Tumore alle ovaie - Tumore dell'ovaio - Cancro alle ovaie

Generalità

Il tumore alle ovaie, noto anche come tumore dell'ovaio, è una neoplasia maligna che colpisce le ovaie, cioè le gonadi femminili.
A provocarlo sono delle mutazioni genetiche che modificano il normale DNA contenuto nelle cellule ovariche. Tumore alle ovaieL'origine di questi mutamenti genetici è, al momento, ancora poco chiara; in merito, i medici hanno formulato alcune teorie, che però presentano dei punti oscuri.
I sintomi del tumore alle ovaie sono poco specifici e ciò rende più difficile una diagnosi precoce della malattia.
Il trattamento consiste in genere nell'asportazione chirurgica del tumore; asportazione che richiede, molto spesso, non solo la rimozione delle ovaie, ma anche di altri organi o tessuti (per esempio l'utero).

Breve ripasso su cos'è un tumore

In medicina, il termine tumore identifica una massa di cellule molto attive, in grado di dividersi e accrescersi in maniera incontrollata.

  • Si parla di tumore benigno quando la crescita della massa cellulare non è infiltrativa (cioè non invade i tessuti circostanti) e neppure metastatizzante.
  • Si parla di tumore maligno quando la massa anomala di cellule ha la capacità di crescere molto velocemente e di diffondersi nei tessuti circostanti e nel resto dell'organismo.

I termini tumore maligno, cancro e neoplasia maligna sono da considerarsi sinonimi.

Cos'è il tumore alle ovaie?

Il tumore alle ovaie - detto anche tumore dell'ovaio, tumore ovarico o cancro alle ovaie - è una neoplasia maligna che può insorgere in una qualsiasi regione delle ovaie.

COSA SONO LE OVAIE?

Le ovaie (al singolare ovaia, ma anche ovaio od ovario) sono le gonadi femminili. Le gonadi rappresentano una parte fondamentale dell'apparato riproduttivo umano, in quanto sono le ghiandole che producono i gameti, ovvero le cellule sessuali.
In numero di due e di forma simile a un fagiolo, le ovaie svolgono due funzioni:

Ciascuna ovaia è situata ai lati dell'utero. L'utero è l'organo dell'apparato genitale femminile deputato ad accogliere e a nutrire, per tutto l'arco della gravidanza, la cellula uovo fecondata (cioè l'embrione prima e il feto poi).


Apparato Genitale Femminile

TIPOLOGIE DI TUMORE ALLE OVAIE

Le ovaie sono costituite da cellule di tipo diverso.
A seconda del tipo di cellule ovariche in cui origina, il tumore alle ovaie assume una denominazione specifica differente, che richiama alla sede precisa di partenza.
Pertanto si distinguono:

  • Il tumore alla ovaie di tipo epiteliale (o tumore dell'epitelio germinale). In casi come questo, la massa tumorale si è formata a partire dalle cellule epiteliali che ricoprono esternamente l'ovaio. È, in assoluto, la tipologia di tumore ovarico più diffusa.
  • Il tumore alle cellule germinali. Le cellule germinali sono le cellule delle ovaie che danno origine all'ovocita. Secondo alcuni studi statistici, il tumore alle cellule germinali rappresenta il 20% dei tumori alle ovaie ed è la tipologia più diffusa tra le bambine e le giovani donne.
  • Il tumore alle ovaie di tipo stromale (o tumore alle cellule stromali dell'ovaio). Le cellule stromali (o dello stroma), da cui si sviluppa questa tipologia di tumore ovarico, sono cellule adibite al sostegno delle cellule germinali e all'attività endocrina (cioè secernono gli ormoni ovarici, testosterone ed estrogeni). Il tumore alle cellule stromali dell'ovaio rappresenta circa l'8% di tutte le neoplasie dell'ovaio.

A completamento di tale classificazione, si ricorda che le ovaie possono essere anche sede di metastasi tumorali provenienti da tumori sviluppatisi altrove.

EPIDEMIOLOGIA

Il tumore alle ovaie è la quinta neoplasia maligna più diffusa tra le donne, dopo il cancro al seno, il cancro all'intestino, il cancro al polmone e il cancro dell'utero.
I soggetti comunemente più colpiti sono le donne che hanno già superato la menopausa, quindi di solito sopra i 50 anni. Tuttavia, è bene precisare che il tumore alle ovaie può insorgere a qualsiasi età.
La maggiore diffusione del cancro alle ovaie si ha tra le popolazioni di origine caucasica, negli USA e nell'Europa nord-occidentale.


In Italia: secondo una stima del Registro Tumori, risalente al 2012, ogni anno il tumore alle ovaie colpisce poco meno di 4.500 donne.

Cause di tumore alle ovaie

Analogamente a ogni altra neoplasia, anche il tumore alle ovaie è la conseguenza di una serie di mutazioni genetiche che colpiscono il DNA delle cellule (in questo caso delle cellule facenti parte dell'ovaio, siano queste le cellule epiteliali, germinali o stromali).
Tali mutazioni - che inizialmente interessano una cellula soltanto e poi tutte quelle che derivano da quest'ultima - sono responsabili del processo di divisione e accrescimento cellulare, tipico di una neoplasia.

COSA DETERMINA LE MUTAZIONI genetiche? FATTORI DI RISCHIO

Le precise cause dei mutamenti genetici che provocano un tumore all'ovaio sono poco chiare.
Secondo gli esperti, aumenterebbero il rischio di ammalarsi di cancro alle ovaie le seguenti condizioni/fattori:

  • Età superiore ai 50 anni.
  • Numero elevato di ovulazioni. A ogni ovulazione, l'ovaio subisce un piccolo danno, che viene opportunamente riparato nel giro di poco tempo. La riparazione consiste sostanzialmente in un processo di divisione cellulare, che serve a ricostituire il tessuto danneggiato. Secondo gli esperti, la divisione cellulare rappresenta un momento ideale per lo sviluppo di mutazioni genetiche, talvolta deleterie, all'interno del DNA.
    Ad avvalora tale teoria, sono due osservazioni non ancora dimostrate scientificamente: la prima è che le donne protagoniste di un numero contenuto di ovulazioni (N.B: a ridurre il numero di ovulazioni possono essere l'allattamento al seno, l'assunzione della pillola contraccettiva, avere tanti figli ecc) sembrano meno soggette a tumore dell'ovaio; la seconda è che le donne sottoposte ai trattamenti per l'infertilità (che favoriscono il numero delle ovulazioni) sembrano più predisposte al cancro alle ovaie.
  • Sovrappeso e obesità.
  • Seguire una terapia ormonale sostitutiva. La somministrazione di estrogeni e progesterone, nelle donne con ridotta produzione di tali ormoni, sembrerebbe esercitare una moderata influenza sullo sviluppo del tumore alle ovaie.
  • Endometriosi. L'endometriosi è una malattia caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori della sua sede naturale, che è l'utero.
  • Storia familiare di tumore alle ovaie. Medici e scienziati ritengono che, se una donna ha (o aveva) almeno due parenti stretti (sorella, madre o figlia) portatori di un tumore alle ovaie o al seno, questa stessa donna è ad alto rischio di sviluppare un cancro di uguale natura. Tale rischio è legato a una predisposizione genetica alle due neoplasie maligne sopraccitate, trasmissibile tra i vari membri di una stessa famiglia. Per predisposizione genetica a una malattia s'intende che, nel DNA di un individuo predisposto, è presente, fin dalla nascita, una mutazione genetica pericolosa.
    Secondo alcuni studi, solo per un caso di tumore alle ovaie su 10 è dimostrabile una storia familiare.

Storia familiare di tumore alle ovaie: approfondimento


I geni mutati che, se ereditati, sembrano aumentare il rischio di tumore alle ovaie e al seno sono i cosiddetti BRCA1 e BRCA2.

Secondo gli esperti, una donna ha maggiori probabilità di possedere una mutazione in BRCA1 e BRCA2 se:

  • Ha (o aveva) un parente stretto affetto da tumore alle ovaie (N.B: l'età d'insorgenza non è importante) e almeno altri due parenti stretti ammalatisi di tumore al seno prima dei 50 anni.
    Attenzione: i parenti a cui ci si riferisce devono appartenere tutti allo stesso ramo familiare.
  • Ha (o aveva) un parente stretto affetto da tumore alle ovaie (N.B: l'età d'insorgenza non è importante) e almeno un altro parente stretto ammalatosi di tumore al seno prima dei 40 anni.
    Attenzione: i parenti a cui ci si riferisce devono appartenere tutti allo stesso ramo familiare.

Alle donne con una tale situazione familiare, si consiglia di contattare il proprio medico curante e richiedere informazioni su come comportarsi.

Sintomi, segni e complicazioni

Per approfondire: Sintomi Tumore dell'ovaio


I sintomi del tumore alle ovaie assomigliano molto ai disturbi provocati da altre patologie meno gravi e più comuni, come per esempio la sindrome dell'intestino irritabile, la sindrome premestruale o le cisti ovariche.
Alla luce di ciò, è lecito chiedersi come può una donna riconoscere tempestivamente un cancro alle ovaie e quali sono i sintomi più caratteristici.
In merito a tali questioni, i medici hanno osservato che le tre principali (nonché più frequenti) manifestazioni patologiche di un tumore ovarico sono:

  • Un aumento progressivo e persistente delle dimensioni dell'addome. Un gonfiore che va e che viene non è tipico del tumore alle ovaie.
  • Dolore pelvico e addominale persistente.
  • Difficoltà a mangiare, senso di pienezza allo stomaco anche dopo un pasto leggero e nausea.

SINTOMI MENO COMUNI

Anche se più di rado, un tumore alle ovaie può determinare i seguenti sintomi:

In genere, tali disturbi sono da collegarsi a un cancro alle ovaie quando accompagnano i tre sintomi principali e quando sono soggetti a un peggioramento continuo.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO?

Se una donna avverte in modo continuo e persistente i tre sintomi più caratteristici del tumore alle ovaie, è bene che contatti immediatamente il proprio medico, per un approfondimento della situazione.

COMPLICAZIONI

Una diagnosi tardiva o il mancato trattamento di un tumore possono portare alla diffusione delle cellule tumorali (metastasi) in altri organi del corpo, che possono essere quelli limitrofi (per esempio utero e/o vagina) o quelli situati in addome e torace (su tutti, fegato e linfonodi).

Diagnosi

Prima viene diagnosticato il tumore alle ovaie (diagnosi precoce) e maggiori sono le probabilità di successo della terapia.
In genere, l'iter diagnostico in caso di sospetto tumore dell'ovaio prevede, innanzitutto, un esame obiettivo accurato - durante il quale il medico valuta segni e sintomi - e un'analisi della storia familiare della paziente; la valutazione della storia familiare è importante perché potrebbe portare alla luce una predisposizione genetica ai tumori dell'ovaio e del seno.
Terminato ciò (e se il rischio di un tumore ovarico è sempre più concreto), il passo successivo consiste nel prescrivere un esame del sangue specifico per il marker tumorale CA125, un'ecografia degli organi pelvici e una visita specialistica presso un medico ginecologo.

ECOGRAFIA

Diagnoasi Tumore OvaiePer ottenere un'immagine degli organi pelvici-addominali (in particolare di ovaie e utero) e individuare la presenza di eventuali tumori, il medico può ricorrere a due tipi di ecografia: transaddominale o transvaginale.
L'ecografia transaddominale è un esame particolarmente pratico (la sonda viene fatta passare semplicemente sull'addome della paziente), ma talvolta poco esauriente.
L'ecografia transvaginale, invece, è un esame minimamente invasivo (la sonda viene inserita all'interno della vagina), ma assai preciso e specifico.

ESAME DEL SANGUE SPECIFICO PER i MARKER TUMORALI CA125 e HE4

Le masse tumorali formatesi per effetto di un processo tumorale maligno si contraddistinguono per l'alta presenza, nel sangue, di una proteina chiamata CA125. Pertanto, con un esame specifico del sangue, il medico ottiene una misura dei livelli di CA125 e si sincera dell'esatta natura della massa rilevata con l'ecografia.
Tuttavia, bisogna precisare che non sempre un livello elevato di CA125 è dovuto a un tumore: per esempio, può essere connesso a patologie del tutto diverse, come l'endometriosi, la malattia infiammatoria pelvica e la tubercolosi.

Più recentemente è stato introdotto un nuovo marcatore del tumore ovarico, l'HE4, che si è rivelato estremamente utile nel discriminare tra cancro dell'ovaio e cisti o masse ovariche benigne. HE4 risulta infatti più sensibile e specifico rispetto al CA125 ed è molto utile nel cosiddetto follow-up per individuare precocemente eventuali recidive. I due marcatori tumorali possono essere testati anche congiuntamente.


I medici ricorrono alla misurazione di CA125 ed HE4 nel sangue a seguito della presenza contemporanea di:

VISITA GINECOLOGICA

Durante la visita ginecologica il medico chiede alla paziente di descrivere i sintomi avvertiti, analizza la o le ecografie sospette e infine esegue un accurato esame vaginale.

GRAVITà € DEL TUMORE: GLI STADI TUMORALI

La gravità di un tumore dipende dalla grandezza della massa tumorale e dalla capacità di diffusione delle cellule neoplastiche. Esistono 4 stadi di gravità; questi stadi sono distinti l'uno dall'altro dai primi quattro numeri romani.
Lo stadio I identifica i tumori meno gravi, confinati in una sede ben precisa; lo stadio IV, invece, identifica i tumori più severi ed estesi, diffusi addirittura nei linfonodi e negli altri organi del corpo (in genere il fegato). Gli stadi II e III contraddistinguono tumori di gravità intermedia. Per approfondire, rimandiamo alla lettura dell'articolo generale sulla stadiazione tumorale.
Molto spesso la gravità di un tumore alle ovaie viene stabilita solo dopo la sua asportazione chirurgica e dopo opportuni esami di laboratorio sulle cellule tumorali.

Terapia

Per approfondire: Farmaci per la cura del Tumore all'ovaio


In genere, la presenza di un tumore alle ovaie richiede un intervento chirurgico per la sua asportazione.
Tale intervento chirurgico è tanto più invasivo quanto più estesa è la massa tumorale. Infatti, oltre alla rimozione di una o di entrambe le ovaie e delle tube di Falloppio (salpingo-ovariectomia), il chirurgo potrebbe essere costretto a eseguire anche:

  • La rimozione dell'intero utero (isterectomia totale), se il tumore ovarico è di discreta grandezza e si è diffuso nell'organo più vicino, ovvero l'utero. Di solito, i chirurghi ricorrono sempre all'intervento di isterectomia, quindi anche quando il tumore è di piccole dimensioni e sembra essere confinato alle sole ovaie. Ciò è dovuto soltanto a motivi precauzionali.
  • La rimozione di una parte dell'omento (omentectomia), se il tumore ovarico è particolarmente esteso (N:B: l'omento è lo strato sieroso che riveste la cavità addominale).
  • La rimozione (entro i limiti del possibile) dei linfonodi addominali e di tutti i tessuti intaccati dalle cellule tumorali, se il tumore alle ovaie è di stadio III o IV.

Di solito, dopo l'intervento chirurgico, la paziente deve sottoporsi anche a diversi cicli di chemioterapia (circa sei). Tale trattamento - che consiste nella somministrazione di farmaci in grado di uccidere tutte le cellule in rapida crescita, comprese quelle tumorali - ha lo scopo di eliminare le eventuali cellule maligne che, con l'operazione chirurgica, non sono state asportate.
Per conoscere nei dettagli i chemioterapici più indicati in caso di tumore alle ovaie, si invita il lettore a consultare l'articolo dedicato, presente alla seguente pagina.


I principali effetti collaterali della chemioterapia

COSA FARE IN CASO DI RECIDIVE?

La sopravvivenza delle cellule tumorali potrebbe causare la ricomparsa del tumore in qualche organo del corpo (recidiva). In tali frangenti, il trattamento previsto consiste nuovamente in una serie di cicli di chemioterapia.

Prevenzione

Attualmente, non esiste alcun test di screening scientificamente affidabile che consenta di conoscere in anticipo la predisposizione di una donna al tumore ovarico.
Pertanto, i medici invitano le donne con una storia familiare e le donne che hanno superato la menopausa a sottoporsi, almeno una volta all'anno, a una visita ginecologica e a un'ecografia degli organi pelvici (meglio se transvaginale).

Prospettive interessanti riguardano la possibilità di utilizzare il dosaggio dell'HE4 sierico come metodo di screening.

STILE DI VITA

Secondo i medici, il rischio di ammalarsi di tumore alle ovaie si riduce adottando uno stile di vita sano, quindi mangiando in maniera equilibrata, mantenendo un normale peso corporeo e praticando esercizio fisico costante.

Prognosi

Se diagnosticato precocemente, il tumore alle ovaie è curabile con più che discreto successo. Infatti, secondo una statistica anglosassone, il 90% circa delle pazienti a cui la malattia viene diagnosticata (e ovviamente curata) agli esordi è ancora in vita dopo 5 anni dalla diagnosi.
Purtroppo, il problema del cancro alle ovaie è che la sua tipologia più comune (il tumore all'epitelio germinale) è difficilmente evidenziabile agli stadi iniziali (anche con le più moderne tecniche diagnostiche).
Un tumore alle ovaie diagnosticato a uno stadio avanzato ha, quasi sempre, prognosi negativa.



Ultima modifica dell'articolo: 08/11/2016