Anemie

Anemie ed alterazioni dell'emocromo


Le anemie vengono classificate in base alle alterazioni della morfologia degli eritrociti (globuli rossi) e degli indici eritrocitari. AnemieQualunque sia la natura dell'anemia, la riduzione della massa eritrocitaria e della capacità di trasporto dell'ossigeno, se sufficientemente grave, porta ad alcune caratteristiche cliniche ben precise.
Si può perciò definire l'anemia come una riduzione della capacità di trasporto dell'ossigeno da parte del sangue ai tessuti. Poiché, nella maggior parte dei casi, tutto ciò consegue alla diminuzione dei globuli rossi, l'anemia può essere definita come la riduzione al di sotto dei limiti normali della massa dei globuli rossi circolanti. Tale valore non è tuttavia facilmente misurabile, quindi l'anemia viene definita come la riduzione, al di sotto della norma, del volume dei globuli rossi sedimentati, come viene misurato dall'ematocrito, o come una diminuzione della concentrazione ematica di emoglobina. Da non sottovalutare il fatto che una ritenzione di liquidi può espandere il volume plasmatico mentre una loro perdita può contrarlo, creando false anomalie dei valori misurati clinicamente.

Sintomi

In presenza di un anemia significativa, i pazienti appaiono pallidi. Sintomi comuni sono rappresentati da debolezza, malessere e facile affaticamento. La diminuzione del contenuto di ossigeno del sangue circolante provoca dispnea (fame d'aria) anche per piccoli sforzi. Le unghie possono diventare fragili e perdere la normale convessità per assumere una forma concava, a cucchiaio (coilonichia).

L'anossia (mancanza di ossigeno) può causare degenerazione grassa nel fegato, nel cuore e nel rene, caratterizzata da accumulo, all'interno delle cellule di questi organi, di lipidi in quantità sostanziosa, e da perdita della funzione delle stesse cellule occupate.
Se la degenerazione grassa nel miocardio (cuore) è sufficientemente grave, si può manifestare un' insufficienza cardiaca, che si associa a difficoltà respiratora dovuta al ridotto trasporto di ossigeno. Nella perdita acuta di sangue, come nel caso di un'emorragia importante ed instauratasi in un tempo breve, possono comparire alterazioni renali caratterizzate da oliguria (riduzione della produzione di urina) ed anuria (assenza della produzione di urina) e dovute al rene non più nutrito da un normale apporto sanguigno (ipoperfuso). L'ipossia del sistema nervoso centrale può rendersi evidente con cefalea, diminuzione della vista ed episodi di svenimento.

Anemie da perdita di sangue

Le perdite di sangue possono essere acute, quando avvengono in un tempo breve (minuti-ore), o croniche, quando si instaurano più lentamente, nell'arco di mesi od anni.
Le reazioni cliniche alla perdita acuta di sangue variano a seconda della velocità con cui avviene l'emorragia ed a seconda che essa sia esterna o interna. Le alterazioni che si sviluppano in corso di perdita acuta di sangue riflettono soprattutto la diminuzione del volume sanguigno piuttosto che la perdita di emoglobina. Le conseguenze possono essere uno stato di shock e la morte. Se il paziente sopravvive, il volume ematico è rapidamente ripristinato mediante lo spostamento dell'acqua dal compartimento dei fluidi interstiziali. L'emodiluizione (diluizione del sangue) che ne deriva, abbassa i livelli di ematocrito. La ridotta ossigenazione dei tessuti innesca la produzione di eritropoietina, a cui il midollo risponde aumentando l'eritropoiesi. Quando la perdita di sangue è interna, come ad esempio nella cavità addominale, il ferro può essere recuperato. Se invece la perdita è esterna, un'adeguata ricostituzione della massa ertitrocitaria può essere ostacolata dalla carenza di ferro, se le riserve sono insufficienti.
Subito dopo l'emorragia acuta i globuli rossi appaiono normali per dimensioni e colore, cioè normocitici e normocromici. Tuttavia, quando inizia la rigenerazione nel midollo, nel sangue periferico compaiono delle modificazioni. La più caratteristica è rappresentata dall'incremento dei reticolociti, che raggiungono il 10-15% dopo 7 giorni.
L'emorragia cronica comporta anemia solo quando la quota persa supera la capacità rigenerativa dei precursori eritroidi o quando le riserve di ferro sono esaurite. Oltre all'emorragia cronica, qualsiasi causa di carenza marziale (di ferro) può condurre ad una identica manifestazione anemica. Tra queste cause ritroviamo gli stati di malnutrizione e di malassorbimento intestinale del ferro ed un aumento delle richieste al di sopra dell'introito giornaliero, come durante le mestruazioni od in gravidanza.





 

Vedi anche: Anemia da carenza di ferro

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