Antigene carcino embrionario - CEA -

Antigene carcino embrionario: cos'è e come viene prodotto

L'antigene carcinoembrionario o più semplicemente CEA (acronimo dell'inglese Carcino-Embryonic Antigen) è una glicoproteina con peso molecolare approssimativo di 210.000 daltons. Viene prodotta principalmente dalle cellule fetali del tratto digerente, del fegato e del pancreas, durante i primi due trimestri di gestazione, mentre dopo la nascita è molto ridotta. Antigene carcino embrionario - CEA -Si è inoltre visto che l'antigene carcinoembrionario manifesta una diversa specificità molecolare, quindi immunologica, a seconda dei tessuti in cui viene sintetizzato, a causa di variazioni nella componente glucidica della molecola. Più che di un'unica macromolecola stiamo quindi parlando di un pool di molecole eterogenee.

Nell'adulto, piccolissime quantità di antigene carcino-embrionario vengono secrete dalle cellule del colon, dal parenchima polmonare e dal tessuto mammario durante la lattazione. Il suo tasso ematico, particolarmente ridotto, aumenta in numerose condizioni morbose, sia neoplastiche che non.

Valori normali di riferimento

L'antigene carcinoembrionario è stato rilevato per la prima volta nel 1965 da Gold e Freedman, durante l'esame di membrane cellulari di cellule neoplastiche in pazienti portatori di adenocarcinoma del colon.

La concentrazione normale plasmatica del CEA varia da 0 a 2,5 - 3 ng/ml.

Cause di Antigene carcinoembrionario alto

Come anticipato, alti livelli di antigene carcinoembrionario sono stati riscontrati, oltre che nei tumori del colon-retto (70-90% dei pazienti affetti da neoplasie maligne del grosso intestino), anche in varie altre patologie maligne e benigne. Patologie benigne sono per esempio la pancreatite, la bronchite, l'enfisema polmonare, la gastrite, l'ulcera peptica gastrica, la cirrosi epatica, gli stati uremici, gli itteri benigni, il morbo di Crohn, la colite ulcerosa e la diverticolosi. I valori di CEA aumentano anche in una condizione non patologica ahinoi piuttosto diffusa, che è quella dell'accanito tabagismo. Altrettanto diffusa è una condizione neoplastica benigna nota come poliposi del colon; anche in questo caso i livelli di antigene carcinoembrionario tendono ad essere superiori rispetto alla norma.

Purtroppo, non esistono valori soglia di CEA che differenzino le patologie maligne da quelle benigne, anche se in generale in quest'ultimo caso gli aumenti sono rari o comunque contenuti (sotto i 3 µg/ml). Questa scarsa specificità e sensibilità dell'antigene carcinoembrionario ne impedisce l'utilizzo come metodica di screening per il riconoscimento precoce delle patologie neoplastiche. Il CEA trova invece la sua applicazione più frequente nel carcinoma del colon, in particolare per monitorare la risposta dei pazienti sottoposti a terapia chirurgica o d'altro tipo, nonché come marker di possibili recidive. Particolare attenzione viene quindi rivolta al monitoraggio dei livelli preoperatori di CEA, perché correlati al rischio di recidiva neoplastica dopo resezione del tumore primitivo. Inoltre, nel periodo post-operatorio i livelli di antigene carcinoembrionario vengono periodicamente monitorati, poiché rialzi sensibili dei suoi livelli sono una spia precoce di metastasi, che si accende già diverse settimane prima che le metodiche cliniche e strumentali riescano a rilevarle.

Un'altra patologia maligna associata ad un aumento sensibile dei livelli di antigene carcinoembrionario è il carcinoma pancreatico, molto più raro di quello al colon, ma molto più aggressivo.

In definitiva, quindi. l'antigene carcino-embrionario non è specifico per alcun tipo di neoplasia, anche se valori superiori a 20 µg/ml (20 mcg/ml) sono significativamente correlati con metastasi e/o carcinoma primitivo del pancreas o del colon-retto. Aumenti tendenzialmente inferiori dei livelli di CEA si possono registrare nel carcinoma polmonare, gastrico, ovarico, uterino ed epatico, mammario e renale, oltre che nelle leucemie, nei linfomi e nei sarcomi.