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      Ultima modifica: 01/02/2012

Andropausa

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Terapia dell'andropausa

Vedi anche: Farmaci per la cura dell'andropausa


La terapia sostitutiva con estrogeni è oggi indicata per le donne con sintomi climaterici particolarmente accentuati e mal tollerati. Anche in questo caso il paragone con l'andropausa (vale a dire la terapia sostitutiva con androgeni nell'uomo) non calza esattamente a pennello. Comuni possono essere i rischi, dato che queste terapie sono assolutamente sconsigliate in presenza di tumore prostatico nell'uomo o alla mammella nella donna, mentre vanno valutate con estrema attenzione nel caso sussista una qualche predisposizione per tali patologie. Ma ciò che differenzia in maniera netta le due pratiche è il numero degli studi clinici finora effettuati, elevato per la controparte femminile ed ancora esiguo, con spiccate sfumature contraddittorie, per l'altra faccia della medaglia. Secondo alcuni studi, ad esempio, l'universalmente accettata relazione tra somministrazione di testosterone esogeno e cancro alla prostata è di gran lunga sovrastimata (a dosaggi fisiologici).

La terapia sostitutiva con testosterone durante l'andropausa può avvenire per via intramuscolare (iniezioni periodiche ogni 10-14 giorni) o transdermica (applicazione cutanea, giornaliera di cerotti o gel); quest'ultima soluzione viene in genere preferita per la sua capacità di mantenere l'uniformità dei livelli di testosterone nel tempo (cosa non ottenibile per via orale, anche per le ripercussioni negative a livello epatico). Il rapporto rischi/benefici di tale pratica è ancora lontano dall'essere chiarito. In linea generale, sappiamo che la somministrazione di androgeni può ridurre l'incidenza di molti dei problemi precedentemente citati, aumentando la massa magra a sfavore di quella grassa e prevenendo osteoporosi ed anemia; l'impiego di testosterone nel trattamento della disfunzione erettile non sempre sortisce risultati apprezzabili, probabilmente per l'origine multifattoriale di questa condizione.

Per quanto riguarda i rischi della terapia ormonale sostitutiva durante l'andropausa, va considerato che la somministrazione di testosterone in presenza di livelli ormonali fisiologici, può avere a lungo termine delle ripercussioni negative sulla salute del paziente. Ne sanno qualcosa i culturisti e tutti coloro che utilizzano steroidi anabolizzanti per esaltare le performance sportive, anche se in questi casi vengono assunti a dosaggi nettamente superiori rispetto a quelli terapeutici. Nel caso dell'andropausa, invece, l'obiettivo terapeutico è semplicemente quello di somministrare quel tanto di testosterone che basta per riportare i livelli ormonali nella norma. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che quest'ormone non è l'unica possibilità terapeutica; esistono ad esempio suoi derivati con attività androgena meno spiccata od altri farmaci che bloccano l'enzima aromatasi. Infine, si stanno sviluppando i cosiddetti SARMs (modulatori selettivi per i recettori degli androgeni), con l'obiettivo di mantenere i benefici della terapia sostitutiva androgenica, minimizzandone i potenziali effetti collaterali. Anche il settore degli integratori pullula di prodotti studiati allo scopo di aumentare i livelli di testosterone, vista l'importanza di questo aspetto nella performance sportiva. A tal proposito basti sapere che se tali prodotti fossero effettivamente in grado di mantenere quanto promesso, non sarebbero certo di libera vendita. Andropausa attivit&agrave; fisicaCiò non toglie, comunque, che un'integrazione adeguata - inserita in un contesto alimentare sobrio ed equilibrato affiancato alla giusta dose e tipologia di esercizio - sia un'ottima strategia per promuovere il naturale aumento dei livelli sierici di testosterone. Si tratta in ogni caso di un effetto sinergico globale; chi spera di ottenere lo stesso risultato ingerendo semplicemente qualche compressa a base di arginina, tribulus terrestris, maca andina o analoghi, il più delle volte butta i propri soldi. Anche se alcuni estratti vegetali, come la yohimbina, possono effettivamente rinvigorire il desiderio e la funzione sessuale, i non trascurabili effetti collaterali ne limitano le applicazioni d'uso nell'anziano in andropausa. Anche sulla presunta utilità del DHEA nel trattamento dell'andropausa ci siamo già espressi, con un articolo "cattivello" ma utile per smorzare ingiustificati entusiasmi verso queste sostanze. Per quanto riguarda i farmaci di provata efficacia nel trattamento della disfunzione erettile, effetti collaterali e meccanismi d'azione sono ampiamente presentati in questo articolo.

Nel caso il medico decidesse, in accordo con il paziente, di intraprendere una terapia ormonale sostitutiva per prevenire o combattere l'andropausa, si consiglia di sottoporsi con maggiore frequenza ad esami che valutino la salute della prostata ed i livelli circolanti di emoglobina, colesterolo e testosterone.

Concludiamo ricordando l'esistenza di un metodo naturale e privo di controindicazioni, capace di agire sulla stragrande maggioranza dei fattori di rischio per l'ipogonadismo e l'andropausa. Prevenzione del diabete, dell'obesità, dell'ipertensione e dell'aterosclerosi, miglioramento della salute mentale e - tanto per restare in tema - attenuazione del declino età-correlato dei livelli di testosterone. Semplice, naturale, economico ed efficace, una vera e propria "panacea" la cui efficacia - nota dai tempi più remoti - è stata dimostrata in maniera inequivocabile anche in epoche recenti... "tutte le parti del corpo che hanno una funzione, se usate con moderazione ed esercitate nell'attività alla quale sono deputate, diventano più sane, ben sviluppate ed invecchieranno più lentamente; ma se non saranno usate e lasciate inattive, queste diventeranno facili ad ammalarsi, difettose nella crescita ed invecchieranno precocemente" - Ippocrate IV secolo  a.C -


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Foto utenteEmozioni femminili: Grazie, spiegazione esauriente! Cmq se qualcuno avesse spiegazioni alternative/integrative mi farebbe piacere sentirle ;-)
 

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