Trapianto di Cuore

Generalità

Il trapianto di cuore è un intervento chirurgico volto a sostituire il cuore non più efficiente di un individuo con un cuore sano, proveniente da un donatore morto di recente.

Trapianto di CuoreOperazione molto delicata e non esente da complicazioni, il trapianto di cuore si esegue solo su individui valutati idonei da un'equipe specializzata.
Se l'intervento e il recupero procedono senza intoppi, grazie al trapianto il paziente migliora sensibilmente la propria qualità di vita (rispetto a prima dell'intervento) e può tornare ad esercitare diverse attività, da quella lavorativa a quella fisica.

Cos'è il trapianto di cuore?

Il trapianto di cuore è l'intervento chirurgico che serve a sostituire un cuore seriamente danneggiato con un altro sano, proveniente da un donatore morto da poco.
Il donatore non viene scelto a caso, ma deve avere in comune, con il ricevente, il gruppo sanguigno e le dimensioni del cuore. Tutto ciò, come si vedrà più avanti, riduce le disponibilità di organi trapiantabili e allunga i tempi d'attesa.
L'operazione di trapianto di cuore è molto delicata e non priva di possibili complicazioni. Tuttavia, in quei pazienti con cuori gravemente malati, può rappresentare l'unica vera soluzione terapeutica attuabile.

QUANTO COMUNE È IL TRAPIANTO DI CUORE?

Poiché è difficile trovare donatori appropriati a tutti coloro che necessitano di un cuore sano, le richieste di trapianto superano, e di molto, quelle che sono le disponibilità. Nel 2013, in Italia, sono stati eseguiti 219 interventi a fronte di 696 pazienti in attesa di ricevere un cuore nuovo.
Solitamente, i trapiantati sono persone adulte, ma in alcuni casi è possibile che l'intervento venga effettuato anche sui bambini.

Quando si mette in pratica?

Quando il cuore di un individuo è fortemente danneggiato e non "lavora" più come dovrebbe, si parla di insufficienza cardiaca.
Persone colpite da un'insufficienza cardiaca grave sono i candidati ideali per un trapianto di cuore, in quanto questa operazione rappresenta l'unico vero trattamento terapeutico efficace.
Ma quali sono le cause di insufficienza cardiaca, che rendono vitale il trapianto di cuore?

CAUSE DI INSUFFICIENZA CARDIACA

L'insufficienza cardiaca insorge per diverse ragioni; le principali sono:

  • Coronaropatie. Le arterie coronarie sono i vasi sanguigni che nutrono il muscolo cardiaco (miocardio). Se il loro apporto di sangue e ossigeno viene meno, il miocardio muore.
  • Cardiomiopatie. È un termine generico, che fa riferimento a malattie del miocardio che possono alterare l'anatomia e l'efficienza funzionale del cuore.
  • Difetti delle valvole cardiache. Le valvole cardiache sono quattro e regolano, in modo preciso, il flusso di sangue tra i compartimenti del cuore e tra cuore e vasi sanguigni afferenti ed efferenti.
  • Coronaropatie trapianto di cuore

    Figura: i disturbi alla arterie coronarie (coronaropatie) possono essere così profondi, da richiedere il trapianto di cuore.

    Difetti congeniti del cuore. Presenti fin dalla nascita, questi difetti anatomici rappresentano la principale ragione di trapianto di cuore in pazienti giovani e giovanissimi.

Rischi dell'operazione

Il trapianto di cuore è un'operazione molto delicata e non esente da complicazioni.
Diversi disturbi, non tutti, insorgono a causa dell'assunzione di farmaci immunosoppressori; queste medicine sono fondamentali per un individuo trapiantato, perché depotenziano le difese immunitarie riducendo le probabilità di rigetto del nuovo cuore impiantato.
Il seguente elenco riporta le complicanze più comuni successive a un trapianto di cuore:

RIGETTO DELL'ORGANO

Il rigetto avviene quando il sistema immunitario di una persona, sottoposta a trapianto, aggredisce l'organo impiantato perché lo considera estraneo all'organismo.
Il pericolo di rigetto si riduce nel tempo, ma, purtroppo, non si esaurisce mai del tutto. Pertanto, l'assunzione di immunosoppressori e i controlli periodici diventano, per chi si è sottoposto a un trapianto (di cuore o di qualsiasi altro organo), normale routine.
Esistono due forme di rigetto: acuta, se si verifica poco tempo dopo l'intervento; cronica, se si palesa a distanza di mesi o anni dall'operazione.

FALLIMENTO DEL TRAPIANTO

Per fallimento del trapianto s'intende la situazione in cui il cuore nuovo, appena impiantato, interrompe il battito improvvisamente o non comincia neppure la sua azione. In tali circostanze, il paziente è in serio pericolo di vita.
Il fallimento del trapianto può verificarsi o perché il cuore del donatore, al momento del decesso, ha subìto un danno non visibile ma critico, o perché i vasi sanguigni (afferenti ed efferenti rispetto al cuore) non sono collegati a dovere.

INFEZIONI

Gli individui trapiantati sono esposti ad infezioni batteriche, fungine e virali, in quanto le difese immunitarie sono depotenziate dall'assunzione di immunosoppressori.
Le infezioni batteriche più riscontrate, tra i pazienti, sono quelle che colpiscono i polmoni, provocando tutti i sintomi di una polmonite. Per prevenirle, si somministrano degli antibiotici.
Le infezioni fungine più comuni sono di tipo invasivo; esse provocano febbre, dolore al torace, fiato corto e vertigini; si prevengono con farmaci antifungini.
Infine, le infezioni virali più frequenti sono quelle sostenute da citomegalovirus; per la loro prevenzione, si consiglia di assumere antivirali, specialmente nei primi mesi dopo l'intervento.

DIFETTI DEI VASI ARTERIOSI

I vasi arteriosi connessi al cuore trapiantato possono ispessirsi (restringendo il lume interno del vaso) e indurirsi. Questo processo di modificazione è graduale e richiede diverso tempo: secondo una fonte inglese, soffre di questo disturbo un paziente ogni 12, dopo un anno dall'intervento, e un paziente ogni 3 dopo cinque anni dall'operazione.
I motivi di tale complicanza sono diversi: all'origine potrebbe esserci un rigetto temporaneo del cuore o un'infezione passeggera.

TUMORI

Sembra che, sempre a causa degli immunosoppressori, i pazienti trapiantati siano maggiormente esposti a tumori della pelle e a linfomi (cioè tumori delle cellule linfoidi). Per questo motivo, si raccomanda di evitare l'esposizione prolungata ai raggi ultravioletti del sole o di lampade artificiali.

INSUFFICIENZA RENALE

Per insufficienza renale, s'intende la riduzione drastica delle capacità funzionali di uno o di entrambi i reni.

Sintomi di insufficienza renale:

Come ci si prepara all'intervento

Poiché le disponibilità di cuori trapiantabili non soddisfano tutte le richieste, è necessario scegliere tra i vari pazienti con insufficienza cardiaca quelli più idonei al trapianto.
A occuparsi di stabilire una lista d'attesa sono i centri trapianti, i quali eseguono una lunga serie di esami sui candidati che richiedono un cuore nuovo.
I controlli sono molto rigorosi e valutano non solo la gravità dell'insufficienza cardiaca di un individuo, ma anche le sue facoltà mentali, l'ambiente in cui vive, eventuali dipendenze da droghe, alcol o fumo ecc. Non a caso, tali valutazioni spettano a un'equipe composta da figure diverse: chirurghi, medici cardiologi, assistenti sociali e psicologi.
Una volta che un paziente viene inserito in una lista d'attesa, dovrà aspettare il suo turno, avendo cura di farsi trovare pronto nel momento della convocazione per il trapianto.

COME AVVIENE L'INSERIMENTO NELLA LISTA D'ATTESA?

Il primo contatto tra paziente e centro trapianti avviene tramite il medico curante, il quale, dopo un attento esame, valuta se possono sussistere le condizioni per un trapianto di cuore.
A questo punto, l'equipe di esperti del centro trapianti sottoporrà il malato ai seguenti controlli:

  • Esami del sangue, delle urine e screening tumorali. Servono per valutare lo stato di salute del possibile candidato e per capire se può sopportare un trapianto di cuore. Escludono dalla lista d'attesa le infezioni gravi, come per esempio l'AIDS, o l'essere (stati) affetti da tumori. Un'infezione passeggera può escludere solo temporaneamente il paziente.
  • Controllo della pressione sanguigna. Descrive lo stato di salute del paziente. È un dato in più, che serve a capire come l'individuo reagirà all'intervento.
  • Esami radiologici del torace. Raggi X, risonanza magnetica e TAC mostrano tutti l'aspetto del cuore, dei polmoni e degli organi del torace. Chiariscono, una volta di più, i problemi cardiaci del paziente e mettono in evidenza eventuali altri disturbi o anomalie.
  • Controlli cardiaci specifici. Si tratta di esami quali l'angiografia coronarica e l'elettrocardiogramma. Questi, descrivendo a fondo lo stato di salute del cuore, stabiliscono in modo definitivo se il trapianto rappresenta l'unica vera cura efficace.
  • Valutazione psicologica e sociale. La prima valuta se il possibile candidato è mentalmente stabile, se conosce le implicazioni di un trapianto di cuore e se sa prendersi cura della propria persona. La seconda scandaglia l'ambiente sociale in cui il malato vive: la presenza di familiari e amici stretti, disposti ad aiutare il soggetto, è fondamentale per rientrare in lista d'attesa.
  • Valutazione di eventuali dipendenze. Escludono dalla lista d'attesa le dipendenze da alcol, droghe e fumo. Smettere di fumare può far rientrare nella lista dei candidati.

Se tutte queste valutazioni risulteranno positive (cioè a favore dell'intervento), allora il paziente verrà inserito in lista d'attesa.


In quali situazioni si è esclusi dalla lista d'attesa?
  • Età superiore ai 65 anni
  • Gravi malattie infettive, come l'AIDS
  • Grave insufficienza renale associata ai problemi cardiaci
  • Tumore in una qualsiasi parte del corpo
  • Dipendenza da droghe, alcol e fumo
  • Instabilità mentale
  • Assenza di familiari o amici stretti in grado di seguire il paziente, se questo dovesse aver bisogno di un aiuto

QUANTO DURA L'ATTESA PER UN TRAPIANTO?

I tempi di attesa possono variare da poche settimane a mesi; addirittura, nei casi più sfortunati, il paziente può morire prima di ricevere la convocazione.
I fattori principali che incidono sui tempi d'attesa sono:

  • Il gruppo sanguigno del ricevente, che deve essere compatibile con quello del donatore (compatibilità da sangue). Esistono dei gruppi sanguigni più rari di altri e questo incide, in modo determinante, sulle disponibilità.
  • Cuori di dimensioni simili, tra ricevente e donatore. Un individuo alto 190 cm non ha un cuore adatto a una persona di 170 cm o a un bambino.
  • Numero di pazienti in lista d'attesa e posizione occupata. La posizione dipende dalla gravità dell'insufficienza cardiaca.

Alcuni pazienti in attesa di trapianto, se affetti da una grave insufficienza cardiaca, possono essere sottoposti a un intervento terapeutico temporaneo, noto come dispositivo di assistenza ventricolare (VAD).

LA CHIAMATA DAL CENTRO TRAPIANTI

Una volta inseriti nella lista, la chiamata dal centro trapianti può avvenire in un qualsiasi momento della giornata. Pertanto, è bene farsi trovare sempre pronti alla convocazione e non ritardare, perché ogni minuto che passa è importante. Infatti, un cuore da trapiantare, anche se ben conservato, diventa inutilizzabile dopo 5-6 ore.
Dopo la chiamata, è bene attenersi al consiglio medico di non mangiare e non bere nulla, in quanto l'intervento si esegue in anestesia generale.

Borsa trapianto organi

Figura: una borsa usata per il trasporto degli organi.

Giunti nella struttura ospedaliera, al paziente spettano dei rapidi accertamenti sullo stato di salute (misura della pressione sanguigna, della temperatura ecc.), per essere certi che ci siano tutti i presupposti per l'operazione.

Procedura

Il trapianto di cuore è un intervento chirurgico molto delicato, che va eseguito in anestesia generale entro 4 ore dall'asportazione dal donatore.
L'equipe di medici ed esperti, che si occupa di realizzare il trapianto e di seguire il paziente durante la degenza post-intervento, è formata da diverse figure, tutte ugualmente importanti:

  • Medico anestesista
  • Chirurgo
  • Infermiere specializzato in trapianti
  • Medico cardiologo
  • Fisioterapista
  • Psicologo
  • Assistente sociale

ANESTESIA GENERALE

Operazione trapianto cuoreL'anestesia generale prevede l'uso di anestetici e antidolorifici, che rendono il paziente incosciente e insensibile al dolore.
La somministrazione di questi farmaci, effettuata per via endovenosa e/o tramite inalazione, avviene prima e per tutta la durata dell'intervento chirurgico.
A operazione conclusa si interrompe il trattamento farmacologico, per consentire al paziente di riprendere i sensi.

COME SI REALIZZA L'INTERVENTO

Per prima cosa, il chirurgo incide il torace e separa delicatamente lo sterno, per avere libero accesso al cuore.
Fatto ciò, interrompe gli allacciamenti tra vasi sanguigni e cuore, asporta quest'ultimo con molta cautela e collega il paziente alla cosiddetta macchina cuore-polmone. La macchina cuore-polmone fa le veci un cuore pulsante, garantendo l'ossigenazione del sangue e la sua circolazione.
Infine, inserisce il cuore "nuovo", lo connette a tutti i vari vasi sanguigni a partire dall'aorta, attende la ripresa del battito e, solo a quel punto, richiude il torace con suture.

Apertura del torace

Figura: apertura del torace

Se il cuore non dovesse ripartire autonomamente, il chirurgo può infondere una piccola scarica elettrica, come stimolo.
È importante ricordare che è previsto l'inserimento di piccoli tubi per il drenaggio della vescica e del torace.
Il trapianto di cuore, salvo complicazioni, richiede, per la sua esecuzione, dalle 3 alle 5 ore.

Modalità e tempi di recupero

A operazione terminata, il paziente viene mantenuto per qualche giorno in terapia intensiva, per vedere come risponde al trapianto. Se non insorgono complicanze, viene spostato in un reparto ospedaliero, dove vi trascorrerà almeno due settimane. In quest'arco di tempo, il personale medico, oltre a monitorare costantemente lo stato di salute del trapiantato, istruirà quest'ultimo su come prendersi cura di sé, una volta dimesso dall'ospedale.
Pertanto, il paziente apprenderà le modalità di assunzione dei farmaci, quando riprendere a fare un moderato esercizio fisico, cosa è bene evitare di fare ecc.

CONTROLLI PERIODICI

Effetti collaterali degli immuno-soppressori:

Per un trapiantato di cuore, specialmente nei primi tre mesi, esami del sangue, ecocardiogrammi, elettrocardiogrammi, biopsie del cuore e radiografie del torace diventeranno normale routine. D'altra parte, lo impone la delicatezza dell'intervento.

FARMACI

L'assunzione di farmaci immunosoppressori comincia da dopo l'operazione e dura per tutta la vita, in quanto il rischio di rigetto dell'organo, come si è già detto, non svanisce mai del tutto.
All'inizio del trattamento, il paziente è seguito dal personale medico; dopodiché, però, deve diventare indipendente e gestire da sé la cura farmacologica. Questo spiega per quale motivo si faccia anche una valutazione psicologica dei candidati alla lista d'attesa.
Le dosi, di solito, sono elevate solo durante i primi mesi; poi, non appena il medico lo riterrà opportuno, verranno ridotte gradualmente.

RISULTATI

Il trapianto di cuore, se va a buon fine, migliora sensibilmente la qualità di vita dei malati.
I pazienti, infatti, possono addirittura tornare a lavorare e a praticare una moderata attività fisica.
Al contrario, se insorgono complicanze, le soluzioni percorribili sono poche e con scarsa probabilità di successo: se è insorto un difetto cardiaco, si può tentare un intervento chirurgico correttivo oppure un secondo trapianto di cuore se è disponibile un altro organo.


I numeri del trapianto di cuore, in Italia (anno 2013):
  • I trapiantati di cuore sono stati 219, su 696 pazienti in lista d'attesa
  • I tempi medi di attesa, prima di ricevere un cuore nuovo, sono stati pari a 28 mesi
  • Il tasso di mortalità dei pazienti in lista d'attesa è stato pari al 6,1%
  • Il tasso di sopravvivenza, a un anno dall'intervento, è dell'88%; a tre anni, del'80%; a 5 anni, del 73%
  • Numero di centri autorizzati al trapianto di cuore: 17


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Ultima modifica dell'articolo: 30/09/2016

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