Vaccino Antinfluenzale

Il vaccino antinfluenzale è un preparato che difende l'organismo dal virus dell'influenza, stimolandolo a sviluppare anticorpi contro di esso. La vaccinazione si pratica annualmente, poiché il virus influenzale muta spesso e poiché il vaccino stesso perde lentamente di efficacia. La somministrazione del preparato non è obbligatoria, ma risulta particolarmente indicata per certe categorie di persone, come bambini, adolescenti, anziani e individui affetti da particolari patologie.
Vaccino contro l'influenzaNel corso degli anni, sono stati realizzati diversi tipi di vaccini, i quali si distinguono per preparazione e modalità di somministrazione.
Il vaccino contro l'influenza non è efficace al 100%, ma è abbastanza sicuro. Esiste una possibilità, seppur bassa, che in individui predisposti la preparazione scateni una reazione avversa ad una o più sostanze presenti nel vaccino. Non tutti, quindi, possono sottoporsi al trattamento; tuttavia, anche quando la vaccinazione è impraticabile, l'influenza si può comunque prevenire in modi alternativi.

Cos'è il vaccino antinfluenzale

Il vaccino antinfluenzale è uno speciale preparato che protegge dal virus dell'influenza. L'influenza è un'infezione delle vie respiratorie, in grado di provocare delle complicazioni molto serie in alcuni individui particolari, come i bambini e i giovani che frequentano gli asili e le scuole, gli anziani e i soggetti con una depressione del sistema immunitario (immunodepressi) o con disturbi respiratori (N.B: per depressione del sistema immunitario s'intende una difesa immunitaria poco efficace).
Sebbene la protezione, fornita dal preparato, non sia totale, la vaccinazione antinfluenzale rappresenta una delle risorse più efficaci contro l'influenza.

COME FUNZIONA UN VACCINO? GLI ANTICORPI

Il vaccino antinfluenzale, alla pari di tutti i vaccini antivirali, stimola il sistema immunitario di un individuo a produrre degli anticorpi specifici contro un virus, in questo caso dell'influenza.
Gli anticorpi, o immunoglobuline, sono delle proteine globulari in grado di riconoscere i microrganismi estranei (gli antigeni), che possono infettare l'intero organismo umano, e di farli distruggere da cellule specifiche del sistema immunitario.
Gli anticorpi sono secreti da cellule immunitarie particolari, chiamate linfociti B, e fungono da antenne di superficie di quest'ultimi. In presenza di un antigene, le immunoglobuline esposte sulla membrana di superficie dei linfociti B si attivano, segnalando al linfocita B stesso di produrre altri anticorpi specifici contro l'antigene rilevato. Da qui in poi, la barriera difensiva, eretta dal sistema immunitario umano, diventa sempre più potente ed efficace. Viene, infatti, prodotto un gran numero di anticorpi, i quali, circolando per il sangue, rintracciano gli antigeni presenti nel corpo e richiamano le cellule (fagociti e cellule citotossiche) deputate alla distruzione dei microrganismi estranei.
Al termine di tale processo, si formano dei linfociti B singolari, capaci di riconoscere più velocemente l'antigene già incontrato (e debellato) in precedenza, qualora dovesse ripresentarsi. Questi linfociti B sono noti anche come "cellule della memoria" e il meccanismo con cui si creano, detto "memoria immunitaria", sta alla base dei vaccini antivirali.

Da quando è disponibile?

Il vaccino antinfluenzale viene prodotto da alcune aziende farmaceutiche, le quali lo mettono in commercio una volta conclusa la sua realizzazione.
In genere, le prime disponibilità si hanno a partire da agosto/settembre, ovvero in lieve anticipo rispetto al periodo ideale per vaccinarsi, che è tra i mesi di ottobre e novembre, e in largo anticipo rispetto alla stagione influenzale, che corrisponde all'inverno.
È buona norma sottoporsi alla vaccinazione nel periodo consigliato dai medici, in quanto il vaccino impiega due settimane per "costruire" la memoria immunitaria contro il virus dell'influenza.
Vaccinarsi in ritardo e nel bel mezzo della stagione influenzale potrebbe essere inutile, perché si corre il rischio di ammalarsi quando ancora le cellule della memoria non sono pronte.

Perché, contro l'influenza, bisogna vaccinarsi ogni anno?

I motivi per cui bisogna vaccinarsi annualmente contro l'influenza sono due:

  • La ragione principale. Il virus influenzale ha la capacità di mutare le proprie sembianze molto velocemente, nel giro di qualche mese. Di conseguenza, dopo un anno, il vaccino della stagione influenzale precedente risulta del tutto inadatto a fronteggiare il nuovo virus, creatosi dalla mutazione antigenica di quello verso cui era efficace.
  • Virus Influenza

    Figura: il virus dell'influenza. Dal sito: drugdevelopment-technology.com

    La ragione secondaria. Gli anticorpi, generati dal vaccino, dopo un anno tendono a scomparire dall'organismo, rendendo necessaria una nuova vaccinazione.

Chi può e chi non può vaccinarsi?

Salvo particolari eccezioni, possono vaccinarsi contro l'influenza tutti gli individui dai 6 mesi d'età in su.
In particolare, il medico consiglia caldamente il vaccino antinfluenzale alle seguenti categorie di persone:

  • Donne incinte, perché il virus influenzale potrebbe trasmettersi al feto e complicare la gravidanza.
  • Bambini e adolescenti, perché possiedono delle difese immunitarie "fragili" e trascorrono molto tempo in ambienti affollati (asili, scuole ecc), dove il virus si trasmette con velocità e facilità.
  • Anziani, a causa di una fisiologica riduzione delle difese immunitarie.
  • Tutti quelli che soffrono di particolari disturbi di salute o sono patologicamente immunodepressi; in queste persone, il virus dell'influenza potrebbe scatenare gravi complicazioni. Nella tabella seguente, sono riportate le condizioni patologiche, in presenza delle quali si consiglia il vaccino.

Stati patologici per i quali è caldeggiata la vaccinazione contro l'influenza.

PER CHI È CONTROINDICATO IL VACCINO?

Il vaccino antinfluenzale, in alcuni frangenti, è controindicato. Pertanto, prima di sottoporsi alla vaccinazione è consigliato rivolgersi al proprio medico e richiedere un consulto, per scoprire se si è adatti o meno.
Le situazioni che rendono problematico il conseguimento del vaccino contro l'influenza sono di fatto due:

  • Il soffrire di allergia alle uova. Le proteine delle uova sono un ingrediente utilizzato per preparare tutti i vaccini antinfluenzali più commercializzati, a prescindere da quale sia il virus influenzale di stagione. Alcuni individui sono allergici o ipersensibili a queste proteine, tanto che, a contatto con queste, sviluppano una reazione allergica.
    L'allergia alle uova non impedisce, per forza, il conseguimento della vaccinazione, ma impone alcune precauzioni. Per esempio, bisogna trattenersi, a vaccino avvenuto e per almeno 30 minuti/un'ora, nella struttura ospedaliera o nel centro medico presso cui si è ottenuto il trattamento. Se alla conclusione di questo intervallo di tempo, l'individuo vaccinato non ha manifestato reazioni allergiche o di ipersensibilità significa che, molto probabilmente, il preparato non ha avuto ripercussioni sull'organismo.
    Alcune aziende farmaceutiche hanno creato vaccini particolari, privi di proteine delle uova; tali preparati sono stati approvati dalla FDA (ente governativo statunitense per la regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici), ma possono farne uso solo le persone di età superiore ai 18 anni.
  • L'aver risposto negativamente, in passato, a un altro vaccino antinfluenzale. Alcuni individui, dopo il vaccino influenzale, possono essere protagonisti di una grave reazione avversa. In tali frangenti, si sconsiglia di sottoporsi nuovamente a un secondo vaccino, anche ad anni di distanza, perché le conseguenze potrebbero essere più gravi di quelle verificatesi in precedenza, durante il primo episodio. In ogni caso, è buona norma richiedere un consulto medico per risalire alle cause del problema.

Quante modalità di vaccinazione esistono?

Un vaccino antinfluenzale si "costruisce", come tutti i vaccini virali, usando alcuni frammenti propri del virus che si vuole combattere. Questi frammenti sono i cosiddetti antigeni, che attivano il sistema immunitario.
Il vaccino contro l'influenza è disponibile in due versioni differenti.
Una versione, iniettabile, è costituita da frazioni di virus inattivati (ovvero uccisi). L'altra versione, somministrabile tramite spray nasale, contiene frazioni di virus attenuati (ovvero vivi, ma indeboliti).

VACCINO INATTIVATO INIETTABILE

Il vaccino antinfluenzale inattivato, somministrato per iniezione, è composto, come detto, da parti di virus ucciso, completamente innocue per l'organismo ma in grado, comunque, di indurre lo sviluppo di un'efficace risposta anticorpale (ovvero la produzione di anticorpi).
Il preparato può essere somministrato, sul braccio di una persona, tramite un'iniezione intramuscolo o tramite un'iniezione intradermica. L'iniezione intramuscolo, dai 6 mesi di vita in poi, è alla portata di tutti, mentre l'iniezione intradermica è riservata alle persone che hanno dai 18 ai 64 anni.

I diversi tipi di vaccini antinfluenzali inattivati:

  • Vaccino split
  • Vaccino virosomale
  • Vaccino adiuvato
  • Vaccino intradermico

VACCINO ATTENUATO ASSUNTO TRAMITE SPRAY NASALE

Il vaccino antinfluenzale attenuato, somministrabile tramite uno spray nasale, viene preparato con piccolissimi frammenti di virus vivo, ma indebolito. Le dosi di virus sono così ridotte che non sono in grado di provocare l'influenza, ma soltanto una risposta anticorpale specifica (che è l'obiettivo del preparato).
Il vaccino attenuato è vietato in caso di gravidanza e può essere assunto, soltanto, dalle persone sane che hanno un'età minima di 2 anni e un'età massima di 49.
La possibilità di ricorrere al vaccino antinfluenzale attenuato, sottoforma di spray nasale, è recente: è soltanto dal 2011, infatti, che l'Agenzia Europea del Farmaco ha approvato il suo utilizzo in Europa (e in Italia).


Tabella. Le principali differenze tra il vaccino antinfluenzale inattivato e quello attenuato.

Vaccino inattivato

Vaccino attenuato

Si somministra tramite iniezione, pertanto richiede l'uso di un ago.

Si somministra tramite un comodo spray nasale.

Contiene frammenti di virus ucciso, pertanto innocuo.

Contiene piccoli frammenti di virus vivo, che non riescono a provocare l'influenza, ma, in rare occasioni, potrebbero trasmettere l'infezione virale a coloro che vivono con l'individuo vaccinato.

La versione intramuscolo può essere somministrata dai sei mesi di vita in poi.

È vietato in caso di gravidanza e può essere assunto solo dalle persone tra i 2 e i 49 anni.

Può essere assunto dalle donne incinte e da tutte le persone che sono immunodepresse e non in perfetta salute.

Non può essere somministrato agli individui con una depressione del sistema immunitario (immunodepressi) e che sono affetti da asma, AIDS, fibrosi cistica, ecc.

Il vaccino può provocare l'influenza e/o delle complicazioni?

Pur contenendo al suo interno dei piccoli frammenti di virus, il vaccino antinfluenzale è un trattamento sicuro, che non provoca l'influenza (a patto, ovviamente, che si rispettino le modalità d'uso).
Vaccino antinfluenzaleTuttavia, è giusto segnalare le complicazioni, vere o presunte, che potrebbero insorgere dopo la somministrazione del vaccino.

  • Una reazione eccessiva al vaccino. Alcuni individui rispondono alla vaccinazione con una forte reazione immunitaria. Se il vaccino è quello iniettabile, tale reazione consiste in dolore muscolare e febbre, entrambi della durata di qualche giorno; se, invece, il vaccino è quello sottoforma di spray nasale, i disturbi possibili consistono in naso che cola, mal di testa e mal di gola.
  • Contrarre l'influenza nelle due settimane successive alla vaccinazione. Questa eventualità è rara, ma può aver luogo, specie se si ricorre al vaccino a stagione influenzale avviata. Con il virus influenzale in circolazione, infatti, le probabilità di ammalarsi aumentano di conseguenza e, fino a quando non sono trascorse le due settimane necessarie alla creazione della memoria immunitaria, l'individuo vaccinato è esposto al virus come i soggetti non vaccinati. È chiaro che, in questi casi, non si tratta di un effetto collaterale del vaccino, bensì di una mancanza di precauzione e tempestività da parte di chi fa uso del trattamento.
  • Errore di preparazione. È capitato, in passato, che il vaccino prodotto non fosse quello adatto al virus influenzale della stagione in corso. Ciò ha fatto sì che le persone vaccinate fossero meno protette e, in alcuni casi, si siano ammalate d'influenza. Un vaccino realizzato a dovere e senza errori di questo genere, consente una protezione efficace.
  • Altre infezioni virali, dai sintomi simil-influenzali. Diversi virus infettivi, come il virus del raffreddore (rhinovirus), scatenano dei disturbi alle vie respiratorie che vengono scambiati, erroneamente, per influenza. Il vaccino antinfluenzale non può proteggere da tali infezioni ed è una cosa del tutto normale, dato che è creato per altri scopi.

Il vaccino antinfluenzale è sempre efficace?

In precedenza, si è parlato del vaccino antinfluenzale come di un vaccino sicuro, in quanto la sua somministrazione non provoca l'influenza.
Tuttavia, ciò non esclude la possibilità che la vaccinazione possa fallire: in questo caso, per fallimento, s'intende la mancata creazione di una memoria immunitaria efficace.
Grazie ai dati statistici degli anni passati, si è potuta calcolare la percentuale di successo della vaccinazione antinfluenzale, la quale è risultata aggirarsi attorno al 60-70%. Da un'analisi più accurata di questi stessi dati, inoltre, è emerso che, negli anni in cui si è ricorso di più al vaccino, la percentuale di successo era superiore. Questa migliore risposta al vaccino si spiega con il seguente concetto: tante più persone sono vaccinate contro il virus dell'influenza, tanto più è difficile che tale virus possa diffondersi e circolare nella popolazione. Questo meccanismo, valido per tutti i virus e i relativi vaccini, è noto come immunità di gregge.

Senza il vaccino, si può prevenire l'influenza?

Gli individui che sono inadatti a ricevere il vaccino antinfluenzale e al tempo stesso anche immunodepressi, possono provare a prevenire l'influenza con dei metodi alternativi.
Tali metodi, che sono validi, in realtà, in ogni occasione, si basano su una corretta igiene quotidiana e consistono in:

  • Lavarsi le mani spesso, con sapone e acqua.
  • Se non si dispone di sapone, usare soluzioni sanitarie a base di alcol, per lavarsi le mani.
  • Evitare di toccare, con le mani (specie se non sono pulite), gli occhi e le parti interne di naso e bocca.
  • Evitare di frequentare i posti molto affollati, in piena stagione influenzale. Questo consiglio è particolarmente indicato per gli immunodepressi e coloro in cui un'influenza può scatenare delle complicazioni gravi.

Perché un adulto in buona salute non necessita della vaccinazione?

Per rispondere, bisogna ricordare, ai lettori, che il virus influenzale è un virus in grado di mutare molto velocemente le proprie caratteristiche esteriori.
Questi mutamenti, talvolta, fanno assumere al nuovo virus l'aspetto di un virus influenzale precedente, comparso magari tanti anni addietro; in altre parole, creano, in modo del tutto casuale, un sosia di un vecchio virus influenzale presentatosi in un'altra epoca. Tale "nuovo-vecchio" virus, per le persone adulte e sane che l'hanno già incontrato in passato (e se ne sono ammalate), non è particolarmente pericoloso, per la questione (descritta in precedenza) della memoria immunitaria; memoria immunitaria che, formatasi nel suddetto modo, è molto più forte e duratura di quella che si sviluppa dopo un vaccino antinfluenzale.


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