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Salute
      Ultima modifica: 23/11/2011

Ascesso

Un ascesso è una raccolta circoscritta di pus, un accumulo di batteri, globuli bianchi, plasma e detriti cellulari in una cavità chiusa originata dall'infiammazione e lisi dei tessuti. A volte, il processo infiammatorio locale, con accumulo di cellule immunitarie, può essere conseguente anche ad infezioni parassitarie o alla penetrazione di schegge o corpi estranei. Alla palpazione di un ascesso, quando possibile, sembra che qualcosa di molle si sposti leggermente al suo interno, come se uscisse dai sui bordi rosso - violacei, e oltre al dolore si può avvertire al tatto un senso di calore locale. In effetti, la classificazione tradizionale degli ascessi li suddivide in caldi - i più comuni, segno di un processo flogistico acuto - e freddi o cronici, tipici della tubercolosi.

Piccoli ascessi sono, ad esempio, quegli "odiosi" brufoli con punta gialla, indice di un accumulo locale di materiale purulento, con lesioni ed infiammazioni dei tessuti circostanti. Non a caso è risaputo che il foruncolo è causato dalla proliferazione dei batteri cutanei all'interno dei follicoli piliferi e delle ghiandole sebacee, del cui secreto oleoso si nutrono producendo metaboliti infiammatori. Non tutti gli ascessi, però, sono così innocui e passeggeri; l'esempio più noto in proposito è l'ascesso dentale: ne esistono tre tipi, in ordine crescente di gravità, gengivale, parodontale e periapicale. Sia per quanto riguarda gli ascessi cutanei, che per quelli dentali, un'adeguata e regolare igiene funge da adeguato strumento preventivo.

Altri ascessi piuttosto comuni si sviluppano intorno ad ano e vagina (i cosiddetti ascessi delle ghiandole di Bartolini), un po' più in alto e all'indietro in zona sacro-coccigea (ascessi pilonidali) o un po' più in avanti nell'area inguinale.

Fattori aggravanti, oltre alla scarsa igiene per gli esempi già illustrati, sono rappresentati da tutte le condizioni che indeboliscono le difese immunitarie, come la terapia cronica con cortisonici, il diabete, l'AIDS, la chemioterapia, la leucemia, i traumi severi, le ustioni estese e via discorrendo. Le complicazioni degli ascessi sono rappresentate dalla diffusione del processo infettivo in profondità; ad esempio, l'accesso gengivale si sviluppa in seguito ad un'infezione superficiale delle gengive, tipicamente in seguito ad una piccola ferita procurata da una spina o da uno stuzzicadenti. Nell'ascesso parodontale, invece, un fattore predisponente è dato dall'accumulo di tartaro nelle tasche gengivali, che estende il processo infiammatorio ed infettivo in profondità, fino ad aprirgli la strada nella polpa con interessamento delle terminazioni nervose (ascesso periapicale). Tanto più l'infezione si estende in profondità e tanto più i sintomi dell'ascesso peggiorano, indipendentemente dalla sua localizzazione, con grave senso di malessere e febbre. Alla comparsa di questi sintomi, o quando l'ascesso diviene particolarmente vistoso, specie in presenza dei sopraccitati fattori aggravanti, è molto importante richiedere l'immediato intervento medico.

Il trattamento degli ascessi dipende dalle cause e dalle zone in cui si sono sviluppati; spesso, oltre l'uso di antibiotici per debellare l'infezione, si rende necessaria l'incisione dell'ascesso ed il drenaggio del suo contenuto; il tutto, ovviamente, con l'ausilio di strumenti sterili, spesso in anestesia locale e con tutti i medicamenti richiesti dal caso. Questa operazione non dovrebbe essere mai eseguita dal paziente (non si schiacciano i brufoli, lo sappiamo tutti...), per il rischio di propagare l'infezione ai tessuti più profondi; piuttosto, quando l'ascesso è piccolo (inferiore al centimetro), può essere d'aiuto l'applicazione di impacchi caldi per circa trenta minuti quattro volte al giorno.


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