Tumore alla Prostata

Il cancro alla prostata è il tumore maschile più frequente; basti pensare che in Italia, ogni anno, ne vengono diagnosticati circa 42.800 casi.

 

Il tumore alla prostata colpisce soprattutto dopo i 50 anni. Cellule tumorali sono presenti nel 40% circa dei cinquantenni ed il rischio aumenta con l'età. Addirittura, secondo recenti studi e statistiche mediche, quasi tutti gli uomini di età superiore agli 80 anni presentano un piccolo focolaio di cancro alla prostata.

 

Cancro alla prostataLa buona notizia è che molti tumori si rivelano poco aggressivi, rimangono confinati alla prostata e presentano un decorso piuttosto lento; ciò significa che i pazienti possono convivere col tumore per anni senza sottoporsi a specifici trattamenti e senza subire conseguenze negative per la loro salute. Inoltre, quando necessarie, le opzioni terapeutiche sono molteplici e piuttosto efficaci. Purtroppo, accanto alle forme a crescita molto lenta, esistono anche carcinomi prostatici più aggressivi, con tendenza a metastatizzare. Questi tipi di cancro crescono rapidamente e possono diffondere ad altre parti del corpo (attraverso il sangue o il sistema linfatico), dove le cellule tumorali possono formare tumori secondari (metastasi). In simili circostanze le probabilità di curare la malattia sono molto basse.

Dati alla mano, si calcola che ogni italiano con più di 65 anni abbia circa il 3% di probabilità di morire a causa di un cancro della prostata. Per questo, è bene non abbassare la guardia: intervenire per tempo significa maggiori possibilità di estirpare o contenere la malattia.

La prostata

La prostata è una ghiandola di forma rotondeggiante, simile ad una castagna, che appartiene al sistema riproduttivo maschile; è posizionata nella pelvi (parte inferiore dell'addome), appena sotto la vescica e davanti al retto, a circondare la prima porzione dell'uretra. ProstataIl parenchima è costituito da un grappolo di ghiandole tubuloalveolari, circondate da uno strato piuttosto spesso di fibre muscolari lisce.

La principale funzione della prostata consiste nel contribuire a produrre lo sperma, in quanto secerne una parte del liquido seminale rilasciato durante l'eiaculazione (nota: il liquido seminale insieme agli spermatozoi costituisce lo sperma).

Segni e sintomi

Per approfondire: Sintomi Cancro alla prostata


Nelle fasi iniziali, il tumore alla prostata è spesso asintomatico; ciò significa che il paziente non avverte alcun sintomo, rimanendo ignaro della condizione. Negli ultimi anni, grazie alla crescente presa di coscienza dei pericoli della malattia, la maggior parte dei tumori prostatici viene diagnosticata proprio in queste fasi iniziali. Una visita urologica accompagnata al controllo del PSA (antigene prostatico specifico), mediante analisi del sangue, permette di identificare i soggetti a rischio nei quali effettuare ulteriori accertamenti.

Se il tumore viene ignorato, l'aumento delle sue dimensioni è associato a problemi connessi con la minzione, in quanto l'organo circonda l'uretra prostatica. I cambiamenti all'interno della ghiandola, quindi, influenzano direttamente la funzione urinaria. I sintomi del tumore alla prostata possono includere:

  • Difficoltà a urinare (esitazione);
  • Stimolo frequente a urinare, specialmente di notte (nicturia);
  • Difficoltà a mantenere un flusso costante di urina (il flusso è debole, intermittente o persiste la sensazione di non riuscire svuotare la vescica in modo completo);
  • Dolore o bruciore durante la minzione;
  • Sangue nelle urine o nello sperma;
  • Disfunzione erettile (impotenza);
  • Eiaculazione dolorosa;
  • Disagio nella zona pelvica;
  • Stanchezza, perdita di appetito e malessere generale;
  • Dolore generalizzato a schiena, fianchi o bacino.

NOTA BENE: I sintomi urinari descritti si manifestano in modo simile ad altri problemi prostatici di tipo benigno, come l'iperplasia prostatica (IPB). Per questo motivo, se si verifica una o più di queste manifestazioni, è consigliabile sottoporsi a specifici accertamenti medici senza farsi prendere dal panico; potrebbe infatti trattarsi di un "semplice" ingrossamento benigno della prostata. Ancora, la comparsa di questi sintomi in forma acuta potrebbe essere spia di un'infiammazione della prostata, generalmente batterica: la prostatite.
Un tumore alla prostata maligno può metastatizzare ai linfonodi del bacino e, progressivamente, diffondersi ad altre parti del corpo. Il carcinoma prostatico tende a metastatizzare soprattutto alle ossa della colonna vertebrale, del bacino, delle costole e del femore. Il dolore osseo, quindi, può essere un sintomo del tumore alla prostata avanzato. Se la metastasi comprime il midollo spinale, può causare debolezza o intorpidimento agli arti inferiori, incontinenza urinaria e fecale.


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Problemi prostatici di tipo benigno

Le patologie benigne prostatiche sono più comuni rispetto alle neoplasie, soprattutto dopo i 50 anni; spesso, queste condizioni provocano sintomi che potrebbero essere confusi con quelli del tumore.

In condizioni normali, la prostata possiede approssimativamente le dimensioni di una noce, ma a causa dell'avanzare dell'età, o di alcune patologie, può ingrossarsi e determinare l'insorgenza di disturbi, soprattutto di tipo urinario.

Ingrossamento della prostata (iperplasia prostatica benigna). La prostata è molto sensibile all'azione degli ormoni, come il testosterone. Con il passare degli anni, si verifica spontaneamente un ingrossamento della ghiandola, in seguito alle variazioni ormonali che si verificano nel testicolo (diminuisce la produzione di androgeni e inizia il rilascio di piccole quantità di ormoni estrogeni). L'iperplasia prostatica benigna può comprimere l'uretra e creare problemi nel passaggio dell'urina.

Infiammazione (prostatite). La prostatite è un'infiammazione della prostata. Di solito, la causa principale è un'infezione batterica, ma può insorgere anche in assenza di agenti patogeni. I sintomi consistono in dolore al basso ventre, spesso accompagnato da disuria, e perdita di secrezioni mucose.

Lesioni precancerose

Alcune condizioni precancerose hanno il potenziale di evolvere in tumore alla prostata, anche se questo deve ancora essere stabilito con certezza:

  • Neoplasia prostatica intraepiteliale (PIN): al microscopio, le cellule della ghiandola prostatica sono caratterizzate da piccole alterazioni nella forma e nelle dimensioni, che le rendono anomale. Molti uomini possono presentare una displasia lieve (PIN1, basso grado) anche in giovane età, ma non necessariamente svilupperanno un tumore alla prostata. Una neoplasia prostatica intraepiteliale di alto grado, invece, correla ad un rischio significativamente maggiore. Per questo motivo, i medici devono monitorare attentamente ogni paziente in cui è riscontrata ed, eventualmente, effettuare un'altra biopsia della prostata.
  • Atrofia infiammatoria proliferativa (PIA): le cellule della prostata sembrano più piccole del normale e non ci sono segni di infiammazione nella zona. I ricercatori ritengono che la lesione possa evolvere a PIN di alto grado o direttamente a tumore.
  • Proliferazione microacinare atipica (ASAP): in questo caso, l'esito della biopsia è incerto, cioè il significato prognostico non è correlato ad una specifica natura di benignità o malignità; per questo motivo, al paziente è consigliata la ripetizione della biopsia dopo tre mesi.

Tumori benigni e maligni

Nella prostata sono presenti diversi tipi di cellule, ciascuna delle quali può subire una trasformazione neoplastica. Tuttavia, i tumori diagnosticati derivano per la maggior parte dall'interno della ghiandola e sono classificati come adenocarcinomi (o carcinomi ghiandolari).
Un adenocarcinoma origina quando le normali cellule, costituenti una delle ghiandole secretorie, diventano cancerose. Durante le fasi iniziali, le lesioni restano confinate. Nel corso del tempo, le cellule neoplastiche iniziano a moltiplicare e a diffondere nel tessuto circostante (stroma), formando una massa tumorale. Questa determina un rigonfiamento della superficie della prostata, riscontrabile durante la palpazione della ghiandola attraverso la parete rettale. Nelle fasi più avanzate, il tumore può aumentare le proprie dimensioni e invadere gli organi limitrofi, come le vescicole seminali o il retto. Le cellule neoplastiche possono sviluppare la capacità di migrare dalla sede di origine ad un'altra parte del corpo, attraverso il flusso sanguigno e il sistema linfatico. Queste possono proliferare e costituire tumori secondari. Il tumore alla prostata metastatizza più frequentemente alle ossa, ai linfonodi e può invadere il retto, la vescica e gli ureteri, mediante meccanismo di diffusione locale.


Tumori benigni

Tumori maligni (cancro alla prostata)

  • Non invadono i tessuti limitrofi;
  • Non metastatizzano ad altre parti del corpo;
  • Possono essere trattati e, di solito, non tendono a recidivare.
  • Possono invadere organi e tessuti vicini (come la vescica o il retto);
  • Possono dare origine a metastasi in altri distretti dell'organismo;
  • Possono essere trattati, ma possono recidivare.

L'adenocarcinoma è l'istotipo più frequente tra le neoplasie prostatiche (rappresenta circa il 95% dei tumori maligni).
Tuttavia, esistono altri tumori, che differenziano per presentazione clinica e decorso, tra cui:

  • Carcinoma a piccole cellule (origina da cellule neuroendocrine);
  • Adenocarcinoma duttale (origina dalle cellule dei dotti prostatici);
  • Carcinoma mucinoso (caratterizzato dalla produzione di muco);
  • Carcinoma adenosquamoso o squamoso;
  • Neoplasie mesenchimali (come sarcomi o liposarcomi);
  • Linfoma primario della prostata.

Una volta che il tipo di tumore è stato diagnosticato, il medico dovrà anche prendere in considerazione:

  • Il grado del tumore (come si comportano le cellule tumorali anomale);
  • La fase del cancro, compreso se si è diffuso (metastasi) e dove si è diffuso;
  • Fattori prognostici (caratteristiche particolari che potrebbero influenzare il decorso della malattia);
  • Statistiche di sopravvivenza per il particolare tipo e stadio di tumore.



Cause

Le esatte cause del tumore alla prostata non sono ancora completamente comprese, ma i ricercatori hanno identificato diversi fattori predisponenti e stanno cercando di apprendere come questi possano indurre la trasformazione neoplastica.

A livello generale, il tumore alla prostata si verifica quando le cellule anormali all'interno della prostata crescono in modo incontrollato. Tale evento è causato da cambiamenti che interessano il materiale genetico delle cellule prostatiche e possono indurre un'alterazione dei meccanismi che controllano il ciclo cellulare, quindi favorire la formazione di masse tumorali. Le attuali ricerche scientifiche sono orientate a comprendere le alterazioni genetiche (e le relative combinazioni), che aumentano il rischio di sviluppare il cancro alla prostata.

Fattori di rischio

Alcuni fattori di rischio sono implicati nello sviluppo del tumore alla prostata:

  • Età avanzata. Il tumore della prostata è molto raro negli uomini di età inferiore ai 40 anni, ma la possibilità di sviluppare la malattia aumenta rapidamente dopo i 50. Circa 6 su 10 casi si riscontrano in pazienti di età superiore ai 65 anni.
  • Razza/etnia. Il tumore alla prostata è più comune in alcuni gruppi etnici e razziali rispetto ad altri, ma le ragioni di queste differenze non sono chiare. In particolare, gli uomini afro-americani presentano un rischio più alto di sviluppare la malattia e una probabilità superiore che questa sia una forma aggressiva.
  • Predisposizione familiare per il cancro alla prostata o al seno. Gli uomini che hanno un parente consanguineo (padre o fratello) affetto da tumore alla prostata, presentano un rischio di ammalarsi 2-3 volte maggiore rispetto a soggetti senza familiarità; tale rischio aumenta ulteriormente se in famiglia c'è più di un parente affetto e se la malattia è stata diagnosticata prima dei 65 anni. Inoltre, il rischio sembra essere leggermente più alto per gli uomini provenienti da famiglie con un'anamnesi positiva per il cancro al seno. In particolare, la probabilità di sviluppare un tumore alla prostata è maggiore in presenza della mutazione di alcuni geni, come BRCA1 e BRCA2, coinvolti anche nell'insorgenza di tumori di seno e ovaio.
  • Stile di vita. L'obesità e la mancanza di esercizio fisico possono favorire lo sviluppo e la crescita del tumore della prostata. Il rischio è maggiore per gli uomini che consumano alimenti ricchi di grassi saturi, in una dieta povera di frutta e verdure. La maggior parte degli studi non ha riscontrato un legame evidente tra il fumo e il cancro alla prostata.
  • Infiammazione della prostata. Alcuni studi hanno suggerito che la prostatite potrebbe essere collegata ad un aumentato rischio di tumore alla prostata, mentre altre ricerche non hanno riscontrato tale evidenza. Il legame tra le condizioni non è ancora chiaro, ma è oggetto di approfondimento.

Possibili complicanze

Il tumore alla prostata può causare complicazioni sia nelle immediate vicinanze, sia nel resto del corpo. Questeincludono:

  • Incontinenza urinaria. Il tumore alla prostata può determinare problemi di controllo vescicale (esempio: perdite occasionali di urina, vescica iperattiva ecc.). A seconda della gravità e della causa, questi problemi possono essere gestiti con farmaci, cateterizzazione o chirurgia.
  • Disfunzione erettile. L'impotenza può rappresentare l'esito della crescita della massa tumorale, ma anche una complicanza del suo trattamento tramite chirurgia o radioterapia. Il paziente potrebbe essere incapace di raggiungere o mantenere un'erezione soddisfacente o di impegnarsi in attività sessuali. Diversi farmaci e dispositivi medici sono disponibili per contribuire a trattare questo problema.
  • Metastasi. Durante gli stadi più avanzati, le cellule tumorali possono diffondere agli organi adiacenti o migrare attraverso il flusso sanguigno o il sistema linfatico, quindi formare nuovi tumori in altre parti del corpo. Le sedi metastatiche più comuni del cancro alla prostata sono i linfonodi e le ossa, dove possono causare dolore osseo e fratture patologiche. Una volta che il tumore alla prostata si è diffuso ad altri distretti dell'organismo, può ancora rispondere al trattamento e può essere controllato, ma difficilmente può essere curato.

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