Antigene Carcino Embrionario - CEA

Generalità

L'antigene carcino-embrionario (CEA) è una proteina che può essere prodotta in grandi quantità dalle cellule di molte forme tumorali: colon-retto, tiroide, polmone, mammella, fegato, pancreas, stomaco ed ovaie.

Di conseguenza, il CEA viene utilizzato come marcatore per la tipizzazione iniziale del processo neoplastico e per monitorare l'insorgenza di recidive.
CEA Test - Esame del sangueLa ricerca dell'antigene carcinoembrionario può essere prescritta dal medico anche per escludere la presenza di malattie degli organi addominali, che potrebbero costituire una controindicazione all'assunzione di alcuni farmaci (come, per esempio, gli anticoagulanti).
Il valore dell'antigene carcinoembrionario è più alto in presenza di patologie neoplastiche diffuse. Tuttavia, va tenuto presente che il valore può innalzarsi anche a causa di malattie non tumorali, come epatite, poliposi intestinale, colite, enfisema e polmonite. Inoltre, nei fumatori, questo parametro è, di solito, più elevato rispetto a chi non fuma.

Cos'è

L'antigene carcinoembrionario o più semplicemente CEA (acronimo dell'inglese Carcino-Embryonic Antigen) è una glicoproteina con peso molecolare approssimativo di 210.000 daltons. Viene prodotta principalmente dalle cellule fetali del tratto digerente, del fegato e del pancreas, durante i primi due trimestri di gestazione, mentre dopo la nascita è molto ridotta.

Si è inoltre visto che l'antigene carcinoembrionario manifesta una diversa specificità molecolare, quindi immunologica, a seconda dei tessuti in cui viene sintetizzato, a causa di variazioni nella componente glucidica della molecola.
Più che di un'unica macromolecola, stiamo quindi parlando di un pool di molecole eterogenee.
Nell'adulto, piccolissime quantità di antigene carcino-embrionario vengono secrete dalle cellule del colon, dal parenchima polmonare e dal tessuto mammario durante la lattazione. Il suo tasso ematico, particolarmente ridotto, aumenta in numerose condizioni morbose, sia neoplastiche che non.

Perché si Misura

La ricerca dell'antigene carcino-embrionario serve a determinarne la presenza nel sangue. La concentrazione plasmatica di questa glicoproteina viene infatti considerata un marcatore tumorale, in quanto la sua presenza ben si correla con alcune malattie neoplastiche.


Il CEA è il marcatore specifico del tumore maligno al colon-retto.

Viene utilizzato soprattutto per individuare in modo precoce eventuali recidive (ovvero parti della neoplasia che si sono ripresentate dopo una prima cura o un intervento chirurgico) e la presenza di metastasi.


In particolare, la determinazione del CEA è indicata nei seguenti casi:

  • Monitoraggio della progressione tumorale del cancro del colon-retto;
  • Diagnosi differenziale delle neoplasie epatiche;
  • Controllo post-operatorio e determinazione di metastasi e recidive del tumore della mammella e del polmone.

Il test dell'antigene carcino-embrionario non è utile, invece, come esame di screening.
Va considerato comunque che il suo livello ematico può aumentare anche in molte patologie croniche non neoplastiche.
Incrementi del suo valore si possono riscontrare nel corso di:

Il CEA aumenta in modo contenuto anche con l'età.

Valori normali

L'antigene carcinoembrionario è stato rilevato per la prima volta nel 1965 da Gold e Freedman, durante l'esame di membrane cellulari di cellule neoplastiche in pazienti portatori di adenocarcinoma del colon.


La concentrazione normale plasmatica del CEA varia da 0 a 2,5 - 3 ng/ml.

CEA Alto - Cause

Come anticipato, alti livelli di antigene carcinoembrionario sono stati riscontrati, oltre che nei tumori del colon-retto (70-90% dei pazienti affetti da neoplasie maligne del grosso intestino), anche in varie altre patologie maligne e benigne.

Malattie Benigne

Patologie benigne sono per esempio:

I valori di CEA aumentano anche in una condizione non patologica ahinoi piuttosto diffusa, che è quella dell'accanito tabagismo. Altrettanto diffusa è una condizione neoplastica benigna nota come poliposi del colon; anche in questo caso, i livelli di antigene carcinoembrionario tendono a essere superiori rispetto alla norma.

Tumori

Purtroppo, non esistono valori soglia di CEA che differenzino le patologie maligne da quelle benigne, anche se in generale in quest'ultimo caso gli aumenti sono rari o comunque contenuti (sotto i 3 µg/ml). Questa scarsa specificità e sensibilità dell'antigene carcinoembrionario ne impedisce l'utilizzo come metodica di screening per il riconoscimento precoce delle patologie neoplastiche.
Il CEA trova la sua applicazione più frequente nel carcinoma del colon, in particolare per monitorare la risposta dei pazienti sottoposti a terapia chirurgica o d'altro tipo, nonché come marker di possibili recidive. Particolare attenzione viene quindi rivolta al monitoraggio dei livelli preoperatori di CEA, perché correlati al rischio di recidiva neoplastica dopo resezione del tumore primitivo.

Inoltre, nel periodo post-operatorio i livelli di antigene carcinoembrionario vengono periodicamente monitorati, poiché rialzi sensibili dei suoi livelli sono una spia precoce di metastasi, che si accende già diverse settimane prima che le metodiche cliniche e strumentali riescano a rilevarle.
Un'altra patologia maligna associata a un aumento sensibile dei livelli di antigene carcinoembrionario è il carcinoma pancreatico, molto più raro di quello al colon, ma molto più aggressivo.

In definitiva, quindi, l'antigene carcino-embrionario non è specifico per alcun tipo di neoplasia, anche se valori superiori a 20 µg/ml (20 mcg/ml) sono significativamente correlati con metastasi e/o carcinoma primitivo del pancreas o del colon-retto. Aumenti tendenzialmente inferiori dei livelli di CEA si possono registrare nel carcinoma polmonare, gastrico, ovarico, uterino ed epatico, mammario e renale, oltre che nelle leucemie, nei linfomi e nei sarcomi.

CEA Basso - Cause

L'antigene carcino-embrionario diminuisce in relazione alla risposta al trattamento oncologico.  
Tuttavia, è importante ricordare che valori negativi non escludono la presenza di una neoplasia. Per questo motivo, il significato clinico del test va correlato ai rilievi anamnestici, obiettivi, strumentali e di laboratorio.

Come si misura

L'antigene carcino-embrionario viene misurato tramite analisi del sangue. Queste sono ripetute più volte nel corso del monitoraggio o del trattamento della malattia. Occasionalmente, il campione su cui ricercare il CEA può essere prelevato in altri fluidi corporei, quali liquido peritoneale, pleurico e cerebrospinale (CSF).

Preparazione

Se l'esame del sangue comprende anche altri test, come la valutazione della glicemia o il dosaggio del colesterolo, occorre osservare un digiuno di almeno 8-10 ore prima del prelievo.

Interpretazione dei Risultati

In linea generale, valori di CEA particolarmente elevati si associano al cancro del colon-retto, ma anche a neoplasie della mammella, dello stomaco, del polmone, del collo dell'utero e dell'ovaio.

Monitoraggio della terapia e delle recidive dei tumori

  • Quando la concentrazione di antigene carcinoembrionario è inizialmente elevata e, successivamente, decresce fino alla normalità dopo la terapia, significa che il tumore è stato trattato con successo.
  • Un rialzo costante della concentrazione del CEA è spesso il primo segnale di recidiva della malattia.
  • Va considerato, però, che non tutti i tipi di tumore producono l'antigene carcinoembrionario, è possibile avere il cancro con valori normali di antigene carcino-embrionario. Se il tumore non produce CEA, allora il test non è utile nel programma di monitoraggio.

Prognosi e/o stadiazione della malattia neoplastica

In caso di tumore di limitate dimensioni o allo stadio iniziale, si registrano spesso concentrazioni normali o poco elevate di CEA. Le persone affette da un tumore esteso, a uno stadio avanzato, o da un cancro diffuso all'interno dell'organismo, presentano più comunmente delle concentrazioni di antigene carcino-embrionario elevate.

Determinazione presenza di metastasi

Se il CEA è presente in un fluido corporeo che non sia il sangue, è probabile che il tumore si sia diffuso in quell'area del corpo. Ad esempio, il riscontro dell'antigene carcinoembionario nel liquido cerebrospinale, può essere segno di metastasi al sistema nervoso centrale.




Ultima modifica dell'articolo: 13/04/2017