Sindrome del Tunnel Carpale

Generalità

La sindrome del tunnel carpale è un disturbo da compressione nervosa abbastanza comune, che causa dolore, senso di intorpidimento e formicolio al polso, alla mano e alle dita.
La causa è raramente una sola; infatti, di solito, la sindrome del tunnel carpale è il risultato di una combinazione di diverse circostanze.
Sindrome del Tunnel CarpaleI sintomi peggiorano con il tempo e tendono a farsi più acuti e insopportabili durante la notte.
Un esame obiettivo accurato è sufficiente, molto spesso, per diagnosticare il disturbo; tuttavia, in alcuni casi, il medico richiede ulteriori controlli per accertarsi che non vi siano altre patologie in atto.
La terapia può essere conservativa o chirurgica, a seconda della gravità e della durata della sintomatologia.

Cos'è la sindrome del tunnel carpale?

La sindrome del tunnel carpale è un disturbo del polso e della mano, che provoca dolore, senso di intorpidimento e formicolio nelle zone colpite.

COS'È IL TUNNEL CARPALE?

Il tunnel carpale è una struttura osteo-legamentosa, fatta ad arco e situata tra la parte interna del polso e il palmo della mano.
Esso viene chiamato tunnel perché forma uno stretto passaggio per nove tendini e per un nervo, sensitivo e allo stesso tempo motorio, denominato nervo mediano.
Lateralmente e posteriormente al tunnel carpale, ci sono le ossa della mano, dette anche ossa carpali.

Tunnel Carpale

Figura: anatomia del tunnel carpale. È possibile riconoscere il legamento carpale trasverso, i tendini e il nervo mediano che scorrono attraverso il tunnel e le ossa carpali. Dal sito: posturologo.it

IL NERVO MEDIANO

Il nervo mediano origina circa a livello dell'ascella, scorre lungo tutto il braccio e, passando attraverso il polso, raggiunge il palmo e le dita della mano (escluso il mignolo).
Esso ha sia una funzione sensitiva, in quanto provvede alle capacità tattili del palmo della mano, sia una funzione motoria, in quanto permette di muovere il pollice, l'indice, il medio e una parte dell'anulare.
Come testimoniato dalla figura, il nervo mediano attraversa il tunnel carpale appena sotto la struttura legamentosa principale.

EPIDEMIOLOGIA

La sindrome del tunnel carpale può colpire chiunque. Tuttavia, secondo diversi studi statistici, insorge prevalentemente in età medio-avanzata, attorno cioè ai 45-60 anni, e colpisce più donne che uomini (il rapporto, infatti, è di 3 a 1 per il sesso femminile).

Cause

La sindrome del tunnel carpale insorge quando il nervo mediano, a livello del tunnel carpale, subisce una compressione nervosa tale per cui perde parte della sua funzione sensitiva e parte della sua funzione motoria.
Ma cosa c'è all'origine della compressione del nervo mediano?


Cos'è la compressione di un nervo?

La compressione di un nervo, detta anche compressione nervosa, è una condizione molto particolare in cui un nervo, schiacciato dai tessuti circostanti, si irrita, provoca dolore e perde parte delle sue funzioni.
I nervi del corpo umano che possono essere soggetti a tale tipo di schiacciamento sono numerosi, tanto che i medici hanno catalogato le compressioni nervose come delle vere e proprie patologie note col nome di sindromi da compressione nervosa.
Oltre alla sindrome del tunnel carpale, altre importanti sindromi da compressione nervosa sono: la meralgia parestesica, la sindrome del tunnel tarsale, la sindrome del tunnel radiale, il neuroma di Morton ecc

FATTORI DI RISCHIO

Nervo mediano

Figura: nervo mediano (in giallo) nell'essere umano. Come si può notare, esso comincia a livello dell'ascella e termina innervando completamente il pollice, l'indice e il dito medio. L'anulare è innervato solo per metà (qui non è evidenziato). Una compressione del nervo mediano, che abbia luogo a livello del tunnel carpale, riduce le capacità tattili e le funzioni motorie della mano. Dal sito: aboutwristpain.com

L'osservazione di molti casi clinici ha portato all'individuazione di un legame tra la sindrome del tunnel carpale e determinate situazioni favorenti. Tali circostanze, che agiscono quasi sempre in combinazione e solo di rado singolarmente, riguardano:

  • Fattori anatomici. Le persone con un tunnel carpale molto stretto sono più soggette a sviluppare la sindrome omonima. Tuttavia, non è una condizione imprescindibile, poiché ci sono individui con polsi molto stretti che stanno bene e non hanno mai sofferto di alcun disturbo al nervo mediano.
  • Sesso. Secondo i dati statistici raccolti in più parti del mondo, la sindrome del tunnel carpale è più frequente tra le donne. Il motivo, tuttavia, non è stato ancora chiarito.
  • Storia familiare. I ricercatori hanno notato che in alcune famiglie la sindrome del tunnel carpale è un disturbo ricorrente, trasmesso di generazione in generazione. L'ipotesi di una possibile ereditarietà di tale patologia è interessante, ma resta ancora tutta da provare dal punto di vista biologico-molecolare
  • Condizioni patologiche particolari. Secondo diverse fonti, determinate patologie, come diabete, artrite reumatoide, gotta, obesità, ritenzione idrica cronica, insufficienza renale e ipotiroidismo, favorirebbero la comparsa della sindrome del tunnel carpale.
  • Gravidanza. L'incidenza della sindrome del tunnel carpale tra le donne incinte è molto elevata. Il motivo preciso non è stato ancora chiarito del tutto, tuttavia, secondo qualche ricercatore, sembra esserci un legame con il fenomeno della ritenzione idrica, che caratterizza solitamente gli ultimi mesi di gravidanza. Una volta avvenuto il parto, il disturbo da compressione nervosa si risolve spontaneamente, nel giro di una settimana.
  • Traumi e infortuni. Traumi e fratture del polso modificano la struttura anatomica del tunnel carpale e, inevitabilmente, anche dello spazio entro cui passano tendini e nervo mediano. Ciò potrebbe comportare una compressione nervosa o una degenerazione tendinea.
  • Attività lavorative/manuali ripetitive. Sebbene non esistano al momento prove scientifiche a riguardo, sembra che, in qualche individuo, la ripetizione di certi movimenti con le mani o di certi lavori manuali determini dei microtraumi al polso e una compressione del nervo mediano a opera del tunnel carpale. Tra le attività potenzialmente responsabili, si segnalano le tre, forse, più dibattute: suonare uno strumento musicale, usare strumenti lavorativi vibranti (motosega, martello pneumatico ecc) e usare per molte ore al giorno il computer.

Sintomi, segni e complicazioni

Per approfondire: Sintomi Sindrome del Tunnel Carpale


La sindrome del tunnel carpale colpisce il polso, il palmo della mano e le dita controllate dal nervo mediano (ovvero pollice, indice, medio e parte dell'anulare).
I sintomi principali sono tre:

  • Formicolio
  • Senso di intorpidimento
  • Dolore

Essi compaiono in modo graduale, mai improvvisamente, e tendono a peggiorare in due situazioni: nel corso della notte, forse a causa delle involontarie flessioni del polso, e mettendo continuamente in tensione le articolazioni interessate.

ALTRI SINTOMI

Oltre a formicolio, intorpidimento e dolore, la sindrome del tunnel carpale può dar luogo ad altre manifestazioni sintomatologiche, come:

  • Dolore sordo all'avambraccio e al braccio
  • Parestesia dell'arto coinvolto (senso di generale formicolio associato a senso di bruciore)
  • Pelle secca, gonfiore, e alterazioni del colore della pelle
  • Ipoestesia, ovvero riduzione della sensibilità
  • Difficoltà a piegare il pollice
  • Indebolimento dei muscoli (atrofia) che governano il movimento del pollice
  • Difficoltà a impugnare gli oggetti e a compiere determinate azioni manuali, come scrivere, digitare un testo al computer ecc.

Allo stesso modo dei tre sintomi principali, anche tali manifestazioni peggiorano se le articolazioni di polso e mani vengono continuamente piegate e sottoposte a tensione.

Diagnosi

Nella maggior parte dei casi, il medico diagnostica la sindrome del tunnel carpale con un esame obiettivo accurato e con una valutazione meticolosa della storia clinica e delle abitudini del paziente.
Tuttavia, in alcune rare circostanze, deve ricorrere a degli esami più specifici - come per esempio l'elettromiografia - per assicurarsi che i disturbi non siano dovuti a cause diverse.

ESAME OBIETTIVO

Durante l'esame obiettivo, il medico analizza, per prima cosa, il polso e la mano del paziente; dopodiché, chiede a quest'ultimo di descrivere i sintomi avvertiti, quali dita sono dolenti e di compiere determinati movimenti, per farsi descrivere cosa prova e per vedere la funzionalità della mano.
Infine, interroga il paziente sulla sua storia clinica (patologie sofferte in passato, stato di salute attuale, interventi chirurgici subiti ecc), sul suo lavoro e sui suoi hobby, alla ricerca di una circostanza favorente la sindrome del tunnel carpale.


Esame obiettivo: alcune osservazioni importanti

  • Quali movimenti escludono la sindrome del tunnel carpale?
    Il dito mignolo non è controllato dal nervo mediano; pertanto un dolore o una difficoltà motoria esclusivamente a suo carico escludono la sindrome del tunnel carpale.
  • Quali movimenti o test vengono fatti eseguire per tentare di riprodurre i sintomi classici della sindrome del tunnel carpale?
    Un classico movimento è la flessione del polso ripetuta per almeno un minuto; un test, invece, assai indicativo, è chiedere al paziente di stringersi il polso, in corrispondenza del tunnel carpale, e descrivere cosa prova.

ALTRI ESAMI

Se il medico non è convinto dall'esame obiettivo o ritiene che dietro alla sindrome del tunnel carpale si possa nascondere qualche patologia più pericolosa (per esempio una forma di diabete di cui il paziente non conosce l'esistenza), può sottoporre il soggetto a ulteriori controlli.
In tabella sono riportati i possibili esami e una loro breve descrizione.


Esame Descrizione
Studio della conduzione nervosa o elettroneurografia

È l'esame che rileva quanto veloce è la trasmissione dei segnali nervosi. Nel caso specifico, la procedura prevede l'utilizzo di due elettrodi, che, posizionati uno sulla mano e uno sul braccio, stimolano il nervo mediano a diffondere un segnale nervoso. Se il segnale nervoso subisce un rallentamento quando attraversa il tunnel carpale, ci sono buone probabilità che si tratti di una compressione nervosa a questo livello.
È un test davvero molto efficace, che serve a togliere ogni dubbio.

Elettromiografia

L'elettromiografia permette di misurare l'attività elettrica naturale dei muscoli, inserendo sulla zona interessata uno o più elettrodi. Nel caso della sindrome del tunnel carpale, viene effettuata per escludere l'esistenza di un danno muscolare.
È meno indicativa dell'elettroneurografia e, di fatti, viene eseguita più raramente.

Raggi X

L'esame radiologico ai raggi X viene effettuato solo se dall'esame obiettivo è emerso il sospetto di una frattura al polso o di un disturbo articolare degenerativo, come l'artrite reumatoide.

Esami del sangue

Il medico prescrive un esame del sangue approfondito quando teme che, all'origine della sindrome del tunnel carpale, ci sia una forma mai diagnosticata prima di diabete, di ipotiroidismo, di gotta o di artrite reumatoide.

Terapia

Il trattamento terapeutico per la sindrome del tunnel carpale dipende dalla gravità e dalla durata dei sintomi.
Infatti, la terapia è conservativa (cioè non chirurgica) quando i disturbi al nervo mediano sono moderati, sopportabili e presenti da pochi mesi; è invece chirurgica quando la sintomatologia è intensa, tale da condizionare la vita quotidiana, e in atto da almeno 6 mesi.
Va ricordato che, in alcuni frangenti, sono importanti anche i fattori favorenti: per esempio, la cura del diabete o dell'artrite reumatoide può avere dei buoni risultati sulla sindrome del tunnel carpale; così come ha dei discreti effetti il riposo delle articolazioni del polso e delle mani.

TERAPIA CONSERVATIVA

La terapia conservativa prevista per la sindrome del tunnel carpale consiste sostanzialmente nell'applicazione di un tutore per il polso e nella somministrazione di farmaci corticosteroidi.

  • Tutore sindrome del tunnel carpaleTutore per il polso. Viene utilizzato generalmente durante la notte, per impedire al polso di flettersi e provocare dolore, formicolio e intorpidimento. Gli effetti non sono immediati, ma bisogna attendere qualche settimana. Pertanto, occorre avere pazienza.
  • Corticosteroidi. I corticosteroidi sono dei potenti farmaci antinfiammatori. Possono essere somministrati sia per bocca sia tramite un'iniezione locale nel polso dolente. Un loro uso prolungato può avere effetti collaterali anche gravi, come ipertensione, osteoporosi, aumento di peso ecc. Pertanto, se il trattamento non dovesse avere effetto, è opportuno chiedere consiglio al medico sul da farsi.

Per approfondire: Farmaci per la Cura della sindrome del tunnel carpale »


Due consigli da seguire: riposo e ghiaccio

I pazienti che hanno la possibilità di tenere a riposo il polso sofferente e di applicarvi del ghiaccio migliorano sensibilmente la propria condizione.
Con il riposo, infatti, si allevia lo stress all'articolazione, mentre con gli impacchi di ghiaccio si riducono la sensazione dolorosa e il gonfiore (quando presente).

CHIRURGIA

Quando intervenire chirurgicamente. L'intervento chirurgico viene preso in considerazione solo quando i sintomi della sindrome del tunnel carpale sono intensi, insopportabili e presenti da almeno 6 mesi.
Modalità. L'operazione è di tipo ambulatoriale, pertanto viene eseguita in giornata e non prevede alcun ricovero; richiede l'anestesia locale, quindi il paziente è cosciente; può essere "a cielo aperto" o "a cielo chiuso". A cielo aperto significa che il chirurgo interviene sul nervo mediano praticando un'incisione di diversi centimetri sul polso, in corrispondenza del tunnel carpale; a cielo chiuso, invece, vuol dire che il chirurgo esegue l'intervento in artroscopia. La scelta tra procedere a cielo aperto o a cielo chiuso spetta generalmente al medico curante.
Fase post-operatoria. Una volta operato, il paziente deve mantenere bendato il polso per un paio di giorni; dopodiché può indossare un tutore e cominciare i primi esercizi di riabilitazione. Quest'ultima è fondamentale per recuperare la piena funzionalità del polso.
Complicazioni e rischi dell'intervento. Seppur poco frequentemente, l'operazione chirurgica può provocare: infezioni, perdite di sangue (emorragie), danno permanente al nervo mediano operato, cicatrici ecc. La possibilità di una ricomparsa dei sintomi dopo l'intervento (recidiva) è abbastanza rara.
Prognosi. Secondo una statistica anglosassone, più della metà dei pazienti sottoposti a intervento chirurgico guarisce con esiti soddisfacenti.


Per approfondire: Intervento al tunnel carpale »

Prevenzione

Poiché pare che la sindrome del tunnel carpale sia collegata a determinate attività lavorative, può risultare utile:

  • Ridurre la forza con cui si eseguono certe operazioni. Spesso, certe attività manuali sono eseguite, senza volere, con più forza del necessario. Modificare tale atteggiamento potrebbe alleviare la tensione alle articolazioni del polso e della mano.
  • Fare delle pause frequenti. Durante i lavori manuali, specie quelli molto faticosi e stressanti, è bene fare delle pause frequenti. Ciò permette, come nel caso precedente, di alleggerire la tensione a carico della mano e del polso.
  • Migliorare la postura generale del corpo. Una postura scorretta di spalle e collo si ripercuote su tutto il resto del corpo, comprese braccia e mani.
  • Mantenere al caldo la mano sofferente. Il calore garantisce una buona flessibilità della mano. Se si lavora all'aperto, nella stagione invernale, può essere utile indossare dei guanti senza dita.
  • Fare attenzione alla posizione del polso. È buona norma predisporre la postazione lavorativa in modo tale da evitare al polso le posizioni più scomode e stressanti. Per esempio, chi trascorre molte ore al computer è opportuno che tenga la tastiera a livello dei gomiti o più in basso.

Attenzione: va ricordato ai lettori che la correlazione attività manuali-sindrome del tunnel carpale non è stata ancora attestata da alcuna prova scientifica.


Per approfondire: Rimedi per la sindrome del tunnel carpale »


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Ultima modifica dell'articolo: 09/08/2016