Amoxicillina

Andi Cenko Farmacista


L'amoxicillina è un farmaco antibiotico, una  penicillina semisintetica patentata dalla casa farmaceutica SmithKline Beecham, sia come amoxicillina semplice, sia come compresse contenenti amoxicillina ed acido clavulanico. L'amoxicillina combatte i batteri inibendo la sintesi della loro parete cellulare, più specificatamente il farmaco inibisce il legame crociato tra i polimeri lineari di peptidoglicano (la componente maggiore della parete cellulare dei batteri sia Gram positivi che Gram negativi).
Amoxicillina L'amoxicillina è stata immessa in commercio per la prima volta nel 1998, sotto i nomi registrati di Amoxicillin ®, Amoxil ® e Trimox ®. Oggi è disponibile sotto tantissimi nomi, tra i quali possiamo menzionare per esempio Zimox ® (contenente solo amoxicillina come principio attivo), prodotto dalla casa farmaceutica Pfizer, oppure Augmentin ® (contenente sia amoxicillina che acido clavulanico come principio attivo), prodotto della casa farmaceutica GlaxoSmithKline. Altri nomi usati per i farmaci a base di amoxicillina sono Velamox ®, Sintopen ®, Sievert ®, Pamocil ®, Mopen ®, Amox ® e Amoflux ®, mentre per l'associazione amoxicillina/acido clavulanico i nomi più usati sono Abba ®, Aklav ®, Anival ®, Aveggio ®, Clavulin ®, Neoduplamox ® e Puriclav ®.

L'amoxicillina è un antibiotico simile alla penicillina, dalla quale differisce solo per la presenza aggiuntiva di un gruppo idrossilico sull'anello benzenico e di un gruppo amminico  sulla catena laterale; la presenza del gruppo amminico (NH2) sulla catena laterale dell'amoxicillina ostacola la capacità degli enzimi betalattamasici di aprire l'anello beta-lattamico dell'antibiotico, rendendolo quindi inattivo.

L'amoxicillina è un antibiotico battericida con uno spettro d'azione soddisfacente, usato nel trattamento della maggior parte delle infezioni batteriche; in molti casi l'amoxicillina è il farmaco di prima scelta rispetto agli altri antibiotici betalattamici, perché molto meglio assorbito dopo la somministrazione orale. L'amoxicillina è anche uno degli antibiotici più usati nei bambini.

Per aumentarne l'efficienza, l'amoxicillina viene spesso somministrata in associazione all'acido clavulanico, in un'unica preparazione farmaceutica; quest'ultimo principio attivo è infatti un inibitore degli enzimi beta-lattamasi che inattivano gli antibiotici betalattamici, come tale concorre ad incrementare l'efficienza dell'antibiotico.
L'amoxicillina viene usata nel trattamento di molte patologie, come nella triplice terapia per l'eradicazione dell'Helicobacter pylori, in caso di faringiti e laringiti streptocociche, nelle infezioni del tratto urinario (cistite, uretrite, pielonefrite, gonorrea), nella pneumonia, nelle infezioni della pelle e dei tessuti molli, nel trattamento della salmonellosi. L'uso dell'amoxicillina viene anche raccomandato nella profilassi e nel trattamento dell'antrace, per prevenire la comparsa dell'endocardite batterica in persone con un alto fattore di rischio (per esempio pazienti che si sottopongono a procedure odontoiatriche), e anche per prevenire la comparsa di infezioni da Streptococcus pneumoniae nelle persone senza milza.

Posologia e modalità d'uso

La dose raccomandata di amoxicillina usata nella triplice terapia per l'eradicazione dell'Helicobacter pylori è di 2000 mg/die, da suddividere in due somministrazioni giornaliere.
Nel trattamento contro l'actinomicosi, la dose raccomandata di amoxicillina è di 1500 mg/die, assunti in tre somministrazioni giornaliere, oppure 1750 mg/die da suddividere in due somministrazioni giornaliere da 875 mg ciascuna. La durata consigliata del trattamento è di 6 mesi.
Per la profilassi dell'antrace, la dose raccomandata di amoxicillina è di 500 mg ogni 8 ore. Anche se l'assunzione di amoxicillina per via orale non viene considerata un trattamento di prima scelta, può comunque essere usata per completare un ciclo di 60 giorni dopo l'assunzione di ciprofloxacina per 10-14 giorni, in donne incinte o durante l'allattamento oppure in pazienti con controindicazioni verso la ciprofloxacina. Bisogna sottolineare che la durata totale del trattamento antibatterico è di 60 giorni. Nei bambini la dose raccomandata di amoxicillina da usare nella profilassi contro l'antrace è di 80 mg/kg/die, suddivisi in 4 dosi uguali somministrate ogni 8 ore. Si raccomanda comunque - indipendentemente dal peso del bambino - di non superare la soglia giornaliera dei 1500-2000 mg/die. Anche se l'amoxicillina non è indicata come trattamento di prima scelta contro l'antrace, nei bambini viene raccomandata per concludere il ciclo terapeutico di 60 giorni dopo 10 giorni di trattamento con ciprofloxacina o doxicillina.
Per prevenire la comparsa dell'endocardite batterica la dose raccomandata di amoxicillina è di 2000 mg, somministrati per via orale un'ora prima della procedura medico dentaria. L'amoxicillina viene considerata l'antibiotico di prima scelta da usare nella profilassi dell'endocardite batterica in pazienti che si sottopongono a certe procedure medico dentarie orali, del tratto respiratorio o del tratto esofageo; tuttavia l'amoxicillina è sconsigliata nei pazienti ad alto rischio di endocardite batterica, come quelli con valvole protesiche impiantate nel cuore o  che sono già stati colpiti da endocardite batterica; per queste categorie di pazienti si consiglia il ricorso ad una terapia antimicrobica parenterale.
Nel trattamento dell'infezione da Clamidia la dose raccomandata di amoxicillina è pari a 1500 mg/die, suddivisi in 3 somministrazioni giornaliere per una durata di 7 giorni. Questo tipo di trattamento è particolarmente indicato nelle donne in gravidanza come alternativa all'eritromicina in caso di sensibilità agli antibiotici macrolidi; bisogna però sottolineare che l'amoxicillina non è attiva contro la Chlamydia trachomatis.
Nel trattamento della cistite batterica, la dose raccomandata di amoxicillina è di 750-1500 mg/die, assunti oralmente e suddivisi in tre somministrazioni giornaliere per un periodo che può variare da tre a sette giorni. Le stesse dosi e modalità di trattamento possono essere usate in caso di infezioni del tratto urinario.
Per il trattamento della malattia di Lyme la dose raccomandata è di 1500 mg di amoxicillina al giorno, suddivisi in tre somministrazioni quotidiane, per un periodo che può variare da due settimane ad un mese. Molti pazienti affetti da malattia di Lyme manifestano, durante le prime 24 ore di trattamento con amoxicillina, la cosiddetta reazione di Jarisch-Herxheimer, che include febbre, aumentato dolore e vampate di calore; questa manifestazione, tuttavia, non indica necessariamente un'allergia all'amoxicillina. Le stesse reazioni possono essere attenuate somministrando aspirina e prednisone prima dell'assunzione dell'antibiotico. A volte i medici preferiscono aggiungere anche il probenicid, ma ancora non è stata confermata l'utilità di questa addizione.  Altri medici preferiscono invece utilizzare - contestualmente al trattamento della malattia di Lyme - altri antibiotici, come cefuroxima, doxicillina e azitromicina.
Nel trattamento dell'otite media, della pneumonia, delle infezioni della pelle e dei tessuti molli, della sinusite, della bronchite e delle infezioni del tratto respiratorio superiore, la dose raccomandata di amoxicillina è pari a 750-1500 mg/die, suddivisi in tre somministrazioni giornaliere per un periodo che varia da 10 a 14 giorni e dipende dalla risposta individuale alla terapia antibiotica. Per il trattamento delle patologie sopracitate, nei bambini da 4 settimane a 3 mesi di età la dose raccomandata di amoxicillina scende a 20-30 mg/kg/die, suddivisi in due somministrazioni giornaliere, una ogni 12 ore, mentre per i bambini da 4 mesi a 12 anni la dose raccomandata è pari a 20-50 mg/kg/die, sempre suddivisi in due somministrazioni giornaliere, una ogni 12 ore.
Per il trattamento delle tonsilliti, la dose raccomandata di amoxicillina è pari a 750-1500 mg/die, suddivisi in tre somministrazioni giornaliere per un periodo di 7 - 10 giorni in base alla gravità dell'infezione e alla risposta terapeutica individuale; in caso di infezioni secondarie causate da Streptococcus pyogens si possono usare le compresse a rilascio prolungato ed è sufficiente una sola somministrazione giornaliera da 775 mg, dopo i pasti, per 10 giorni.

Controindicazioni e avvertenze per l'uso

In seguito a somministrazione orale, l'amoxicillina viene assorbita velocemente nel tratto gastrointestinale; naturalmente, la presenza di cibo rallenta la velocità con cui l'antibiotico viene assorbito ma non influenza la percentuale assorbita; l'amoxicillina ha una biodisponibilità orale variabile dal 70 al 90%. L'assorbimento dell'amoxicillina nel lume intestinale avviene tramite i carrier che trasportano i dipeptidi.

La somministrazione di amoxicillina può causare reazioni allergiche e di ipersensibilità, quindi in simili frangenti si raccomanda di sospendere la terapia e ricorrere ad un trattamento alternativo. Si consiglia di porre particolare attenzione nel trattamento di pazienti che hanno manifestato episodi di ipersensibilità verso l'imipenem e le cefalosporine, o che soffrono di asma e di eczema di origine allergica.
Quando l'amoxicillina si usa nella terapia conto la Chlamydia in donne gravide, si consiglia un ulteriore controllo dopo tre settimane dalla fine del trattamento ed altri controlli dalla 36esima alla 40esima settimana di gravidanza per accertare la completa guarigione.
Nel caso l'amoxicillina venga somministrata a pazienti affetti da colite si può verificare un'esacerbazione degli effetti indesiderati indotti dal farmaco; in altri casi si può manifestare una diarrea persistente grave, in simili frangenti si consiglia di effettuare dei test per verificare se si tratta di colite pseudomembranosa indotta dall'antibiotico. Se i test sono positivi allora si consiglia di sospendere la terapia con amoxicillina e ricorrere ad una cura antibiotica alternativa, somministrando al paziente liquidi, elettroliti e farmaci antibatterici efficaci contro il C.difficile (agente eziologico responsabile della colite pseudomembranosa).
Se ci si è sottoposti  ad una terapia con amoxicillina e si ha la necessità di misurare il glucosio nelle urine bisogna comunicarlo al laboratorio analisi; il farmaco, infatti, può dare un falso esito positivo nella misurazione del glucosio nelle urine eseguito con il reattivo di Fehling o quello di Benedict.
Particolare attenzione va posta anche quando si somministra l'amoxicillina contemporaneamente a contraccettivi orali, dato che l'amoxicillina può ridurre l'efficacia contraccettiva delle pillole riducendo il loro assorbimento. Perciò si raccomanda di adottare misure contraccettive aggiuntive durante tutta la durata del ciclo terapeutico con amoxicillina e anche fino ad una settimana dopo.

Gravidanza e allattamento

Anche se non esistono studi specifici riguardanti l'uso dell'amoxicillina durante la gravidanza e l'allattamento, quelli sinora condotti su animali - con dosi circa 10 volte maggiori di quelle che si usano nell'uomo - non hanno dimostrato alcun rischio o effetto avverso sul feto. In uno studio condotto negli Stati Uniti d'America, che ha coinvolto circa 230.000 donne in gravidanza  dal 1985 al  1992, circa 8000 delle donne studiate sono state esposte ad amoxicillina durante il primo trimestre di gravidanza (il più a rischio di malformazioni fetali e aborti); alla fine di questo studio si è notato che - nel gruppo trattato con amoxicillina - la percentuale di malformazioni fetali ed aborti era sovrapponibile o più bassa della media osservata.
L'amoxicillina viene escreta nel latte materno, ma il suo utilizzo durante l'allattamento è considerato accettabile; in diversi casi clinici,  quando alla madre veniva somministrato 1 grammo di amoxicillina i livelli del farmaco nel latte erano bassi, tali da non poter causare effetti indesiderati nel bambino. Tuttavia, in certi casi, l'amoxicillina può causare un disturbo della flora intestinale del neonato, con comparsa di diarrea; questi episodi sono stati riportati sporadicamente.

Effetti collaterali e indesiderati

Gli effetti indesiderati che derivano dall'uso terapeutico dell'amoxicillina affliggono circa il 30% dei pazienti e in quasi tutti i casi tendono a risolversi spontaneamente. E' importante tener presente che l'amoxicillina è uno dei farmaci più venduti e usati al mondo, perciò nonostante il numero cosi elevato di segnalazioni bisogna sempre tener conto che il farmaco viene usato quasi da tutte le categorie di pazienti.

L'effetto indesiderato più frequentemente osservabile - somministrando l'amoxicillina o altre penicilline - e quello dell'ipersensibilità verso il farmaco, che si manifesta con rash cutaneo, eritema, anafilassi, anemia e trombocitopenia. Questi effetti indesiderati, fortunatamente, scompaiono da soli dopo l'interruzione del trattamento; negli individui ipersensibili (il cui numero è considerevole) si usano terapie alternative con antibiotici macrolidi, che sono molto meglio tollerati sotto questo punto di vista. Altri effetti collaterali che si possono manifestare durante l'uso di amoxicillina, anche se rari, riguardano il tratto gastrointestinale come diarrea, nausea, stomatite e vomito, per lo più derivanti della somministrazione orale. Effetti indesiderati ancor più rari sono correlati al sistema ematico e a quello epatico: trombocitopenia, alterazione della funzionalità piastrinica, aumento delle transaminasi epatiche, ittero e agranulocitosi reversibile.