Tracheite

Generalità

La tracheite è l'infiammazione a carico della trachea, il condotto elastico e flessibile che unisce la laringe (ultimo elemento delle vie aeree superiori) ai bronchi primari (prime strutture dell'albero bronchiale).
TracheitePuò avere numerose cause; nella maggior parte dei casi è la conseguenza di un'infezione: i batteri sono i principali responsabili, tuttavia anche i virus giocano un ruolo di una certa rilevanza.
I batteri più frequentemente coinvolti nella comparsa di tracheite sono lo Staphylococcus aureus e lo Streptococcus pneumoniae.
Una classica tracheite dovuta ad agenti infettivi produce: tosse, naso che cola, febbre, dolore retrosternale, emissione di suoni anomali durante la respirazione (stridore e rantolii) e difficoltà respiratorie.
Se l'infiammazione è particolarmente grave, la trachea può occludersi completamente e il paziente andare in arresto respiratorio.
Una diagnosi accurata permette di pianificare il trattamento più adeguato. Nei casi particolarmente gravi, serve un trattamento immediato e il ricovero ospedaliero.

Cos'è la tracheite?

La tracheite è l'infiammazione della trachea.

CHE COS'È LA TRACHEA? BREVE RICHIAMO ANATOMICO

Situata tra laringe e bronchi, la trachea è quel condotto elastico e flessibile costituente il primo tratto delle vie aeree inferiori.
tracheaDal punto di vista fisiologico, quindi, rappresenta un punto di passaggio per l'aria ispirata, ricca di ossigeno e destinata ai polmoni, e l'aria espirata, ricca di anidride carbonica e destinata all'espulsione dal corpo (dopo gli scambi gassosi alveolari).
La trachea è lunga, in genere, 12 centimetri e possiede un diametro pari a circa 2 centimetri.
Superiormente, origina dalla cartilagine cricoidea della laringe (circa all'altezza della sesta vertebra cervicale); inferiormente, termina in corrispondenza della biforcazione da cui nascono i bronchi primari. I bronchi primari (o principali) sono il punto di partenza del cosiddetto albero bronchiale (bronchi primari extrapolmonari, bronchi secondari e terziari, bronchioli, bronchioli terminali e bronchioli respiratori).
TracheaDal punto di vista strutturale, la trachea consta di 15-20 anelli cartilaginei sovrapposti, simili a dei ferri di cavallo e tenuti insieme da tessuto connettivo. Posteriormente, questi anelli presentano delle fibre muscolari lisce, che, nel loro complesso, prendono il nome di muscolo tracheale.
Per quanto concerne gli elementi confinanti, dietro la trachea risiede l'esofago - condotto dell'apparato digerente che immette il cibo all'interno dello stomaco; mentre ai suoi lati, prendono posti i fasci vascolo-nervosi del collo.

Cause di tracheite

Per approfondire: Tracheite: Cause e Sintomi


La tracheite può avere numerose cause.
Nella maggior parte dei casi, è il risultato di un'infezione di tipo batterico (tracheite batterica) o virale (tracheite virale).
Più raramente, può comparire per effetto di circostanze o fattori irritativi, come:

  • L'inalazione involontaria di oggetti, che, fermandosi in trachea, ne causano l'infiammazione.
  • Il tabagismo. Il fumo di sigaretta è un'irritante per tutto l'intero tratto respiratorio. Inoltre, è un fattore favorente le infezioni respiratorie.
    In genere, le infiammazioni che provoca sono di tipo cronico.
  • L'inquinamento ambientale, domestico o lavorativo. Se l'aria inspirata contiene inquinanti o sostanze irritanti per la mucosa respiratoria, può causare l'infiammazione delle vie aeree che attraversa (soprattutto trachea e albero bronchiale).
    L'inquinamento ambientale, domestico o lavorativo è maggiormente associato a infiammazioni croniche del tratto respiratorio.
  • L'inalazione di polline, polvere, pelo di animale e sostanze simili, da parte di soggetti allergici.

TRACHEITE BATTERICA E TRACHEITE VIRALE

Premessa: le tracheiti dovute ad agenti infettivi possono derivare da un'infezione a carico diretto della trachea (tracheite primaria) oppure da un'infezione nata in un tratto delle vie aeree superiori ed estesasi, solo in un secondo momento, alla trachea (tracheite secondaria).

I batteri che possono provocare una tracheite sono:

  • Staphylococcus aureus. È l'agente batterico all'origine della maggior parte dei casi di tracheite.
    In genere, colonizza la pelle, le ghiandole cutanee e le prime vie respiratorie ed è causa di foruncoli e ascessi.
    Meno frequentemente, interessa gli organi interni ed è responsabile di gastroenterite, osteomielite, artrite settica, polmonite, meningite, endocardite, setticemia e della cosiddetta sindrome da shock tossico.
    La tracheite indotta da Staphylococcus aureus può essere primaria o secondaria; quando è secondaria deriva da un'infezione a carico del tratto naso-faringeo (quindi rinite, faringite o laringite).
  • MRSA. È un ceppo particolare di Staphylococcus aureus, resistente all'antibiotico meticillina. MRSA, infatti, è l'acronimo di Staphylococcus Aureus Resistente alla Meticillina.
    Dal punto di vista delle conseguenze che seguono la sua colonizzazione, è molto simile al normale Staphylococcus aureus: causa soprattutto ascessi e foruncoli, ma, occasionalmente, può provocare anche endocardite, polmonite, artrite settica, osteomielite e setticemia.
    La tracheite che può derivare da un'infezione da MRSA può essere primaria o secondaria.
  • Streptococcus pneumoniae. È l'agente batterico famoso per causare la polmonite negli adulti.
    In realtà, però, può avere anche altre conseguenze, alcune lievi e altre decisamente più severe.
    Tra le condizioni di lieve entità, rientrano la bronchite, la congiuntivite, l'otite media, la sinusite e appunto la tracheite; tra le condizioni di grave entità, invece, meritano una citazione particolare l'artrite settica, la batteriemia, la cellulite infettiva, la meningite, l'osteomielite, la pericardite e la peritonite.
    La tracheite da Streptococcus pneumoniae può essere sia primaria che secondaria; se è secondaria, deriva in genere da una sinusite.
  • Haemophilus influenzae. È una classe di batteri che colonizza prevalentemente le vie aeree superiori e le prime vie aeree inferiori.
    In genere, è responsabile di sinusite, otite media e bronchite; più raramente è causa di polmonite e meningite.
    La tracheite che può comparire a seguito di un'infezione da Haemophilus influenzae è spesso il risultato di una sinusite, quindi è di tipo secondario.
  • Moraxella catarrhalis. È un colonizzatore tipico delle vie aeree superiori e delle prime inferiori.
    Di solito, provoca la comparsa di sinusite, laringite, bronchite e otite media.
    Solo in rari casi induce la comparsa di condizioni più gravi, come: polmonite, uretrite, artrite settica e setticemia.
    La trachite sostenuta da Moraxella catarrhalis è generalmente di tipo secondario, derivante da episodi di sinusite o laringite.
  • Klebsiella pneumoniae. È un agente batterico che, nella maggior parte dei casi, infetta le vie aeree superiori e il tratto urinario e, solo in rari casi, provoca meningite, osteomielite, polmonite e batteriemia.
    La tracheite associata a Klebsiella pneumoniae è per lo più di tipo secondario.

Passando quindi alle tracheiti virali, i virus che possono provocarle sono: i virus dell'influenza, il virus del raffreddore (o rhinovirus) e i virus parainfluenzali.
Generalmente, l'infiammazione della trachea provocata da questi agenti virali è di tipo secondario, in quanto deriva da una qualche forma di rinite, faringite o laringite.

FATTORI DI RISCHIO

Aumentano il rischio di sviluppare tracheite diverse circostanze, tra cui: il contatto diretto o indiretto con persone portatrici degli agenti infettivi sopraccitati, uno stato di immunodepressione, vivere in una città assai inquinata, praticare un lavoro dove si respirano quotidianamente sostanze irritanti per le vie aeree ed essere accaniti fumatori.


Che cosa significa brevemente immunodepressione?
In medicina, il termine immunodepressione indica una patologica diminuzione delle difese immunitarie; difese immunitarie il cui compito è quello di difendere l'organismo dalle minacce provenienti dall'esterno (virus, batteri, funghi ecc) e dall'interno (cellule tumorali o malfunzionanti).
Tra le principali cause di immunodepressione, meritano una citazione particolare: le malattie infettive come l'AIDS e l'assunzione di farmaci immunosoppressori e antitumorali.

Sintomi, segni e complicazioni

Per approfondire: Sintomi Tracheite


Poiché la maggior parte dei casi di tracheite è dovuta a un'infezione, questo articolo tratta specificatamente la sintomatologia delle infiammazioni alla trachea di origine infettiva.
Quindi, alla luce di questa doverosa premessa, il quadro sintomatologico che caratterizza i suddetti stati infiammatori consiste generalmente in:

  • Tosse grave e profonda
  • Febbre
  • Naso che cola
  • Emissione di un suono simile a qualcosa che stride, durante il respiro. I medici parlano più semplicemente di stridore.
  • Rantolii durante la respirazione
  • Dolore retrosternale o al petto. Questa sensazione si accentua con i colpi di tosse.
  • Mal di gola, congestione nasale, starnuti, raucedine e/o dolore alla deglutizione. Sono tre manifestazioni tipiche delle tracheiti secondarie, successive alla presenza di rinite, faringite o laringite.
  • Lievi difficoltà respiratorie. Paragonabili a un affanno durante la respirazione, sono il risultato di un edema generalizzato, con sede all'interno della trachea, che causa il restringimento di quest'ultima. Attraverso una trachea ristretta, l'aria passa con maggiore difficoltà.

La tosse, il naso che cola e la febbre sono tipici della fase d'esordio. Di contro, le anomalie respiratorie (stridore, affanno ecc) e il dolore retrosternale contraddistinguono la fase più tardiva dell'infiammazione, facendo la loro comparsa, in genere, dai 2 ai 5 giorni dopo le prime manifestazioni.
I sintomi derivanti da una condizione di rinite, faringite o laringite possono essere presenti prima ancora che la trachea s'infiammi oppure insorgere assieme a quelli più tardivi.

COMPLICAZIONI

In presenza di una tracheite molto grave, l'edema interno alla trachea è grave al punto da ridurre drasticamente il passaggio per l'aria diretta ai polmoni. Ciò induce un peggioramento delle difficoltà respiratorie e la comparsa di cianosi.
Con il termine cianosi, i medici indicano quella condizione in cui il sangue contiene una quantità insufficiente di ossigeno (N.B: è un effetto della riduzione degli scambi alveolari) e la pelle assume una colorazione bluastro-violacea.
Se la trachea subisce un'occlusione totale e se non si soccorre per tempo il paziente in queste condizioni, la tracheite può portare, prima, all'arresto respiratorio e, poi, alla morte.


Complicanze in caso di infezioni da sta.
In caso di tracheite da Staphylococcus aureus, il paziente potrebbe sviluppare la cosiddetta sindrome da shock tossico (TSS), una condizione infiammatoria multisistemica.
Particolarmente diffusa tra le donne, TSS è causa di: febbre alta, vertigini (da ipotensione), nausea, vomito, diarrea, mal di gola, dolori muscolari, debolezza, brividi, problemi di sanguinamento e desquamazione cutanea.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO?

È opportuno rivolgersi immediatamente al medico o recarsi al più vicino centro ospedaliero, se:

  • La febbre è molto alta e non accenna a ridursi con il passare dei giorni.
  • Le difficoltà respiratorie peggiorano, invece di migliorare.
  • Compare cianosi.
  • La tosse diventa sempre più grave e ci sono serie difficoltà di deglutizione dei cibi.

Diagnosi

L'esame obiettivo, comprensivo di una valutazione attenta delle capacità respiratorie, è spesso sufficiente a diagnosticare la presenza di tracheite.
Tuttavia, i medici ricorrono comunque a esami più specifici, in quanto vogliono:

  • Avere maggiori certezze sul problema in atto;
  • Capire se la natura della possibile tracheite in corso è batterica o meno;
  • Chiarire la gravità della situazione.

Per il raggiungimento di questi tre obiettivi, sono fondamentali: l'ossimetria, gli esami colturali sulle cellule del tratto nasofaringeo ed eventualmente anche del tratto tracheale e, infine, il controllo della trachea ai raggi X.

ESAME OBIETTIVO

La prima parte dell'esame obiettivo consiste nella richiesta, da parte del medico al paziente, di descrivere i sintomi presenti (se il paziente è un bambino, le persone interrogate sono i genitori o le persone adulte che trascorrono più tempo con lui). In genere, le domande più comuni - perché maggiormente significative ai fini diagnostici - sono:

  • In che cosa consistono i sintomi?
  • Quando sono comparse le prime manifestazioni? Sono insorte dopo una circostanza particolare? (N.B: queste due domande aiutano a stabilire se la presunta tracheite possa avere una natura non infettiva).
  • Ha avvertito un peggioramento sotto il profilo sintomatologico?
  • Ci sono dei momenti della giornata, in cui i disturbi peggiorano?

La seconda parte dell'esame obiettivo, invece, prevede che il medico valuti, in prima persona, le capacità respiratorie del paziente, andando alla ricerca di eventuali difficoltà o suoni anomali (rantolii, stridore ecc) durante la respirazione.


Altre domande importanti

Nel corso dell'esame obiettivo, il medico indaga anche se il paziente è un fumatore, frequenta luoghi particolarmente inquinati, è allergico a particolari sostanze ecc.
Queste informazioni chiariscono ulteriormente le cause della sintomatologia, specialmente in quei casi in cui è da scartarsi l'ipotesi di una tracheite infettiva.

OSSIMETRIA

L'ossimetria è un test molto semplice e immediato, che misura la saturazione di ossigeno nel sangue.
Per la sua esecuzione, i medici adoperano un apparecchio particolare, chiamato ossimetro, che applicano su un dito o un lobo dell'orecchio del paziente (in entrambi i casi, sono due zone anatomiche altamente vascolarizzate).
Una bassa saturazione di ossigeno nel sangue indica che le difficoltà respiratorie (come quelle che può indurre una tracheite) sono di una certa rilevanza e meritano una cura appropriata.

ESAMI COLTURALI DELLA NASOFARINGE E DELLA TRACHE

Gli esami colturali su un campione di cellule, opportunamente prelevate, permettono di chiarire due aspetti:

Dal punto di vista procedurale, consistono nell'inoculare il campione cellulare in terreni di coltura diversi, ciascuno dei quali è adatto alla crescita di un preciso batterio, e vedere dove ha luogo una proliferazione batterica. Il terreno in cui si osserva la crescita batterica permette di stabilire il batterio coinvolto nell'infezione. Per esempio, se nella coltura per la crescita di MRSA c'è una proliferazione di batteri, significa che MRSA è il batterio che ha provocato la tracheite.
In presenza di sospetta tracheite, a giustificare l'esecuzione di esami colturali sulle cellule del tratto nasofaringeo e di quello tracheale è il fatto che, come già ricordato in altre sedi, l'infiammazione della trachea ha spesso un'origine batterica.
L'identificazione del batterio responsabile permette, al medico, di pianificare la cura più adeguata.

  • Esame colturale su un campione di cellule del tratto nasofaringeo (coltura nasofaringea): la raccolta del campione è semplice e immediata e non causa particolare fastidio al paziente. Le cellule provengono dalla mucosa nasale o dalla mucosa della gola.
    Un'eventuale presenza di batteri in questa sede sta a significare che, probabilmente, la tracheite è di tipo secondario (cioè deriva da una forma di rinite o faringite).
  • Esame colturale su un campione di cellule del tratto tracheale (coltura tracheale): la raccolta del campione cellulare è alquanto complessa e richiede la sedazione del paziente, perché altrimenti quest'ultimo avvertirebbe dolore.
    Il ricorso alla coltura tracheale avviene solo in casi particolari, quando per esempio la sintomatologia è grave o quando il medico sospetta un'infezione batterica severa (della quale è necessario conoscere immediatamente l'agente patogeno responsabile).

RAGGI X ALLA TRACHEA

Una scansione ai raggi X della trachea fornisce un'immagine abbastanza chiara del condotto che unisce la laringe ai bronchi. Pertanto, permette al medico di delineare qual è lo stato di salute del condotto tracheale e che cosa ha comportato l'infiammazione a suo carico.

Terapia

Il trattamento delle tracheite dipende da almeno due fattori, che sono: la causa dell'infiammazione ai danni della trachea e la gravità della condizione in corso.
La cura dei fattori scatenanti è fondamentale per il raggiungimento della guarigione, mentre una terapia a misura dei sintomi in atto permette di evitare conseguenze spiacevoli, talvolta anche drammatiche.

TERAPIA DELLA TRACHEITE BATTERICA

Una tracheite batterica richiede una cura a base di farmaci antibiotici.
La scelta degli antibiotici da somministrare spetta al medico curante e dipende dall'agente batterico che ha scatenato l'infiammazione della trachea (N.B: ecco perché è importante l'esame colturale).
Durante il trattamento antibiotico, è bene che il paziente si attenga ad alcune importanti raccomandazioni mediche, valide ogniqualvolta sia presente un'infezione, come: riposo assoluto per alcuni giorni, apporto costante di liquidi per evitare fenomeni di disidratazione e assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per alleviare la sintomatologia.

TERAPIA DELLA TRACHEITE VIRALE

Una tracheite virale non richiede, solitamente, cure farmacologiche particolari. Infatti, è molto raro che, in questi frangenti, i medici somministrino farmaci antivirali.
In questi frangenti, ha un'importanza fondamentale l'osservanza delle raccomandazioni mediche, citate poc'anzi e utili ogniqualvolta sia presente un'infezione, cioè: riposo assoluto, apporto costante di liquidi a scongiurare eventuali episodi di disidratazione e assunzione di FANS per ridurre la sintomatologia.

TERAPIA DELLA TRACHEITE DA ALLERGENI

Una tracheite dovuta ad allergeni richiede, prima di tutto, l'individuazione del fattore scatenante e la sua esclusione dall'ambiente in cui il paziente solitamente vive; in secondo luogo, il trattamento con antistaminici e/o cortisonici, il cui scopo è ridurre la reazione allergica.

TERAPIA IN CASO DI TRACHEITE GRAVE

A prescindere da quali siano le cause, i casi severi di tracheite richiedono l'immediato ricovero ospedaliero, perché hanno bisogno di un supporto respiratorio.
Tale supporto respiratorio avviene tramite l'inserimento, nella trachea del paziente, di un tubo endotracheale, collegato a una macchina per la ventilazione meccanica.
Il ricorso all'ausilio respiratorio termina nel momento in cui il paziente dimostra chiari miglioramenti ed è in grado di respirare autonomamente e con buoni risultati.
Durante il ricovero ospedaliero, la somministrazione farmacologica di antibiotici (nel caso specifico di una tracheite batterica) e di antinfiammatori avviene per via endovenosa.

Prognosi

La prognosi di una tracheite lieve è generalmente positiva, con il paziente che guarisce del tutto e senza conseguenze permanenti di alcun tipo.
Di contro, la prognosi di una tracheite grave può essere decisamente negativa, specie quando vi è un ritardo nel trattamento.



Ultima modifica dell'articolo: 15/11/2016