Quetiapina

La quetiapina è un farmaco antipsicotico atipico. Dal punto di vista chimico è una dibenzotiazepina.

Quetiapina

Quetiapina - Struttura Chimica

La quetiapina ha un'efficacia simile a quella dell'aloperidolo (un altro farmaco antipsicotico) nel trattamento dei sintomi positivi della schizofrenia, ma è in grado di controllare anche i sintomi negativi e di indurre minori effetti collaterali di tipo extrapiramidale.

Indicazioni terapeutiche

L'uso della quetiapina è indicato per il trattamento di:

La quetiapina può anche essere utilizzata per la prevenzione delle recidive nel disturbo bipolare.

Avvertenze

La depressione è associata a un aumento del rischio di pensieri e comportamenti suicidari e di tentativo di suicidio. Prima che la quetiapina eserciti la sua azione terapeutica potrebbe essere necessario un certo periodo di tempo (in genere, due settimane, ma a volte anche di più), perciò i pazienti devono essere attentamente monitorati finché non si verifica un miglioramento significativo della patologia. Inoltre, ideazioni e comportamenti suicidari potrebbero intensificarsi in caso di brusca sospensione della terapia, perciò è consigliabile un'interruzione graduale del trattamento.
Poiché la quetiapina può causare un aumento del peso corporeo, i pazienti in trattamento con il farmaco devono essere attentamente monitorati.
La quetiapina può provocare diminuzione dei livelli di globuli bianchi nel circolo ematico, perciò i pazienti devono essere tenuti sotto controllo.
La quetiapina può provocare la sindrome neurolettica maligna, in caso di comparsa di tale sindrome, potrebbe essere necessaria l'interruzione immediata della terapia e un trattamento farmacologico.
È necessario informare il medico nel caso i pazienti rientrino in una delle seguenti categorie:

  • Pazienti che hanno sofferto - o con una storia famigliare - di patologie cardiache;
  • Pazienti affetti da ipotensione;
  • Pazienti che hanno avuto un ictus, in particolar modo se sono pazienti anziani;
  • Pazienti affetti da patologie epatiche;
  • Pazienti affetti da epilessia o da disturbi convulsivi;
  • Pazienti diabetici o che sono a rischio di sviluppare il diabete;
  • Pazienti che hanno sofferto di diminuzione dei livelli di globuli bianchi nel circolo ematico.

Poiché la quetiapina può favorire la formazione di coaguli nel sangue, il farmaco deve essere usato con cautela in pazienti con una storia - anche famigliare - di disturbi della coagulazione.
L'uso di quetiapina in pazienti anziani affetti da demenza aumenta il rischio d'insorgenza di ictus e di morte.
Poiché la quetiapina può indurre sonnolenza, si sconsigliano la guida di veicoli e l'utilizzo di macchinari.

Interazioni con altri farmaci

L'uso della quetiapina deve essere evitato in concomitanza all'assunzione di:

Prima di assumere la quetiapina, è necessario informare il medico qualora si stia assumendo uno dei seguenti farmaci:

In ogni caso, è necessario informare il medico se si stanno assumendo - o se sono stati recentemente assunti - farmaci di qualsiasi tipo, inclusi i farmaci da banco e i prodotti erboristici e/o cosmetici.
Poiché l'assunzione concomitante di alcool e di quetiapina può favorire l'insorgenza di sonnolenza, questa associazione è sconsigliata.
Il pompelmo e i suoi derivati contengono sostanze che potrebbero essere in grado di influenzare l'azione della quetiapina.
La quetiapina non deve essere assunta in presenza di cibo.

Effetti collaterali

La quetiapina può causare molti effetti collaterali, anche se non tutti i pazienti li manifestano. Il tipo di effetti indesiderati e l'intensità con cui si manifestano dipendono dalla sensibilità che ciascun individuo possiede nei confronti del farmaco.
Di seguito, sono riportati i principali effetti collaterali che possono insorgere in seguito al trattamento con il farmaco.

Patologie del sistema nervoso

Il trattamento con quetiapina può causare:

Patologie psichiatriche

Il trattamento con quetiapina può causare l'insorgenza di sogni anomali, incubi, irritabilità, pensieri suicidi, sonnambulismo e può causare un peggioramento della patologia depressiva.

Sindrome Neurolettica Maligna

La Sindrome Neurolettica Maligna è un disturbo neurologico caratterizzato da:

In caso di comparsa di tali sintomi, è necessario interrompere immediatamente il trattamento con quetiapina ed è necessario contattare un medico.

Patologie gastrointestinali

Il trattamento con quetiapina può causare indigestione, stitichezza, vomito, ostruzione intestinale e pancreatite.

Sintomi da sospensione

La brusca interruzione del trattamento con quetiapina può causare i cosiddetti sintomi da sospensione. Tali sintomi sono insonnia, nausea, vomito, cefalea, diarrea, capogiri e irritabilità.

Patologie cardiovascolari

La terapia con quetiapina può causare accelerazione del battito cardiaco, ipotensione, ipotensione ortostatica (cioè un improvviso calo di pressione sanguigna quando si passa da una posizione stesa o seduta a una posizione eretta) e prolungamento dell'intervallo QT (l'intervallo di tempo necessario al miocardio ventricolare per depolarizzarsi e ripolarizzarsi). Inoltre, il farmaco può favorire la formazione di trombi.

Patologie epatobiliari

Il trattamento a base di quetiapina può causare epatiti ed ittero.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

La terapia con quetiapina può causare disfunzioni sessuali, gonfiore del seno e galattorrea (secrezione anomala di latte) in entrambi i sessi.
Nelle donne la quetiapina può provocare disturbi mestruali.
Negli uomini, invece, il farmaco può provocare priapismo (cioè un'erezione lunga e dolorosa non accompagnata da eccitamento sessuale).

Reazioni allergiche

La quetiapina può scatenare reazioni allergiche in soggetti sensibili che possono manifestarsi sotto forma di lividi, gonfiore della pelle e dell'area intorno alla bocca, difficoltà respiratorie o shock anafilattico.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Il trattamento con quetiapina può causare angioedema, eruzioni cutanee e può favorire l'insorgenza della sindrome di Stevens-Johnson (una variante più grave dell'eritema polimorfo).

Altri effetti collaterali

Altri effetti indesiderati che possono insorgere in seguito all'assunzione di quetiapina, sono:

Sovradosaggio

I sintomi che si possono manifestare in seguito a sovradosaggio da quetiapina sono sonnolenza, capogiri e alterazioni del battito cardiaco. Qualora si sospetti di aver assunto una dose eccessiva di farmaco, è necessario informare immediatamente il medico.

Meccanismo d'azione della quetiapina

La quetiapina è in grado di svolgere la sua azione antipsicotica antagonizzando i recettori 5-HT2A della serotonina (5-HT) e - anche se in maniera minore - antagonizzando i recettori D2 della dopamina (DA). Inoltre, la quetiapina possiede affinità per i recettori adrenergici  α1 e α2 e per i recettori H1 dell'istamina.

Modalità d'uso e posologia

La quetiapina è disponibile per la somministrazione orale sotto forma di compresse. Le compresse devono essere deglutite intere con l'aiuto di un po' d'acqua e devono essere assunte lontano dai pasti.
La dose di quetiapina - iniziale e di mantenimento - dev'essere stabilita dal medico su base individuale, in funzione del tipo e della gravità della patologia da trattare.
Generalmente, la dose giornaliera di mantenimento è di 150-800 mg di farmaco.
In pazienti anziani e in pazienti affetti da patologie epatiche potrebbe essere necessaria una diminuzione della dose di quetiapina somministrata.

Gravidanza e Allattamento

Le donne in gravidanza devono assolutamente consultare il medico prima di assumere la quetiapina.
I neonati - le cui madri hanno assunto quetiapina nell'ultimo trimestre di gravidanza - hanno manifestato sintomi d'astinenza, quali, tremore, rigidità muscolare, debolezza muscolare, sonnolenza, agitazione, difficoltà di alimentazione e disturbi respiratori.
Le madri che allattano al seno non devono assumere la quetiapina.

Controindicazioni

L'uso di quetiapina è controindicato nei seguenti casi:

  • Ipersensibilità nota alla quetiapina;
  • In caso di assunzione di alcuni tipi di farmaci (vedi il paragrafo "Interazioni con altri farmaci");
  • In bambini e adolescenti con meno di 18 anni di età;
  • Durante l'allattamento.