Anemia: sintomi, diagnosi, terapia

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Se vengono prese in considerazione tutte le possibili cause di sideropenia, un deficit che si verifichi in uomini adulti ed in donne in età postmenopausale nel mondo occidentale, deve essere considerato come dovuto ad una perdita gastrointestinale fino a prova contraria. In questi individui infatti, attribuire prematuramente una carenza di ferro ad una qualsiasi altra possibile origine, significa correre il rischio di non diagnosticare un cancro od un'altra lesione occulta sanguinante del tratto gastrointestinale.

Sintomi

I più comuni dell'anemia da carenza di ferro sono:

Astenia, cioè stanchezza e facile affaticabilità

Irritabilità, insonnia, difficoltà a concentrarsi

Cefalea, vertigini (soprattutto nel passaggio dalla posizione distesa a quella eretta)

Bruciori alla lingua  per atrofia (degenerazione) del suo rivestimento mucoso, con un quadro di "glossite (infiammazione della lingua) atrofica"

Fissurazioni o ragadi (piccoli o grandi tagli) agli angoli della bocca, con il quadro della "cheilite angolare".

Atrofia della mucosa di esofago e stomaco con disfagia (difficoltà a deglutire)

Malassorbimento intestinale

Raramente a casua dell'anemia possono comparire delle pliche di mucosa nell'esofago, per caratterizzare, assieme all'anemia ed alla glossite atrofica, quella che prende il nome di sindrome di Plummer-Vinson

Secchezza e fragilità di capelli e unghie che, nei suoi gradi estremi, configura il quadro della coilonichia (concavità della superficie dell'unghia e fissurazioni della stessa).

Talvolta posso avere la milza ingrossata e palpabile (splenomegalia), ma è un'evenienza rara.

Diagnosi di anemia

Si serve della clinica (i principali sintomi), degli esami di laboratorio, dell'aspirato midollare tramite un ago per l'esame citologico, e degli esami specifici atti a rivelare un sanguinamento gastrointestinale.
Gli esami di laboratorio si basano sul dosaggio della sideremia (quota di transferrina circolante satura in ferro), della transferrinemia (capacità totale legante il ferro) e delle ferritinemia, del calcolo della saturazione percentuale della transferrina, dell'emocromo e degli indici eritrocitari.
Il dosaggio del ferro e della ferritina sierici sono bassi, mentre è alta la capacità totale plasmatica di legare il ferro (transferrina). Questo comporta una riduzione di saturazione della transferrina al di sotto del 15%. Sia l'emoglobina che l'ematocrito sono diminuiti. Questo perché, venendo meno la disponibilità di ferro, viene meno la sintesi dell'eme, quindi la formazione di emoglobina.
Per lo stesso motivo, poi,i dati ematologici ci dicono poi che, in una situazione di anemia, abbiamo una riduzione dell'MCH, cioè dell'emoglobina corpuscolare media.
All'esame dello striscio di sangue periferico si possono apprezzare globuli rossi microcitici (di dimensioni ridotte), ipocromici (per lo scarso contenuto in emoglobina) e la presenza di quelli che vengono chiamati anulociti, cioè globuli rossi ipocromici con emoglobina disposta alla periferia della cellula, che presenta perciò un'area centrale chiara che la fa assomigliare ad un anello. Abbiamo inoltre anisocitosi, cioè la presenza di globuli rossi con diverse dimensioni e/o diverso grado di emoglobinizzazione.
L'esame citologico dell'agoaspirato midollare mostra una iperplasia eritroide, cioè un aumento del numero dei globuli rossi nel tentativo di compensare la riduzione dell'emoglobina.
Gli esami specifici atti a rivelare un sanguinamento gastrointestinale sono la ricerca del sangue occulto nelle feci, la gastroscopia, la colonscopia e, solo nei pazienti con sanguinamento in atto ed esami endoscopici negativi, l'angiografia retrograda percutanea dell'arteria celiaca, utile a svelare la sede precisa dell'emorragia.

Terapia dell'anemia

è una terapia marziale, cioè di somministrazione di sali ferrosi per bocca, lontano dai pasti.
Nelle gastriti atrofiche si somministra solfato ferroso, che non necessita di acido cloridrico per essere assorbito.
La via endovenosa o intramuscolare va riservata solo ai pazienti che non tollerano i sali ferrosi per bocca o nei casi di malassorbimento.
Gli effetti collaterali di questi farmaci antianemici sono abbastanza frequenti e consistono in turbe digestive come bruciori di stomaco, crampi addominali e diarrea. In questi casi, basta semplicemente diminuire temporaneamente il dosaggio per dar modo al soggetto di adattarsi al farmaco.
La risposta alla terapia marziale deve sempre essere monitorata, iniziando con una conta reticolocitaria che, già in quinta-settima giornata, deve mostrare un aumento dei reticolociti.
Ad eccezione di quei pazienti con una perdita di ferro cospicua e continua, la correzione dello stato anemico può essere raggiunta in circa 2 mesi.
Una volta corretta l'anemia, si deve continuare la terapia per altri 6 mesi, allo scopo di ripristinare le riserve del ferro. Quanto alle lesioni epiteliali, quelle riguardanti le unghie e la lingua si risolvono entro 3-6 mesi, ma già dopo 2 settimane si osservano segni di miglioramento.


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