Terapia della pielonefrite cronica

La pielonefrite cronica è il frutto di infezioni renali ricorrenti che possono causare cicatrici a livello del parenchima renale e progressiva compromissione della funzionalità dell'organo, in particolare nel contesto di ostruzione. Il rischio è che il processo infiammatorio distrugga progressivamente i tessuti, provocando nella fase terminale insufficienza renale, al punto da rendere necessario un trapianto di rene.


Nel caso di pielonefrite cronica, è necessario valutare attentamente le vie urinarie mediante indagini diagnostiche in grado di evidenziare eventuali anomalie a carico dell'apparato urinario ( come l'urografia o la cistografia) e ricorrere eventualmente alla correzione chirurgica. Infatti, in presenza di ostruzione delle vie urinarie, le infezioni sono spesso resistenti alla terapia e tendono a recidivare. Diverse procedure chirurgiche possono essere eseguite per correggere queste condizioni; in base all'anomalia, il medico può optare ad esempio per:

  • Pieloplastica, per riparare il bacinetto renale in caso di un'ostruzione del giunto uretero-pelvico.
  • Approccio transuretrale mediante cistoscopia per rimuovere i calcoli renali e/o procedura di "basketing" per recuperare le piccole aggregazioni minerali renali o ureterali.
  • Correzione chirurgica di anomalie congenite che portano a reflusso vescico-ureterale (esempio: reimpianto di ureteri).

Esclusa l'alterazione anatomica, il trattamento è volto a debellare l'infezione e a correggere le cause che predispongono alla pielonefrite cronica. Se la causa è rilevabile in un'infezione del tratto urinario, è possibile tentare di eradicare il patogeno responsabile mediante una terapia antibiotica di attacco ed una successiva terapia di mantenimento a lungo termine con disinfettanti a bassi dosaggi. Potrebbe essere necessario continuare la terapia antibiotica per periodi di tempo prolungati, anche per alcuni mesi (fino a 3 a 6 mesi).

Il follow-up della cura può essere effettuato mediante un'urinocoltura eseguita ad una settimana di distanza dal termine della terapia farmacologica, ad evidenza dell'eliminazione del patogeno. Nei casi di riacutizzazione della patologia, la terapia sarà simile a quella della pielonefrite acuta. La terapia antibiotica delle recidive ha lo scopo di ridurre il numero di episodi acuti d'infezione, facilitando il processo di guarigione e arrestando il progressivo deterioramento funzionale del rene. Altri tipi di trattamento medico prevedono la prescrizione di una terapia farmacologica per controllare l'ipertensione e l'insufficienza renale. Nelle forme di pielonefrite cronica monolaterale grave è indicata l'asportazione chirurgica del rene ammalato (nefrectomia).

Prognosi

Qualora un trattamento adeguato venga somministrato in maniera repentina, la malattia tende ad arrestare la propria progressione verso l'insufficienza renale ed i risultati attesi sono in genere abbastanza buoni. La maggior parte degli individui sviluppa cicatrici renali ed atrofia del rene. Il trattamento antibiotico per l'infezione e la terapia antipertensiva per la pressione alta sono generalmente efficaci. Il risultato delle varie procedure chirurgiche (pieloplastica, rimozione di calcoli e nefrectomia) è generalmente positivo.

Complicazioni

Le complicanze della pielonefrite cronica comprendono infezioni ricorrenti da batteri resistenti e possibilità di incorrere in un danno renale che porta progressivamente alla formazione di cicatrici, con nefropatie da reflusso, insufficienza renale ed ipertensione secondaria (alta pressione sanguigna che occorre a seguito di alterazioni parenchimatose oppure quando l'arteria renale, o uno dei suoi rami, risulta stenotica). L'evoluzione della pielonefrite cronica può indurre pionefrosi (grave ed estesa malattia del rene caratterizzata dalla raccolta di pus, con distruzione del parenchima renale), glomerulosclerosi focale (sindrome nefrosica, causata da alterazioni dei glomeruli renali, con proteinuria non selettiva, ipertensione e microematuria), urosepsi (risposta infiammatoria sistemica propagatasi dalle vie urinarie), insufficienza renale cronica, la quale, nella fase terminale, può indurre addirittura alla necessità di un trapianto d'organo.


Una variante rara e particolare della forma cronica è la pielonefrite xantogranulomatosa, caratterizzata dalla formazione nella zona midollare di ascessi e granulomi di colore giallo-arancio, con distruzione renale grave e un quadro clinico che può assomigliare al carcinoma a cellule renali o ad altri processi flogistici a carico del parenchima renale. La maggior parte dei pazienti manifesta febbre ricorrente, urosepsi, anemia, dolore, calcoli renali e la perdita della funzione del rene interessato. Le colture batteriche di tessuto renale sono comunemente positive. Solitamente, per la pielonefrite xantogranulomatosa si rende necessaria una nefrectomia (asportazione del rene) per il trattamento definitivo.


Come per tutte le altre forme di malattia renale cronica, il paziente deve essere monitorato per l'eventuale progressione della pielonefrite cronica e per lo sviluppo di condizioni come l'iperlipidemia, l'ipertensione, il diabete e il deterioramento della funzionalità renale.


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Ultima modifica dell'articolo: 01/10/2016