Alcolismo - Le Analisi del Sangue per Diagnosticarlo

Perché sono Importanti?

Le analisi del sangue rappresentano un utile ausilio per la diagnosi di alcolismo. Ad ogni modo, si tratta di indagini di secondo livello, utili per valutare lo stato di salute dei pazienti identificati come bevitori a rischio o alcol-dipendenti attraverso l'anamensi e la compilazione di specifici questionari, come l'AUDIT (Alcohol Use Disorders Identification Test) che può essere effettuato online con responso immediato.

Purtroppo tali questionari presentano il grosso limite di essere autocompilati, quindi non sempre rispondenti alla reale situazione del paziente; in questo contesto le analisi del sangue possono aiutare i medici a individuare e monitorare correttamente i disordini legati all'abuso dell'alcool etilico.

Marker ematici utli nella diagnosi di alcolismo

Al contrario del pensare comune, l'alcolemia non rappresenta il test più specifico per la diagnosi di alcolismo. Valutare la concentrazione di alcool nel sangue in un dato momento, infatti, aiuta semplicemente a smascherare un certo consumo di alcool nelle ore precedenti il test; potrebbe quindi trattarsi di una bevuta occasionale ed in tal caso non ci si troverebbe certo di fronte ad un alcolista. Qualche indizio più suggestivo di alcolismo si raccoglie in presenza di alti livelli di alcool nel sangue (80-150 ml ed oltre) in assenza dei sintomi tipici dell'ubriachezza, condizione - questa - che può evidenziare un'aumentata tolleranza nei confronti dell'alcool derivata dal forte consumo abituale di bevande alcoliche.


Particolarmente utili nell'inquadramento del bevitore a rischio sono i marker della funzionalità epatica, dal momento che il fegato rappresenta l'organo chiave nel metabolismo dell'etanolo. L'analisi del sangue più importante e specifica riguarda il dosaggio delle Gamma-Glutamil-Transpeptidasi (GGT), i cui valori si presentano tipicamente aumentati negli alcolisti (nell'80% dei casi), ma anche in presenza di generiche disfunzioni epatiche o biliari. E' importante sottolineare come la negatività all'esame delle GGT non escluda l'alcolismo; infatti, i valori sierici di questi enzimi tendono a scendere già nella prima settimana di sospensione del consumo alcolico, e a normalizzarsi nell'arco di quindici giorni.

Insieme alle GGT, nell'alcolista possono aumentare anche i livelli sierici di altre transaminasi, come le AST e le ALT, con rapporto AST/ALT superiore a 2:1.


Tra le analisi del sangue utili nella diagnosi dell'alcolismo e nel monitoraggio delle sue complicanze, rientra a pieno titolo anche la misura del volume globulare medio (VGM o MCV). Questo parametro esprime le dimensioni medie dei globuli rossi (macrocitosi), che si presentano aumentate in circa il 90% degli alcolisti. I valori del VGM iniziano a normalizzarsi a partire dalla prima settimana di astinenza dall'alcool, per ritornare gradualmente alla normalità nell'arco dei successivi 120 giorni (durata media della vita dei globuli rossi).

Se una persona presenta un aumento congiunto delle GGT e del VGM, in presenza di segni clinici alcool-correlati, la diagnosi di alcolismo è assai probabile.


Un altro marcatore d'abuso cronico di alcool etilico è la transferrina carente di carboidrati (CDT), dosabile nel siero umano, dove aumenta tipicamente in presenza di un consumo quotidiano di alcool superiore a 60 g (corrispondente a circa 800 ml vino a media gradazione) per 15-20 giorni consecutivi. I valori rientrano nella norma entro 2-4 settimane dalla sospensione dell'assunzione di alcool


Recentemente è stato proposto anche il dosaggio dell'EtG (etilglucuronide) come marcatore diretto dell'assunzione acuta di alcool; presenta il vantaggio di essere presente nelle urine dopo 40-60 ore e nel sangue dopo 14 ore dall'assunzione alcolica


Nell'alcolista tendono a diminuire anche i livelli di folati nel sangue.