Triiodotironina nel sangue - T3 totale, T3 libero

NOTA: questo articolo si riferisce all'interpretazione dei valori plasmatici di T3. Per approfondire il ruolo metabolico degli ormoni tiroidei clicca qui; per il ruolo terapeutico della T3 e l'abuso a scopi dimagranti, far riferimento alle monografie: Titre ® e Triacana ®


La triiodotironina, nota più semplicemente come T3 per la struttura molecolare caratterizzata da 3 molecole di iodio, è uno dei due ormoni rilasciati dalle cellule follicolari della tiroide. I livelli di T3 nel sangue possono essere quindi monitorati per valutare l'attività endocrina di questa ghiandola, spesso alterata in eccesso (ipertiroidismo) o in difetto (ipotiroidismo).

I livelli ematici di T3 non dipendono solamente dalla quota rilasciata dalla tiroide; a livello periferico, infatti, l'altro ormone tiroideo - la tiroxina o T4 - subisce l'attività di specifici enzimi, le deiodasi, che prinvandola di una molecola di iodio la convertono in T3. Quest'ultimo ormone è, dal punto di vista metabolico, assai più attivo rispetto al T4 ma allo stesso tempo anche assai meno rappresentato nel sangue. Grazie a questo meccanismo, circa l'85% della T3 è sintetizzata a livello dei tessuti periferici; si ricorda come tale processo dipenda strettamente dalla disponibilità di selenio.

Per regolare l'esposizione delle cellule agli effetti della triiodotironina, l'organismo ha a disposizione due meccanismi; il primo consiste nella regolazione dell'enzima deiodinasi, che per quanto detto viene espresso in misura maggiore quando l'organismo necessita di una maggiore recettività agli ormoni tiroidei, e viceversa. La seconda strategia coinvolge le proteine plasmatiche trasporatrici degli ormoni tiroidei: l'albumina, la transtiretina e soprattutto la TBG (acronimo di Thyroid Binding Globlulin, globulina legante la tiroxina). Per acquisire attività biologica e regolare il metabolismo nelle cellule bersaglio, la triiodotironina deve necessariamente scorporarsi da queste proteine; ecco perché spesso si preferisce dosare i livelli plasmatici della frazione libera (T3 libero), piuttosto che quelli assoluti (T3 totale). Come anticipato, il rapporto tra le due frazioni dipende in genere dalle esigenze dell'organismo e dall'attività della tiroide; così nell'ipotiroidismo, pur avendo una quantità totale di triiodotironina bassa avremo almeno in linea teorica un rapporto T3 totale/T3 libero spostato a favore della quota libera, mentre in caso di ipertiroidismo (eccesso di ormoni tiroidei), la frazione legata alla TBG sarà proporzionalmente maggiore rispetto a quella libera (mantenendo la triiodotironina legata alle proteine plasmatiche l'organismo tenta di difendersi dagli effetti negativi della sua presenza in eccesso). Diversamente, possono esistere situazioni in cui il paziente appare ipertiroideo in base al valore assoluto di triiodotironina, senza però mostrare i segni ed i sintomi tipici di questa condizione; è il caso, ad esempio, delle donne in terapia estrogenica, nelle quali gli alti livelli di estrogeni possono aumentare la sintesi ed il legame della TBG nei confronti degli ormoni tiroidei; a fronte di una ridotta concentrazione di T3 libero, l'organismo cerca di compensare aumentando la sintesi di questi ormoni, stimolata dall'ormone ipofisario TSH; avremo quindi alti valori di T3 totale, alti valori di TBG, e valori normali di T3 libero. La situazione opposta si verifica durante le terapie con corticosteroidi o in presenza di malattie epatiche, fattori che diminuiscono la sintesti di TBG da parte del fegato.

Per riassumere: mentre i valori di T3 totale possono essere influenzati dalla quantità di proteine plasmatiche leganti gli ormoni tiroidei, la misurazione del T3 libero, essendo indipendente da questo fattore, risulta più attendibile a fini diagnostici.

In genere l'esame di riferimento per valutare l'attività della ghiandola tiroide è il dosaggio della tiroxina plasmatica (T4), spesso associato alla determinazione del TSH ematico. In alcuni casi, però, il medico può aver bisogno di valutare sia i livelli di T3 che di T4; esistono per esempio alcune forme di ipertiroidismo in cui a fronte di livelli di tiroxina normali, i valori plasmatici di T3 risultano superiori alla norma. Il dosaggio dei valori di T3 può ad esempio essere effettuato insieme a quello degli anticorpi anomali (immunoglobuline stimolanti la tiroide o TSI) in presenza dei classici sintomi da ipertiroidismo, allo scopo di diagnosticare il morbo di Graves-Basedow (la più comune causa di ipertiroidismo a livello mondiale). In questa malattia i i livelli di TSH appaiono bassi poiché gli anticorpi anomali si legano ai recettori dello stesso ormone mimandone l'azione biologica di stimolo sulla sintesi di T3 e T4.

 

Ipofisi e feedbackAltro aspetto importante, è il confronto tra i valori di T3 con quelli di TSH. Abbiamo accennato come tale ormone, secreto dall'ipofisi al centro della scatola cranica, stimoli la tiroide a produrre più ormoni. In presenza di ipotiroidismo, quindi di un basso livello di ormoni tiroidei nel sangue, è logico aspettarsi alti livelli di TSH nel tentativo di stimolare la tiroide a produrre più T3; viceversa in caso di ipertiroidismo è logico aspettarsi bassi valori di TSH. Tuttavia esistono eccezioni che sfuggono a questa regola, ad esempio gli adenomi ipofisari che possono aumentare o diminuire la quota di TSH secreta indipendentemente dai livelli di T4 o T3.

Aldilà di queste ed altre rare condizioni, misurare i livelli plasmatici di TSH è importante anche per monitorare l'efficacia della terapia sostitutiva intrapresa in condizioni di ipotiroidismo. Per esempio, alti valori di TSH possono segnalare un'insufficiente assunzione di farmaci a base di ormoni tiroidei (ad es. eutirox); e viceversa. A scopo terapeutico, si preferisce usare l'analogo sintetico della tiroxina, mentre la T3 può essere utilizzata per il trattamento iniziale e rapido degli stati di ipotiroidismo.

Come interpretare i valori di T3?

Valori tiroidei normali
Tiroxina (T4) totale (TT4) 60 - 150 nmoli/L
Tiroxina (T4) libera (fT4) 10 - 25 pmoli/L
Triiodotironina (T3) totale (TT3) 1,1 - 2,6 nmoli/L
Triiodotironina (T3) libera (fT3) 3,0 - 8,0 pmoli/L
Ormone tireo-stimolante (o tireotropina) (TSH) 0.15 - 3,5 mU/L

NOTA BENE: i range di normalità possono variare da laboratorio a laboratorio; inoltre, vengono talvolta impiegate unità di misura differenti (ad es. mcg/dl e ng/dl) ed in tal caso i valori numerici sono completamente differenti da quelli elencati. I valori possono variare anche in base all'età e in gravidanza. Per tutti questi motivi, consigliamo di fare riferimento agli intervalli di normalità riportati nel certificato di analisi.

 

In generale, alti livelli di T3 sono spia di una tiroide iperattiva, che produce una quantità eccessiva di ormoni tiroidei configurando il quadro clinico dell'ipertiroidismo: tachicardia, ansietà, perdita di peso, sensazione di calore ed insofferenza alle alte temperature, difficoltà di addormentamento, tremori diffusi, sensazione di debolezza, ipersensibilità alla luce, nervosismo, unghie e capelli fragili.

TSH

T4

T3

Interpretazione

Elevato

Normale

Normale

Ipotiroidismo moderato (subclinico)

Elevato

Basso

Basso o normale

Ipotiroidismo manifesto

Norma. Normale Normale Eutiroidismo (paziente sano)

Basso

Normale

Normale

Ipertiroidismo moderato (subclinico)

Basso

Elevato o normale

Elevato o normale

Ipertirodismo manifesto

Basso

Basso o normale

Basso o normale

Raro ipotiroidismo
ipofisario (secondario)

Per contro, bassi livelli di T3 nel sangue suggeriscono un'insufficienza tiroidea; la ghiandola non produce quantità sufficienti di ormoni e compaiono i classici sintomi dell'ipotiroidismo, per molti versi opposti ai precedenti: aumento di peso, pelle secca, stipsi, intolleranza alle basse temperature, affaticamento, irregolarità mestruale, perdita di capelli, edemi. Come mostrato in tabella, in presenza di ipotiroidismo i livelli plasmatici di T3 possono anche risultare normali o appena sotto la norma; ciò ci riconduce a quanto detto ad inizio articolo, ovvero alla capacità del corpo di modulare la sintesi di T3 a livello periferico in caso di necessità (come succede in presenza di ipotiroidismo). In una simile situazione avremo quindi un'aumentata conversione di T3 a livello periferico con ulteriore riduzione delle già rdigue quantità di T4.

 

Numerosi farmaci possono diminuire od aumentare i livelli di T3 totale; tra i primi ricordiamo steroidi anabolizzanti, androgeni, farmaci anti-tiroidei (propiltiouracile e metimazolo), interferone alfa, interleuchina 2, litio, propanololo e fenitoina; sono invece in grado di aumentare i liverlli di T3 totale: le pillole anticoncezionali, il clorofibrato, gli estrogeni ed il metadone. Per questo motivo, prima di eseguire l'analisi del T3 ematico è importante informare il medico sulle eventuali terapie farmacologiche in corso. In genere, i valori del T3 libero non sono influenzati da questi farmaci.

In generale, i livelli plasmatici di T3 non sono influenzati dallo stile di vita del soggetto, quindi non è normalmente richiesto il digiuno o l'astensione da particolari attività prima del prelievo. La gravidanza può accompagnarsi a lievi aumenti del T3 totale, poiché tende ad aumentare la sintesi di TBG.

Quando l'organismo è malato o soggetto ad un forte stress diminuisce la sintesi periferica di T3; per cui la maggior parte dei pazienti ospedalizzati e cachettici mostra bassi livelli plasmatici di T3 e T4.