Aumento del seno

L'aumento del seno accompagna momenti particolari della vita di ogni donna, primo tra tutti la pubertà. Durante quest'epoca di evoluzione psichica e corporea, le due mammelle subiscono un sensibile aumento, mentre nel maschio mantengono i caratteri rudimentali tipici del periodo prepubere.

Aumento del senoAl termine dell'adolescenza, è possibile apprezzare significative differenze di volume tra i seni delle varie donne. Generalmente, tale variabilità è legata ad una deposizione più o meno generosa di grasso nel cuscinetto adiposo pettorale; lo sviluppo delle strutture ghiandolari - parte funzionale della mammella in quanto deputata alla produzione lattea - risulta invece meno correlata al volume del seno. Anche per questo, la quantità di latte prodotta nel periodo post-partum è indipendente dalla forma e dalle dimensioni del seno. Per lo stesso motivo, è esperienza comune osservare una sensibile riduzione delle mammelle nelle donne che - partendo da una condizione di sovrappeso - vanno incontro ad un rapido dimagrimento.

Quando l'ipertrofia o l'ipotrofia del seno sono piuttosto accentuate si parla rispettivamente di macromastia e micromastia (o ipoplasia mammaria). Tali alterazioni possono interessare la mammella nella sua componente ghiandolare e adiposa, seppur con diverse proporzioni; la macromastia puberale, per esempio, è sostenuta soprattutto da un'ipertrofia delle ghiandole.

La pigmentazione del capezzolo e della sua areola, lo sviluppo delle strutture ghiandolari, nonché l'aumento del seno che si verifica durante la pubertà , sono legati all'increzione dei livelli di estradiolo, il principale ormone sessuale femminile. Al contrario, il testosterone - che rappresenta la controparte maschile - conduce tali strutture all'atrofia. Non a caso, quindi, gli uomini con scarsi livelli di testosterone sono maggiormente propensi allo sviluppo di ginecomastia (anomalo sviluppo delle dimensioni delle mammelle). Rovesciando la questione, un'atrofia del seno femminile in età adulta può accompagnarsi ad un aumento dei peli sul volto e sul corpo; tale disturbo, chiamato irsutismo, è spesso causato da un'esagerata produzione di androgeni. Anche i piccoli cambiamenti di volume e di turgore della mammella durante il ciclo mestruale sono imputabili alle variazioni degli steroidi sessuali in circolo. Molte donne, ad esempio, avvertono un lieve aumento del proprio seno, accompagnato ad una fastidiosa tensione, nel periodo pre-mestruale; tale condizione è causata dalla ritenzione di liquidi, frutto del relativo eccesso di estrogeni rispetto al progesterone.

L'azione positiva dell'estradiolo sull'aumento del seno viene sfruttata nella produzione di svariati prodotti a base di fitoestrogeni, dedicati a quel vasto pubblico femminile smanioso di valorizzare il proprio decolté senza ricorrere al bisturi. In realtà, come abbiamo avuto modo di analizzare nel corso degli articoli dedicati ai fitoestrogeni e agli isoflavoni di soia, l'effetto similestrogenico di queste sostanze è circa mille volte inferiore rispetto alla loro controparte endogena. Perciò, aspettarsi di aumentare le dimensioni del proprio seno ricorrendo a tali prodotti risulta alquanto, oserei dire inconsciamente, ottimistico. Dall'altra parte, non si può nemmeno pensare di assumere estrogeni di sintesi, in quanto - oltre ad un aumentato rischio di tumore al seno - lo scombussolamento ormonale causerebbe problemi importanti a tutto l'organismo. Da sottolineare che alcune donne ottengono involontariamente un aumento del seno assumendo certi tipi di pillole anticoncezionali contenenti estrogeni.

Durante la gravidanza, l'aumento dei livelli plasmatici di estrogeni e progesterone, grazie all'attività ovarica e soprattutto a quella placentare, porta ad un'ipertrofia delle mammelle; si assiste in particolare al contemporaneo sviluppo degli alveoli secernenti (progesterone), del tessuto adiposo, dei dotti galattofori e delle loro ramificazioni (estrogeni). E' singolare il fatto che tali ormoni, pur inducendo modificazioni ipertrofiche del seno, inibiscano la secrezione di latte; quest'ultima verrà invece stimolata dall'ormone prolattina.



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Ultima modifica dell'articolo: 15/09/2016