Perone

Generalità

Il perone è l'osso pari, che insieme alla tibia (rispetto alla quale è in posizione laterale), costituisce lo scheletro di ciascuna gamba.
PeroneSituato tra femore (superiormente) e scheletro del piede (inferiormente), concorre alla formazione di un'articolazione molto importante per i movimenti del piede: l'articolazione della caviglia.
Per semplificarne la comprensione, gli esperti di anatomia lo suddividono in tre porzioni: l'estremità prossimale (o epifisi prossimale), il corpo (o diafisi) e l'estremità distale (o epifisi distale).
L'estremità prossimale è la porzione più vicina al femore (ma con il quale non entra in diretto contatto).
Il corpo è la porzione compresa tra epifisi prossimale ed epifisi distale; ha il compito di ospitare diversi muscoli della gamba e del piede.
Infine, l'estremità distale è la porzione attigua all'astragalo, una delle sette ossa tarsali del piede.

Definizione di perone

Il perone è l'osso pari che, insieme alla tibia (altrettanto pari), costituisce lo scheletro di ciascuna gamba.
In anatomia umana, la gamba è la regione dell'arto inferiore compresa tra la coscia, superiormente, e il piede, inferiormente.
Il perone appartiene alla categoria delle ossa lunghe, come la tibia e il femore. A renderlo differente da questi due importanti elementi ossei, è la sua particolare snellezza: rispetto a tibia e femore, infatti, è molto più sottile.

POSIZIONE RISPETTO ALLA TIBIA

Il perone si sviluppa lungo il lato esterno della tibia. Con riferimento al piano sagittale, ciò significa che il perone è laterale alla tibia e la tibia è mediale rispetto al perone.
Una spiegazione dei concetti piano sagittale, laterale e mediale è presente nel riquadro sottostante.


Nota importante: significato di mediale e laterale

Piani corpo umano

Figura: i piani con cui gli anatomisti sezionano il corpo umano. Nell'immagine, è evidenziato, in particolare, il piano sagittale.

Mediale e laterale sono due termini dal significato opposto. Tuttavia, per comprendere appieno che cosa vogliono dire, è necessario fare un passo indietro e rivedere il concetto di piano sagittale.
Il piano sagittale, o piano mediano di simmetria, è la divisione antero-posteriore del corpo, divisione dalla quale derivano due metà uguali e simmetriche: la metà destra e la metà sinistra. Per esempio, da un piano sagittale della testa derivano una metà, che comprende l'occhio destro, l'orecchio destro, la narice nasale destra e via dicendo, e una metà, che comprende l'occhio sinistro, l'orecchio sinistro, la narice nasale sinistra ecc.
Ritornando quindi ai concetti mediale-laterale, la parola mediale indica un rapporto di vicinanza al piano sagittale; mentre la parola laterale indica un rapporto di lontananza dal piano sagittale.
Tutti gli organi anatomici possono essere mediali o laterali rispetto a un punto di riferimento. Un paio di esempi chiariscono tale affermazione:
Primo esempio. Se il punto di riferimento è l'occhio, questo è laterale rispetto alla narice nasale dello stesso lato, ma mediale rispetto all'orecchio.
Secondo esempio. Se il punto di riferimento è il secondo dito del piede, tale elemento è laterale rispetto al primo dito (alluce), ma mediale rispetto a tutti gli altri.

NELL'ARTO SUPERIORE CORRISPONDE A...

Nell'arto superiore, l'osso corrispondente al perone è l'ulna. Insieme al radio, l'ulna costituisce lo scheletro dell'avambraccio. Come il perone, radio e ulna sono due ossa pari.

Anatomia del perone

Gli esperti di anatomia individuano nel perone tre regioni (o porzioni) ossee principali: l'estremità prossimale (detta anche testa del perone), il corpo (o diafisi) e l'estremità distale (detta anche malleolo peroneale).


Significato anatomico di prossimale e distale

Prossimale e distale sono due termini dal significato opposto.
Prossimale vuol dire “più vicino al centro del corpo” o “più vicino al punto d'origine”. Riferito al femore, per esempio, indica la porzione di quest'osso più vicina al tronco.
Distale, invece, significa “più lontano dal centro del corpo” o “più distante dal punto d'origine”. Riferito (sempre al femore), per esempio, indica la porzione di quest'osso più lontana dal tronco (e più vicina all'articolazione del ginocchio).

ESTREMITà€ PROSSIMALE DEL PERONE

L'estremità prossimale del perone, o testa del perone, è la porzione ossea più vicina al femore (quindi alla coscia).
Simile a quadrato irregolare, la testa presenta alcune caratteristiche di assoluta rilevanza:

  • Una superficie appiattita, in posizione mediale. Tale superficie, chiamata faccetta, serve per articolare il perone alla tibia, precisamente al condilo tibiale laterale (N.B: il condilo tibiale laterale e il condilo tibiale mediale rappresentano le strutture principali dell'estremità prossimale della tibia).
    Rispetto alla restante struttura ossea, l'orientamento della superficie appiattita è verso l'alto e in avanti,
  • Una sporgenza ruvida, in posizione mediale. Tale sporgenza prende il nome specifico di apice o processo stiloideo. Il processo stiloideo si sviluppa verso l'alto e funge da punto di aggancio per i capi terminali del muscolo bicipite femorale e del legamento collaterale laterale (o peroneale) del ginocchio.
  • Una serie di tubercoli ossei (cioè prominenze), localizzati sulla superficie anteriore e posteriore. Anteriormente, ci sono un tubercolo in cui s'inserisce il capo iniziale del muscolo peroneo lungo e un tubercolo cha aggancia una delle due estremità del legamento tibio-fibulare superiore anteriore (l'altra estremità è unita alla tibia).
    Posteriormente, c'è un tubercolo soltanto, il quale lega a sé una delle due estremità del cosiddetto legamento tibio-fibulare superiore posteriore (anche in questo caso, l'altra estremità è collegata alla tibia).
    I legamenti tibio-fibulari superiori anteriore e posteriore tengono uniti perone e tibia.
Tibia e Perone

CORPO DEL PERONE

Il cosiddetto corpo è la sezione centrale del perone, compresa tra l'estremità prossimale (superiormente) e l'estremità distale (inferiormente).
Presenta 4 bordini (l'antero-laterale, l'antero-mediale, il postero-laterale e il postero-mediale) e 4 superfici (l'anteriore, la posteriore, la mediale e la laterale).
Partendo dalla descrizione dei bordini, il bordino antero-laterale decorre verticalmente, da poco più sotto della testa del perone a poco prima del malleolo laterale. Inizialmente, è in posizione anteriore; poi, man mano che scende, si sposta lateralmente. La sua funzione è formare un setto di separazione tra i muscoli estensori delle dita e dell'alluce e il muscolo peroneo lungo.
Il bordino antero-mediale, o cresta interossea, si sviluppa prevalentemente in posizione mediale e serve ad agganciare la cosiddetta membrana interossea tibio-fibulare. La membrana interossea tibio-fibulare è un sottile foglietto di tessuto fibroso, interposto tra tibia e perone, che separa i muscoli estensori delle dita dei piedi e dell'alluce dal muscolo flessore lungo dell'alluce.
Il bordino postero-laterale è una cresta alquanto prominente, che inizia appena sotto il processo stiloideo e termina posteriormente al malleolo laterale. Durante il percorso verso il basso, subisce una leggera deviazione laterale. La funzione del bordino postero-laterale è agganciare una fascia fibrosa (aponeurosi), che separa la superficie laterale, ospitante i capi iniziali dei muscoli peronei lungo e breve, dalla superficie posteriore, ospitante il capo iniziale del muscolo flessore lungo dell'alluce.
Infine, il bordino postero-mediale, o linea obliqua, comincia dal lato mediale della testa e termina congiungendosi con la cresta interossea (bordino antero-mediale). Il suo compito è agganciare una fascia fibrosa (simili alla precedente), che separa il muscolo tibiale posteriore dal muscolo soleo e dal flessore lungo dell'alluce.

Quindi passando alla descrizione delle superfici, la superficie anteriore è l'area compresa tra il bordino antero-laterale e il bordino antero-mediale. Stretta e piatta per il primo terzo di percorso, diventa più ampia e scanalata nella parte conclusiva. Funge da punto d'origine per tre muscoli: l'estensore lungo delle dita, l'estensore lungo dell'alluce e il peroneo terzo.
La superficie posteriore è lo spazio incluso tra il bordino postero-laterale e il bordino postero-mediale. Ha un decorso particolare: è completamente all'indietro, nel tratto iniziale; devia in direzione mediale, nel tratto di mezzo; assume una posizione quasi del tutto mediale, nel tratto finale. Superiormente, accoglie i capi iniziali del muscolo soleo; nel mezzo ospita il foro nutritizio (N.B: si veda il capitolo dedicato all'irrorazione sanguigna del perone); per finire, nel tratto terminale dà origine al muscolo flessore lungo dell'alluce.
La superficie mediale è l'area delimitata dal bordino antero-mediale e dal bordino postero-mediale. Funge da punto d'origine del muscolo tibiale posteriore.
Infine, la superficie laterale è lo spazio compreso tra il bordino antero-laterale e il bordino postero-laterale. È particolarmente ampia e fornita di scanalature profonde. Per i primi 2/3 del suo percorso, decorre in posizione completamente laterale; poi, per il restante un terzo di tragitto, tende a orientarsi all'indietro. È sede d'inserzione per il muscolo peroneo lungo e il muscolo peroneo breve.

Perone Bordi

Figura: bordini e superfici del perone.

ESTREMITà€ DISTALE DEL PERONE

L'estremità distale del perone è la porzione ossea situata più vicino alle ossa del piede (in particolare al tarso del piede).
Il primo elemento anatomico caratterizzante questa estremità è il cosiddetto malleolo peroneale (o malleolo laterale). Il malleolo peroneale è un processo osseo che si sviluppa sul margine laterale del perone e concorre, assieme al malleolo tibiale (o mediale), alla stabilizzazione dell'astragalo (il principale osso del tarso del piede) all'interno di una cavità della tibia, situata sul bordo inferiore e chiamata mortaio.
Quindi, il secondo elemento anatomico caratteristico dell'estremità distale è la faccetta articolare, che serve a unire il perone all'osso tibiale. Tale faccetta occupa una posizione mediale e si inserisce nella cosiddetta incisura fibulare, un incavo della tibia che assomiglia molto alla base di una doccia.

Ossa lunga

Figura: I vasi nutritizi e il foro nutritizio nelle ossa lunga.

ARTICOLAZIONI DEL PERONE

Le articolazioni a cui partecipa il perone sono:

  • L'articolazione tibio-fibulare superiore (o tibio-fibulare prossimale). È l'articolazione che unisce la testa del perone al condilo laterale della tibia. A garantire stabilità a questo elemento articolare, sono i sopraccitati legamenti tibio-fibulari superiori, anteriore e posteriore.
  • L'articolazione tibio-fibulare inferiore (o tibio-fibulare distale). È l'articolazione che mette in comunicazione l'estremità distale del perone con l'incisura fibulare della tibia. A rinforzare il rapporto tra questi due compartimenti, sono il legamento tibio-fibulare inferiore anteriore e il legamento tibio-fibulare inferiore posteriore.
  • L'articolazione della caviglia. Nota anche come articolazione talocrurale o tibio-tarsica, la caviglia è l'elemento articolare che deriva dall'inserimento dell'astragalo (osso tarsale del piede) all'interno del mortaio (incavo situato sul bordo inferiore della tibia).
  • L'articolazione fibrosa (o sindesmosi), formata dalla membrana interossea (tra il margine mediale del perone e il margine laterale della tibia). Le sindesmosi sono articolazioni in cui manca il contatto diretto tra due ossa; infatti, a tenere insieme gli elementi ossei, sono tessuti di natura fibrosa, come per esempio la suddetta membrana interossea o una rete di legamenti.
    Un'altra importante articolazione fibrosa, molto simile a quella tra perone e tibia, è la sindesmosi situata tra ulna e radio, le due ossa che formano l'avambraccio.

IRRORAZIONE SANGUIGNA

Internamente, le ossa lunghe, come il perone (ma anche la tibia, il femore ecc), presentano una ben specifica rete di arterie e vene, che serve a garantire loro il giusto apporto di ossigeno e nutrienti.
A eccezione delle sue estremità - la cui irrorazione spetta ad alcune ramificazioni dell'arteria tibiale anteriore - il perone riceve sangue ricco d'ossigeno da due derivazioni dell'arteria peroniera (o peroneale): la cosiddetta arteria nutritizia e le arterie periostee.
A far defluire dal perone il sangue povero d'ossigeno (N.B: le estremità rappresentano sempre un'eccezione), sono la vena nutritizia - che accompagna da vicino l'arteria omonima - e le vene periostee.


L'arteria nutritizia e la vena nutritizia meritano un appunto particolare, in quanto penetrano nel corpo del perone, attraverso una struttura nominata in precedenza: il foro nutritizio (noto anche come canale nutritizio).

FORMAZIONE DEL PERONE

Alla formazione del perone concorrono tre centri di ossificazione: uno con sede sul corpo, uno sull'estremità prossimale e uno sull'estremità distale.
A dare avvio al processo di ossificazione è il centro presente sul corpo della tibia; a seguire e in successione, entrano in azione il centro dell'estremità distale e il centro dell'estremità prossimale.
Scendendo più nei dettagli:

  • Il centro di ossificazione del corpo si attiva circa alla 8a settimana di vita fetale. La sua attività fa sì che l'osso di sviluppi in direzione corpoàestremità.
  • Il centro di ossificazione dell'estremità distale comincia la propria attività attorno al secondo anno di vita. La porzione ossea a cui dà origine incontra la porzione ossea del centro di ossificazione del corpo all'incirca al dodicesimo anno di vita.
  • Il centro di ossificazione dell'estremità prossimale si mette in moto al 5° anno di vita circa. La porzione ossea derivante incontra la porzione ossea del corpo attorno al venticinquesimo anno di vita.

Funzioni

Il perone gioca un ruolo fondamentale nel meccanismo di locomozione.
Infatti, ospita muscoli essenziali per camminare, correre e saltare e concorre alla formazione della caviglia, l'articolazione che permette i movimenti di plantarflessione e dorsiflessione del piede.
Per chi non ne fosse a conoscenza, la plantarflessione è il movimento che permette di puntare il piede verso il pavimento. L'essere umano compie un movimento di plantarflessione quando prova a camminare sulle punte. La dorsiflessione, invece, è il movimento che consente di sollevare il piede e camminare sui talloni.


Elenco degli 9 elementi muscolari che originano e terminano in corrispondenza della tibia.

Muscolo
Capo terminale o capo iniziale Sede di contatto sulla tibia
Muscolo bicipite femorale Capo terminale Testa del perone
Muscolo estensore lungo dell'alluce Capo iniziale Margine mediale del perone
Muscolo estensore lungo delle dita dei piedi Capo iniziale Sezione prossimale del margine mediale del perone
Muscolo peroneo terzo Capo iniziale Sezione distale del margine mediale del perone
Muscolo peroneo lungo Capo iniziale Testa e margine laterale del perone
Muscolo peroneo breve Capo iniziale 2/3 prossimale del margine laterale del perone
Muscolo soleo Capo iniziale 1/3 prossimale del margine posteriore del perone
Muscolo tibiale posteriore Capo iniziale Sezione laterale del margine posteriore del perone
Muscolo flessore lungo dell'alluce Capo iniziale Margine posteriore del perone

DIFFERENZE DA FEMORE E TIBIA

Il femore e la tibia di ciascun arto inferiore sono ossa con una doppia funzione: garantiscono la locomozione, ospitando diversi muscoli e componendo delle articolazioni, e sostengono il peso del corpo, ripartendolo lungo l'intero arto inferiore.
Come si è potuto leggere poc'anzi, il perone ricopre soltanto la prima di queste due funzioni. Del resto, non può adempiere alla seconda, in quanto è collegato alla tibia e non al femore, che è la prima struttura dell'arto inferiore a subire il peso del corpo.

Patologie associate

Il perone può fratturarsi, come tutte le altre ossa del corpo umano.
Le fratture del perone sono, di solito, il risultato di traumi alla gamba e interessano, con una frequenza particolare, gli individui con una ridotta massa ossea e i soggetti che praticano sport di contatto, quali il calcio, il rugby, il football americano, l'hockey su ghiaccio ecc.
Esistono vari tipi di frattura del perone, tra cui:

  • La frattura della testa del perone. Le fratture della testa del perone sono, molto spesso, la conseguenza di una contrazione brusca e improvvisa del muscolo bicipite femorale, il cui capo terminale s'inserisce proprio nell'estremità prossimale del perone.
    Le fratture che insorgono per una contrazione muscolare prendono il nome specifico di fratture da avulsione.
    A soffrirne maggiormente sono gli atleti di giovane età, a causa di una non ancora consolidata massa ossea.
  • La frattura del malleolo peroneale. Frutto generalmente di un marcato movimento di eversione del piede, questo tipo di infortunio si associa, molto spesso, alla frattura del malleolo tibiale (o malleolo mediale). A provocare la rottura ossea, è la forte e anomala pressione, esercitata dall'astragalo, a seguito di un movimento innaturale della caviglia.
    La doppia frattura dei malleoli è una condizione clinica che i medici indicano con il termine di frattura bimalleolare di Pott.
  • La frattura di tibia e perone. È una condizione dai lunghi tempi di guarigione, che richiede un periodo di immobilizzazione e, talvolta, anche un intervento chirurgico ad hoc.
    La duplice frattura delle ossa della gamba riguarda soprattutto i soggetti che praticano sport di contatto e le persone coinvolte in gravi incidenti stradali.
    Secondo un interessante statistica medica, il 75-85% delle frattura del perone si accompagna anche a frattura della tibia.

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Ultima modifica dell'articolo: 15/11/2016