Spiramicina

La spiramicina è un antibiotico appartenente alla classe dei macrolidi ed è isolata da colture di Streptomyces ambofaciens.


Spiramicina

Spiramicina - Struttura Chimica

Indicazioni terapeutiche

La spiramicina è utilizzata per trattare infezioni causate da batteri ad essa sensibili.
Più in particolare, la spiramicina è indicata per il trattamento di:

Avvertenze

Durante il trattamento con spiramicina - soprattutto se effettuato ad alte dosi e per lunghi periodi di tempo - è necessario eseguire regolari controlli della crasi ematica e della funzionalità epatica.
In pazienti con carenza della glucosio 6-fosfato deidrogenasi, in seguito all'utilizzo di spiramicina, sono stati riportati alcuni casi d'insorgenza di anemia emolitica acuta. Pertanto, l'utilizzo del farmaco da parte di questa categoria di pazienti non è raccomandato.

Interazioni con altri farmaci

L'utilizzo contemporaneo di spiramicina e di levodopa (un farmaco impiegato nel trattamento del morbo di Parkinson) può provocare un ridotto assorbimento di quest'ultima. Pertanto - qualora sia inevitabile la co-somministrazione dei due farmaci - potrebbe essere necessario un aggiustamento della dose di levodopa somministrata.
È possibile che si manifesti una resistenza crociata fra spiramicina ed eritromicina (il capostipite della classe dei macrolidi), altri macrolidi o altri farmaci aventi struttura chimica simile.
In ogni caso, è necessario informare il medico se si stanno assumendo - o se sono stati recentemente assunti - farmaci di qualsiasi tipo, inclusi i medicinali senz'obbligo di prescrizione medica e i prodotti erboristici e/o omeopatici.

Effetti collaterali

La spiramicina può indurre vari tipi di effetti collaterali, anche se non tutti i pazienti li manifestano. Questo dipende dalla diversa sensibilità che ogni persona possiede nei confronti del farmaco. Pertanto, non è detto che gli effetti indesiderati si manifestino tutti e con la medesima intensità in ciascun individuo.
Di seguito, sono riportati i principali effetti avversi che possono insorgere durante il trattamento a base di spiramicina.

Patologie gastrointestinali

La terapia con spiramicina può causare nausea vomito e diarrea. Inoltre - anche se raramente - può insorgere colite pseudomembranosa che, di solito, si manifesta con diarrea grave ed è causata da una superinfezione da Clostridium difficile (un battere normalmente presente nella flora batterica umana).

Reazioni allergiche

La spiramicina, come qualsiasi altro farmaco, può provocare reazioni allergiche in soggetti sensibili. Tali reazioni si possono manifestare sotto forma di:

Più raramente possono manifestarsi vasculite e porpora di Henoch-Schönlein.

Patologie epatobiliari

Il trattamento con spiramicina può provocare alterazioni della funzionalità epatica ed epatite colestatica e mista.

Patologie del sistema emolinfopoietico

La terapia a base di spiramicina può favorire l'insorgenza dell'anemia emolitica acuta, soprattutto in pazienti con carenza dell'enzima 6-fosfato deidrogenasi.

Patologie del sistema nervoso

Durante il trattamento con spiramicina può insorgere parestesia transitoria.

Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio da spiramicina non esiste un vero e proprio antidoto, perciò, il trattamento è puramente sintomatico e di supporto.
Qualora si sospetti di aver assunto una dose eccessiva di antibiotico, è necessario contattare immediatamente il medico e recarsi nel più vicino centro ospedaliero.

Meccanismo d'azione della spiramicina

La spiramicina svolge la sua azione antibiotica interferendo con la sintesi delle proteine batteriche.
La sintesi proteica all'interno delle cellule batteriche avviene grazie a particolari organuli chiamati ribosomi.
I ribosomi sono costituiti da RNA ribosomiale e da proteine associati fra loro a formare due subunità:

  • La subunità 30S, costituita da 21 proteine e da una molecola di RNA (16S);
  • La subunità 50S, costituita da 34 proteine e due molecole di RNA (23S e 5S).

Il compito di questi organuli è di legare e tradurre l'RNA messaggero che proviene dal nucleo cellulare e di sintetizzare le proteine per cui esso codifica.
La spiramicina si lega alla molecola di RNA ribosomiale 23S presente all'interno della subunità 50S.
Il legame della spiramicina con l'RNA 23S impedisce allo stesso RNA di portare a termine la sintesi della proteina, inibendo così la crescita cellulare batterica.

Modalità d'uso e posologia

La spiramicina è disponibile per la somministrazione orale sotto forma di compresse rivestite da 3.000.000 U.I.
Le compresse devono essere assunte intere, senza masticare e con una generosa quantità di acqua.
Di seguito sono riportate alcune indicazioni sulle dosi di farmaco abitualmente impiegate in terapia.

Adulti

Negli adulti, la dose di spiramicina abitualmente somministrata è di due o tre compresse, da ripartirsi in due o tre somministrazioni.

Bambini

Nei bambini, la dose di spiramicina solitamente somministrata è di 150.000-225.000 U.I./Kg di peso corporeo, da ripartirsi in tre o quattro somministrazioni. La terapia con l'antibiotico deve poi proseguire per almeno 48 ore dalla scomparsa dei sintomi dell'infezione.
La quantità di farmaco somministrata varia in funzione della gravità dell'infezione che s'intende trattare.

Pazienti con ridotta funzionalità epatica

Poiché la spiramicina viene escreta solo in minima parte per via renale, in questa categoria di pazienti, non sono necessari aggiustamenti delle dosi di farmaco abitualmente somministrate.

Gravidanza e Allattamento

Non ci sono studi che determinano con esattezza la sicurezza dell'uso della spiramicina in gravidanza. Perciò, l'utilizzo di questo farmaco da parte di donne gravide dovrebbe essere effettuato solamente nei casi di assoluta necessità e solo sotto lo stretto controllo del medico.
Poiché la spiramicina è escreta nel latte materno, l'utilizzo dell'antibiotico da parte di madri che stanno allattando al seno è controindicato e deve essere evitato.

Controindicazioni

L'utilizzo della spiramicina è controindicato nei seguenti casi:

  • In pazienti con ipersensibilità nota alla spiramicina o ad altri macrolidi;
  • Durante l'allattamento.