Riflessologia Plantare

Generalità

La riflessologia plantare è una pratica della cosiddetta medicina alternativa, che prevede la pressione e il massaggio della pianta dei piedi e del palmo delle mani, con lo scopo finale di alleviare determinati disturbi o patologie, aventi sede in altre parti del corpo.
Riflessologia PlantareIl concetto di fondo della riflessologia plantare è che, a determinate zone dei piedi e delle mani, corrispondano ben precisi organi, strutture nervose, articolazioni ecc.
Per il momento, sull'effettiva efficacia terapeutica della riflessologia plantare, permangono diversi dubbi: nessuno studio scientifico, infatti, ha dimostrato la fondatezza del concetto di base sopraccitato.
Le teorie sul meccanismo di funzionamento della riflessologia plantare sono numerose, così come gli usi.
Tra le condizioni che i riflessologi ritengono di poter alleviare con uno dei loro trattamenti, rientrano: l'asma, le infezioni alle vie respiratorie, la cattiva digestione, l'emicrania, il dolore alla schiena, il dolore cronico ecc.

Cos'è la riflessologia plantare?

La riflessologia plantare è una tecnica (o pratica) di medicina alternativa, che prevede la pressione e il massaggio di specifiche zone dei piedi e delle mani, con l'intento finale di apportare dei benefici ad altri elementi anatomici del corpo umano, sofferenti per una qualche ragione.
Secondo l'idea che sta alla base della riflessologia plantare, questo effetto terapeutico appena descritto sarebbe possibile perché, a determinate zone di piedi e mani, corrispondono ben precisi organi, strutture nervose, articolazioni, strutture ossee e ghiandole del corpo umano. 
In altre parole, i riflessologi (cioè i cultori della riflessologia plantare) partono dal presupposto che, nei piedi (soprattutto) e nelle mani dell'essere umano, risiedano delle aree collegate a un ben specifico organo, a una certa ghiandola ecc.
L'atto di pressione o massaggio spetta a un terapeuta esperto nella pratica della riflessologia plantare; terapeuta che si avvale solitamente delle dita delle proprie mani, senza il ricorso a oli o lozioni particolari.
Per la precisione, le zone critiche risiedono nella pianta dei piedi e nel palmo delle mani.

HA UN FONDAMENTO SCIENTIFICO?

Nessuno studio medico-scientifico condotto finora ha dimostrato la fondatezza dell'idea che sta alla base della riflessologia plantare, ossia: a specifiche aree del piede o della mano corrispondono determinati organi, strutture nervose ecc.
Tutto ciò significa, ovviamente, che sono in dubbio le finalità terapeutiche della pressione e del massaggio di piedi e mani.

  • Tra le indagini finalizzate a dimostrare l'efficacia della riflessologia plantare, hanno avuto un'importanza particolare quelle che alcuni ricercatori hanno portato avanti a cavallo tra il 2009 e il 2011. Al termine di tali ricerche, gli studiosi hanno dichiarato che: “anche la miglior evidenza disponibile ad oggi, relativamente all'efficacia della riflessologia plantare, non dimostra in maniera convincente che la suddetta pratica rappresenti un trattamento medico valido contro una determinata condizione patologica”.

RIFLESSOLOGIA PLANTARE E RIFLESSOLOGIA SONO LA STESSA COSA?

Spesso, gli esperti della riflessologia plantare e le guide che ne descrivono le caratteristiche principali utilizzano, per comodità, la sola parola “riflessologia”. Quindi, i termini riflessologia plantare e riflessologia fanno riferimento al medesimo concetto.
L'uso dell'aggettivo plantare, nella dicitura completa, si spiega col fatto che i terapeuti praticano massaggio e pressione prevalentemente a livello della pianta dei piedi. Il massaggio e la pressione del palmo delle mani sono meno diffusi.

QUALCHE INFORMAZIONE STORICA

La riflessologia plantare ha radici antichissime. Secondo alcune ricerche storiche, una pratica simile era diffusa già nella Cina del 4000 Avanti Cristo e nell'Antico Egitto; inoltre, sembra che una sorta di massaggio dei piedi, con finalità terapeutiche su tutto il resto del corpo, fosse in voga anche tra le tribù indiane del Nord America.
Venendo a tempi più recenti, a proporre per la prima volta il concetto moderno di riflessologia plantare fu un medico statunitense di nome William H. Fitzgerald, nel 1913. Specialista in otorinolaringoiatria, Fitzgerald affermava che l'applicazione di una pressione sui piedi ha un effetto anestetico in determinate parti del corpo. Questo effetto anestetico, sempre secondo le teorie di Fitzgerald, avrebbe potuto sostituire l'utilizzo di farmaci anestetici in tutti quegli interventi chirurgici di piccola entità.
Le idee di Fitzgerald ebbero ben presto successo, in particolare tra i dentisti, tant'è che un altro medico statunitense, di nome Edwin Bowers, le raccolse e ne fece dei trattati con tutte le informazioni necessarie alla conoscenza della pratica medica in questione.
Per quei tempi, la riflessologia plantare era nota come “terapia zonale”, termine quest'ultimo coniato proprio da Fitzgerald.
Tra gli anni '30 e '40 del Novecento, le teorie sulla terapia zonale subirono un'evoluzione: a ridefinire i concetti di Fitzgerald fu lo statunitense Eunice D. Ingham, di professione fisioterapista. Ingham mappò sulla pianta dei piedi e sul palmo delle mani l'intero corpo umano; inoltrò mutò il nome terapia zonale in riflessologia, in quanto sosteneva che le strutture anatomiche del corpo fossero riflesse su mani e piedi.
In Italia, due pionieri della riflessologia plantare contemporanea furono il neurologo Giuseppe Calligaris, Professore presso l'Università di Roma, e il dottor Nicola Gentile. I loro studi sono datati attorno agli anni '30 del Novecento.

Meccanismo di funzionamento

I riflessologi hanno proposto varie teorie per spiegare i meccanismi che governano la presunta efficacia terapeutica della riflessologia plantare.
Tra queste teorie, meritano una citazione particolare:

  • La teoria del drenaggio linfatico. Il sistema linfatico ha lo scopo di eliminare dal nostro corpo, mediante la cosiddetta linfa, eventuali eccessi di fluidi e tossine (drenaggio linfatico).
    I sostenitori di tale teoria ritengono che la riflessologia plantare stimoli il sistema linfatico a funzionare in maniera più efficace e con maggiore velocità. In questa maniera, l'eliminazione delle tossine e dei fluidi in eccesso si svolge con risultati migliori e a beneficiarne e tutto il corpo.
  • La teoria della liberazione ormonale. Basata sul concetto (ampiamente dimostrato) che il cervello controlla parte del sistema endocrino (cioè l'insieme di ghiandole e cellule secernenti ormoni), questa teoria sostiene che il messaggio di una particolare zona dei piedi o delle mani stimola il cervello a rilasciare ormoni ad azione terapeutica, a livello dell'elemento anatomico riflesso.
    Un ormone con un ruolo di spicco nei suddetti processi è l'endorfina; l'endorfina ha proprietà analgesiche.
  • La teoria della stimolazione nervosa. Questa teoria parte dal presupposto (non ancora dimostrato) che esista un collegamento nervoso tra le varie zone dei piedi e delle mani, i differenti elementi anatomici del corpo e il cervello.
    I sostenitori della teoria della stimolazione nervosa ritengono che la pressione di una determinata zona dei piedi o delle mani migliori la comunicazione nervosa tra il cervello e l'elemento anatomico riflesso.
    Il miglioramento della comunicazione nervosa dovrebbe comportare un miglioramento delle problematiche esistenti.
  • La teoria del miglioramento della circolazione sanguigna. Afferma che le tecniche di massaggio e pressione della riflessologia plantare determinano un miglioramento della circolazione sanguigna, a livello degli organi riflessi.
    Il sangue trasporta ossigeno e nutrienti – che sono fondamentali alla sopravvivenza dell'organismo – ed elimina i prodotti di rifiuto delle cellule. Quindi, un miglioramento della circolazione sanguigna significa un apporto maggiore di elementi vitali e un processo di eliminazione delle scorie più efficace.
  • La teoria della risposta elettrica. I sostenitori di tale teoria paragonano gli elementi anatomici del corpo umano a degli accumulatori e paragonano le zone riflesse dei piedi e delle mani agli interruttori dei suddetti accumulatori. La pressione degli interruttori serve a riattivare/migliorare la circolazione elettrica che governa il funzionamento degli accumulatori.
  • La teoria della risposta psicologica. Basata sul convincimento che la mente influenzi la risoluzione del dolore fisico e i processi di guarigione in generale, questa teoria afferma che la riflessologia aiuta la mente a superare i disturbi fisici.
  • La teoria dell'energia Chi (o Qi). Chi sostiene tale teoria ritiene che la riflessologia plantare migliori il flusso di Chi (o Qi), un'energia che scorre all'interno del corpo umano e che regola la salute dell'organismo.

ORGANIZZAZIONE DELLE ZONE RIFLESSE

Secondo i riflessologi, sul piede e la mano di destra di un individuo, risiederebbero le zone riflesse corrispondenti agli elementi anatomici destri del corpo; mentre, sul piede e la mano di sinistra, prenderebbero posto le zone riflesse corrispondenti alle strutture anatomiche sinistre del corpo.
Tutto ciò è abbastanza intuivo, tuttavia è sempre utile fare alcuni esempi per spiegare meglio il concetto:

  • Il polmone di destra possiede la sua area riflessa sul piede o la mano di destra, mentre il polmone di sinistra sul piede o la mano di sinistra.
  • Il cuore localizza sul piede e sulla mano di sinistra.
  • La milza prende posto sul piede e sulla mano di sinistra.
  • Lo stomaco è riflesso sul piede e sulla mano di sinistra.
  • Il ginocchio di sinistra localizza sul piede di sinistra.
  • Ecc

Mappatura del piede - Riflessologia plantare

Usi

Chi esegue la riflessologia plantare è dell'idea che, con il massaggio e la pressione di mani e piedi, il quadro sintomatologico di numerose condizioni patologiche acute e croniche migliori sensibilmente.
Tra le condizioni patologiche che i riflessologi ritengono di poter alleviare, meritano una citazione particolare:

  • L'asma. Il terapeuta va a massaggiare e a premere le zone dei piedi e delle mani che riflettono i polmoni, il cuore e la gabbia toracica, con l'intento di migliorare la salute delle vie aeree respiratorie.
  • I problemi respiratori dovuti ad infezioni, solitamente, polmonari. Il massaggio e la pressione riguardano le zone che riflettono i polmoni e il torace in generale.
  • La costipazione. In presenza di costipazione, i riflessologi massaggiano e premono le zone riflesse corrispondenti all'intestino.
  • La sindrome del colon irritabile. Come nel caso precedente, il massaggio e la pressione interessano le zone riflesse che corrispondono all'intestino.
  • Il mal d'orecchi. Ovviamente, il terapeuta preme le zone di piedi (o mani) che riflettono le orecchie.
  • L'eczema.
  • Gli infortuni sportivi in generale. In tali frangenti, il terapeuta massaggia e preme le zone riflesse che corrispondono alla struttura o alle strutture anatomiche dolenti. Per esempio, in presenza di un disturbo al ginocchio, il massaggio e la pressione dell'area riguarderanno l'area che riflette il ginocchio corrispondente.
  • I disturbi indotti dallo stress. Questi potrebbero consistere in: mal di testa ricorrenti, problemi di stomaco persistenti ecc. I massaggi e le pressioni riguardano svariate zone riflesse, tra cui quelle corrispondenti a: collo, cervello, apparato digerente e colonna vertebrale.
  • L'irritabilità e il cattivo umore. In questi casi, il terapeuta esercita massaggi e pressione nelle zone riflesse che corrispondono a organi importanti come i reni, la vescica e l'intestino. L'idea è che un miglior funzionamento di questi elementi anatomici comporti un miglioramento dell'umore.
  • La tonsillite. Le zone riflesse d'interesse sono quelle che corrispondono a collo e testa.
  • I sintomi della menopausa.
  • I problemi vescicali.
  • La cattiva digestione.
  • Il dolore alla schiena.
  • L'ansia.
  • Il dolore cronico.

SCLEROSI MULTIPLA E CANCRO

Secondo alcuni esperti del settore, la riflessologia plantare sarebbe utile anche ai malati di sclerosi multipla e ai malati di cancro, per almeno tre motivi:

  • Riduce lo stress e l'ansia, dovuti alla grave condizione patologica in atto.
  • Allevia eventuali forme di dolore.
  • Migliora l'umore e l'approccio mentale con cui il paziente affronta la malattia.

Detto questo, è doveroso sottolineare che la riflessologia plantare non può e non deve sostituire i trattamenti di medicina tradizionale, finalizzati alla cura della sclerosi multipla o del cancro.
Infatti, mentre i sopraccitati trattamenti di medicina tradizionale hanno dimostrato in più occasioni la loro efficacia, la riflessologia rimane, per il momento, una pratica dal non comprovato potere terapeutico. 

Esempio di una tipica seduta

Prima di cominciare una seduta di riflessologia plantare, il terapeuta invita il “paziente” a togliere da piedi e mani qualsiasi indumento od oggetto e ad accomodarsi in un apposito lettino reclinabile, presente nello studio.
Quindi, procede con un breve lavaggio di piedi e mani e con una loro attenta osservazione.
L'osservazione è utile all'individuazione di eventuali patologie della pelle e per capire la sensibilità cutanea di queste aree anatomiche.
L'ultimo passaggio, prima dell'inizio del massaggio e delle pressioni, consiste in una serie di esercizi di riscaldamento per i piedi e per le mani, che il “paziente” esegue su indicazione e con l'aiuto del terapeuta.
La durata media di un classica seduta di riflessologia plantare è, in media, di circa 45 minuti.

Effetti indesiderati

La riflessologia plantare è una pratica ampiamente sicura.
Solo in rari casi, infatti, può comportare alcuni effetti indesiderati tra cui:

  • Leggero stordimento. È una conseguenza dello stato di rilassamento in cui cade il “paziente”, durante la seduta.
  • Indolenzimento ai piedi e/o alle mani. È un effetto del massaggio e della pressione.
  • Stato di agitazione pre-seduta. In genere, è tipico dei “pazienti” che si affidano per la prima volta alle cure di un esperto in riflessologia plantare.

Controindicazioni

Diabete, problemi circolatori ai piedi, vasculite alle gambe, trombosi venosa profonda alle gambe, gotta, ulcera ai piedi, funghi ai piedi (“piede d'atleta”), problemi alla tiroide, epilessia e piastrinopenia sono tutte condizioni di salute in presenza delle quali è, spesso, controindicata la riflessologia plantare (o comunque si consiglia il parere di un medico di fiducia).



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