Tamoxifene

Il tamoxifene è un farmaco ad azione antitumorale appartenente alla classe dei modulatori selettivi dei recettori estrogeni (SERM).

Tamoxifene

Tamoxifene - Struttura Chimica

Rientra nella lista dei farmaci essenziali redatta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), una lista in cui sono elencati tutti i farmaci che devono essere presenti in un sistema sanitario di base.

Indicazioni terapeutiche

L'uso di tamoxifene è indicato per il trattamento del cancro al seno e per la prevenzione delle recidive.

Avvertenze

Il tamoxifene deve essere somministrato con cautela in pazienti con diminuzione del numero di globuli bianchi (leucopenia) e con diminuzione del numero di piastrine (piastrinopenia). Pertanto, devono essere eseguiti regolari esami del sangue.
Il tamoxifene può causare cataratta, per cui devono essere effettuati controlli della vista.
Poiché il tamoxifene può causare alterazioni - anche gravi - dell'utero, dovrebbero essere eseguiti regolari controlli ginecologici.
Se in seguito alla terapia con tamoxifene compaiono i seguenti sintomi, è necessario informarne subito il medico:

Le pazienti devono informare il medico se hanno un'anamnesi d'ictus, di malattie tromboemboliche o di cancro dell'utero.
Il tamoxifene può causare problemi alla vista e sonnolenza, perciò bisogna usare cautela in caso si debbano guidare veicoli e/o utilizzare macchinari.
Per chi svolge attività sportiva, l'uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e - anche a dosi terapeutiche - può determinare positività ai test anti-doping.

Interazioni con altri farmaci

La co-somministrazione di tamoxifene e dei seguenti farmaci dovrebbe essere evitata, poiché potrebbe ridurre l'efficacia terapeutica del tamoxifene stesso:

Il tamoxifene può potenziare l'attività di anticoagulanti orali, come - ad esempio - il warfarin.
La somministrazione concomitante di tamoxifene e di altri farmaci antitumorali può aumentare il rischio d'insorgenza di episodi tromboembolici.
La somministrazione concomitante di tamoxifene e di farmaci che riducono l'escrezione renale di calcio (come, ad esempio, i diuretici tiazidici) può aumentare il rischio d'ipercalcemia (aumentati livelli di calcio nel circolo ematico).
L'uso concomitante di tamoxifene e mitomicina (un antibiotico citotossico, cioè tossico per le cellule) deve essere evitato, poiché aumenta il rischio d'insorgenza della sindrome uremico emolitica, di anemia e di piastrinopenia.
Il tamoxifene è metabolizzato a livello epatico dal citocromo P3A4, pertanto, l'assunzione contemporanea di tamoxifene e di farmaci in grado di inibire tale enzima dovrebbe essere evitata.

Effetti collaterali

Il tamoxifene può indurre molti effetti collaterali. Ciascun individuo risponde alla terapia in maniera diversa a seconda della propria sensibilità nei confronti del farmaco, perciò non è detto che gli effetti avversi si manifestino tutti e con la medesima intensità in ogni paziente.
Di seguito sono elencati i principali effetti collaterali che possono insorgere in seguito alla terapia con tamoxifene.

Cancerogenicità

L'uso di tamoxifene può favorire l'insorgenza di tumori secondari all'utero. In particolare, possono insorgere adenocarcinoma endometriale e sarcoma uterino.
Inoltre, sono stati riportati casi di fibromi uterini, endometriosi e altre alterazioni endometriali, inclusi polipi e iperplasia.

Patologie dell'apparato respiratorio

La terapia con tamoxifene può provocare polmonite interstiziale con sintomi come dispnea e tosse.

Patologie dell'apparato riproduttivo

Durante il trattamento con tamoxifene possono insorgere disturbi mestruali, amenorrea (assenza di mestruazioni), sanguinamenti vaginali, prurito vulvare (intorno alla vagina), perdite vaginali e cisti ovariche.

Patologie vascolari

La terapia con tamoxifene può causare aumento della coagulazione del sangue, tromboembolia polmonare, trombosi venosa profonda e ictus. Alcuni casi si sono rivelati fatali.
Inoltre, possono verificarsi infiammazioni dei vasi sanguigni con manifestazioni cutanee.

Disturbi gastrointestinali

La terapia con tamoxifene può causare nausea, vomito, costipazione e dolore addominale. Il farmaco, inoltre, può favorire la comparsa di anoressia.

Patologie del midollo osseo

Il tamoxifene può influire sull'attività di produzione delle cellule sanguigne svolta dal midollo osseo, ciò provoca:

  • Anemia (diminuzione dei livelli ematici di emoglobina), il principale sintomo dell'insorgenza di anemia è la sensazione di spossatezza fisica;
  • Leucopenia (diminuzionedei livelli di globuli bianchi), con aumentata suscettibilità alla contrazione d'infezioni;
  • Piastrinopenia (diminuzione del numero di piastrine), questo porta alla comparsa di lividi e sanguinamenti anomali con aumentato rischio di emorragie.

Patologie dell'occhio

Il trattamento con tamoxifene può causare disturbi visivi, visione annebbiata, perdita di acuità visiva, cataratta, alterazioni della cornea e patologie della retina.

Patologie epatobiliari

Il tamoxifene può causare alterazioni dei livelli di enzimi epatici nel circolo sanguigno e favorire l'insorgenza di ittero.

Altri effetti collaterali

Altri effetti indesiderati che si possono manifestare in seguito al trattamento con tamoxifene, sono:

Sovradosaggio

Nel caso si sospetti di aver assunto una dose eccessiva di farmaco, è necessario contattare immediatamente un medico e rivolgersi al più vicino centro ospedaliero.

Meccanismo d'azione del tamoxifene

Il tamoxifene è un modulatore selettivo dei recettori estrogeni (SERM).
Alcune forme di carcinomi mammari hanno bisogno di estrogeni (i principali ormoni sessuali femminili) per riuscire a sopravvivere. Le cellule costituenti tali tumori possiedono sulla propria membrana dei recettori per gli estrogeni (ER). Gli ormoni, pertanto, si legano a questi recettori in modo tale da svolgere le funzioni biologiche necessarie alla sopravvivenza delle suddette cellule tumorali.
Il tamoxifene agisce legandosi agli ER al posto degli estrogeni. Così facendo, le cellule tumorali si trovano private dell'azione di questi elementi per loro essenziali e muoiono.

Modalità d'uso e posologia

Il tamoxifene è disponibile per la somministrazione orale sotto forma di compresse da 10 mg e da 20 mg.
La posologia del tamoxifene deve essere stabilita dal medico in base al quadro clinico della paziente.
In ogni caso, la dose di tamoxifene abitualmente utilizzata è di 20 mg al giorno, da somministrarsi in due dosi frazionate o in una singola dose giornaliera. La dose può essere aumentata fino a 40 mg di principio attivo al giorno.
Questi dosaggi possono essere utilizzati anche in pazienti anziane.

Gravidanza e Allattamento

Poiché il tamoxifene può causare gravi danni al feto, le donne in gravidanza non devono assumere il farmaco.
Non è noto se il tamoxifene viene escreto nel latte materno, pertanto, le madri che allattano al seno non devono cominciare il trattamento con il farmaco.

Controindicazioni

L'uso di tamoxifene è controindicato nei seguenti casi:

  • Ipersensibilità nota al tamoxifene;
  • Come terapia preventiva in pazienti ad alto rischio di sviluppo di cancro al seno;
  • In pazienti affette da carcinoma duttale in situ (una forma iniziale di cancro al seno, detto anche precancerosi);
  • In pazienti che necessitano di una concomitante terapia anticoagulante;
  • In pazienti con un'anamnesi di trombosi venosa profonda;
  • In pazienti con un'anamnesi di embolia polmonare;
  • In bambini e adolescenti;
  • In gravidanza;
  • Durante l'allattamento.