Conseguenze e sintomi dell'andropausa

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Funzioni del Testosterone

I livelli di testosterone non sono correlati soltanto alla fertilità dell'individuo; l'influenza sulla capacità riproduttiva è infatti affiancata da un importante supporto a diverse funzioni "esistenziali", come quelle metaboliche, cardiovascolari, locomotorie, psichiche, comportamentali e sociali.

Alti livelli di testosterone, spesso frutto di sconsigliatissime pratiche dopanti, si accompagnano tipicamente ad un aumento dell'aggressività, della libido e delle masse muscolari, mentre l'ipogonadismo è in genere associato a disfunzione erettile, debolezza, atrofia muscolare, depressione ed ansietà.

Sintomi dell'Andropausa

AndropausaQueste doverose premesse sostengono il pensionamento del termine "andropausa" a favore dell'espressione medica "sindrome da carenza di androgeni nella terza età". In medicina, infatti, la sindrome rappresenta un insieme di sintomi e segni clinici riconducibili a più malattie o a più eziologie. Questi sintomi, nel caso dell'andropausa, sono particolarmente variegati e possono coinvolgere diverse sfere della funzionalità corporea. Tra tutte, l'interessamento di quella sessuale desta in genere particolari preoccupazioni, tanto da costituire il maggior impulso alla richiesta di un consulto medico.

MODIFICAZIONI FISIOLOGICHE DELL'ATTIVITÀ SESSUALE CON L'INVECCHIAMENTO

Rallentamento della fase eccitatoria e dell'erezione; riduzione della rigidità peniena; offuscamento della sensazione dell'inevitabilità orgasmica; calo della libido e della fertilità; riduzione delle erezioni spontanee (come quelle notturne); riduzione dell'intensità orgasmica e del volume dell'eiaculatoM allungamento del periodo refrattario.

Il calo della spinta sessuale è in genere un processo molto lento, tale per cui passa spesso inosservato o viene semplicemente associato all'invecchiamento. Anche quando si manifesta in maniera brusca - salvo la presenza di sottostanti patologie - mantiene comunque tale carattere e viene perlopiù percepito come tale a causa delle ripercussioni psicologiche di un'improvvisa e palese difficoltà sessuale.

MODIFICAZIONI DELLE VARIE ATTIVITA' CORPOREE

Aumento della massa adiposa a discapito di quella muscolare, riduzione della densità ossea con maggiore suscettibilità alle fratture, ginecomastia (eccessivo sviluppo della mammella maschile), pelle più sottile e diminuita o arrestata crescita dei peli, calo delle energie e del senso di benessere, anemia, insonnia o altri disturbi del sonno, depressione, riduzione della concentrazione e dell'autostima.

Ruolo dell'Aterosclerosi

E' bene ribadire che questi sintomi sono per molti aspetti assolutamente fisiologici e in genere solo in parte sostenuti dal declino dei livelli di testosterone. Tanto per citare alcuni esempi, fenomeni vascolari occlusivi di natura ateromatosa (ergo aterosclerosi) possono diminuire l'afflusso di sangue al pene e causare disfunzione erettile.

I principali fattori di rischio per questa malattia sono il diabete, l'obesità, l'ipercolesterolemia LDL, il fumo e l'ipertensione, tutti pesantemente influenzati dalle abitudini di vita del soggetto.

Ruolo dell'obesità

L'obesità, dal canto suo, è tipicamente associata ad una riduzione dei livelli di testosterone libero e totale, accompagnati ad un relativo aumento dell'estradiolo (un tipico ormone femminile). Come nel peggiore dei circoli viziosi, l'aumento del grasso viscerale peggiora l'ipogonadismo, che a sua volta aggrava la condizione di obesità. Nel tessuto adiposo, ed in modo particolare in quello localizzato a livello addominale, si concentra infatti un enzima, chiamato aromatasi, che opera la conversione del testosterone in estradiolo. Andropausa ed obesitàL'attività dell'aromatasi è potenziata non solo dall'ipertrofia degli adipociti, ma anche dall'iperinsulinemia (anticamera del diabete mellito di tipo II), e dall'alcolismo.

Ruolo del Diabete

Passando alle alterazioni del metabolismo glucidico, soggetti diabetici sviluppano disfunzione erettile con frequenza tre volte maggiore rispetto ad uomini non diabetici.

L'iperglicemia può infatti danneggiare le fibre nervose ed i vasi sanguigni coinvolti nell'erezione; inoltre, predispone all'aterosclerosi e, similmente all'obesità, riduce la sintesi di ossido nitrico, un importante vasodilatatore coinvolto anche nei fenomeni erettivi (il meccanismo d'azione di Viagra ® ed analoghi si basa sul blocco della degradazione di un'altra sostanza vasodilatatoria, che viene rilasciata in risposta all'aumento dell'ossido nitrico).


Sottolineiamo, in ultima analisi, che i sintomi dell'andropausa sono per molti aspetti simili a quelli dell'ipotiroidismo, una malattia dovuta all'insufficiente attività della ghiandola tiroide.

Diagnosi

Nel caso la comparsa dei sintomi sopra-riportati susciti il sospetto di un'imminente ingresso in andropausa, la cosa migliore da fare è sottoporli all'attenzione di un medico. Solo in questo modo si potranno indagare le cause che li hanno prodotti e stabilire il trattamento più opportuno; a tal proposito è bene tener presente due concetti chiave, che dopo l'analisi delle conseguenze e dei sintomi dell'andropausa dovrebbero essere ormai chiari. Il primo è che nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione assolutamente fisiologica, per molti aspetti prevenibile o perlomeno attenuabile attraverso uno stile di vita più salutare; il secondo è che i sintomi dell'andropausa non sono necessariamente correlati all'ipogonadismo, ma possono nascondere sottostanti e ben più gravi malattie. Quest'ultima eventualità, in particolare, andrebbe a maggior ragione intesa come un pressante invito a sottoporre i propri sintomi all'attenzione di un andrologo, in maniera onesta e trasparente.

La percezione e la corretta interpretazione dei sintomi dell'andropausa è molto importante ai fini della sua diagnosi. A parità di livelli circolanti di testosterone libero, le manifestazioni sintomatologiche possono infatti variare - anche in misura sensibile - da individuo a individuo. A meno che i livelli ematici di testosterone, ed in particolare quelli della sua frazione libera, non siano francamente deficitari, risulta infatti difficile porre diagnosi di ipogonadismo e/o andropausa tramite una semplice valutazione della testosteronemia.


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Ultima modifica dell'articolo: 14/10/2016