L'acarbosio è un medicinale utilizzato per migliorare l'equilibrio glicemico nel diabetico e nella terapia dell'obesità. Dal punto di vista farmacologico, si tratta di un oligosaccaride complesso di origine microbica, che si comporta come un inibitore, selettivo e reversibile, delle alfa-glucosidasi intestinali; questi enzimi sono localizzati a livello dell'orletto a spazzola dell'intestino tenue ed hanno il compito di idrolizzare ("digerire") i carboidrati presenti nel cibo.
Interferendo con la frammentazione dei carboidrati nei singoli monomeri (zuccheri) che li compongono, l'acarbosio riduce l'assorbimento glucidico, con conseguente diminuzione del picco glicemico post-prandiale; si intuisce pertanto l'utilità di questo farmaco nel trattamento del diabete mellito non complicato. In un'ipotetica scala di interventi terapeutici, l'acarbosio dovrebbe essere assunto solamente quando la dieta e l'esercizio fisico non hanno portato i benefici sperati. Può essere inoltre utilizzato da solo o in combinazione con altri farmaci ipoglicemizzanti orali, come le solfaniluree, o insulinosensibilizzanti, come la metformina.
L'utilizzo dell'acarbosio nella terapia dell'obesità si basa sul minor assorbimento dei carboidrati e sull'effetto ipoglicemico che riduce il rilascio di insulina e la conseguente sintesi di lipidi. D'altra parte, il mancato assorbimento di questi nutrienti, specie quando vengono assunti in grandi quantità, può provocare effetti collaterali a livello intestinale, come meteorismo, flatulenza e diarrea; il farmaco, pertanto, associa ai già citati effetti positivi sull'accumulo di tessuto adiposo un'importante azione educativa. I carboidrati non assorbiti vengono infatti metabolizzati dai batteri dell'intestino crasso e proprio da questa fermentazione originano i già citati disturbi intestinali; di riflesso, il paziente, proprio per timore di subire manifestazioni indesiderate, tende a limitare l'introito glucidico, adottando - grazie alle indicazioni del personale sanitario - una dieta più salutare.
L'acarbosio dev'essere assunto all'inizio del pasto nelle dosi consigliate dal medico; è controindicato nell'insufficienza renale, in caso di anomalie della funzione epatica, malattie infiammatorie intestinali, ulcere del colon, ostruzione intestinale parziale, gravidanza, allattamento ed infanzia. Per l'elenco completo degli effetti indesiderati e delle controindicazioni dell'acarbosio, fare affidamento a quanto riportato nel foglietto illustrativo.
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