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      Ultima modifica: 21/12/2011

Disturbo di panico (DP) e/o agorafobia

Vedi anche: Attacco di panico e agorafobia


Questi due disturbi possono essere presenti insieme od isolatamente. Il disturbo di panico ha una prevalenza dell'1-5% nell'arco della vita, ed interessa le donne più degli uomini di 2-3 volte. L'esordio della malattia si manifesta generalmente nell'adulto giovane (età media 25 anni). Sono più colpite le persone andate incontro a separazioni o divorzi. La prevalenza dell'agorafobia è invece tra lo 0,6 ed il 6% ed anche in questo caso il fattore favorente risulta essere un avvenimento traumatico.
L'attacco di panico è un episodio improvviso, con picco in una decina di minuti, durante il quale il soggetto avverte una sensazione di catastrofe imminente con paura di impazzire, di perdere il controllo o di morire, accompagnata da diversi sintomi neurovegetativi come dispnea, palpitazioni, dolore o fastidio al petto, sensazione di soffocamento. Ogni attacco dura in media da 20 a 30 minuti, e costringe la persona colpita a cercare aiuto. Comunemente il paziente si reca al Pronto Soccorso.
L'agorafobia rappresenta una condizione in cui l'ansia viene provata nei confronti dei luoghi aperti, compresi gli spazi pubblici ed i mezzi di locomozione, dai quali sarebbe difficile od imbarazzante allontanarsi o nei quali non potrebbe esserci aiuto in caso di sintomi di panico. Ciò ha come conseguenza i comportamenti di evitamento, cioè il soggetto si tiene lontano da questi luoghi, oppure manifesta un'ansia anticipatoria, ovvero un chiaro rifiuto nel trovarsi in tali situazioni per paura. È quindi comune che tali soggetti tendano a restare chiusi in casa per uscire solo in compagnia (condotta di rassicurazione), cosa da cui derivano inevitabili difficoltà per la loro vita, soprattutto sociale e lavorativa.
Abitualmente l'attacco di panico non è innescato da stimoli specifici, ma può succedere che lo sia, e che esistano situazioni che lo favoriscono. Per poter fare diagnosi certa di attacco di panico occorre che l'attacco sia inaspettato, che, nel mese seguente, il paziente abbia la preoccupazione di un nuovo attacco o delle conseguenze che esso crea (se già avvenuto in precedenza), oppure che esso modifichi il proprio comportamento mediante le strategie di evitamento.
Il Disturbo di Panico tende ad essere una patologia cronica, cioè a non guarire mai completamente. La sua gravità è relativa, visto che solo in circa il 10-20% dei casi i sintomi sono tali da limitare l'esistenza. Spesso possiamo trovarlo associato alla depressione od a dipendenza da sostanze, soprattutto l'alcool, che sembra essere una modalità di "autocura" per combattere l'ansia. Anche l'agorafobia ha un andamento cronico, ed è in genere più invalidante del disturbo di panico, dato che, a differenza di esso, non si verifica episodicamente ma è costante. Va comunque considerato che i due disturbi spesso si associano.
Il primo intervento per curare queste patologie consiste nel rassicurare il paziente, facendogli capire che il suo disturbo è ben conosciuto e curabile. È bene inoltre eliminare il caffè e l'alcool dalla dieta. In alcuni casi l'aumento degli atti respiratori (iperventilazione) durante l'attacco provoca una sensazione di mancanza d'aria; per questo, si consiglia di trattenere il respiro per 10-15 secondi o di respirare dentro e fuori da un sacchetto di carta.
I farmaci più comunemente utilizzati sono le benzodiazepine (ansiolitici) ed alcuni antidepressivi.


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Panico | Agorafobia | Fobie


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Foto utenteEmozioni femminili: Grazie, spiegazione esauriente! Cmq se qualcuno avesse spiegazioni alternative/integrative mi farebbe piacere sentirle ;-)
 

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