Amilasi alte nel sangue o nelle urine

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In condizioni normali, è possibile ritrovare una certa quantità di amilasi nel sangue, di cui circa il 35-40% ha origini pancreatiche, il 55-60% deriva dalle ghiandole salivari e la piccola quota rimanente viene prodotta da altri organi, quali l'intestino tenue, il fegato, i polmoni, la placenta e le tube di Falloppio. La concentrazione di amilasi nel sangue prende il nome di amilasemia e viene determinata su un semplice campione di sangue venoso; si parla di iperamilasemia quando tale concentrazione è troppo alta e di ipoamilasemia quando è inferiore alla norma.

Principali cause di amilasi alte nel sangue

Pancreatite acuta,

Cancro al pancreas, alle ovaie o ai polmoni

Macroamilasemia

Infezione delle ghiandole salivari (come gli orecchioni) o loro ostruzione

Insufficienza renale

Calcoli alla colecisti o ostruzioni dei dotti biliari o di quello pancreatico

Colecistite

Ostruzione intestinale

Ulcera perforata

Gastroenterite virale

Gravidanza ectopica

Fibrosi cistica

Dal momento che le amilasi circolanti - in virtù del basso peso molecolare - vengono eliminate, almeno in parte, con le urine, la loro concentrazione nel siero dipende anche dalla funzionalità renale.

La concentrazione di amilasi nelle urine prende il nome di amilasuria (iperamilasuria quando è troppo alta, ipoamilasuria quando è inferiore alla norma).

Per quanto detto, l'amilasi sierica ed urinaria rappresentano importanti dati di laboratorio, che aiutano a porre diagnosi di pancreatite acuta e cronica. Aumenti delle amilasi in circolo si possono avere anche in caso di insufficienza renale e patologie ginecologiche o dell'intestino tenue.

La pancreatite (infiammazione del pancreas) si accompagna a sintomi come severo dolore addominale, febbre, perdita di appetito o nausea; nelle forme croniche è tipica la steatorrea. Durante una pancreatite acuta l'amilasemia aumenta spesso fino a 4-6 volte oltre i valori massimi del range di normalità. Tale aumento si verifica entro 12 ore dall'evento e generalmente le amilasi plasmatiche rimangono elevate per tre - quattro giorni, mentre l'amilasuria può permanere alta fino a 10 giorni. La pancreatite cronica è spesso associata all'alcolismo, ma può essere causata anche da traumi, ostruzione del dotto pancreatico e da varie malattie genetiche, come la fibrosi cistica. In presenza di pancreatite cronica i valori di amilasi nel sangue possono essere moderatamente elevati o addirittura normali e spesso diminuiscono con il progredire della malattia per la scarsa funzionalità dell'organo.

In virtù delle numerose condizioni a cui si accompagna, l'iperamilasemia - pur avendo un'elevata sensibilità diagnostica per la pancreatite acuta - ha una bassa specificità. Per questo motivo è spesso necessario integrarla nel quadro clinico generale e nei risultati delle altre indagini. Al di fuori della pancreatite, l'amilasi ematica ha comunque una scarsa valenza diagnostica, nel senso che le malattie e le condizioni che ne possono alterare i valori vengono diagnosticate senza bisogno di controllare l'amilasemia.

Un'altra tipica condizione che porta all'aumento della amilasi nel siero è la cosiddetta macroamilasi, in cui tali enzimi si complessano con globuline (proteine) del sangue formando aggregati molecolari che non possono essere filtrati e che per questo non si ritrovano nelle urine. In presenza di macroamilasi il dosaggio sierico delle lipasi può fornire utili indicazioni su un eventuale coinvolgimento del pancreas.

Al pari delle amilasi, anche le lipasi sono dosabili e, dal momento che non vengono prodotte dalle ghiandole salivari, sono un indice più specifico di danno pancreatico; la lipasemia, inoltre, dopo le fasi iniziali del processo infiammatorio pancreatico tende a diminuire meno rapidamente rispetto all'amilasemia. Il dosaggio della lipasi ematica risulta tuttavia più difficoltoso ed è per questo motivo che spesso si preferisce valutare i livelli sierici delle amilasi. Le indagini di laboratorio permettono anche di distinguere le isoforme pancreatiche da quelle salivari, aumentando quindi la sensibilità e la specificità diagnostica rispetto al dosaggio delle amilasi totali.

L'amilasemia diminuisce nell'insufficienza pancreatica e nella cirrosi epatica, mentre si ha ipoamilasuria nelle nefropatie con riduzione della filtrazione glomerulare.



Ultima modifica dell'articolo: 08/06/2015

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