Appendicite

L'appendicite è una malattia infiammatoria a carico di un piccolo diverticolo, chiamato appendice vermiforme, che si diparte dal tratto iniziale dell'intestino crasso. Questo esile prolungamento intestinale, lungo circa dieci centimetri per un diametro medio di 6 mm, non sembra avere alcuna funzione nell'uomo; nonostante ciò, quando viene colpita da un processo infiammatorio, l'appendice può mettere a repentaglio la salute dell'intero organismo, come ben sapranno tutti coloro che hanno dovuto farsela asportare con carattere d'urgenza.

L'appendicite ha una netta prevalenza nell'infanzia, nell'adolescenza e nella prima età adulta, anche se ciò non la esenta dal creare grossi problemi a tutte le età.

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Generalità

L'appendicite acuta è una malattia piuttosto comune, che interessa annualmente circa lo 0,2% della popolazione ed un individuo su sette nell'arco della vita. Di raro riscontro al di sotto dei due anni e nell'età geriatrica, interessa soprattutto i giovani fra i dieci ed i trent'anni.

Maggiormente diffusa nei Paesi occidentali e industrializzati, probabilmente a causa del pessimo binomio tra sedentarietà e dieta squilibrata, l'appendicite colpisce soprattutto i giovani soggetti di sesso maschile, mentre prima della pubertà e dopo i trent'anni il rischio tra i due sessi si equivale.

 

Appendice appendicite

Sintomi

Per approfondire: Sintomi Appendicite


I sintomi iniziali, tipici dell'appendicite acuta, sono rappresentati da un senso di malessere generale, accompagnato a febbre lieve e a dolori addominali localizzati intorno all'ombelico.

Nelle 12-24 ore successive, il dolore, che rappresenta il sintomo cardine dell'appendicite, si sposta verso il basso, insidiandosi nella fossa iliaca destra (tra l'ombelico e l'osso dell'anca) in corrispondenza della sede anatomica propria dell'appendice. Talvolta il dolore è così intenso da spingere il soggetto ad adottare posizioni antalgiche (cosce flesse sul bacino, posizione sdraiata).

Non di rado, la sintomatologia comprende anche disturbi gastrointestinali, che risentono tuttavia di un maggiore grado di variabilità individuale (vomito e, soprattutto nel bambino, scariche diarroiche che precedono una fase di arresto dell'emissione di gas e di feci).


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Cause

Le cause: l'infiammazione è generalmente causata da un'ostruzione interna all'appendice, conseguente al ristagno di materiale indigerito, o all'ipertrofia dei follicoli linfatici appendicolari, che possono aumentare di numero e dimensioni in risposta ad un'infezione locale o sistemica (mononucleosi, morbillo, tifo, morbo di Crohn, gastroenteriti, infezioni respiratorie ecc.). Questa seconda ipotesi eziopatogenica è riservata perlopiù al periodo giovanile, dal momento che dai trent'anni in poi i follicoli linfatici appendicolari si riducono significativamente, fino a scomparire intorno alla sesta decade di vita. Per questo motivo, nell'età adulta l'occlusione dell'appendice è spesso correlata al ristagno di un ammasso solidificato di materiale fecale e sali inorganici (coprolita) o, più raramente, dalla presenza di un corpo estraneo (calcoli biliari, neoplasie o parassiti intestinali, come la Taenia, l'Ascaris e l'Enterobius vermicularis).

Qualunque sia l'origine dell'ostruzione, l'accumulo di muco, che continua ad essere prodotto e riversato in sede intra-appendicolare senza trovare sfogo, aumenta la pressione interna all'appendice. La conseguente stimolazione meccanica dei recettori dolorifici è responsabile dell'insorgenza dei sintomi precoci associati all'appendicite, quali nausea, anoressia (intesa come riduzione o perdita di appetito) e dolori viscerali di media entità e scarsamente localizzati.

L'aumento pressorio ostacola la perfusione dell'appendice, fino a determinare stasi linfo-venosa, compromissione arteriolare e conseguente ischemia tissutale. Il ridotto apporto di sangue e la stasi linfatica favoriscono la virulentazione dei batteri che normalmente popolano l'appendice senza causare danno alcuno (appendicite acuta catarrale). Se l'ostruzione si risolve il processo regredisce; al contrario se l'infiammazione persiste, l'ulcerazione batterica della mucosa, associata alla ridotta vascolarizzazione, determina la formazione di materiale purulento (appendicite suppurativa).

Qualora il processo continui la severa compromissione del drenaggio linfovasale si associa alla comparsa di veri e propri focolai gangrenosi (appendicite acuta gangrenosa). Lo stadio successivo è la perforazione del viscere, con possibile estensione del processo infiammatorio al peritoneo parietale (una sorta di foglietto ripiegato in due che avvolge le pareti della cavità addominale); da qui l'infiammazione è potenzialmente in grado di estendersi a tutte le strutture adiacenti (appendicite acuta perforata), anche se spesso l'organismo riesce a circoscrivere il focolaio infettivo. È proprio durante questi ultimi stadi che i pazienti mostrano la tradizionale esacerbazione e migrazione del dolore, che si sposta dalle zone prossime all'ombelico a quelle situate più in basso, verso l'osso dell'anca.

La peritonite generalizzata è la complicanza più grave dell'appendicite e, se non trattata in tempo, può addirittura risultare letale.


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Ultima modifica dell'articolo: 22/09/2016