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      Ultima modifica: 23/11/2011

Agoaspirato della tiroide

L'agoaspirato della tiroide è una procedura diagnostica mini-invasiva, a cui si ricorre qualora sia necessario confermare od escludere la natura maligna di un nodulo tiroideo. Questi ammassi cellulari, rilevabili alla palpazione e/o tramite tecniche diagnostiche quali l'ecografia e la scintigrafia della ghiandola, risultano maligni in circa il 5% dei casi. Il rischio è di gran lunga superiore se il nodulo appare freddo, quindi non funzionante, ecograficamente solido, di dimensioni pari o superiori ad 1 cm e/o con piccole calcificazioni o vasi al suo interno.

Come si esegue l'esame?

L'agoaspirato della tiroide è una tecnica piuttosto semplice e sicura, a cui si ricorre quando un nodulo mostra caratteristiche ecografiche e scintigrafiche sospette. Si esegue in regime ambulatoriale, con il paziente disteso a pancia in su e con il capo esteso all'indietro su un cuscino. Normalmente non è richiesta l'anestesia, né locale (a volte praticata) né tanto meno generale; l'esame può essere condotto anche in gravidanza e non esistono controindicazioni particolari. agoaspirato della tiroidePiù complessa risulta invece la lettura citologica del materiale aspirato, che dev'essere effettuata da personale esperto (l'accuratezza diagnostica può così superare il 90%).

Dopo queste operazioni preliminari, il medico disinfetta con cura la regione anteriore del collo e, sotto guida ecografica, inserisce un ago particolarmente sottile all'interno del nodulo tiroideo. In questo modo è possibile aspirare una minima quantità di materiale cellulare, che viene poi strisciato e fissato su vetrini per essere colorato ed analizzato al microscopio (esame citologico). La procedura di puntura e aspirazione è piuttosto rapida, prevede un numero di prelievi in punti diversi per singolo nodo ed il dolore ad essa collegato risulta lieve e ben sopportabile. La guida ecografica, inoltre, minimizza il rischio di complicazioni dovute a danni alle strutture vitali del collo, come vene, arterie e nervi (la lesione del nervo laringeo può causare raucedine). In una piccola percentuale di casi (meno del 5%), dopo un agoaspirato tiroideo possono formarsi piccoli ematomi all'interno della tiroide, dolenti ma destinati a riassorbirsi spontaneamente in pochi giorni. Raramente, dopo l'esame, il dolore può superare il semplice fastidio ed in tal caso può essere calmato efficacemente con i comuni analgesici ed anti-infiammatori da banco.

Prima dell'agoaspirato della tiroide non è necessario il digiuno; è comunque importante sospendere, in accordo con quanto prescritto dal medico, eventuali trattamenti antiaggreganti (aspirina, ticlopidina ecc.).

La diffusione dell'aspirato tiroideo ha consentito di ridurre il numero di interventi di asportazione chirurgica della ghiandola e soprattutto di limitarli ai casi ben selezionati.


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