Scapole

Generalità

La scapola è l'osso pari, localizzato postero-lateralmente alla gabbia toracica, che articola il tronco all'arto superiore di ciascun lato del corpo umano.
ScapolePrevalentemente piatto e di forma triangolare, possiede alcuni elementi anatomici, come per esempio l'acromion, il processo coracoideo e la cavità glenoidea, che la rendono un osso particolare e unico nel suo genere.
Le scapole hanno due funzioni principali: agganciare la testa dell'omero alla loro cavità glenoidea, formando così la cosiddetta articolazione gleno-omerale (o articolazione della spalla), e dare inserzione alle estremità iniziali dei muscoli costituenti la cuffia dei rotatori.
Come un qualsiasi osso dello scheletro umano, la scapola può fratturarsi. Le frattura della scapola sono eventi molto rari, che, in genere, risultano da forti traumi al torace.

Definizione di scapola

La scapola è l'osso pari, situato postero-lateralmente alla gabbia toracica, che collega il tronco all'arto superiore di ciascun lato del corpo.
Il punto di giunzione tra tronco e arto superiore (braccio) è la cosiddetta articolazione gleno-omerale.
L'articolazione gleno-omerale - più nota come articolazione della spalla - coinvolge il margine laterale della scapola e la testa dell'omero. L'omero è l'osso del braccio e la testa dell'omero è una proiezione ossea con orientamento mediale.
La scapola è un osso piatto triangolare, che occupa una determinata posizione in virtù della sua unione con la clavicola. Su di essa trovano posto numerosi muscoli del tratto anatomico spalla-arto superiore.


Breve ripasso dei concetti: piano sagittale, posizione mediale e posizione laterale

In anatomia, mediale e laterale sono due termini dal significato opposto. Tuttavia, per comprendere appieno che cosa vogliono dire, è necessario fare un passo indietro e rivedere il concetto di piano sagittale.

Piani corpo umano

Figura: i piani con cui gli anatomisti sezionano il corpo umano. Nell'immagine, è evidenziato, in particolare, il piano sagittale.

Il piano sagittale, o piano mediano di simmetria, è la divisione antero-posteriore del corpo, divisione dalla quale derivano due metà uguali e simmetriche: la metà destra e la metà sinistra. Per esempio, da un piano sagittale della testa derivano una metà, che comprende l'occhio destro, l'orecchio destro, la narice nasale destra e via dicendo, e una metà, che comprende l'occhio sinistro, l'orecchio sinistro, la narice nasale sinistra ecc.
Ritornando quindi ai concetti mediale-laterale, la parola mediale indica un rapporto di vicinanza al piano sagittale; mentre la parola laterale indica un rapporto di lontananza dal piano sagittale.
Tutti gli organi anatomici possono essere mediali o laterali rispetto a un punto di riferimento. Un paio di esempi chiariscono tale affermazione:
Primo esempio. Se il punto di riferimento è l'occhio, questo è laterale rispetto alla narice nasale dello stesso lato, ma mediale rispetto all'orecchio.
Secondo esempio. Se il punto di riferimento è il secondo dito del piede, tale elemento è laterale rispetto al primo dito (alluce), ma mediale rispetto a tutti gli altri.

SINONIMO DI SCAPOLA

In alternativa alla parola scapola, i medici utilizzano - anche se, per la verità, molto raramente - il sinonimo omoplata. Omoplata deriva dall'unione di due termini greci: ὦμος, che significa “spalla”, e πλατύς, che vuol dire “largo”.

Anatomia della scapola

La scapola presenta una regione portante, chiamata corpo, sulla quale si sviluppano diverse proiezioni ossee e altre particolarità, come per esempio creste più o meno brevi, fosse, convessità ecc.
Per semplificare lo studio della scapola, gli anatomisti hanno pensato di individuarvi 3 superfici (la costale, la laterale e la posteriore), 3 angoli (il superiore, il laterale e l'inferiore) e 3 bordini (il superiore, l'ascellare e il mediale).

SUPERFICIE COSTALE

Scapola
Figura: superficie costale (o anteriore) della scapola.

La superficie costale della scapola (detta anche superficie anteriore o superficie ventrale) è l'area ossea che guarda la gabbia toracica, per l'esattezza la porzione postero-laterale delle prime costole (N.B: le costole costituiscono una parte fondamentale della gabbia toracica).
La superficie costale presenta due elementi anatomici di assoluta rilevanza: la fossa sottoscapolare (o subscapolare) e il processo coracoideo.
La fossa sottoscapolare è una depressione concava, che occupa quasi tutta la superficie costale.
Su tale depressione:

  • In posizione mediale, trovano sede diverse creste ossee, disposte in obliquo; queste creste fungono da zona d'inserzione per i tendini del muscolo sottoscapolare. Il muscolo sottoscapolare è uno dei quattro muscoli che compongono la cosiddetta cuffia dei rotatori.
  • In posizione laterale, c'è una zona liscia, sui cui si adagiano le fibre del suddetto muscolo: il sottoscapolare della cuffia dei rotatori.
  • In posizione latero-superiore, si sviluppa il processo coracoideo, una proiezione ossea a forma di uncino, che decorre appena sotto la clavicola.
    Il processo coracoideo dà origine ai capi brevi dei muscoli bicipite brachiale e piccolo pettorale e all'intero muscolo coracobrachiale. Inoltre, è sede d'inserzione di una delle due estremità dei legamenti coracoclavicolari, i quali saldano la clavicola alla scapola. I legamenti coracoclavicolari sono il legamento conoide e il legamento trapezoide.

SUPERFICIE LATERALE

Scapola lateraleFigura: superficie laterale della scapola.

La superficie laterale della scapola è la porzione ossea rivolta verso l'esterno, che guarda dalla parte dell'omero.
Presenta almeno tre strutture anatomiche d'importanza fondamentale per l'intera funzionalità della scapola:

  • La fossa glenoidea (o cavità glenoidea). È la cavità poco profonda che compone, con la testa dell'omero, la cosiddetta articolazione gleno-omerale.
    Dalla forma ovale, risiede in alto e si trova in prossimità del processo coracoideo della superficie costale.
  • Il tubercolo sopraglenoideo. È una zona ruvida immediatamente superiore alla fossa glenoidea, da cui trae origine il capo lungo del muscolo bicipite brachiale.
  • Il tubercolo infraglenoideo. È un'altra zona ruvida immediatamente inferiore alla fossa glenoidea, da cui origina il capo lungo del muscolo tricipite brachiale.
    Dalla figura della superficie laterale proposta, il lettore può sicuramente notare che, sotto il tubercolo infraglenoideo, c'è un'altra sezione ossea longitudinale. Questa è il bordino ascellare (o laterale), che sarà trattato più avanti.
Articolazione acromio-clavicolareFigura: articolazioni a cui partecipa la scapola: l’articolazione gleno-omerale (o scapolo-omerale o della spalla) e l’articolazione acromioclavicolare.

SUPERFICIE POSTERIORE

La superficie posteriore della scapola (o superficie dorsale) è la porzione ossea rivolta verso la schiena, quindi all'opposto della sopradescritta superficie anteriore.
Sulla superficie posteriore ci sono almeno 5 elementi anatomici che meritano una descrizione accurata: la cosiddetta spina scapolare, la fossa sovraspinata (o sovraspinosa), la fossa sottospinata (o infraspinata o sottospinosa), l'acromion e la cresta situata sotto la cavità glenoidea.

  • Spina scapolare. È una prominenza ossea che attraversa, per lo più in orizzontale, tutta la superficie posteriore. Non si può affermare che sia totalmente orizzontale, in quanto tende verso l'alto nel suo percorso margine mediale → margine laterale.
    La spina scapolare è importante perché divide in due la superficie posteriore; da tale divisione derivano le due fosse che si descriveranno nei prossimi due punti: la sovraspinata e la sottospinata.
  • Fossa sovraspinata. È l'area liscia, per metà concava e per metà convessa, che risiede in posizione superiore, rispetto alla spina scapolare. Più piccola della fossa sottospinata, rappresenta il punto da cui tra origine uno dei quattro muscoli della cuffia dei rotatori: il muscolo sovraspinato (o sopraspinato).
    Sul margine mediale confina con la colonna vertebrale.
  • Fossa sottospinata. È la regione sottostante la spina scapolare. Più grande della fossa sovraspinata, è leggermente concava nella sezione superiore e convessa nella sezione centrale. Sulla sezione convessa, ha origine il muscolo della cuffia dei rotatori noto con il nome di muscolo sottospinato (o infraspinato).
  • Acromion. È un'evidente proiezione ossea, che continua lateralmente (cioè verso l'esterno) la spina scapolare. Simile a un uncino, si sviluppa in avanti e ha l'importante compito di articolarsi con la clavicola. L'articolazione tra l'acromion della scapola e la clavicola prende il nome specifico di articolazione acromioclavicolare.
    ScapolaFigura: superficie posteriore della scapola. L’immagine evidenza anche l’angolo laterale.
    I sopraccitati legamenti coracoclavicolari (il conoide e il trapezoide) servono a dare ulteriore stabilità all'articolazione acromioclavicolare.
  • Cresta situata sotto la cavità glenoidea. Priva di un nome anatomico specifico, questa cresta è una proiezione ossea che si estende lungo quasi tutto il bordo laterale della superficie posteriore, a partire dalla cavità glenoidea. La sua funzione è dare inserimento a una serie di membrane fibrose - chiamate setti fibrosi o aponeurosi - le quali separano il muscolo sottospinato dai muscoli piccolo rotondo e grande rotondo, attaccati rispettivamente al bordino ascellare e all'angolo inferiore.
    Come forse qualche lettore già saprà, il muscolo piccolo rotondo fa parte dei muscoli della cuffia dei rotatori.
I muscoli della cuffia dei rotatori e la loro corrispettiva sede d'origine, sulla scapola.
Muscolo Sede:
Muscolo sottoscapolare Fossa sottoscapolare della superficie anteriore
Muscolo sottospinato (o infraspinato) Fossa sottospinata della superficie posteriore
Muscolo piccolo rotondo (o teres minore) Bordino ascellare (o laterale)
Muscolo sovraspinato (o sopraspinato) Fossa sovraspinata della superficie posteriore

ANGOLI DELLA SCAPOLA

Cuffia dei rotatoriFigura: cuffia dei rotatori, visione anteriore e posteriore della scapola.

Gli angoli della scapola sono tre zone diversamente appuntite, che si localizzano in alto (angolo superiore), lateralmente (angolo laterale o angolo glenoideo) e in basso (angolo inferiore).
Osservando la superficie anteriore (o quella posteriore), il lettore può notare che:

  • L'angolo superiore risiede in posizione mediale. È coperto dal muscolo trapezio.
  • L'angolo laterale occupa una posizione laterale. Prende il nome alternativo di angolo glenoideo, in quanto è concomitante alla fossa glenoidea.
  • L'angolo inferiore è mediale, rispetto all'angolo glenoideo, e laterale, rispetto all'angolo superiore. È ricoperto dal muscolo grande dorsale e, dalla parte dorsale, segna il punto d'origine del muscolo grande rotondo.

BORDINO SUPERIORE

Visibile osservando la scapola dall'alto, il bordino superiore decorre dall'angolo superiore al processo coracoideo. Proprio in prossimità del processo coronoideo, presenta un incavo semicircolare, che prende il nome di incavo soprascapolare.
Lungo il bordino superiore e poi attraverso l'incavo soprascapolare, scorre il nervo soprascapolare. Il nervo soprascapolare è una ramificazione del plesso brachiale - un'importante formazione reticolare di nervi spinali - e ha il compito di innervare i muscoli sopraspinato a sottospinato.
Dei tre bordini identificabili sulla scapola, il bordino superiore è il bordino più corto e più sottile.


Nota bene: oltre a controllare due muscoli della cuffia dei rotatori, il nervo sopraspinato ha anche una funzione sensitiva. Infatti, è in grado di inviare, al cervello, informazioni sensitive con origine nell'articolazione gleno-omerale e nell'articolazione acromioclavicolare.

BORDINO ASCELLARE

Il bordino ascellare comincia appena al di sotto della fossa glenoidea e si estende in obliquo, con orientamento all'indietro, fino all'angolo inferiore. È particolarmente importante, perché, dalla parte della superficie dorsale, dà inserzione al capo iniziale del muscolo piccolo rotondo.

Scapola BordiniFigura: bordino mediale di una scapola sinistra. Nell’immagine, il lettore può apprezzare anche la posizione dell’angolo inferiore e dell’angolo superiore.

Dei tre bordini identificabili sulla scapola, il bordino ascellare è quello più spesso.

BORDINO MEDIALE

Il bordino mediale è il più lungo dei tre bordini della scapola. Infatti, si estende, guardando la colonna vertebrale, dall'angolo superiore all'angolo inferiore.
Sul bordino mediale, s'inseriscono i capi terminali di 4 muscoli: il muscolo dentato anteriore, il muscolo grande romboide, il muscolo piccolo romboide e il muscolo elevatore della scapola.
Tranne il primo di questi muscoli - che si aggancia, al bordino, dalla parte della superficie anteriore - gli altri tre terminano tutti dalla parte della superficie posteriore.

OSSIFICAZIONE DELLA SCAPOLA

Alla formazione della scapola concorrono otto centri di ossificazione: uno sul corpo, due sul processo coracoideo (uno in posizione centrale e uno alla sua radice), due sull'acromion (uno alla base e uno sull'estremità esterna), uno sul bordino mediale, uno sull'angolo inferiore e uno sulla cavità glenoidea.
L'ossificazione procede secondo momenti ben precisi, momenti che si possono riassumere in questi brevi punti:

  • A dare avvio al processo è il centro sul corpo. Questo comincia la propria attività attorno all'ottava (8a) settimana di vita fetale. In questa fase, la futura scapola ha l'aspetto di un quadrilatero.
    La formazione di una struttura importante (del corpo), come la spina scapolare, avviene attorno al terzo mese di vita fetale.
  • Alla nascita, il corpo è quasi del tutto ossificato. Sono ancora di natura cartilaginea la cavità glenoidea, il processo coracoideo, l'acromion, il bordo vertebrale e l'angolo inferiore.
  • In genere, a cavallo tra il 15esimo e il 18esimo mese di vita, si attiva il centro di ossificazione presente al centro del processo coracoideo. La porzione a cui dà origine si fonde con il corpo attorno al 15esimo anno di vita.
  • A circa 10-11 anni, compare e partecipa all'ossificazione della scapola il centro presente sulla cavità glenoidea. Questo centro è diverso dagli altri e i medici lo definiscono con l'aggettivo “aggiuntivo”. La porzione ossea a cui dà origine si fonde con il corpo della scapola all'età di circa 16-18 anni.
  • Tra il 14esimo e il 20esimo anno di vita, entrano in azione, secondo tale successione temporale: il centro alla radice del processo coracoideo; il centro alla base dell'acromion; il centro sull'angolo inferiore; il centro dell'acromion situato sull'estremità esterna; il centro sul bordino mediale.
    La fusione delle varie porzioni ossee, che derivano dall'attività di questi centri, avviene circa al 25esimo anno di vita.

Funzioni

La scapola ricopre almeno due funzioni fondamentali.
La prima funzione è agganciare, attraverso l'articolazione gleno-omerale, l'arto superiore al tronco. L'articolazione gleno-omerale è un esempio di diartrosi. Le diartrosi sono articolazioni mobili, che godono di un ampio range di movimento in una o più direzioni dello spazio. Un'altra importante diartrosi del corpo umano è il ginocchio.
La seconda funzione della scapola è supportare i muscoli coinvolti nei movimenti dell'articolazione della spalla e i muscoli che terminano a livello del braccio.
Gli elementi muscolari che stabiliscono contatti con la scapola sono ben 18: questo dimostra quanto importante sia la presenza della scapola nel contesto dello scheletro umano.


Elenco dei 18 muscoli che originano e terminano in corrispondenza della scapola.
Muscolo Estremità terminale o estremità iniziale Sede di contatto sulla scapola
Muscolo piccolo pettorale Estremità terminale Processo coracoideo
Muscolo grande romboide Estremità terminale Bordino mediale
Muscolo piccolo romboide Estremità terminale Bordino mediale
Muscolo dentato anteriore Estremità terminale Bordino mediale
Muscolo elevatore della scapola Estremità terminale Bordino mediale
Muscolo trapezio Estremità terminale Acromion e spina scapolare
Muscolo sottoscapolare Estremità iniziale Fossa sottoscapolare
Muscolo coracobrachiale Estremità iniziale Processo coracoideo
Capo lungo del muscolo tricipite brachiale Estremità iniziale Tubercolo infraglenoideo
Capo breve del muscolo bicipite brachiale Estremità iniziale Processo coracoideo
Capo lungo del muscolo bicipite brachiale Estremità iniziale Tubercolo sopraglenoideo
Muscolo deltoide Estremità iniziale Acromion (con le fibre mediane) e spina scapolare (con le fibre posteriori)
Muscolo sopraspinato Estremità iniziale Fossa sovraspinata
Muscolo infraspinato (o sottospinato) Estremità iniziale Fossa sottospinata
Muscolo piccolo rotondo Estremità iniziale Bordino laterale
Muscolo grande rotondo Estremità iniziale Angolo inferiore/bordino laterale
Muscolo grande dorsale Estremità iniziale Angolo inferiore
Muscolo omoioideo Estremità iniziale Bordino superiore

MOVIMENTI DELLA SCAPOLA

Grazie ai numerosi muscoli che la scapola ospita, questo particolare osso dello scheletro umano può compiere diversi movimenti, che prendono il nome di:

  • Elevazione. È il gesto di elevare le scapole.
  • Depressione. È il movimento di abbassamento delle scapole.
  • Adduzione. È il gesto per cui le due scapole tendono ad avvicinarsi il più possibile al piano sagittale.
  • Abduzione. È il movimento opposto all'adduzione, quindi quello in cui le scapole tendono ad allontanarsi il più possibile dal piano sagittale.
  • Rotazione verso l'alto. È il movimento che compiono le scapole, quando si alzano le braccia verso il cielo.
  • Rotazione verso il basso. È il gesto che eseguono le scapole, quando si portano le braccia dall'alto lungo il corpo.
Movimenti delle scapole

Patologie associate

Due sono le problematiche rilevanti che possono interessare la scapola: le fratture ossee a suo carico la cosiddetta condizione nota come scapole alate.

FRATTURE DELLA SCAPOLA

La frattura della scapola è un infortunio assai poco comune.
Quasi sempre esito di forti traumi al torace, è particolarmente frequente nelle persone coinvolte in incidenti automobilistici e nei praticanti sport di contatto (come calcio, rugby, hockey su ghiaccio ecc).
Di solito, non richiede specifici interventi medico-chirurgici, ma soltanto un periodo di assoluto riposo.

SCAPOLE ALATE

La condizione clinica “scapole alate” è quando, in occasione dei movimenti di spinta del braccio, le scapole protrudono all'indietro. Scapole alateLa causa principale di tale condizione è la paralisi del muscolo dentato anteriore. La paralisi del muscolo dentato anteriore è il risultato di un danno al nervo che controlla tale muscolo: il cosiddetto nervo toracico lungo. A provocare un danno a carico del nervo toracico lungo può essere un trauma alla spalla oppure un movimento della spalla ripetuto tante volte, al punto da aver infiammato la suddetta struttura nervosa.
Anatomicamente parlando, ciò che emerge dalla scapola, quando questa protrude all'indietro, è il suo bordino mediale.