Anticorpi e Tiroide

Nel sangue di alcuni soggetti affetti da malattie della tiroide è possibile isolare degli anticorpi anomali, che aggrediscono la ghiandola compromettendone la corretta funzionalità. Questi anticorpi, sintetizzati dallo stesso organismo, sono caratteristici di alcune malattie tiroidee di origine autoimmune, come il morbo di Graves-Basedow e le tiroiditi autoimmuni (o tiroiditi linfocitarie croniche), come la tiroidite di Hashimoto ed il mixedema idiopatico dell'adulto. Anticorpi Anti-TiroideIl dosaggio di questi anticorpi nel sangue può aiutare il medico a riconoscere le malattie tiroidee su base autoimmune e a distinguerle dalle altre forme che non interessano il sistema immunitario.

Gli anticorpi anti-tiroide più utilizzati nella pratica clinica sono diretti in particolare contro la tireoglobulina (AbTG) e la perossidasi tiroidea (AbTPO, inizialmente noti come anticorpi anti-microsomi).

Alti livelli di questi anticorpi si registrano sia nel morbo di Graves-Basedow che nella tiroidite di Hashimoto; la distinzione tra le due malattie è comunque agevole, dal momento che la prima si associa tipicamente ad ipertiroidismo, mentre il morbo di Hashimoto si correla tipicamente ad ipotiroidismo. Peculiari del morbo di Graves sono anticorpi anti-tiroide diretti in particolare contro i recettori del TSH, l'ormone ipofisario che stimola la ghiandola a sintetizzare gli ormoni tiroidei; è proprio la stimolazione di questi recettori indotta dagli anticorpi ad esaltare la sintesi di T3 e T4, configurando il quadro tipico dell'ipertiroidismo spesso associato a gozzo. Ciò nonostante, la ricerca degli anticorpi antirecettore del TSH (TRAb - TSH-Receptor Antibody) in corso di ipertiroidismo di Basedow-Graves non ha ampia diffusione, in quanto la diagnosi si fonda su altri parametri clinici e bio-umorali. Il dosaggio dei TRAb ha però una indicazione specifica in gravidanza perché il rilievo di questi anticorpi a titolo elevato, data la capacità di attraversare la placenta, può far sospettare la presenza di un ipertiroidismo fetale e far prevedere l'insorgenza della tireotossicosi neonatale.

Livelli di anticorpi anti-tiroide lievemente o moderatamente elevati si possono osservare anche in pazienti sani, con una funzionalità tiroidea normale; questi soggetti vanno comunque monitorati nel tempo, poiché è accertato un aumento del rischio di future disfunzioni tiroidee correlate alla presenza di questi anticorpi.

Anticorpi anti-tireoglobulina

La tireoglobulina è la molecola glicoproteica, derivante dalla tirosina, precorritrice degli ormoni tiroidei T3 e T4, sintetizzati grazie all'organificazione dello iodio nei suoi residui tirosinici ad opera dell'enzima tireoperossidasi.

Gli autoanticorpi anti-tireoglobulina sono presenti in buona parte dei pazienti affetti da tiroidite di Hashimoto (60%) e mixedema idiopatico dell'adulto, in oltre il 30% dei pazienti con la malattia di Basedow-Graves e in un certo grado (spesso in forma transitoria) di pazienti con tiroidite postpartum o tiroidite subacuta di De Quervain. Il test può risultare positivo anche in pazienti affetti da cancro della tiroide e tireotossicosi, e nei portatori di malattie autoimmuni non tiroidee, come il lupus eritematoso sistemico, l'artrite reumatoide, il diabete mellito di tipo I, la gastrite atrofica e la malattia di Addison. Anche la gravidanza può accompagnarsi alla comparsa di anticorpi anti-tireoglobulina nel sangue.

Anticorpi anti-tireoperossidasi

La tiroide perossidasi (TPO) è un enzima concentrato nelle cellule follicolari della tiroide, fondamentale per la sintesi degli ormoni tiroidei tiroxina (T4) e triiodotironina (T3) a partire dalla tireoglobulina.

Gli autoanticorpi anti-tireoperossidasi (anti-TPO) si riscontrano nel siero di quasi tutti i pazienti con tiroidite di Hashimoto o mixedema idiopatico dell'adulto (95%), e in circa l'80-85% delle persone con Morbo di Basedow. Similmente a quanto visto per gli autoanticorpi anti-tireoglobulina, titoli anticorpali elevati si registrano anche n pazienti con malattie autoimmuni organo-specifiche non tiroidee e in circa il 10% dei soggetti normali. Analogo discorso durante la gravidanza, per la quale sussiste un aumentato rischio di sviluppo di tiroidite post-partum in caso di positività agli anticorpi-antitireoperossidasi registrata nel primo trimestre.