Pielonefrite Cronica: Cause, Sintomi e Diagnosi

La pielonefrite cronica è una grave forma d'€™infiammazione a carico del rene e della pelvi renale, caratterizzata da infiltrazione infiammatoria e fibrosi interstiziale (cicatrici lasciate da €™infezioni recidivanti). Il processo patologico porta alla progressiva atrofia dell'organo colpito e ad alterazioni anatomiche degenerative che possono essere riconosciute tramite indagini radiografiche. Nei casi avanzati può comparire una sclerosi glomerulare secondaria, che si traduce nella riduzione della capacità funzionale dei reni (insufficienza renale cronica).
Diversamente dalla forma acuta, che si manifesta come un singolo ed improvviso episodio a seguito di un'€™infezione batterica, la pielonefrite cronica si sviluppa in un tempo prolungato, a causa di danni ripetuti a carico del tessuto renale determinati da processi infettivi ricorrenti o persistenti.
Alcuni fattori predispongono alla malattia, come la presenza di un'anomalia strutturale o funzionale del tratto urinario che rende suscettibile l'individuo ad infezioni renali.
La pielonefrite cronica esordisce, spesso, in modo insidioso (graduale e con sintomatologia atipica) e viene diagnosticata quando ormai le lesioni a livello del rene sono in stadio avanzato. In molti casi, alla base dell'€™insorgenza della patologia sono determinanti le condizioni predisponenti evidenziate per la pielonefrite acuta. Negli adulti, episodi d'€™infezione ricorrente o persistente giocano, in genere, un ruolo fondamentale nell'insorgenza della forma cronica, che può essere determinata da due ulteriori cause principali:

  • nefropatia da reflusso - associata a reflusso vescico-ureterale e/o intra-renale di urina infetta;
  • pielonefrite cronica ostruttiva - associata a problematiche anatomiche-funzionali, come le ostruzioni del tratto renale, che predispongono alle infezioni.

La pielonefrite cronica può svilupparsi anche in assenza di precedenti infezioni delle vie urinarie: gli individui con un'€™anomalia nella giunzione tra uretere e vescica (giunzione vescico-ureterale) possono sviluppare la malattia durante l'infanzia. Questa condizione congenita permette all'urina di fluire in maniera retrograda, dalla vescica nell'uretere, fino al rene. Il reflusso grave può portare da solo alla formazione di cicatrici renali, anche in assenza di altri fattori noti. La fibrosi interstiziale dei reni associata al reflusso vescico-ureterale è simile a quella osservata con l'infezione ripetuta combinata ad anomalie strutturali.

Epidemiologia

La pielonefrite cronica colpisce più frequentemente le donne rispetto agli uomini. La prevalenza è di 4 individui ogni 1.000 adulti asintomatici. Tuttavia, la prevalenza sale fino al 40- 50% dei neonati e dei bambini con infezioni del tratto urinario (nefropatia da reflusso).

Fattori di rischio

Sintomi della pielonefrite cronica

Spesso, la malattia decorre per diversi anni senza dar luogo ad alcuna sintomatologia evidente, per poi essere diagnosticata quando si manifestano i segni dell'insufficienza renale. Altre volte, i primi segni sono sintomi aspecifici come stanchezza, perdita di appetito, nausea, vomito e cefalea, mentre, in altri casi, si presentano episodi ricorrenti d'€™infezioni delle vie urinarie.
La pielonefrite cronica provoca dolore persistente addominale e al fianco, segni clinici d'€™infezione (febbre, perdita di peso non intenzionale, malessere), sintomi a carico del basso tratto urinario e presenza di sangue nelle urine. La pielonefrite cronica può manifestarsi con febbre ed ipertensione. Inoltre, alcune proteine correlate all'infiammazione possono accumularsi negli organi e causare una condizione di amiloidosi AA (amiloidosi infiammatoria, reattiva e secondaria da infiammazione cronica).

Diagnosi

La diagnosi clinica di pielonefrite cronica non è facile; infatti, se gli accertamenti diagnostici sono eseguiti in una fase di inattività della malattia, è possibile riscontrare reperti normali. I sintomi riportati possono variare secondo la presenza o meno di un processo infettivo: gli individui senza infezione possono risultare asintomatici fino al raggiungimento delle fasi più avanzate di pielonefrite cronica. I sintomi possono essere aspecifici: pressione alta (ipertensione) e segni d'€™insufficienza renale come malessere generalizzato, sensazione di stanchezza (astenia), perdita di memoria, facile affaticabilità, nausea e perdita di desiderio sessuale (libido). Se è presente un'€™infezione a carico del rene, l'individuo può lamentare sintomi simili a quelli della pielonefrite acuta, con il rapido sviluppo dei segni clinici nel corso di alcune ore o giorni.

I pazienti possono segnalare febbre alta (da 38,3°C a 40°C o superiore) e brividi, dolore al fianco, in particolare nella parte bassa della schiena sul lato destro, una maggiore frequenza della minzione, dolore ed una sensazione di bruciore al momento della minzione (disuria), nausea e vomito, perdita di appetito (anoressia) e affaticamento generale.

Esame obiettivo

In caso d'€™infezione, l'€™esame fisico può rivelare dolorabilità muscolare generalizzata e localizzata quando viene applicata una pressione ai lati dell'addome. Febbre, pressione alta e altri sintomi possono essere confermati durante la visita medica. In assenza d'€™infezione acuta, l'esame obiettivo può avere esito sostanzialmente normale.

Indagini di laboratorio

Se si sospetta un'€™infezione del tratto urinario e/o renale, l'€™esame colturale delle urine consente di determinare la carica batterica e di identificare le specie patogene responsabili. In caso di urinocoltura positiva, si associa l'antibiogramma, che permette di valutare la sensibilità dei microrganismi, che intervengono nell'€™infezione, ai diversi antibiotici.
Il sedimento urinario è esaminato per identificare la presenza di globuli rossi o materiale purulento (ematuria o piuria): l'urina è spesso torbida, per la presenza di pus e/o presenta un aspetto opaco per la presenza di eritrociti, leucociti, batteri, cellule epiteliali o materiale amorfo.
Le analisi delle urine possono rivelare la presenza di proteine €‹€‹(proteinuria, albuminuria) ed evidenziare se il campione è concentrato o diluito in maniera anomala.

Le analisi di laboratorio possono rivelare quantitativamente se la funzionalità renale è diminuita: l'€™indice di azoto ureico nel sangue (B lood Urea Nitrogen o BUN) risulta aumentato, così come la creatinina, la quale è dosata mediante la misura della clearance nel plasma (creatininemia) e nelle urine (creatininuria), raccolte nelle 24 ore. Nella fase avanzata, la manifestazione più frequente è la poliuria, un'elevata produzione di urine, espressione della perdita del potere di concentrazione renale.
Tra le analisi del sangue possono essere importanti i parametri in grado di rendere evidenti i segni d'€™infiammazione in atto (elevata velocità di eritrosedimentazione, aumento dei globuli bianchi ecc.).

Diagnostica per immagini della pielonefrite cronica

Un contributo molto utile può essere fornito dall'indagine radiografica: rende evidente una differenza di volume tra un rene e l'altro, in caso di pielonefrite cronica monolaterale, oppure un'€™irregolarità nel contorno dell'€™organo, a causa delle cicatrici presenti a livello corticale. Inoltre, una radiografia può rivelare calcoli, tumore o cisti nel rene o nel tratto urinario.
La nefropatia da reflusso, condizione favorente la pielonefrite cronica, può essere riconosciuta solo con la cistografia, iniettando un mezzo di contrasto nella vescica tramite un catetere.
Anche l'€™urografia, esame radiologico morfologico e funzionale, permette di visualizzare i reni e le vie urinarie mediante l'iniezione di un mezzo di contrasto iodato, che una volta eliminato per via renale, può dimostrare o escludere anomalie a carico dell'apparato.
Anche l'€™ecografia renale è un'indagine molto utile e facilmente ripetibile: gli organi colpiti da pielonefrite cronica possono apparire dai contorni irregolari e asimmetrici, indicando una grave infiammazione in atto. In alcuni casi, può essere indicata una tomografia computerizzata (TC) addominale o renale, in particolare nei soggetti con una diagnosi poco chiara o che presentano condizioni cliniche complicate. La biopsia renale può essere raccomandata in alcuni casi di pielonefrite cronica, per escludere altre possibili cause dell'infiammazione.


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Ultima modifica dell'articolo: 11/07/2016