Gestione della pielonefrite acuta: terapia, decorso e complicanze

La pielonefrite acuta è una forte ed improvvisa infiammazione, causata da un'€™infezione generalmente batterica, che coinvolge la pelvi renale ed il rene. Se la pielonefrite è di origine batterica, l'esame microbiologico delle urine consente di isolare l'agente patogeno responsabile e permette la prescrizione di un trattamento antibiotico adeguato. Se l'€™infezione è legata ad una patologia delle vie urinarie (tumori, stenosi, calcoli renali ecc.) o ad un'anomalia anatomica-funzionale, è possibile individuare l'origine del disturbo ricorrendo alla diagnostica per immagini (ecografia, TC renale...).

L'eliminazione dei batteri eventualmente presenti nelle urine avviene attraverso terapie antibiotiche cicliche, le quali possono assumere anche il valore di misura profilattica nei confronti dell'insorgenza di forme croniche. Spesso, la terapia della pielonefrite acuta non è semplice, essendo talvolta sostenuta da batteri particolarmente aggressivi e presentare pattern di resistenza molto variabili. Il supporto alla gestione terapeutica della malattia consiste nel riposo, nell'€™adeguata idratazione con liquidi e nell'assunzione di analgesici. La completa guarigione della pielonefrite acuta dipende anche e soprattutto dalla tempestività con la quale si ricorre alla terapia.

Trattamenti terapeutici della pielonefrite acuta

La terapia della pielonefrite acuta si basa sulla somministrazione di antibiotici che abbiano un'€™efficacia mirata: l'€™esito ottenuto dall'€™urinocoltura con antibiogramma, consente di identificare l'agente patogeno che ha provocato l'™infezione e consente al medico di selezionare la cura più opportuna.
Gli obiettivi della terapia sono:

  • Controllare l'infezione e debellarla;

  • Liberare il paziente dalla sintomatologia.

Considerato l'™elevato tasso di mortalità della popolazione anziana ed il rischio che possano insorgere complicazioni, è raccomandata una terapia tempestiva.
I sintomi della pielonefrite acuta di solito si risolvono entro 48-72 ore, a seguito di un trattamento adeguato. Se si tratta di una grave infezione oppure in caso non si possano assumere gli antibiotici oralmente, si provvede inizialmente alla somministrazione per via endovenosa.

Antibiotici

Gli antibiotici sono il trattamento di prima linea per le infezioni renali. La scelta del farmaco più adeguato da utilizzare dipende dallo stato di salute del paziente e dai patogeni che hanno provocato l'insorgenza dell'infezione, identificati mediante l'analisi microbiologica delle urine. Di solito, i segni e i sintomi di un'€™infezione renale iniziano a scomparire entro pochi giorni, ma è necessario continuare la terapia antibiotica fino a completare il ciclo di trattamento, secondo prescrizione, allo scopo di assicurare che l'infezione sia completamente eliminata.
In attesa dei risultati delle colture (sui campioni di sangue e di urina), che si ottengono dopo circa 48 ore, e della valutazione della sensibilità del/i microrganismo/i ai diversi antibiotici (antibiogramma), è possibile iniziare un trattamento antibiotico empirico a largo spettro. La scelta del farmaco dovrebbe dipendere dal risultato dell'€™antibiogramma e la durata del trattamento deve rispettare il compromesso tra efficacia e conformità. In breve, le opzioni più comunemente usate includono fluorochinoloni (ad esempio ciprofloxacina), antibiotici beta-lattamici (ad esempio amoxicillina o una cefalosporina) e trimetoprim (o cotrimoxazolo).

Chirurgia

L'intervento chirurgico può essere richiesto per drenare ascessi renali o perirenali, oppure per risolvere ostruzioni che causano l'infezione (esempio: calcoli renali). Anche le anomalie strutturali dell'apparato possono essere riparate chirurgicamente.

Il decorso della malattia acuta

I pazienti devono assumere antibiotici e completare il ciclo di trattamento, secondo quanto prescritto, allo scopo di minimizzare il rischio di recidiva ed evitare lo sviluppo di organismi resistenti. Per il benessere e per la funzione renale è importante evitare la disidratazione: bere molti liquidi aiuta ad eliminare gli agenti patogeni dal tratto urinario.
Nella maggior parte dei pazienti il recupero è completo, a condizione che non vi siano patologie connesse significative. La diagnosi tempestiva e la gestione della pielonefrite acuta hanno un impatto significativo sui risultati. I pazienti affetti dalla patologia, che non rispondono alla terapia convenzionale, possono andare incontro a complicanze, le quali devono essere prontamente diagnosticate, per non predisporre il soggetto alla prognosi peggiore. La pielonefrite acuta diventa una malattia potenzialmente fatale, quando si sviluppano condizioni secondarie come pielonefrite enfisematosa, ascesso perirenale o sepsi.

Complicanze della pielonefrite acuta

Con la tempestiva terapia antibiotica, la maggior parte dei casi di pielonefrite acuta si risolve senza complicazioni. Tuttavia, la terapia adeguata può essere aggressiva o prolungata.
Dopo aver terminato la cura antibiotica, un esame delle urine dovrebbe essere sempre effettuato per donne in stato di gravidanza e pazienti diabetici o affetti da paralisi spinale, per assicurarsi che i patogeni non siano più presenti.
In rari casi, danni renali permanenti possono derivare quando:

  • Insorgono recidive d'€™infezione in un rene trapiantato (in particolare nei primi tre mesi del trapianto);

  • Ripetute infezioni che occorrono durante l'€™infanzia.

La pielonefrite acuta può presentarsi in forma grave negli anziani e nelle persone immunocompromesse (ad esempio pazienti affetti da tumore o AIDS). Le complicanze si verificano più frequentemente nei pazienti con Diabete Mellito, insufficienza renale cronica e anemia falciforme.
Se non trattata, un'infezione renale può portare complicazioni potenzialmente gravi, come ad esempio:

  • Ripetersi dell'infezione.

  • La pielonefrite acuta può causare, in rari casi, insufficienza renale acuta in bambini, adulti sani e in donne in stato di gravidanza. Questa complicazione secondaria accade, in genere, in concomitanza con altri fattori che contribuiscono all'insorgenza (come la presenza di tumori, calcoli renali, sepsi) ed è caratterizzata da un recupero più lento. Gravi episodi d'€™infiammazione renale acuta possono causare lesioni permanenti e indurre a malattia renale cronica.

  • Infezione del sangue (sepsi). I reni filtrano le sostanze di scarto dal sangue, il quale viene distribuito al resto del corpo attraverso il circolo sanguigno. Se il paziente è affetto da un'infezione renale, i batteri possono diffondersi al sangue che proviene dai reni ed entrare nella circolazione sistemica. La mortalità complessiva da sepsi aumenta significativamente in caso d'€™insufficienza renale cronica, disfunzione renale acuta ed età superiore a 64 anni. Gli anziani, i neonati e le persone con un sistema immunitario indebolito hanno un rischio superiore di incorrere in uno shock settico, uno stato critico d'insufficienza circolatoria acuta, che si contraddistingue per il crollo drastico della pressione arteriosa e di una serie di eventi progressivamente più gravi.

Spesso, i pazienti che presentano le condizioni sopra elencate, necessitano di ricovero ospedaliero per un costante monitoraggio.

Altre complicazioni possono essere:

  • Danno renale permanente: un'€™affezione renale può causare danni permanenti e provocare insufficienza renale cronica;

  • Cicatrici renali: sono esiti cicatriziali lasciati dalle pielonefriti acute e originano con più frequenza in età pediatrica; zone di fibrosi sostituiscono il parenchima funzionante e possono essere causa di ipertensione in età adulta.

  • Complicanze in gravidanza: le donne che sviluppano un'€™infezione renale durante la gravidanza possono avere un decorso più complicato con significativo rischio di parto prematuro.

  • Ascesso perirenale (più comune, in caso di tratto urinario anomalo). Un ascesso renale o perirenale è una raccolta localizzata di pus all'interno o intorno al rene (spazio perirenale), a seguito di una grave infezione. I fattori di rischio principali per l'insorgenza di questa rara complicazione sono i depositi di minerali renali o ureterali (calcoli) e il diabete mellito.

  • Pielonefrite enfisematosa: condizione pericolosa per la vita, fortunatamente rara. Questa grave forma necrotizzante di pielonefrite acuta avviene con alcune specie di batteri che provocano fermentazione del glucosio, con accumulo di gas nel parenchima renale. Si verifica in particolare in pazienti obesi o anziani con diabete.

Contattare un medico, se durante il decorso di un'infezione urinaria accertata o presunta, insorgono, in particolare, i seguenti segni clinici:

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Ultima modifica dell'articolo: 19/04/2016