Abuso di lassativi

« i lassativi

Effetti collaterali associati all'utilizzo cronico di lassativi

Molti degli effetti indesiderati elencati nell'articolo introduttivo compaiono a breve termine, cioè nelle ore e nei giorni che seguono l'eccessiva assunzione di un determinato prodotto. Tuttavia, il vero problema legato all'abuso di lassativi riguarda le conseguenze derivanti dall'utilizzo cronico. Infatti, se l'ingestione occasionale di un purgante difficilmente si rivela dannosa per la salute (a meno che le dosi non siano particolarmente elevate), altrettanto non si può dire per l'uso abituale o frequente. eccesso di lassativiQuesti farmaci sono infatti in grado di dare assuefazione, facendo entrare il soggetto in un vero e proprio circolo vizioso. Chiunque utilizzi lassativi dovrebbe infatti sapere che, mentre nella normale defecazione viene eliminato solamente il materiale fecale presente nel colon discendente (porzioni coliche terminali), i purganti più energici promuovono lo svuotamento di tutto il colon. Di conseguenza dopo la loro assunzione sono necessari diversi giorni affinché si riformi un quantitativo di materiale sufficiente per la comparsa di un nuovo e spontaneo stimolo ad evacuare. Purtroppo molti pazienti interpretano questa condizione di relativa stitichezza come un fenomeno anomalo, che li spinge verso una nuova assunzione di lassativi. Una volta entrati in questo circolo vizioso, l'abuso di purganti causa sintomi ingravescenti nel tempo: diarrea cronica, crampi e dolori addominali, atonia e neuropatia del colon (perdita della funzionalità muscolare dell'ultimo tratto dell'intestino, con inevitabile peggioramento della stitichezza), pseudomelanosi, ipokaliemia, iperaldosteronismo secondario e nefropatia.

Chi volesse approfondire, caso per caso, gli effetti collaterali dei vari lassativi e le loro interazioni farmacologiche, può visitare questo link.
L'abuso di lassativi è frequente anche in soggetti colpiti da disturbi del comportamento alimentare, dove il farmaco viene percepito come un rimedio per liberarsi dell'odiato cibo.
Elenchiamo di seguito alcune osservazioni e consigli da tenere in considerazione prima di ricorrere ai lassativi:

se la stipsi è occasionale occorre rivedere il proprio stile alimentare, assicurandosi che apporti le giuste quantità di frutta, verdura, cereali integrali , legumi e liquidi. Anche l'esercizio fisico aiuta a migliorare la funzionalità dell'intestino. Per approfondire questo argomento potete consultare il nostro articolo dedicato alla terapia dietetica e comportamentale della stitichezza.

 

Se nonostante il rispetto delle regole elencate nel punto precedente la stipsi non accennasse a migliorare, il consulto medico diventerebbe obbligatorio. Troppo spesso le persone ritengono, erroneamente, di poter curare da sole la propria stitichezza ascoltando, per esempio, i consigli fuorvianti di un conoscente o di campagne pubblicitarie che, vista la spaventosa incidenza del disturbo nella nostra società, sono sempre più capillari e convincenti. A causa di questa tendenza, un medico si trova costretto a rimediare ai danni causati dall'abuso di lassativi molto più spesso di quanto sia portato a prescriverli.

Non è quindi un caso che uno dei primi consigli dati ai pazienti colpiti da stipsi cronica sia, per assurdo, quello di sospendere gradualmente l'utilizzo di lassativi. Segue la raccomandazione di bere dai due ai quattro litri di bevande non alcoliche al giorno; di mangiare molta frutta (in particolare le prugne secche), verdura e cereali integrali (eventualmente integrando la propria dieta con 20-40 g di crusca); di svolgere regolare attività fisica (ad esempio passeggiando ogni giorno per 40-60 minuti); di non ignorare lo stimolo a defecare e di mantenere i piedi rialzati o la classica posizione alla turca durante l'atto fisiologico. Solo se la defecazione manca da cinque giorni viene eseguito un clistere o si procede con l'introduzione di una supposta di glicerina.