Tinidazolo

Il tinidazolo è un farmaco antibatterico appartenente alla classe dei nitroimidazoli. È efficace contro i batteri anaerobi, ma trova applicazioni soprattutto nel trattamento delle infestazioni da parassiti e protozoi.

Tinidazolo

Tinidazolo - Struttura Chimica

Indicazioni terapeutiche

L'uso del tinidazolo è indicato per il trattamento di:

Avvertenze

Prima di assumere il tinidazolo è bene informare il medico qualora ci si trovi in una delle seguenti condizioni:

  • Se si è allergici a un qualsiasi altro tipo di farmaco;
  • Se si è affetti da patologie del sistema nervoso centrale;
  • Se si soffre di alterazioni della composizione del sangue (discrasia ematica).

Il trattamento con tinidazolo dovrebbe essere esteso anche al partner, in modo da evitare il fenomeno "ping-pong" di trasmissione del protozoo.
Se durante la terapia a base di tinidazolo si manifestano segni neurologici anormali, il trattamento con il farmaco deve essere immediatamente sospeso.

Interazioni con altri farmaci

Durante la terapia a base di tinidazolo è bene ridurre l'assunzione di bevande alcoliche, altrimenti vi è un aumentato rischio d'insorgenza di sintomi come vomito, crampi all'addome e arrossamento del viso.
La somministrazione concomitante di tinidazolo e di antimicotici azolici (come, ad esempio, il ketoconazolo) può aumentare il rischio d'insorgenza di effetti avversi.
In ogni caso, è bene informare il medico qualora si stiano assumendo - o siano stati recentemente assunti - farmaci di qualsiasi tipo, inclusi i medicinali senz'obbligo di prescrizione e i prodotti erboristici e/o omeopatici.

Effetti collaterali

Il tinidazolo può indurre vari effetti collaterali, anche se non tutti i pazienti li manifestano. Questo dipende dalla diversa sensibilità che ciascun individuo possiede nei confronti del farmaco stesso. Perciò, non è detto che gli effetti avversi si manifestino tutti e con la stessa intensità in ogni paziente.
Di seguito, sono riportati i principali effetti indesiderati che possono manifestarsi durante la terapia con tinidazolo.

Disturbi gastrointestinali

Durante il trattamento con tinidazolo possono insorgere nausea e vomito. Tuttavia, questi effetti si manifestano raramente.

Leucopenia

La terapia con tinidazolo può provocare una lieve e temporanea leucopenia, cioè una diminuzione del numero di leucociti nel circolo ematico.

Disturbi del sistema nervoso

Il trattamento con tinidazolo può causare:

Sovradosaggio

Qualora si sospetti di aver assunto una dose eccessiva di tinidazolo, è necessario recarsi nel più vicino centro ospedaliero.
La lavanda gastrica può essere utile per eliminare l'eccesso di farmaco dall'organismo, poi il paziente dovrà essere tenuto sotto osservazione.

Meccanismo d'azione del tinidazolo

Pare che il tinidazolo venga attivato metabolicamente dal protozoo per riduzione del nitro-gruppo presente nella sua struttura chimica.
La riduzione del nitro-gruppo porta alla formazione di specie radicaliche dell'ossigeno che sono estremamente tossiche per la cellula. In questo modo, il microorganismo viene ucciso.

Modalità d'uso e posologia

Il tinidazolo è disponibile per la somministrazione orale sotto forma di compresse.
La dose di tinidazolo da somministrare e la durata del trattamento devono essere stabilite dal medico in funzione del tipo e della gravità dell'infezione che s'intende trattare.
Di seguito, sono riportate alcune indicazioni sulle dosi di tinidazolo abitualmente utilizzate in terapia.
Qualora lo ritenesse necessario, il medico può modificare la posologia del farmaco, pertanto, è necessario attenersi strettamente alle sue indicazioni.

Infezioni da Trichomonas vaginalis

Per il trattamento delle infezioni causate da Trichomonas vaginalis, la dose di tinidazolo solitamente somministrata è di 2 g, da assumersi in un'unica dose.
Di solito, è sufficiente una sola somministrazione, ma qualora l'infezione si ripresentasse, si deve ripetere il trattamento dopo otto giorni.

Amebiasi e lambliasi

Per il trattamento delle amebiasi e delle lambliasi, la dose di tinidazolo solitamente impiegata varia dai 500 mg a 1,5 g di principio attivo al giorno.
La quantità di farmaco somministrato è stabilita dal medico in funzione del tipo d'infezione che si deve trattare. La durata del trattamento, solitamente, è di cinque giorni.

Gravidanza e Allattamento

L'utilizzo del tinidazolo da parte di donne in gravidanza dovrebbe essere fatto solo sotto lo stretto controllo del medico e solo dopo un'attenta valutazione - sempre da parte del medico - del rapporto fra i benefici attesi per la madre e i potenziali rischi per il feto.
È stato osservato che farmaci la cui struttura chimica è simile a quella del tinidazolo vengono escreti nel latte materno, quindi potrebbero essere potenzialmente pericolosi per il feto.
Pertanto, a scopo precauzionale, l'utilizzo del tinidazolo da parte di madri che allattano al seno non è raccomandato.

Controindicazioni

L'utilizzo del tinidazolo è controindicato nei seguenti casi:

  • In pazienti con ipersensibilità nota al tinidazolo;
  • In pazienti affetti da patologie del sistema nervoso centrale;
  • In pazienti affetti da discrasie ematiche;
  • Durante l'allattamento.