Sunitinib

Il sunitinib è un farmaco antitumorale in grado di inibire la crescita delle cellule maligne. È venduto con il nome commerciale Sutent®.

Sunitinib

Sunitinib - Struttura Chimica

Indicazioni terapeutiche

L'uso di sunitinib è indicato per il trattamento delle seguenti patologie:

Avvertenze

Il sunitinib può essere prescritto ai pazienti solo da un medico specializzato nell'uso di farmaci antitumorali.
Il sunitinib può provocare un aumento della pressione sanguigna, perciò è necessario monitorare la pressione per tutta la durata del trattamento. In alcuni casi, potrebbe essere necessario un trattamento farmacologico.
Poiché il sunitinib può causare alterazioni del ritmo cardiaco, il medico può decidere di sottoporre i pazienti a regolari controlli dell'elettrocardiogramma.
La funzionalità tiroidea potrebbe essere ridotta dall'assunzione di sunitinib, perciò devono essere eseguiti controlli per verificare la funzionalità della tiroide, sia prima sia durante il trattamento con il farmaco.
Poiché il sunitinib può causare danni epatici, devono essere eseguiti controlli della funzionalità epatica, sia prima sia durante il trattamento con il farmaco.
Durante tutto il periodo di trattamento con il sunitinib è necessario eseguire controlli della funzionalità renale.
Il sunitinib può influenzare la capacità di guarigione delle ferite, per cui nei pazienti che devono essere sottoposti a interventi chirurgici il trattamento con il farmaco dovrebbe essere interrotto.
Prima di cominciare il trattamento con sunitinib è consigliabile eseguire controlli odontoiatrici.
Nei pazienti diabetici - in terapia con sunitinib - è necessario controllare regolarmente il tasso glicemico e - se necessario - aggiustare la dose di farmaci per il diabete, in modo tale da evitare che i livelli di zucchero nel sangue si abbassino troppo.
Il sunitinib non deve essere utilizzato in pazienti con meno di 18 anni di età.
Il sunitinib potrebbe provocare effetti collaterali in grado di alterare la capacità di guidare veicoli e/o utilizzare macchinari.

Interazioni con altri farmaci

La somministrazione contemporanea di sunitinib e di farmaci induttori del citocromo P3A4 deve essere evitata. Infatti, questi farmaci sono in grado di ridurre la concentrazione plasmatica di sunitinib. Fra questi farmaci, ricordiamo:

Anche la somministrazione concomitante di sunitinib e inibitori del citocromo P3A4 deve essere evitata. Fra questi inibitori troviamo:

Questi farmaci, infatti, sono in grado di aumentare la concentrazione plasmatica di sunitinib, generando così, effetti potenzialmente pericolosi.

Effetti collaterali

Il sunitinib può indurre vari tipi di effetti collaterali sebbene non tutti i pazienti li manifestino. Questo dipende dalla sensibilità di ciascun individuo nei confronti del farmaco. Perciò non è detto che gli effetti avversi si manifestino tutti e con la medesima intensità in ogni paziente.
Di seguito sono riportati i principali effetti collaterali che possono insorgere in seguito al trattamento con sunitinib.

Patologie cardiovascolari

La terapia a base di sunitinib può causare:

Temporanea riduzione della produzione di cellule ematiche

Il trattamento con sunitinib può causare una temporanea diminuzione della produzione di cellule del sangue. Tale riduzione può causare:

Patologie del sistema nervoso

La terapia con sunitinib può causare stanchezza eccessiva, capogiri, mal di testa e difficoltà a prender sonno.

Disturbi psichiatrici

Il trattamento con sunitinib può causare insonnia e depressione.

Patologie epatobiliari

La terapia con sunitinib può causare alterazioni dei livelli di enzimi epatici nel circolo sanguigno, insufficienza epatica, epatite, ittero e infiammazione della cistifellea con o senza calcoli.

Patologie gastrointestinali

Il trattamento con sunitinib può causare:

Disturbi dei polmoni e del tratto respiratorio

La terapia con sunitinib può causare respiro corto, tosse, ritenzione di liquidi attorno ai polmoni, secchezza nasale e congestione nasale.

Patologie renali e delle vie urinarie

Il trattamento con sunitinib può provocare alterazioni del colore delle urine, alterata frequenza di minzione, assenza di minzione, insufficienza renale e proteinuria (presenza di proteine nelle urine).

Patologie della cute e del tessuto cutaneo

La terapia con sunitinib può causare alterazioni del colore o iperpigmentazione della pelle, alterazione del colore dei capelli, eruzioni cutanee, rash cutanei, secchezza, desquamazione, prurito, vesciche, acne, alterazioni della sensibilità della pelle, perdita dei capelli, alterazione e perdita delle unghie.
Inoltre, possono manifestarsi reazioni cutanee più gravi, come la sindrome di Stevens-Johnson (una variante più grave dell'eritema polimorfo), l'eritema multiforme e la necrolisi epidermica tossica.

Patologie endocrine

Il trattamento con sunitinib può causare ipotiroidismo, ma può anche provocare un incremento della produzione di ormoni tiroidei. Tale incremento conduce a un aumento del metabolismo.
Inoltre, il farmaco può causare l'infiammazione della tiroide.

Sindrome da lisi tumorale (TLS)

Questa sindrome è causata dal rilascio nel circolo ematico di prodotti intracellulari derivanti dalla lisi in massa delle cellule tumorali. I sintomi che si possono manifestarsi sono:

Altri effetti collaterali

Altri effetti collaterali che possono manifestarsi durante la terapia con sunitinib, sono:

Sovradosaggio

Qualora si sospetti di aver assunto una dose eccessiva di farmaco, è necessario contattare immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale.
Non esiste un antidoto specifico per il sovradosaggio di sunitinib. Per eliminare il farmaco non assorbito dall'organismo, potrebbe essere utile eseguire una lavanda gastrica.

Meccanismo d'azione del sunitinib

Il sunitinib esplica la sua azione terapeutica inibendo molteplici recettori delle tirosin-chinasi (RTK). Le tirosin-chinasi su cui agisce il sunitinib sono particolari proteine espresse sulla membrana delle cellule maligne che sono coinvolte nella crescita, nella neoangiogenesi (costruzione di una rete vascolare necessaria al nutrimento della massa tumorale) e nella progressione metastatica del cancro.
In particolare, il sunitinib è in grado di inibire:

  • I recettori del fattore di crescita di derivazione piastrinica (PDGFRα e PDGFRβ);
  • I recettori del fattore di crescita vascolare endoteliale (VEGFR1, VEGFR2 e VEGFR3);
  • Il recettore del fattore della cellula staminale (KIT);
  • Il recettore tirosin-chinasico FLT3;
  • Il recettore CSF-1R (colony stimulating factor receptor);
  • Il recettore del fattore neutrofico di derivazione gliale (RET).

Modalità d'uso e posologia

Il sunitinib è disponibile per la somministrazione orale sotto forma di capsule rigide. Le capsule possono avere una colorazione diversa a seconda della quantità di principio attivo che contengono.
Le capsule possono essere assunte sia a stomaco pieno sia a stomaco vuoto.
La posologia di sunitinib deve essere stabilita dal medico in funzione della patologia da trattare e in funzione delle condizioni cliniche del paziente.
Di seguito, sono riportate le dosi di farmaco abitualmente utilizzate.

Tumore stromale del tratto gastrointestinale e carcinoma renale metastatico

Per il trattamento di questa tipologia di tumori, la dose abituale di sunitinib somministrata è di 50 mg una volta al giorno, da assumere per 28 giorni. I successivi 14 giorni costituiscono un periodo di pausa in cui il farmaco non deve essere assunto.
La durata del trattamento deve essere decisa dal medico.

Tumori neuroendocrini pancreatici

Per il trattamento di questo tipo di tumore, la dose di sunitinib abitualmente somministrata è di 37,5 mg una volta al giorno, senza il periodo di pausa. Anche in questo caso, la durata della terapia è decisa dal medico.

Gravidanza e Allattamento

Studi su animali hanno evidenziato che il sunitinib può indurre malformazioni fetali. Pertanto, il farmaco non dovrebbe essere utilizzato da donne in gravidanza, fatto salvo il caso in cui il medico non lo ritenga assolutamente indispensabile e nel caso in cui i benefici attesi per la madre giustifichino i potenziali rischi per il feto.
È, comunque, necessario adottare metodi contraccettivi per evitare l'insorgenza di eventuali gravidanze.
Poiché il sunitinib è escreto nel latte materno, le madri che allattano al seno non devono assumere il farmaco.

Controindicazioni

L'utilizzo di sunitinib è controindicato nei seguenti casi:

  • Ipersensibilità nota al sunitinib;
  • In pazienti con meno di 18 anni di età;
  • Durante l'allattamento.

Ultima modifica dell'articolo: 13/06/2016