TURP - Resezione Transuretrale della Prostata

Generalità

La TURP, o resezione transuretrale della prostata, è l'intervento di chirurgia per mezzo del quale si provvede alla rimozione parziale della prostata, negli uomini con ipertrofia prostatica benigna e problemi urinari associati.
Resezione trans-uretrale della prostataRichiede una preparazione particolare, a cui il paziente è tenuto ad attenersi scrupolosamente per la buona riuscita della procedura.
Lo strumento usato per l'operazione è il resettoscopio; fornito di una luce, una telecamera e una specie di gancio attraverso cui fluisce della corrente elettrica, il resettoscopio viene portato fino alla prostata, attraverso il pene.
La TURP è un opzione terapeutica potenzialmente molto efficace; tuttavia, come ogni intervento chirurgico, può dar luogo a complicazioni, in alcuni casi anche spiacevoli.

Prostata: cenni di anatomia e funzioni

La prostata è una ghiandola situata appena sotto la vescica, davanti alla porzione d'intestino crasso chiamata retto. Per forma e dimensioni, assomiglia molto a una castagna.
Attraverso la prostata decorre parte dell'uretra, cioè il dotto che porta all'esterno l'urina e il liquido seminale al momento dell'orgasmo.
Attorno alla prostata, prendono posto dei muscoli denominati sfinteri, la cui contrazione rende momentaneamente impossibile l'uscita delle urine, mentre consente la fuoriuscita dello sperma (eiaculazione).

FUNZIONI

La prostata (o ghiandola prostatica) secerne un liquido particolare chiamato liquido prostatico, il quale, mescolandosi con altri secreti (per esempio il liquido prodotto dalle vescicole seminali) e con gli spermatozoi, costituisce il liquido seminale (o sperma).
Il liquido prostatico ha un'importanza vitale per gli spermatozoi originati nei testicoli, perché garantisce loro nutrimento, protezione (quando e se si troveranno dentro la vagina) e maggiore motilità.

Genitali Maschili

Figura: i principali elementi dell'apparato genitale maschile.
I testicoli (o didimi) sono le gonadi maschili, cioè i principali organi riproduttivi del maschio. Il loro compito è produrre gli spermatozoi e gli ormoni sessuali maschili (testosterone).
L'uretra è un piccolo canale che comincia dalla vescica, percorre tutto il pene (l'organo riproduttivo maschile) e termina a livello del glande.
Un epididimo e un dotto deferente sono due piccoli canali che uniscono un testicolo, prima, alle vescicole seminali e, poi, alla prostata. Attraverso gli epididimi e i dotti deferenti dei due testicoli fluiscono gli spermatozoi destinati a mescolarsi con il liquido seminale e a costituire così lo sperma.

Cos'è la TURP?

La TURP, o resezione transuretrale della prostata, è la procedura chirurgica finalizzata alla rimozione parziale della prostata, nelle persone con ipertrofia prostatica benigna.

CHE COS'È l'IPERTROFIA PROSTATICA BENIGNA?

Quando si parla di ipertrofia prostatica benigna (IPB) o prostata ingrossata o iperplasia prostatica benigna, ci si riferisce a un ingrandimento volumetrico della prostata di natura non cancerosa.
Infatti, l'ingrandimento è dovuto a una proliferazione cellulare del tessuto prostatico, priva però dei poteri infiltrativi e metastatici che caratterizzano un tumore maligno.
L'ipertrofia prostatica benigna è un'alterazione fortemente legata all'età avanzata. Secondo alcune ricerche statistiche, infatti, ne soffrirebbe circa l'80% degli uomini tra i 70 e gli 80 anni.
Al momento, le precise cause di IPB sono poco chiare. In base alle ultime ricerche, sembrerebbero avere un'influenza particolare i cambiamenti ormonali che avvengono con l'invecchiamento: ciò spiegherebbe perché la prostata ingrossata è una condizione tipica degli uomini anziani.

Quando si pratica la TURP?

I medici ricorrono alla TURP quando l'ipertrofia prostatica benigna determina una compressione ai danni dell'uretra, tale da far insorgere problemi urinari. Tra questi problemi legati all'ingrossamento della prostata, i più comuni sono:

IN PRESENZA DI UN IPB SI RICORRE SEMPRE A UNA TURP?

In genere, i medici adottano la TURP solo dopo che i vari trattamenti di tipo non invasivo, contro la prostata ingrossata, si sono dimostrati privi di efficacia.
Il motivo di un tale approccio è alquanto intuibile: è sempre meglio provare prima con i metodi di cura meno cruenti e meno rischiosi.


La terapia non invasiva per l'ipertrofia prostatica benigna si basa principalmente sulla somministrazione di due tipi di farmaci: gli antiandrogeni e gli alfa-bloccanti.

CASI DI IPB IN CUI NON SI PRATICA LA TURP

Esistono delle circostanze in cui, nonostante la presenza di una prostata ingrossata, non è possibile ricorrere alla TURP.
Tali circostanze, che possono essere temporanee o permanenti, consistono in:

  • Recente attacco di cuore o recente operazione chirurgica al cuore.
    I medici ritengono che sia bene attendere, in genere, dai 3 ai 6 mesi, prima di procedere con l'esecuzione della TURP.
  • Compresenza di disturbi neurologici, come il morbo di Parkinson o la sclerosi multipla.
    In alcuni individui, queste due condizioni morbose determinano incontinenza urinaria, che, come si vedrà più avanti, è una possibile complicanza della TURP. Pertanto, l'esecuzione di quest'ultima in pazienti con incontinenza urinaria potrebbe aggravare ulteriormente le perdite involontarie di urina.
  • Compresenza di un cancro alla prostata, che richiede un'operazione di prostatectomia radicale.
    Tumori maligni alla prostata particolarmente gravi richiedono la rimozione totale della prostata (prostatectomia radicale). Una rimozione parziale, come quella che si ottiene con la TURP, non sarebbe sufficiente.
  • Recente radioterapia per la cura di un cancro alla prostata.
    Alcuni tumori maligni della prostata si possono curare con dei cicli di radioterapia o brachiterapia (radioterapia interna). In siffatti casi, è necessario attendere circa 6 mesi prima di potersi sottoporre alla TURP.
  • Compresenza di un'infezione urinaria, alla vescica, all'uretra o ai reni.
    Per poter praticare la TURP, bisogna aspettare che questo tipo di infezioni guarisca.

Preparazione

In preparazione alla TURP (in genere pochi giorni prima), il paziente viene sottoposto a una cistoscopia transuretrale, tramite la quale il chirurgo curante esamina le dimensioni precise della prostata e osserva le altre strutture del sistema urinario.
Quindi, al termine della procedura o nella giornata successiva, è previsto un colloquio medico-paziente, durante il quale vengono delineate tutte le istruzioni pre-operatorie necessarie alla buona riuscita dell'intervento chirurgico.

ISTRUZIONI PRE-OPERATORIE

Durante il colloquio tra il chirurgo che effettuerà l'intervento (o un membro qualificato del suo staff) e il paziente, quest'ultimo viene messo al corrente di:

  • Notificare se assume farmaci antiaggreganti, come per l'esempio l'aspirina o il clopidogrel, o farmaci anticoagulanti, come ad esempio il warfarin, a causa di problemi cardiovascolari.
    In base alla situazione, il chirurgo potrebbe decidere di sospendere, per qualche giorno, l'assunzione di tali medicinali, in quanto sono preparati che incrementano la perdita di sangue (dalle ferite chirurgiche, ovviamente).
  • Notificare se si è allergici a qualche sedativo o anestetico usato durante la procedura.
  • Presentarsi, nel giorno dell'intervento, a digiuno completo da almeno 8 ore. Quindi, l'ultimo pasto comprensivo di cibo e bevande deve avvenire entro la mezzanotte del giorno precedente. L'unica bevanda consentita qualche ora prima dell'intervento è l'acqua.
    Tale raccomandazione si spiega col fatto che la TURP richiede l'anestesia spinale o generale.
  • Farsi seguire da un parente o un amico, nelle fasi immediatamente successive l'operazione. È importante attenersi a tale raccomandazione, specie al momento delle dimissioni, perché i postumi dell'anestesia generale (rallentamento dei riflessi, leggero stordimento ecc.) potrebbero durare anche 24 ore. Inoltre, l'intervento potrebbe rivelarsi assai stancante per il paziente.

Questo colloquio è un momento importante non solo per l'illustrazione delle misure pre-operatorie, ma anche perché permette al paziente di interrogare il personale medico in merito a dubbi e curiosità, che riguardano la TURP.

Procedura

A eseguire la TURP è un chirurgo specializzato in problemi e malattie dell'apparato urogenitale maschile.
Per la procedura, viene fatto uso del resettoscopio, uno strumento tubulare presentante, a un'estremità, una luce, una telecamera e una sorta di gancio metallico che può emettere delle scariche elettriche.
In ordine cronologico, le tappe procedurali sono:

Anestesia

Praticata da un medico anestesista, consente al paziente di non avvertire dolore durante l'operazione.
Se è di tipo generale, la persona operata dorme ed è completamente incosciente; se è di tipo spinale, invece, la persona operata è cosciente ma è del tutto insensibile dalla vita in giù.
Insieme agli anestetici, è possibile che l'anestesista somministri anche degli antibiotici per ridurre il rischio di infezioni.

Inserimento del resettoscopio

Il chirurgo accede alla prostata per mezzo del resettoscopio, il quale viene inserito attraverso l'apertura dell'uretra presente nel pene. Ovviamente, l'estremità dello strumento che viene spinta a livello prostatico è quella dotata di luce, telecamera e gancio metallico a emissione di scariche elettriche.

Ricerca del tessuto prostatico da eliminare e rimozione

Grazie alla luce e alla telecamera del resettoscopio, il medico curante è in grado di vedere, su un monitor esterno opportunamente collegato, l'esatta posizione dello strumento.
Ciò gli permette di “muoversi” con estrema disinvoltura e di individuare la porzione di prostata in eccesso, che è necessario eliminare.
Individuato il tessuto prostatico anomalo, mette in funzione la corrente elettrica attraverso il gancio metallico e comincia a “sezionare” le parti di prostata in eccesso.

Lavaggi a base di glicina

Il resettoscopio non permette di estrarre i frammenti sezionati di prostata.
Per poter fare ciò, il medico deve estrarre lo strumento e infilare al suo posto un catetere vescicale, attraverso cui, in una fase immediatamente successiva, inietta una soluzione contenente glicina. In altre parole, esegue dei veri e propri lavaggi.

DURATA DELLA PROCEDURA

Un intervento di TURP può durare da un minimo di 60 minuti a un massimo di 90.

ANALISI DI LABORATORIO

Anche se l'ipertrofia prostatica benigna e il cancro alla prostata sono due condizioni distinte e non collegate tra loro, capita molto spesso che il chirurgo richieda di analizzare in laboratorio la composizione cellulare dei frammenti di prostata estratti (biopsia prostatica).
Si tratta in genere di una semplice misura cautelare.

Fase post-operatoria

Dopo l'intervento di TURP è previsto un periodo di ricovero ospedaliero della durata di massimo due giorni. In quest'arco di tempo, il personale medico provvede a monitorare il paziente nei suoi parametri vitali (pressione sanguigna, attività cardiaca ecc) e a illustrargli le varie tappe del recupero: dalla necessità temporanea dei cateteri vescicali, alle sensazioni post-operatorie più comuni, fino agli accorgimenti migliori per ottimizzare il recupero post-operatorio.

CATETERISMO VESCICALE

Per almeno i primi 4-7 giorni successivi alla TURP, il paziente deve utilizzare dei cateteri vescicali per l'eliminazione delle urine (N.B: questa pratica medica si chiama cateterismo vescicale).
Tali cateteri sono collegati a un sacca di raccolta, in modo tale che chi ne ha bisogno possa svolgere comunque alcune attività di vita quotidiana.
Se le dimensioni della prostata operata erano davvero notevoli, è probabile che il cateterismo vescicale si protragga per anche più di 7 giorni.

SENSAZIONI POST-OPERATORIE

È abbastanza frequente che, dopo la TURP, i pazienti lamentino:

  • Dolore durante l'eliminazione delle urine;
  • Bisogno frequente e urgente di urinare;
  • Presenza di sangue (o meglio di coaguli di sangue) nelle urine. L'utilizzo dei cateteri vescicali serve anche per facilitare l'eliminazione di queste tracce di sangue.

Questi disturbi sono considerati normali se non si protraggono oltre le 4 settimane. In genere, il miglioramento è graduale.


Nota bene. Nel caso del sangue delle urine, se il problema è tale per cui le urine sono completamente rosse, è bene contattare immediatamente il medico.

COME OTTIMIZZARE LA FASE DI RECUPERO

Affinché la fase di recupero post-TURP proceda per il meglio e senza intoppi, i chirurghi consigliano di:

  • Bere molta acqua in maniera tale da favorire, tramite frequenti minzioni, la pulizia delle vie urinarie (vescica e uretra in particolare), in cui potrebbero permanere dei resti di prostata sezionata.
  • Non sforzare l'intestino con un'alimentazione sbagliata. È buona norma mangiare cibi ricchi di fibre e rinunciare a quelli che favoriscono la stitichezza.
    In caso di stipsi, è probabile che vengano prescritti dei lassativi.
  • Non praticare attività stancanti, come per esempio alzare pesi.
    In genere, questa raccomandazione vale per le prime 4-6 settimane.
  • Non riprendere prima di quanto stabilito le assunzioni di antiaggreganti e/o anticoagulanti.
  • Astenersi temporaneamente dall'attività sessuale. In genere, è opportuno attenersi a tale consiglio per almeno 4-6 settimane.
  • Non guidare fintanto che si utilizzano i cateteri vescicali.

Rischi della TURP

Come ogni intervento chirurgico, anche la TURP è una procedura a rischio complicazioni.
Queste possibili complicanze consistono in:

  • Eiaculazione retrograda. È la condizione per cui l'emissione di sperma avviene al contrario, non verso l'esterno ma verso la vescica. Non altera il senso di piacere, ma può interferire con la possibilità di avere figli.
    Secondo alcune statistiche, tale problema si verifica in 9 casi su 10, quindi è assai frequente.
  • Incontinenza urinaria. La perdita involontaria di urina interessa circa il 10% delle persone operate. Solitamente, si tratta di incontinenza da urgenza, ma, in almeno il 2% dei casi, è incontinenza urinaria da stress (o incontinenza urinaria da sforzo). Per chi non conoscesse le differenze tra questi due tipi di incontinenza urinaria, si consiglia di consultare l'articolo dedicato, presente qui.
  • Stenosi uretrale. È il restringimento dell'uretra; riguarda circa il 4% delle persone operate.
  • Emorragie persistenti e copiose. Si verificano molto raramente; infatti interessano il 3-5% delle persone operate.
    In base ad alcune indagini, sembrerebbero essere più a rischio gli individui con una grave ipertrofia prostatica benigna.
  • Infezioni delle vie urinarie. Sono principalmente cistiti e uretriti, riguardano il 5-10% dei pazienti e richiedono un trattamento antibiotico.
    Nei casi più sfortunati, possono costituire anche un problema ricorrente.
  • Ritenzione urinaria. Dovuta a un danno ai muscoli vescicali, consiste nel mancato svuotamento completo della vescica durante la minzione. Interessa il 2% degli individui trattati ed è di solito una condizione temporanea, che dura dalle 4 alle 6 settimane.
  • Impotenza (o disfunzione erettile). È la difficoltà nell'avere o nel mantenere un'erezione. Riguarda il 5-10% dei pazienti ed è generalmente un problema temporaneo.
  • Sindrome da TURP. È una rara condizione (colpisce un paziente ogni 100), che insorge quando le cellule del canale uretrale assorbono la soluzione a base di glicina (usata per i lavaggi) e la riversano nel sangue.
    I sintomi iniziali sono: senso di malessere, disorientamento, vertigine, mal di testa, ascite e bradicardia. Prostata visita medicaA questi, possono aggiungersi, col tempo e soprattutto in caso di mancato trattamento: spasmi, attacchi di epilessia, dispnea, cianosi, dolore al petto e coma.
  • Recidiva. Si parla di recidiva, quando la condizione di ipertrofia prostatica benigna si ripresenta con tutti i suoi sintomi, dopo un periodo di apparente guarigione.
    Spesso, una prostata nuovamente ingrossata richiede l'esecuzione di una seconda TURP; in questi casi, però, il rischio di stenosi uretrale è maggiore.

Approfondimento: alternative alla TURP, quando questa procedura è controindicata


Le possibili complicazioni della TURP e le circostanze che la rendono controindicata hanno indotto medici e ricercatori a sviluppare degli approcci terapeutici alternativi, altrettanto efficaci.
Tra questi approcci terapeutici alternativi, meritano una citazione particolare: la resezione transuretrale bipolare della prostata, l'enucleazione prostatica con laser Holmio, la vaporizzazione prostatica con laser e la prostatectomia a cielo aperto.
La resezione transuretrale bipolare della prostata potrebbe ricordare molto la TURP, tuttavia è assai diversa per il tipo di corrente elettrica utilizzata e per la composizione della soluzione di lavaggio. Infatti, la corrente elettrica è di tipo bipolare (mentre nella TURP è monopolare) e la soluzione per i lavaggi contiene dei sali (e non la glicina). L'assenza di glicina nella soluzione per i lavaggi fa sì che non si corra più il rischio della cosiddetta sindrome da TURP.
L'enucleazione prostatica con laser Holmio prevede lo “sminuzzamento” della prostata ingrossata tramite un raggio laser ad alta energia. La sorgente di tale raggio laser è collocata all'estremità di un endoscopio, il quale viene inserito nell'uretra e portato fino in sede prostatica esattamente come il resettoscopio per la TURP (N.B: i due strumenti si assomigliano molto). Una volta frammentato il tessuto in eccesso, questo viene spinto nella vescica e da qui eliminato. Rispetto alla TURP, è meno efficace nel migliorare la sintomatologia, ma più veloce nell'ospedalizzazione e nella fase di recupero post-operatoria.
La vaporizzazione prostatica con laser prevede anch'essa l'impiego di una sorgente laser, ma, contrariamente al caso precedente, la rimozione della prostata in eccesso avviene per bruciatura.
Infine, la prostatectomia a cielo aperto è una delicata procedura di chirurgia, che prevede la rimozione della prostata in eccesso attraverso un'incisione sull'addome. Quindi, diversamente dalle altre procedure sopraccitate (TURP compresa), si tratta di una metodica alquanto invasiva, che, proprio per questo motivo, viene riservata ai casi di prostata ingrossata molto gravi.

Risultati

Per molti pazienti, la TURP rappresenta un trattamento efficace, che migliora sensibilmente la qualità della vita.
Purtroppo, ci sono sempre le eccezioni: ci sono uomini che continuano ad avvertire gli stessi sintomi precedenti l'intervento, nonostante la buona riuscita di quest'ultimo; ce ne sono altri che sviluppano una nuova forma di ipertrofia prostatica benigna a distanza di qualche anno dall'operazione, necessitando quindi di una seconda TURP; infine ce ne sono altri ancora che vanno incontro a complicazioni.


Vantaggi e svantaggi della TURP in breve

Vantaggi:

  • Buone probabilità di ridurre la sintomatologia indotta dall'ipertrofia prostatica benigna. Ciò si traduce in un miglioramento sensibile della qualità della vita.
  • Buona probabilità che gli effetti della TURP siano di lunga durata
  • I frammenti di prostata rimossi possono essere analizzati in laboratorio. Pertanto, la TURP permette anche un esame bioptico della prostata.

Svantaggi:

  • Prevede un ricovero ospedaliero e una fase di recupero abbastanza prolungata. Ci sono procedure alternative più “sbrigative”.
  • Un uomo ogni 10 deve sottoporsi a un secondo intervento di TURP a distanza di 10 anni dal primo.
  • Alcune complicazioni sono molto fastidiose e possono compromettere seriamente la qualità della vita dei pazienti.
  • C'è una ridotta probabilità che la TURP non abbia alcun effetto.


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