Anemia da carenza di ferro

La carenza di ferro è probabilmente l'alterazione nutritiva più diffusa nel mondo. Benché l'incidenza dell'anemia sideropenica sia superiore nei paesi in via di sviluppo, questa forma di anemia è comune anche in quelli industrializzati, soprattutto nei bambini piccoli, nelle adolescenti e nelle donne in età riproduttiva.


I fattori che determinano la carenza marziale (del ferro) sono in qualche modo diversi nei vari gruppi della popolazione.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito il concetto di anemia come un valore di emoglobina inferiore ai 14 g/dl nell'uomo, ai 12 g/dl nella donna e agli 11 g/dl nella donna gravida.
Nei Paesi maggiormente sviluppati l'incidenza della sideropenia è del 3% tra gli uomini adulti, del 20% tra le donne e del 50% tra le donne gravide. Percentuali, queste, destinate a salire quando si prendono in esame alcuni Paesi dell'Africa o dell'Asia dove una dieta ridotta e un'eccessiva perdita di ferro provocata dalla presenza di parassiti intestinali portano l'anemia sideropenica ad interessare più del 50% della popolazione.
Tra gli adulti è soprattutto il sesso femminile a venir colpito, in particolare durante l'età fertile.
Diverso l'andamento nell'uomo, nel quale si riconoscono infatti due picchi di incidenza: durante l'adolescenza e dopo i 30 anni.
L'incidenza massima dell'anemia si verifica comunque tra i 6 e i 20 mesi di vita (indifferentemente maschi e femmine) ed in particolare nei prematuri. Il deficit di ferro infine è più frequente nei ceti meno abbienti che non nelle classi medio-alte (61% contro 39%).

Cause dell'anemia

Uno stato di carenza marziale di ferro può essere determinato da:

  • apporto inadeguato;
  • assorbimento inadeguato;
  • aumentato fabbisogno;
  • perdita protratta di ferro.

Le carenze alimentari rappresentano una rara causa di anemia nei paesi industrializzati che dispongono di abbondanti fonti di approvvigionamento (carne compresa), per cui circa i due terzi del ferro della dieta sono sotto forma di gruppi eme prontamente assorbibili. Quindi un diminuito apporto senza che vi siano problemi di assorbimento o di fabbisogno è evento raro.
Alquanto diversa è la situazione nei paesi in via di sviluppo, nei quali il cibo è meno abbondante e la dieta, prevalentemente vegetariana, contiene ferro inorganico (non legato all'eme), poco assorbibile.
Tuttavia, nonostante la disponibilità di ferro, una dieta può spesso rivelarsi inadeguata nelle società privilegiate quando ci troviamo nelle seguenti circostanze:

  • gli anziani seguono spesso diete molto ristrette, contenenti poca carne per motivi economici o per le alterate condizioni della loro dentatura.
  • Gli adulti a dieta strettamente vegetariana perché, anche se frutta e verdura contengono percentuali discrete di ferro, è altrettanto vero che vi si trovano nitrati, fosfati e fibre che tendono a chelare (legare) il ferro e a ridurne l'assorbimento.
  • Gli individui più poveri, spesso appartenenti a minoranze, sono più a rischio.
  • L'età infantile è anch'essa ad alto rischio di anemia, in quanto la dieta, costituita prevalentemente da latte, contiene piccolissime quantità di ferro.
  • I bambini, soprattutto durante i primi anni di vita, hanno necessità critiche di ferro dietetico per sostenere la crescita delle masse muscolari e per espandere il volume ematico, e queste quantità spesso non sono compensate dall'apporto alimentare.

Un ridotto assorbimento si osserva nelle condizioni di steatorrea intestinale (presenza di grassi non assorbiti nelle feci), nella diarrea cronica, nei pazienti che hanno subìto interventi chirurgici con grosse resezioni del digiuno o dell'ileo (per riduzione della superficie assorbente) ed in quelli affetti da scarsa secrezione acida nello stomaco (ipocloridria). Inoltre, la resezione di una porzione di stomaco (gastrectomia) altera l'assorbimento del ferro diminuendo la secrezione di acido cloridrico ed accorciando il tempo di transito del cibo dallo stomaco stesso al duodeno. Alterano l'assorbimento, infine, anche alcuni alimenti presenti nella dieta menzionati precedentemente.


L'aumento delle richieste è un'importante possibile causa di anemia da carenza marziale di ferro. I bambini in crescita, gli adolescenti e le donne durante il ciclo mestruale ed in gravidanza hanno un fabbisogno di ferro di gran lunga maggiore degli individui adulti. Particolarmente a rischio sono le donne con gravidanze multiple e frequenti.
La perdita cronica di sangue è la causa più importante di carenza di ferro nel mondo occidentale.
Il sanguinamento all'interno dei tessuti o nelle cavità del corpo può essere seguito da una completa guarigione con riutilizzazione del ferro, invece l'emorragia esterna ne esaurisce le riserve. Tali perdite possono verificarsi nelle donne in età fertile (flusso mestruale e gravidanza), nel tratto gastrointestinale od in altre sedi.
I sanguinamenti gastrointestinali sono causa di anemia ferropriva soprattutto nei pazienti anziani e nelle donne post-menopausa. Tra queste, le lesioni più frequenti sono le emorroidi, le gastriti emorragiche, l'ulcera gastrica o duodenale, le ernie iatali, i diverticoli, soprattutto quelli del colon e quello di Mekel (diverticolo congenito del tenue), il tumore del colon e quello dello stomaco, la malattie infiammatorie croniche intestinali (colite ulcerosa e morbo di Crohn), le malattie da vermi ad uncino ed ossiuri e l'abuso di farmaci antinfiammatori come l'aspirina.
Altre fonti di sanguinamento non gastrointestinale si possono trovare a livello polmonare, nel caso di polmoniti o broncopolmoniti con emottisi (emissione di sangue con lo sputo) o nell'emosiderosi polmonare idiomatica, a livello renale, nel caso di infiammazioni renali croniche, tumori del rene, dell'uretra o della vescica, che portano tutte ad ematuria (presenza di sangue nelle urine) macroscopica o microscopica, a livello genitale femminile, nel caso di cancro dell'utero o di menorragie (sanguinamenti mestruali abbondanti), negli stati di emolisi cronica (rottura dei globuli rossi) dovuta alla presenza di protesi valvolari cardiache, nei donatori di sangue, ed infine negli affetti da emoglobinuria parossistica notturna (un'anemia emolitica).


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Ultima modifica dell'articolo: 16/05/2016