CK-MB - Creatinchinasi-MB

Ruolo nell'organismo

La creatinchinasi-MB sierica, più semplicemente CK-MB, è un'isoenzima della creatinchinasi concentrato soprattutto a livello del muscolo cardiaco. Di conseguenza, i valori di CK-MB nel sangue possono essere misurati per monitorare lo stato di salute del cuore.

I valori di CK-MB si elevano in presenza di un danno del muscolo cardiaco - come l'infarto acuto del miocardio - di un trauma o di un intervento chirurgico a carico del cuore.

La creatinchinasi è l'enzima che catalizza sia la formazione di ATP partendo da creatinfosfato ed ADP, sia il processo inverso. E' quindi fondamentale per i processi energetici che avvengono all'interno dell'organismo.

Interpretazione di alti valori di CK-MB

Dal momento che piccole quantità di CK-MB sono state riscontrate anche in tessuti diversi dal miocardio - come ad esempio il muscolo scheletrico specialmente nella zona pelvica, la prostata, l'utero, il polmone, la milza e l'intestino tenue - non stiamo parlando di un marker specifico al 100%. Pertanto si possono riscontrare elevati valori di CK-MB anche in caso di trauma, distrofia muscolare, miositi, rabdomiolisi ed esercizio fisico vigoroso. Il rischio di falsi positivi, quando la CK-MB è misurata per la diagnosi di infarto miocardico acuto, è elevato anche in presenza di pericarditi e miocarditi.

Per accertarsi che l'aumento sierico della CK-MB sia effettivamente legato ad un danno cardiaco è importante valutarne i valori in un contesto generale, che tenga conto anche dei livelli totali di creatinchinasi o di altri marker dell'infarto di danno cardiaco. Inoltre, per la diagnosi di infarto è assai importante la valutazione dell'andamento temporale, vale a dire il tempo di comparsa dell'aumento sierico di CK-MB rispetto aall'esordio dei sintomi.

Dopo infarto del miocardio, l'enzima CK-MB:

può esssere individuato già dopo tre ore dall'inizio della necrosi;

raggiunge valori massimi tra le 18 e le 24 ore successive all'evento;

si normalizza nel giro di 36-72 ore.

La sensibilità diagnostica della CK-MB per quanto riguarda l'infarto miocardico è quindi decisamente bassa se il dosaggio viene effettuato entro tre ore dall'inizio della sintomatologia anginosa, ma aumenta in modo significativo col trascorrere del tempo, raggiungendo il 100% tra le 8 e le 12 ore successive all'evento.

 

CK-MB

Il monitoragio dei livelli di CK-MB nel tempo permette anche di valutare l'efficacia della riperfusione dell'arteria coronarica occlusa, ottenuta per fibrinolisi o angioplastica primaria; più rapida è la riperfusione e più precoce, in genere, è il picco sierico della CK-MB.

La CK-MB plasmatica può essere rilevata in due diversi modi: determinazione dell'attività catalitica (CK-MB attività) e determinazione della massa proteica (CK-MB massa); quest'ultima, di più recente introduzione, è preferita alla prima per la migliore specificità, soprattutto se viene introdotto come valore soglia un rapporto percentuale CK-MB massa / CK totale > 5. L'aumentata sensibilità del rapporto, comunque, viene meno quando è presente un danno cardiaco in concomitanza di un danno muscolare scheletrico.

CK-MB1 e CK-MB2

Da pochi anni è possibile valutare il rapporto fra le due isoforme dell'enzima: CK-MB1 e CK-MB2. Quest'ultima rappresenta l'isoforma tissutale inizalmente rilasciata dal miocardio dopo un infarto, quindi rapidamente convertita a livello periferico nell'isoforma CK-MB1. Normalmente prevale l'isoforma CK-MB1, per cui il rapporto CK-MB2 / CK-MB1 appare inferiore all'unità. Se tale rapporto supera la soglia di 1,7 acquisice valenza diagnostica per l'infarto miocardico acuto. L'isoenzima CK-MB2 può essere rilevato nel siero entro 2-4 ore dall'insorgenza dei sintomi e raggiunge il picco entro le 6-9 ore; si configura quindi come un ottimo marker precoce di infarto miocardico acuto.