Alfuzosina: Effetti Collaterali e Controindicazioni

Andi Cenko Farmacista

Controindicazioni e Avvertenze

In alcuni pazienti che assumono alfuzosina - come del resto accade con tutti gli altri a1-antagonisti, in particolare nei pazienti che assumono farmaci antiipertensivi e nei pazienti anziani - può manifestarsi un abbassamento della pressione arteriosa ortostatica, con o senza sintomi (quelli più frequenti sono capogiri, affaticamento e sudorazione), nelle prime ore successive alla somministrazione di alfuzosina. In questi casi si consiglia di collocare il paziente in posizione supina sino alla completa risoluzione dei sintomi. Inoltre, si raccomanda di monitorare regolarmente la pressione arteriosa, specialmente all'inizio del trattamento, proprio per essere in grado di evidenziare probabili abbassamenti dei valori pressori. Questi fenomeni sono generalmente transitori, possono  comparire  all'inizio della terapia e, di norma, non pregiudicano la prosecuzione del trattamento. Il paziente deve comunque essere informato sulla possibilità che si verifichino questi eventi.

Si raccomanda di prestare particolare attenzione alla somministrazione di alfuzosina ai pazienti che in precedenza hanno risposto con una marcata ipotensione all'uso di altri alfa bloccanti, mentre negli individui che manifestano una sensibilità meno accentuata  a questi farmaci si raccomanda di iniziare il trattamento con alfuzosina aumentando la dose gradualmente, sino al raggiungimento della dose terapeutica. La somministrazione di alfuzosina in soggetti che manifestano una funzionalità renale gravemente compromessa è fortemente sconsigliata, anche a causa della mancanza di dati clinici sulla sicurezza di questo gruppo di pazienti. Nei pazienti cardiopatici, invece, il trattamento dei sintomi dell'iperplasia prostatica benigna con alfuzosina dev'essere affiancato al trattamento dell'insufficienza cardiaca con vasodilatatori, quindi si raccomanda di fare attenzione all'incremento del rischio di ipotensione.
Prima di iniziare il trattamento dei sintomi dell'iperplasia prostatica benigna con alfuzosina, si raccomanda di effettuare tutti gli esami necessari per escludere la presenza di una neoformazione maligna nella prostata, anche perché il trattamento con alfuzosina può nascondere tali sintomi facendo ritardare la corretta diagnosi della malattia.
Durante gli interventi  chirurgici  alla cataratta, in alcuni pazienti precedentemente trattati o in trattamento con tamsulosina si è manifestata la sindrome dell'iride a bandiera (IFIS - “Intraoperative Floppy Iris Sindrome”, che è una variante della sindrome della pupilla piccola). Anche con altri alfa-1 bloccanti si sono verificati casi isolati e non può essere esclusa la possibilità di un effetto generalizzato di questa classe di farmaci. Dato che l'IFIS può aumentare le complicanze procedurali durante l'intervento di cataratta, si raccomanda che il chirurgo, prima di procedere con l'intervento, sia messo al corrente di un eventuale trattamento in corso o precedente con alfuzosina o altri alfa-1 bloccanti.
Anche nei pazienti che soffrono di un allungamento dell'intervallo QTc congenito, nei soggetti con una storia nota di allungamento QTc acquisito, e/o che stanno assumendo farmaci noti per aumentare l'intervallo QTc, bisogna prestare più attenzione e bisogna effettuare degli accertamenti  prima di iniziare la somministrazione di alfuzosina.
L'alfuzosina viene metabolizzata dal gruppo enzimatico del citocromo P450, e precisamente dall'isoenzima CYP3A4. Quindi si sono eseguiti degli studi clinici somministrando degli inibitori dell'isoenzima CYP3A4 insieme all'alfuzosina, per accertare i possibili cambiamenti del metabolismo di quest'ultima. Dopo  la somministrazione di  un forte inibitore dell'isoenzima CYP3A4, nello specifico il ketoconazolo a dosi terapeutiche di 200 mg/die e di 400 mg/die, contemporaneamente alla dose di 10 mg/die di alfuzosina in compresse a rilascio prolungato, si è verificato un innalzamento della concentrazione plasmatica massima dell'alfuzosina rispettivamente di 2,1 e di 2,3 volte rispetto alla concentrazione plasmatica massima che si verifica dopo la somministrazione di sola alfuzosina. Perciò si raccomanda di evitare la somministrazione contemporanea di alfuzosina e ketoconazolo, o di altri inibitori  potenti  dell'isoenzima CYP3A4 come l'itraconazolo o il ritornavir. Studi clinici sono stati effettuati anche sulla somministrazione contemporanea di alfuzosina e di  inibitori moderati dell'isoenzima CYP3A4, come il diltiazem, farmaco che in questo caso merita un'attenzione particolare a causa delle sue proprietà antiipertensive. Infatti, la somministrazione continua di diltiazem a dosi terapeutiche e di alfuzosina ha determinato un aumento della concentrazione plasmatica di quest'ultima di circa 1,5 volte rispetto alla concentrazione plasmatica normale; d'altra parte anche la concentrazione plasmatica massima del diltiazem è risultato aumentata, anche se non si sono verificati cambiamenti significativi della pressione arteriosa. Tuttavia, siccome si tratta di due farmaci che hanno delle  proprietà antiipertensive, si raccomanda di evitarne la somministrazione contemporanea. Lo stesso studio ha anche confermato che la somministrazione di alfuzosina a dosi terapeutiche non inibisce l'attività della maggior parte degli isoenzimi del citocromo P450.
Altri studi clinici sono stati eseguiti per controllare l'interazione dell'alfuzosina con alcuni dei  farmaci più a rischio di compromissione delle concentrazioni plasmatiche, a causa della metabolizzazione dallo stesso gruppo enzimatico. Da questi studi è stato notato che la somministrazione contemporanea a dosi terapeutiche di alfuzosina e Warfarin o  Digossina o Idroclorotiazide non ha alcuna influenza sulla concentrazione plasmatica dei due farmaci. Viceversa, la somministrazione contemporanea a dosi terapeutiche di alfuzosina con Cimetidina o Atenololo causa un aumento considerevole della concentrazione plasmatica massima dell'alfuzosina, mentre nel caso dell'atenololo la somministrazione contemporanea all'alfuzosina causa un considerevole abbassamento della pressione arteriosa, a causa delle proprietà antipertensive di tutti e due i farmaci, perciò è fortemente sconsigliata.

Gravidanza e Allattamento

L'alfuzosina non è un farmaco che si usa normalmente nelle donne, ma ipotizzando un suo utilizzo nel trattamento dell'ipertensione è stato condotto qualche studio su animali in gravidanza. Non esistono invece studi clinici sulle donne in gravidanza. In uno studio sui ratti femmina, ai quali sono state somministrate dosi di alfuzosina che superano di circa 1200 volte quelle terapeutiche usate nel uomo, non sono stati osservati effetti teratogeni o embriotossici sul feto. Tuttavia è stato osservato un leggero prolungamento della gestazione, ma senza conseguenze o difficoltà durante il parto. Lo stesso studio ha osservato la gestazione nei conigli, ai quali sono state somministrate delle dosi di alfuzosina tre volte maggiori alla dose massima raccomandata in terapia negli umani; anche in questo caso non si sono notati effetti teratogenici o tossicità  embriofetale. Tuttavia, siccome gli studi su animali non possono simulare al cento per cento il comportamento del farmaco nell'organismo umano, l'uso dell'alfuzosina  durante la gravidanza va fatto solo quando è strettamente necessario e quando i benefici per la madre sono maggiori dei possibili pericoli per il feto.
A causa della mancanza di studi specifici, non esistono dati certi riguardanti la secrezione di alfuzosina nel latte materno, ma basandosi sul fatto che la maggior parte dei farmaci viene secreta nel latte materno si raccomanda di prestare particolare attenzione nel somministrare l'alfuzosina  a madri durante l'allattamento dei propri bambini.

Effetti Collaterali e Indesiderati

Come ben si sa, insieme agli effetti desiderati, un farmaco può causare anche effetti collaterali o indesiderati. Anche se nella maggior parte dei pazienti che usano il farmaco non si manifesta alcun effetto collaterale, è un obbligo professionale menzionare tutti i possibili effetti collaterali che possono manifestarsi, rendendo il paziente ben informato, e preparato - nel caso un effetto indesiderato si manifestasse - nel segnalarlo prontamente al proprio medico. L'effetto indesiderato più comune che si può manifestare in seguito alla somministrazione dell'alfuzosina è rappresentato dalle vertigini. A causa dell'effetto ipotensivo del farmaco, le vertigini si manifestano in circa il 5% dei pazienti trattati.

Un altro effetto indesiderato comune dell'alfuzosina è lo svenimento improvviso, che coinvolge circa l'un percento dei pazienti trattati; per evitare che tale effetto si manifesti, o in caso si manifestasse, si consiglia di non alzarsi all'improvviso, di non restare troppo a lungo in piedi e di non esporsi in modo eccessivo ad alte temperature climatiche; se si dovessero percepire le avvisaglie di uno svenimento, si raccomanda di sdraiarsi per alcuni minuti e poi, prima di alzarsi, di rimanere un altro paio di minuti seduti. Altri effetti indesiderati meno frequenti sono quelli correlati al sistema gastrointestinale, come stipsi, diarrea, dolori addominali, dispepsia e nausea; quelli correlati ai reni e al tratto urinario, come l'aumento della produzione delle urine e la frequente necessità di urinare; quelli correlati al sistema respiratorio, come la congestione nasale e la dispnea; quelli correlati alla vista, come la manifestazione della sindrome dell'iride a bandiera (Floppy Iris Sindrome) durante gli interventi chirurgici per la rimozione della cataratta; quelli correlati al sistema cardio-vascolare. come tachicardia, aritmia, edema, palpitazioni cardiache, ipotensione ortostatica e ischemia periferica. Comunque, tutti gli effetti indesiderati sembrano essere attribuiti alle proprietà  farmacologiche dell'alfuzosina  e non sono permanenti ma bensì transitori, quindi tendono a risolversi  con il passare del tempo.