Polimialgia Reumatica

Generalità

La polimialgia reumatica è un'infiammazione dei muscoli, che comincia dalle spalle, dal collo e dalle anche, per poi propagarsi, in assenza di cure, al resto del corpo. I sintomi principali avvertiti dai pazienti sono dolore e rigidità muscolare.
Le cause precise d'insorgenza, al momento, continuano a rimanere ignote. Tuttavia, si suppone che all'origine della polimialgia reumatica vi sia una combinazione tra fattori genetici e fattori ambientali.
Polimialgia ReumaticaCon una diagnosi precoce, è possibile scongiurare il pericolo di complicazioni, talvolta anche molto gravi. La cura consiste nell'assunzione di corticosteroidi, potenti farmaci antinfiammatori dagli effetti collaterali non trascurabili.

Cos'è la polimialgia reumatica

Per polimialgia reumatica s'intende un processo infiammatorio che provoca dolore e rigidità muscolare, specie a livello di spalle, collo e anche. Colui che ne è affetto incontra diverse difficoltà nell'alzarsi dal letto, nel vestirsi, nell'entrare/uscire dalla macchina, in altre parole nello svolgere le più comuni attività giornaliere.
La polimialgia reumatica assomiglia, sotto certi punti di vista, a diverse condizioni patologiche; quando è agli esordi, può essere confusa per influenza, a uno stadio più avanzato, invece, può ricordare l'artrite reumatoide. Tuttavia, si distingue, dalla prima per la durata dei sintomi e per le modalità di cura, e dalla seconda per la sede dell'infiammazione (articolare nel caso dell'artrite reumatoide).

POLIMIALGIA REUMATICA E ARTERITE DI HORTON

Spesso, chi soffre di polimialgia reumatica soffre contemporaneamente anche di arterite di Horton. Quest'ultima è un'infiammazione delle arterie di medio e grosso calibro, specie di quelle che attraversano la zona temporale della testa (in corrispondenza delle tempie).
L'arterite di Horton è una condizione patologica curabile, ma rispetto alla polimialgia reumatica può sviluppare complicanze ben più gravi (specialmente se la diagnosi o la cura sono tardive).

EPIDEMIOLOGIA

Ogni anno si ammala di polimialgia reumatica una persona ogni 1.200. I soggetti colpiti sono, spesso, persone anziane (dai 65-70 anni in su) di sesso femminile (le donne sono due volte più colpite dei maschi).
Inoltre, gli individui provenienti dal Nord Europa, in particolare dalla Scandinavia, sono particolarmente predisposti a manifestare il disturbo.


Arterite di Horton e polimialgia reumatica: epidemiologia


Fatta eccezione per l'incidenza, le altre caratteristiche epidemiologiche appena descritte valgono anche per l'arterite di Horton. Questo a conferma delle analogie esistenti tra le due condizioni patologiche.
Secondo alcuni dati statistici, circa il 15-30% delle persone con polimialgia reumatica soffre anche di arterite di Horton, mentre circa la metà di coloro che hanno l'arterite di Horton è affetto (o lo è stato in passato) da polimialgia reumatica.

Cause

L'esatta causa della polimialgia reumatica resta ancora sconosciuta. Secondo l'ipotesi più accreditata, il processo infiammatorio deriva da una combinazione di fattori genetici e ambientali. Quindi, la presenza di una soltanto delle due componenti non è sufficiente a provocare la malattia.
Ma a cosa ci si riferisce quando si parla di fattori genetici e ambientali?

  • Fattori genetici. Ci sono persone che presentano una predisposizione naturale ad ammalarsi di polimialgia reumatica. Tale predisposizione è scritta nei loro geni e non può essere curata.
  • Fattori ambientali. Si è osservato che, nelle persone geneticamente predisposte, spesso la polimialgia reumatica fa la sua comparsa dopo un'infezione virale o batterica. Non c'è un microrganismo più influente di altri, o quanto meno non è stato ancora individuato.

FATTORI DI RISCHIO

Come si è anticipato, esistono alcune condizioni che favoriscono l'insorgenza della polimialgia reumatica. Esse sono:

  • Età avanzata. Le persone dai 65-70 anni in su sono i soggetti più colpiti. Può capitare, ma è raro, che si ammalino persone attorno ai 50-55 anni.
  • Sesso femminile. Nelle donne, la polimialgia reumatica è due volte più frequente che negli uomini.
  • Origine scandinava. Si è notata una maggior incidenza della polimialgia reumatica negli individui provenienti dal Nord Europa, in particolare da Svezia, Finlandia e Norvegia. Tuttavia, non se ne sono ancora capite le ragioni.

Sintomi, segni e complicazioni

Per approfondire: Sintomi Polimialgia Reumatica


Per la sintomatologia che provoca, la polimialgia reumatica assomiglia a una normale influenza; tuttavia, a differenza di quest'ultima, non si risolve spontaneamente senza cure.
I sintomi e i segni sono diversi, ma fanno tutti capo a un processo infiammatorio che inizia a livello dei muscoli del collo, delle spalle e delle anche.
Il dolore muscolare (mialgia) è la principale manifestazione patologica: esso compare, dapprima, su un lato soltanto del corpo, poi su entrambi i lati.
Oltre alla mialgia, il paziente avverte solitamente:

IL DOLORE MUSCOLARE (MIALGIA)

Come si è detto, il dolore muscolare rappresenta il sintomo cardine che caratterizza la polimialgia reumatica; all'inizio, insorge in punti precisi del corpo: collo, spalle e anche, successivamente, tende a coinvolgere gli arti (sia superiori che inferiori) e i muscoli prossimi alle articolazioni (ginocchia e polsi, in particolare).

Polimialgia Reumatica Dolore Muscolare

Figura: le zone rosse evidenziano le aree anatomiche, dove si percepiscono dolore e rigidità muscolare.. Dal sito: http://pdg.molig.com

Il paziente, se non curato, lamenta dolore quando deve compiere le più normali attività quotidiane, come alzarsi dal letto o da una sedia, entrare o uscire dalla macchina, vestirsi, pettinarsi ecc.

SENSO DI RIGIDIT

Nelle stesse aree del corpo interessate dalla mialgia, il paziente avverte anche una sensazione di rigidità muscolare. Questo è il secondo segnale importante della polimialgia reumatica.
Tale rigidità è percepita soprattutto nelle prime ore successive al risveglio; col tempo (in assenza di cure appropriate) tende a propagarsi in altri distretti del corpo.

DEPRESSIONE

Ci si chiederà perché il paziente con polimialgia reumatica soffra, talvolta, anche di depressione. La ragione è semplice: nel giro di pochi giorni, ai malati risulta difficile svolgere anche le operazioni quotidiane più semplici. Questo fatto, in particolare su un soggetto anziano con altri acciacchi, può avere gravi ripercussioni psicologiche.

QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO?

All'inizio, la polimialgia reumatica ricorda una comune influenza e può essere scambiata per questa. Tuttavia, in pochi giorni i sintomi, anziché migliorare, peggiorano drasticamente: questo è il segnale che bisogna rivolgersi al proprio medico, per una visita approfondita.
In generale, non vanno trascurate le seguenti manifestazioni:

  • Comparsa di nuovi dolori muscolari
  • Comparsa di rigidità dove già si provava dolore
  • Difficoltà nello svolgere le attività quotidiane più semplici
  • Limitata mobilità articolare

COMPLICAZIONI

Le complicazioni della polimialgia reumatica insorgono a causa della trascuratezza, da parte del paziente, dei sintomi che egli avverte.
Ciò porta, nei casi meno gravi, a un peggioramento delle condizioni di salute e del grado di impedimento motorio, mentre nelle situazioni più sfortunate può comparire l'arterite di Horton. Non è ancora chiaro come quest'ultima si sviluppi a partire dalla polimialgia reumatica, tuttavia ciò accade in un discreto numero di ammalati.


Come riconoscere un'arterite di Horton?


L'arterite di Horton può provocare gravi conseguenze, come la completa cecità. Pertanto, è fondamentale riconoscerne tempestivamente i sintomi principali: mal di testa persistente (specialmente alle tempie), perdita improvvisa della vista, visione doppia e dolore alla mascella o al collo.
Con una diagnosi precoce e un intervento terapeutico tempestivo, l'arterite di Horton può essere curata, scongiurando il pericolo delle sopraccitate complicazioni.

Diagnosi

Arterite di Horton

Figura: un segno classico dell'€™arterite di Horton: il gonfiore dell'€™arteria colpita dall'€™infiammazione. Dal sito: www.medibird.com

A causa della somiglianza con altre malattie, la polimialgia reumatica richiede una diagnosi scrupolosa, composta da un esame obiettivo e da diversi test strumentali e di laboratorio sul sangue dei pazienti.
In alcuni casi, se dovessero permanere dei dubbi, può essere utile attuare la cosiddetta diagnosi differenziale, tramite la quale si escludono le patologie con sintomi simili.
Conoscere l'esatta ragione dei dolori muscolari è fondamentale per impostare la terapia più adeguata.

ESAME OBIETTIVO

Durante l'esame obiettivo, il medico chiede al paziente come sono insorti i sintomi e quando li avverte. Dopodiché, valuta in prima persona cosa comporta dolore al malato, facendo eseguire a quest'ultimo alcuni movimenti del collo, delle spalle e degli arti.
Valutare lo stato di impedimento motorio è fonte di numerose informazioni, molto utili per una diagnosi corretta.

ESAMI DEL SANGUE

Se c'è il sospetto di una polimialgia reumatica, il test di sedimentazione degli eritrociti, effettuato sul sangue del paziente, può fornire informazioni significative. Questo si basa sulla valutazione della velocità con cui i globuli rossi sedimentano sul fondo della provetta che li contiene. Più veloce è questo movimento (VES elevata), più probabile è la presenza di un'infiammazione in corso.
Un altro parametro sanguigno, rilevabile durante uno stato infiammatorio, è l'alta presenza di una proteina particolare, prodotta dal fegato, nota col nome di proteina C-reattiva.
Entrambi i test, sia quello della sedimentazione sia quello della proteina C-reattiva, sono rapidi e non invasivi.


Tramite gli esami del sangue si valuta anche:

I TEST STRUMENTALI

I test strumentali sono particolarmente utili, perché forniscono delle immagini approfondite dei tessuti interni (muscoli, articolazioni, ossa ecc) e chiariscono la causa precisa della mialgia (qualora permangano dei dubbi). Infatti, se c'è un'infiammazione, questa viene riconosciuta, così come un'eventuale altra causa scatenante la sensazione dolorosa.
La diagnostica strumentale consiste in: risonanza magnetica nucleare (RMN) ed ecografia.
La risonanza magnetica nucleare fornisce delle immagini relative alle strutture ossee e articolari di un individuo. Aiuta a distinguere l'artrite reumatoide, che aggredisce le articolazioni, dalla polimialgia reumatica, che coinvolge i muscoli.
L'ecografia mostra, invece, lo stato di salute dei muscoli e dei tessuti molli in generale.
In entrambi i casi, il paziente non è sottoposto ad alcuna radiazione nociva.

DIAGNOSI DELL'ARTERITE DI HORTON

Se alla polimialgia reumatica si aggiunge l'arterite di Horton, quest'ultima deve essere diagnosticata nel più breve tempo possibile, per evitare spiacevoli conseguenze.
In questi casi, oltre al riconoscimento dei sintomi e agli esami del sangue (gli stessi della polimialgia reumatica), sono fondamentali l'ecodoppler e la PET (tomografia a emissione di positroni).

I CRITERI FONDAMENTALI PER UNA DIAGNOSI CORRETTA

Riepilogando, per non confondere la polimialgia reumatica con un'altra patologia (per esempio, l'artrite reumatoide o l'influenza), è essenziale ricordare i seguenti criteri diagnostici:

  • Età superiore ai 55 anni
  • Sensazione di dolore alle spalle e/o alle anche
  • Sensazione di rigidità muscolare, specialmente al mattino al risveglio
  • Sintomatologia persistente e che non accenna a migliorare nell'arco di due settimane
  • Esami del sangue che evidenziano uno stato infiammatorio interno
  • Rapido miglioramento della sintomatologia con l'inizio della terapia a base di corticosteroidi (si veda il capitolo dedicato alla terapia).

Terapia

L'unico modo per curare in modo efficace la polimialgia reumatica è somministrare al paziente dei potenti farmaci antinfiammatori: i corticosteroidi.
Gli altri trattamenti farmacologici esistenti sono, più che delle alternative ai corticosteroidi, dei medicinali da assumere in associazione.
Dal punto di vista terapeutico, rivestono un ruolo essenziale la dieta equilibrata, l'integrazione vitaminica e la pratica regolare di esercizio fisico (commisurato all'età del paziente).
I tempi di guarigione, anche dopo una diagnosi precoce e una cura scrupolosa, sono molto lunghi: da uno a due anni.

I CORTICOSTEROIDI

Effetti collaterali del trattamento a base di corticosteroidi:

Nei soggetti con polimialgia reumatica, il corticosteroide di prima scelta somministrato è il prednisolone.
Gli effetti benefici sono immediati, ma il trattamento va mantenuto fino a quando il medico non ritiene esaurita l'infiammazione.

Il farmaco viene assunto per via orale e giornalmente. All'inizio, le dosi sono elevate, ma, dopo poche settimane si possono ridurre fino alla quantità minima capace di controllare lo stato infiammatorio.
L'unico vero problema, legato al prednisolone (e a tutti i corticosteroidi) è rappresentato dagli effetti collaterali: questi sono numerosi e, se non controllati accuratamente, possono diventare molto pericolosi.


I TRATTAMENTI DA ASSOCIARE

Il medico può prescrivere alcuni medicinali da associare ai corticosteroidi, per abbassare le dosi di quest'ultimo e alleviarne gli effetti collaterali. Si tratta di farmaci in grado di contrastare l'infiammazione e i suoi agenti scatenanti.

  • Il metotrexato (o metotressato). Riduce l'azione del sistema immunitario (azione immunosoppressiva), moderando, di conseguenza, lo stato infiammatorio. Permette di limitare le dosi di corticosteroidi.
  • Gli anti-TNF. Il TNF è una molecola con un ruolo centrale nell'infiammazione. Gli anti-TNF agiscono contro il TNF, riducendo lo stato infiammatorio.

Per approfondire: Farmaci per la Cura della Polimialgia Reumatica »

ALCUNI CONSIGLI DA SEGUIRE

Di seguito, sono riportati alcuni utili consigli medici da seguire se si vogliono limitare gli effetti collaterali dei corticosteroidi.
Prima di tutto, è buona cosa correggere la dieta, così da non favorire l'innalzamento della pressione sanguigna e della glicemia (glucosio nel sangue). Va quindi evitato il sale da cucina aggiunto e vanno limitati i cibi grassi, i dolci, gli zuccheri e l'alcol, a favore di frutta, verdura, cereali integrali, carne e pesce magri.
In secondo luogo, è caldeggiata l'assunzione di integratori a base di calcio e vitamina D, contro l'osteoporosi.


Per approfondire: Dieta per la Polimialgia Reumatica »


Infine, se l'età lo consente, è importante mantenersi attivi, in quanto l'esercizio fisico (anche moderato) permette il ricambio osseo, il mantenimento del tono muscolare e la stabilità del peso corporeo.

Prognosi

Per i pazienti con polimialgia reumatica, la prognosi dipende essenzialmente dalla precocità della diagnosi e dall'apropriatezza delle cure.
Una diagnosi precoce permette di iniziare presto la terapia, in un momento in cui la polimialgia è ancora limitata a poche aree del corpo. Viceversa, una diagnosi tardiva ritarda l'inizio del trattamento terapeutico, aumentando la possibilità che insorgano le complicazioni tipiche della polimialgia reumatica.



Ultima modifica dell'articolo: 08/03/2016