Abbassare la Febbre

La febbre ed il suo significato: quando è necessario abbassarla?

La febbre è una nota strategia difensiva messa in atto dall'organismo per esaltare i meccanismi immunitari che lo proteggono dal dilagare di infezioni batteriche o virali. La febbre, che può essere anche la conseguenza di intossicazioni alimentari, gravi traumi o pesanti stress psico-fisici, impone il riposo forzato, considerato il senso di malessere generale che l'accompagna interferendo negativamente con le attività quotidiane. Anche questa momentanea tregua dagli impegni abitudinari risulta di notevole aiuto per il recupero della salute.

Abbassare la febbre quando non è strettamente necessario può quindi rallentare il processo di guarigione del paziente, rivelandosi controproducente. A questa pratica inconsulta si ricorre generalmente in maniera spontanea per trarre sollievo dai spiacevoli sintomi spesso associati alla febbre alta (mal di testa, dolori muscolari e articolari, nausea, malessere generale), ma anche per il timore di subire danni cerebrali permanenti. Tale pericolo diviene tuttavia concreto solo quando la temperatura corporea sale oltre i 41°C; per questo motivo l'utilizzo di antipiretici (farmaci in grado di abbassare la febbre) nell'adulto sano va considerato d'obbligo solo per le gravi iperpiressie (> 40°C), mentre per i "soggetti a rischio" - come cardiopatici, anziani (nei quali la reazione febbrile è in genere meno intensa), diabetici, pazienti debilitati o con insufficienza respiratoria o renale - l'uso di antipiretici per abbassare la febbre può essere intrapreso, su suggerimento medico, anche in stati febbrili più modesti.

La febbre non é una malattia

La febbre è un segnale che qualcosa non va nell'organismo, perciò, anziché chiedersi "come abbassarla?" è bene interrogarsi innanzitutto su cosa l'abbia provocata.

Ciò che dovrebbe allarmare un paziente non è dunque la febbre in sé, quanto la presenza di eventuali sintomi concomitanti; ad esempio, quando il rialzo febbrile è causato dall'infiammazione delle membrane che rivestono il cervello (meningi), il rischio che si producano lesioni neurologiche permanenti ed irreversibili è concreto, anche per temperature inferiori ai 40°C. Il paziente non dovrebbe quindi lasciarsi spaventare dalla febbre alta in sé, ma dalla concomitante insorgenza di sintomi specifici come (nel caso della meningite) sonnolenza, irritabilità, cefalea, rigidità muscolare, ipersensibilità alla luce, eruzione cutanea (nelle forme batteriche) e possibili convulsioni (bambini). Nella polmonite, la febbre, di tipo continuo-remittente, è invece accompagnata a tosse, respiro corto e polipnea (aumento della frequenza respiratoria con respiri brevi).

Come abbassare la febbre

Il trattamento sintomatico della febbre è di regola di secondaria importanza rispetto all'identificazione delle cause che l'hanno prodotta

La temperatura corporea può essere ridotta attraverso mezzi fisici o chimici. I primi, spesso sottovalutati, includono la generosa assunzione di liquidi e le spugnature di acqua tiepida, non tropo fredda, sul corpo, in particolare su polsi, collo e gambe.

I mezzi chimici sottintendono l'impiego di farmaci antipiretici, tra i quali spicca il paracetanolo (principio attivo delle note specialità mediche registrate Efferalgan, Sanipirina, Tachipirina). La posologia, nell'adulto, è di 300/500 mg ogni 4/6 ore; il paracetamolo può diventare pericoloso a dosi superiori ai quattro grammi al giorno (in genere si consiglia comunque di non superare i 2,6 g/die); in presenza di malattie epatiche è preferibile il ricorso all'aspirina. Tra tutti i FANS, il paracetamolo è il farmaco con il minor potere gastrolesivo. Per questi motivi è l'antipiretico di prima scelta nei pazienti con gastropatia e nei bambini (8-15 mg/kg per os ogni 4/6 ore), che non presentano controindicazioni al suo impiego.

L'aspirina pur presentando il vantaggio della minore epato-tossicità si caratterizza per alcuni effetti collaterali da tenere in considerazione prima dell'uso: interferisce con la coagulazione del sangue, per cui il suo utilizzo dev'essere attentamente ponderato nei pazienti a rischio emorragico (ad esempio in terapia con anticoagulanti come il Coumadin, o antiaggreganti piastrinici); ha un potere gastrolesivo superiore al paracetamolo (attenzione in presenza di gastrite, ulcera peptica e malattia da reflusso gastroesofageo); non dev'essere utilizzata da bambini di età inferiore ai 14 anni per il noto rischio della Sindrome di Reye; non dev'essere utilizzata da soggetti ipersensibili all'acido acetilsalicilico (vedi allergia all'aspirina).

Farmaco Posologia*
Paracetamolo 7-15 mg/kg per os ogni 4-6 h (2400 mg/die)
Ibuprofene 5-10 mg/kg per osogni 6-8 h (400-600 mg/die)
Acido acetilsalicilico 6,5 mg/kg/die per os ogni 6 h (1,5-2 g/die)
* posologia generale nell'adulto. Per il trattamento della febbre nel bambino consultare l'articolo specifico all'interno del sito.

La posologia dell'aspirina come febbrifugo nell'adulto, è di 1,5-2 grammi al giorno, suddivisi in quattro dosi.

In alternativa all'aspirina, possono essere utilizzati gli altri FANS - come gli oxicam (ad es. naproxene - Aleve, Momendol), l'ibuprofene (es. Moment, Antalgil, Nurofen) ed il diclofenac (es. Novapirina) - che esibiscono un potente effetto antinfiammatorio ed antipiretico. I meglio tollerati, spesso usati a scopo antipiretico, sono i derivati dell'acido propionico (soprattutto l'Ibuprofene, ma anche Naproxene e Ketoprofene).

Anche i corticosteroidi presentano una spiccata attività antipiretica, ma non vengono utilizzati a tale scopo salvo la presenza di complicanze che ne giustifichino l'impiego.

Previo consiglio medico, si può ricorrere a rimedi fitoterapici utili per abbassare la febbre e trarre un po' di sollievo rendendola meglio tollerabile (non è necessario, anzi è sconsigliabile, riportare la temperatura corporea ai valori normali mediante il massiccio uso di antipiretici). Tra tutti, spicca la corteccia di salice bianco, ricca di salicilati da cui è derivato il famoso acido acetilsalicilico (aspirina) già citato nel corso dell'articolo. Analogo discorso per la Spirea Olmaria, da cui deriva il nome Aspirina; per queste due droghe vegetali valgono le stesse indicazioni e controindicazioni del noto farmaco di sintesi. Per abbassare la temperatura corporea possono essere d'aiuto anche le droghe diaforetiche, piante medicinali in grado di indurre una profusa sudorazione disperdendo il calore in eccesso e riducendo di conseguenza la temperatura corporea; spesso assunte sottoforma di tisana calda, includono: Tiglio, Camomilla, Cannella, Menta, sambuco, Eucalipto, centaurea, Genziana e Rododendro.