CK-MB - Creatinchinasi-MB

Generalità

La creatinchinasi-MB sierica, più semplicemente CK-MB, è un'isoenzima della creatinchinasi, concentrato soprattutto a livello del muscolo cardiaco. Di conseguenza, i valori di CK-MB nel sangue possono essere misurati per monitorare lo stato di salute del cuore.
CK MBLa creatinchinasi è l'enzima che catalizza sia la formazione di ATP partendo da creatinfosfato e ADP, sia il processo inverso. E' quindi fondamentale per i processi energetici che avvengono all'interno dell'organismo.

Cos'è

La creatina chinasi MB (CK-MB) si trova principalmente a livello delle cellule cardiache, mentre è localizzata in minor quantità nelle cellule del muscolo scheletrico.
Il CK-MB è rilasciato dalle cellule cardiache ed è rilevabile nel sangue in concentrazioni significative quando si verifica un danno al cuore.

Perché si Misura

Il test dell'enzima creatinchinasi (CK) ne misura la concentrazione totale, ma non distingue tra i diversi tipi di isoenzimi. Pertanto, a seguito di un aumento del valore di CK, la determinazione dell'isoforma MB permette di distinguere se quest'incremento è dovuto a un danno al muscolo scheletrico o a quello cardiaco.

In particolare, se la CK-MB è molto elevata, è probabile che il paziente abbia avuto un infarto o si sia verificato un evento patologico non indifferente a livello del cuore.
L'esame può essere prescritto a intervalli regolari quando il paziente manifesta un intenso dolore toracico o se la diagnosi non è chiara, a seguito di sintomi aspecifici quali:

Quando è indicato l'esame della CK-MB?

La misura della quantità di creatinchinasi-MB nel sangue è d'aiuto per capire se il paziente ha subìto un infarto miocardico acuto (quando il dosaggio della troponina - più specifica per il danno cardiaco - non è disponibile).

L'aumento di CK-MB avviene già dopo circa tre ore dall'inizio della necrosi cellulare, per poi raggiungere il picco massimo nelle successive 12-24 ore, e tornare a normalizzarsi dopo circa 48-72 ore dall'evento.
Il test è utile anche dopo la diagnosi dell'infarto e nel monitoraggio del danno cardiaco progressivo.

Valori normali

In genere, si considerano normali valori di CK-MB compresi tra 0 e 25 UI/L.


Tuttavia, occorre sempre considerare che l'intervallo di riferimento dell'esame può cambiare in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto.

CK-MB Alta - Cause

I valori di CK-MB si elevano in presenza di un danno del muscolo cardiaco - come l'infarto acuto del miocardio - di un trauma o di un intervento chirurgico a carico del cuore.
In particolare, un aumento di creatinchinasi-MB può essere osservato in coloro che hanno avuto un infarto, dopo circa 3-6 ore dall'insorgenza del dolore toracico; in tale evenienza, i valori di CK-MB raggiungono un picco in 12-24 ore, per poi tornare normali dopo 48-72 ore.

Se c'è un secondo infarto o il danno progredisce, allora i livelli di CK-MB aumentano di nuovo e/o rimangono alti nel tempo.
Valori elevati di questo isoenzima si possono riscontrare anche in caso di:

Altre condizioni che possono indurre un aumento della concentrazione di CK-MB sono l'insufficienza renale e l'esercizio fisico intenso.

Più raramente, le malattie muscolari croniche, l'abbassamento di concentrazione degli ormoni tiroidei (T3, T4) e l'abuso d'alcol possono incrementare la creatinchinasi-MB sierica.
Considerando, poi, che il CK-MB è presente in piccole quantità anche nel muscolo scheletrico, danni muscolari importanti (miosite, rabdomiolisi, ischemia, interventi chirurgici, traumi ecc.) possono aumentarne la concentrazione.
Per lo stesso motivo, nei casi in cui sia il muscolo scheletrico, che quello muscolare vengano danneggiati, la presenza di CK-MB dovuta all'infarto può essere confusa.

CK-MB Bassa - Cause

Normalmente, la creatinchinasi-MB non è rilevabile nel sangue o risulta molto bassa. In linea generale, quindi, non esiste un'anomalia che riguarda livelli troppo ridotti dell'isoenzima.

Come si misura

Per misurare i valori della CK-MB, è sufficiente sottoporsi a un semplice prelievo ematico da una vena del braccio, che permetterà di controllare i livelli di questo isoenzima nel flusso sanguigno.

Preparazione

Il paziente può sottoporsi al prelievo di sangue preferibilmente dopo un digiuno di 8-10 ore.

Interpretazione dei Risultati

Normalmente, il valore di CK-MB non è rilevabile o risulta molto basso nel sangue. In seguito a danno cardiaco, si assiste a un aumento dei livelli di questo parametro dopo circa tre ore, ma il picco – come nel caso della Troponina – non si avrà prima delle 18 ore. A differenza di quest'ultima, tuttavia, dopo un massimo di tre giorni è possibile che non ne rimanga traccia nel sangue.
Se la creatinchinasi-MB aumenta e il rapporto CK-MB/CK (indice relativo) è maggiore di 2,5-3, è probabile che il cuore sia danneggiato; un CK-MB alto, ma un indice relativo al di sotto di questo valore suggerisce, invece, il coinvolgimento del muscolo scheletrico.

Interpretazione di alti valori di CK-MB

Dal momento che piccole quantità di CK-MB sono state riscontrate anche in tessuti diversi dal miocardio - come ad esempio il muscolo scheletrico specialmente nella zona pelvica, la prostata, l'utero, il polmone, la milza e l'intestino tenue - non stiamo parlando di un marker specifico al 100%. Pertanto si possono riscontrare elevati valori di CK-MB anche in caso di trauma, distrofia muscolare, miositi, rabdomiolisi ed esercizio fisico vigoroso. Il rischio di falsi positivi, quando la CK-MB è misurata per la diagnosi di infarto miocardico acuto, è elevato anche in presenza di pericarditi e miocarditi.

In Caso di Infarto

Per accertarsi che l'aumento sierico della CK-MB sia effettivamente legato a un danno cardiaco, è importante valutarne i valori in un contesto generale, che tenga conto anche dei livelli totali di creatinchinasi o di altri marker di danno cardiaco.

Inoltre, per la diagnosi di infarto è assai importante la valutazione dell'andamento temporale, vale a dire il tempo di comparsa dell'aumento sierico di CK-MB rispetto all'esordio dei sintomi.
Dopo infarto del miocardio, l'enzima CK-MB:

  • Può essere individuato già dopo tre ore dall'inizio della necrosi;
  • Raggiunge valori massimi tra le 18 e le 24 ore successive all'evento;
  • Si normalizza nel giro di 36-72 ore.

La sensibilità diagnostica della CK-MB per quanto riguarda l'infarto miocardico è quindi decisamente bassa, se il dosaggio viene effettuato entro tre ore dall'inizio della sintomatologia anginosa, ma aumenta in modo significativo col trascorrere del tempo, raggiungendo il 100% tra le 8 e le 12 ore successive all'evento.
Il monitoraggio dei livelli di CK-MB nel tempo permette anche di valutare l'efficacia della riperfusione dell'arteria coronarica occlusa, ottenuta per fibrinolisi o angioplastica primaria; più rapida è la riperfusione, più precoce, in genere, è il picco sierico della CK-MB.
La CK-MB plasmatica può essere rilevata in due diversi modi: determinazione dell'attività catalitica (CK-MB attività) e determinazione della massa proteica (CK-MB massa); quest'ultima, di più recente introduzione, è preferita alla prima per la migliore specificità, soprattutto se viene introdotto come valore soglia un rapporto percentuale CK-MB massa / CK totale > 5. L'aumentata sensibilità del rapporto, comunque, viene meno quando è presente un danno cardiaco in concomitanza di un danno muscolare scheletrico.


CK-MB

CK-MB1 e CK-MB2

Da pochi anni è possibile valutare il rapporto fra le due isoforme dell'enzima: CK-MB1 e CK-MB2. Quest'ultima rappresenta l'isoforma tissutale inizialmente rilasciata dal miocardio dopo un infarto, quindi rapidamente convertita a livello periferico nell'isoforma CK-MB1.

Normalmente prevale l'isoforma CK-MB1, per cui il rapporto CK-MB2 / CK-MB1 appare inferiore all'unità. Se tale rapporto supera la soglia di 1,7 acquisisce valenza diagnostica per l'infarto miocardico acuto.

L'isoenzima CK-MB2 può essere rilevato nel siero entro 2-4 ore dall'insorgenza dei sintomi e raggiunge il picco entro le 6-9 ore; si configura quindi come un ottimo marker precoce di infarto miocardico acuto.