovrebbero andare dallo psicologo :-D
 

Ultima risposta

Foto professionistaPersonal Trainer: Ivan Mercolini

Dimagrire assumendo duloxetina: Salve. La Sua richiesta non può essere soddisfatta all'interno di un forum. Stilare una dieta personalizzata richiede un approccio diretto con un professionista abilitato. Le ragioni sono state da me elencate in questo thread: http://community.my-personaltrainer.it/Forum/Fitness/Home_fitness/Mercolini-puo-farmi-lelenco--id=6693 e...

 
  • Analisi Traumatologica degli esercizi di Pesistica Analisi Traumatologica degli esercizi di Pesistica
    Nella lezione di oggi analizzeremo i vari esercizi di pesistica dal lato delle potenzialità traumatologiche acute o da usura. Preso ogni esercizio, mostrerò nel dettaglio tutti gli errori di esecuzione che possono procurare lesioni

DAL BLOGULTIMI ARTICOLI

Versione Mobile
Giovedì, 9 febbraio 2012 ore 23:00