L'apolipoproteina B è la principale componente proteica della lipoproteina a bassa densità (LDL o colesterolo "cattivo"), deputata al trasporto di colesterolo ai tessuti.
L'apolipoproteina B, o più semplicemente APOB, costituisce inoltre circa il 40 percento della frazione proteica delle lipoproteine a densità molto bassa (VLDL) e dei chilomicroni (che veicolano i trigliceridi di origine endogena ed esogena.
L'APOB è essenziale per l'assemblaggio, la secrezione e il metabolismo di queste lipoproteine.
Nonostante la funzione dell'apolipoproteina B sia ancora lontana dall'essere completamente chiarita, sappiamo che essa funge da ligando per i recettori delle LDL situati in numerose cellule dell'organismo. In pratica, rappresenta la "chiave" che una volta inserita nella serratura della rispettiva "finestra" situata sulla superficie esterna della cellula, permette l'ingresso del colesterolo.
L'interazione ad alta affinità tra le LDL e il recettore delle LDL (localizzato sulla superficie di gran parte delle cellule del nostro organismo) avviene attraverso l'APOB, che è il ligando fisiologico e perciò largamente responsabile della regolazione dei livelli di colesterolo LDL nel plasma.
I dosaggi dell'apolipoproteina B, unitamente a quelli di altri indicatori ematici, permettono di quantificare il rischio di subire malattie arterio-coronariche. Esiste infatti una chiara relazione tra elevati livelli di APOB e aterosclerosi, talmente evidente che il dosaggio dell'APOB nel sangue rappresenta un indicatore di rischio cardiovascolare migliore rispetto al colesterolo LDL (che a sua voltà è più indicativo DEl colesterolo totale). Similmente a quest'ultimo, i livelli di apolipoproteina B possono essere elevati a causa di fattori genetici e/o ambientali (dieta ipercalorica ricca di grassi saturi e zuccheri semplici, sovrappeso, sedentarietà ecc).
Valori normali Apolipoproteina B nel plasma: 35-100 mg/100 ml
Aumento: gravidanza; ipercolesterolemia; difetti nei recettori dell'LDL; ostruzione delle vie biliari; sindrome nefrosica.
Diminuzione: epatopatie; sepsi; somministrazione di estrogeni; deficit familiare dell'apolipoproteina B.
Nel sangue troviamo due isoforme, l'APOB48, sintetizzata esclusivamente dall'intestino tenue, e la APOB100, prodotta a livello epatico. Esiste una netta relazione tra la concentrazione di APOB100 nel sangue ed il numero di particelle lipoproteiche di origine epatica (VLDL, IDL, LDL), poiché ognuna di queste possiede una, ed una sola, proteina APOB100.
Alti livelli di APOB100 nel sangue sono quindi sinonimo di un numero elevato di lipoproteine LDL, ma non forniscono alcuna informazione sul loro contenuto in lipidi ed in particolare di colesterolo (le varie particelle possono avere un carico più o meno importante di trigliceridi e colesterolo). Ma allora come spiegare l'associazione tra elevati livelli di APOB100 ed aumentato rischio cardiovascolare? Si ritiene che la presenza di un elevato numero di lipoproteine nel torrente circolatorio dia origine a meccanismi di competizione per i recettori cellulari dell'APOB100 (LDL-R). Dal momento che il numero di queste "serrature" e delle rispettive "finestre" è limitato, il surplus di "chiavi" (lipoproteine) nel sangue, le rende maggiormente suscettibili a quei fenomeni di origine ossidativa e non, che stanno alla base della formazione degli ateromi. Tali considerazioni spiegherebbero la relazione esistente tra elevati livelli di apolipoproteina B ed aumento del rischio di coronaropatie, nonché la maggiore attendibilità di questo parametro rispetto al colesterolo LDL.
I livelli di apolipoproteina B vengono spesso relazionati a quelli di apoliporoteina A1 (che caratterizza il colesterolo HDL o colesterolo "buono"). Più basso è questo rapporto (APO-A1/APO-B) e maggiore è il rischio cardiovascolare.
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