Alcolismo - Trattamenti e Supporto

A cura della Dr.ssa Sarah Beggiato

Trattamento

Il trattamento per i disordini da consumo di alcol si è basato a lungo sul supporto pressoché esclusivo di gruppi di sostegno, come quello nato nel 1935 dagli alcolisti anonimi. Oggi, l'alcolismo può essere trattato utilizzando diversi farmaci, da soli o in associazione a delle terapie comportamentali.

La tecnologia, come ad esempio le email ed internet, ha fornito nuove strategie per la diagnosi ed il trattamento di individui che soffrono di disordini alcol-correlati. La scienza, inoltre, continua a sviluppare nuove tipologie terapeutiche che possono dare aiuto a chiunque voglia cambiare le proprie abitudini di bere alcolici.


Per approfondire: Farmaci per la Cura dell'Alcolismo »

Popolazioni speciali e disordini concomitanti

Le popolazioni cosiddette "speciali" compredono individui accomunati da caratteristiche - come l'età o il sesso - che le espongono a rischi aggiuntivi, rispetto alla media, se bevono alcolici. Tra le popolazioni speciali sono inclusi:

  • giovani minorenni
  • giovani che frequentano l'università
  • anziani
  • donne
  • minoranze etniche e razziali

I disordini concomitanti si riferiscono a particolari problemi che spesso affliggono le persone che hanno anche problemi di alcol dipendenza o abuso di alcol. Questi disordini possono includere problemi psichiatrici, come ansia e depressione, abuso di droghe o altre malattie come HIV/AIDS.

Bere al di sotto dell'età minima legale

Purtroppo nell'età dell'adolescenza o quando si è un po' più grandi il bere alcolici attrae molti giovani. Quando i ragazzi sperimentano per le prime volte l'assunzione di alcolici, spesso non sono consapevoli degli effetti dannosi cui l'alcol può dar luogo. Oltre ad essere illegale, il bere tra minorenni è un problema diffuso di salute pubblica, che comporta molti rischi, sia per il singolo che per la comunità.
L'alcol tra i minori è in aumento, l'età media in cui se ne inizia il consumo abituale va dai 12 ai 20 anni. Spesso questi ragazzi bevono molto, anche se in misura minore rispetto agli adulti; tuttavia quando bevono, effettuano il cosiddetto bingedrinking, ovvero bere di media cinque drinks.
I rischi del bere alcol al di sotto dell'età minima legale comprendono: morte dovuta ad incidenti, omicidi, suicidi, avvelenamento da alcol ed altri danni a cui i giovani minorenni possono andare incontro. Ovviamente è da tenere conto anche il giudizio alterato che sopraggiunge in seguito all'effetto dell'alcol, che bisogna considerare in un individuo non ancora adulto. Infine sono da valutare anche gli effetti dannosi a carico del cervello.
E' possibile riconoscere alcuni segnali in un minorenne che beve?
Chiunque interagisca con i giovani adolescenti dovrebbe prestare grande attenzione ai segnali di avvertimento che possono indicare che il ragazzo fa uso di alcol. Alcuni di questi segnali includono:

  • problemi scolastici e/o comportamentali
  • cambiamento del gruppo di amicizie che frequenta
  • poco interesse nelle attività e all'aspetto
  • odore di alcol nel loro respiro
  • difficoltà di parola
  • problemi di coordinazione
  • problemi di memoria e/o concentrazione

Alcol tra le donne

Il modello di consumo alcolico tra le donne è diverso da quello dell'uomo, soprattutto quando si tratta di come e quanto spesso si beve. Il corpo delle donne reagisce in modo diverso all'alcol rispetto al corpo degli uomini. Questo significa che le donne sono particolarmente a rischio per la salute quando abusano di alcol. E' stato osservato che:

  • i problemi alcol correlati nelle donne iniziano prima rispetto agli uomini. I motivi risiedono nel fatto che le donne, generalmente, pesano meno degli uomini ed hanno meno acqua nel loro corpo (l'alcol si dissolve nell'acqua corporea);
  • le donne bevitrici hanno più probabilità di sviluppare infiammazioni al fegato e disturbi cardiaci;
  • le donne bevitrici presentano un elevato rischio di sviluppare cancro al seno;
  • nelle donne, infine, vi sono i rischi correlati all'abuso di alcol durante la gravidanza.

Alcol negli anziani

Uno studio del 2008 ha dimostrato che il 40% delle persone oltre i 65 anni beve alcol. Gli anziani che bevono possono andare incontro ad una serie di problematiche, specialmente se fanno uso di medicinali, hanno problemi di salute e bevono in maniera pesante.
Occorre tenere in considerazione diversi parametri quando si valuta il probema del bere tra le persone anziane. Uno di questi è rappresentato dall'aumentata sensibilità all'alcol. L'età può infatti abbassare la tolleranza che il nostro organismo ha sviluppato nei confronti dell'alcol; ciò significa che durante la vecchiaia è più facile sperimentare gli effetti dell'alcol rispetto a quando si è più giovani. Questo, però, mette a rischio la salute rendendo più facili le cadute, eventuali incidenti d'auto e danni non intenzionali dovuti appunto al bere alcol.
Nell'individuo anziano, inoltre, spesso vi sono problemi di salute concomitanti all'uso di alcol, che possono peggiorare proprio a causa di bevute troppo pesanti. Tra le patologie che si possono aggravare nell'anziano bevitore ricordiamo:

Oltre a ciò, occorre tenere conto che l'alcol può interagire in maniera negativa con i farmaci assunti dall'anziano. Ad esempio molti farmaci da prescrizione, ma anche farmaci da banco o i rimedi a base di erbe possono essere pericolosi o addirittura fatali se mescolati con l'alcol. Tra le preparazioni che possono interagire negativamente con l'alcol troviamo:

Gli adulti oltre i 65 anni che sono in salute e non fanno uso di medicinali NON dovrebbero bere più di:

  • 3 drinks in un giorno
  • 7 drinks in una settimana

Superare queste quantità, suggerite come limite massimo da numerose linee guida, mette l'individuo a rischio di seri problemi legati al consumo di alcol.
Se si hanno problemi di salute o si utilizzano certi farmaci, bisognerebbe bere ancor di meno o non bere affatto.