Periodo Fertile

Cos'è il periodo fertile?

Il periodo fertile è una fase del ciclo mestruale durante la quale una donna ha la possibilità di rimanere incinta.
Periodo FertileIn generale, i giorni più favorevoli al concepimento sono 6 e coincidono con l'ovulazione e con il periodo immediatamente precedente alla stessa. Durante questa fase, infatti, la cellula uovo (od ovocita) va incontro a maturazione e viene rilasciata nella tuba uterina dove, se incontrerà gli spermatozoi, potrà essere fecondata.
Il tempo che intercorre dall'inizio delle mestruazioni fino all'ovulazione è mediamente di 14 giorni, ma esistono delle variazioni individuali. Non tutte le donne hanno, infatti, cicli mestruali regolari.
Dopo tale premessa, è chiaro che conoscere ritmi e tempi del proprio corpo è molto importante quando si cerca di avere un bambino o si vuole evitare una gravidanza.
Oltre a prestare attenzione al proprio ciclo mestruale con il calendario alla mano, la corretta interpretazione di una serie di segnali inviati dal nostro corpo (come i cambiamenti del muco cervicale e l'aumento della temperatura basale dopo l'ovulazione) può aiutare ad individuare il periodo fertilee a capire in quale momento il concepimento è più probabile.

Ciclo mestruale ed ovulazione

Nel corso della vita riproduttiva di una donna, il ciclo mestruale è un processo ricorrente in cui si verificano cambiamenti ciclici della struttura e della funzione delle ovaie, dell'utero e della secrezione degli ormoni ovarici, ipotalamici ed ipofisari, direttamente correlati alla fertilità.
Tutti questi cambiamenti servono a preparare l'organismo per l'eventuale fecondazione e gravidanza, quindi sono fondamentali per il raggiungimento della funzione ultima del sistema riproduttivo: la creazione di una nuova vita.


Ritmo e lunghezza del ciclo. Il ciclo mestruale si ripete ciclicamente ogni mese, dalla pubertà alla menopausa (periodo fertile o più correttamente età fertile).

Il ciclo mestruale è considerato il periodo di tempo che va dal 1° giorno di una mestruazione fino al giorno precedente l'inizio della successiva mestruazione.

L'intervallo tra l'inizio di due successive mestruazioni è generalmente di 28 giorni; tuttavia è da considerare normale una certa variabilità (la durata dei cicli mestruali può andare, di solito, dai 25 ai 36 giorni).


Diario del ciclo mestruale
Una buona abitudine da adottare per identificare chiaramente i giorni fertili sul calendario consiste nell'annotare mensilmente l'inizio delle mestruazioni. In questo modo, si avrà un'idea più precisa sulla durata e sulla regolarità del proprio ciclo, e risulterà più semplice calcolare i giorni fertili.


Fase ovulatoria. Il momento del ciclo mestruale in cui la donna è fertile è quello dell'ovulazione, cioè quello in cui la cellula uovo viene rilasciata dal follicolo ovarico e viene catturata dalle fimbrie, ovvero le estremità mobili delle tube di Falloppio, per essere indotta ad attraversarle. Proprio nelle tube avverrà, in seguito all'incontro con gli spermatozoi maschili, l'eventuale fecondazione.


L'ovulazione si verifica, di solito, 14 giorni prima dell'inizio del nuovo ciclo mestruale; i giorni più fertili coincidono con quelli che precedono questa fase e con il momento stesso in cui l'ovocita entra nella tuba di Falloppio ed inizia il suo viaggio per raggiungere l'utero.
L'ovulazione è stimolata dal picco massimo dei livelli degli estrogeni e dell'ormone luteinizzante (LH), prodotto dall'ipofisi.


Il viaggio dell'oocita dall'ovaio all'utero

La cellula uovo si muove lentamente lungo la tuba ovarica, spinta dalle onde peristaltiche prodotte dalla muscolatura liscia delle pareti tubariche.

Un oocita non fecondato vive circa 72 ore dopo l'espulsione dal follicolo, ma la sua capacità di essere fecondato da uno spermatozoo dura solo la metà di questo periodo di tempo; perciò, la fecondazione, se avviene, ha luogo nella tuba.

  • Se l'oocita viene fecondato, la cellula uovo fecondata (blastula) si impianta nell'endometrio 3 o 4 giorni dopo aver raggiunto l'utero, cioè a 6-7 giorni dalla fecondazione.
  • Se non viene fecondato, l'oocita muore e viene eliminato con la mestruazione successiva.

Età fertile. Contrariamente alla spermatogenesi maschile (che può durare per un tempo indeterminato, dalla pubertà in poi), l'attività ovarica e la stagione fertile femminile terminano normalmente intorno all'età media di 50 anni, al raggiungimento della menopausa.

Le donne producono, infatti, solo un numero limitato di cellule uovo nella loro vita, fino a quando i follicoli nelle ovaie diventano meno sensibili ai segnali ormonali che inducono la maturazione degli oociti primari.

Fase pre-ovulatoria e giorni fertili

In ogni ciclo, i giorni più favorevoli al concepimento coincidono con l'ovulazione ed il periodo che precede la stessa. Solitamente, se la donna ha mestruazioni regolari, questa fase si colloca 14 giorni prima dell'inizio del flusso mestruale successivo, quindi a metà del ciclo ogni 28 giorni. Conoscere esattamente il giorno in cui avviene l'ovulazione significa aumentare le possibilità di rimanere incinta o di evitare gravidanze indesiderate.


Cosa accade prima dell'ovulazione. Il periodo pre-ovulatorio “prepara” la fase fertile, dando luogo ad una sequenza di eventi che assicura la maturazione del follicolo destinato ad ovulare. In risposta alla bassa concentrazione di estrogeni, l'ipotalamo secerne l'ormone GnRH; ciò induce l'ipofisi a produrre l'ormone follicolo-stimolante (FSH), il quale stimola la maturazione di un follicolo dominante, contenente una cellula uovo (ovocita) destinata ad essere fecondata. Al contempo, i livelli crescenti di estrogeni nel corpo causano l'ispessimento della parete uterina, tramite l'accumulo di sangue e sostanze nutritive (in tal modo, l'uovo fecondato potrà disporre del supporto necessario alla sua crescita).
Attorno alla metà del ciclo, quando la maturazione è completata, l'estradiolo e l'ormone luteinizzante (LH) stimolano la rottura del follicolo e la cellula uovo viene rilasciata nella tuba di Falloppio, attraverso cui si dirige verso l'utero. Questo momento coincide con l'ovulazione ed ha una durata di circa 24 ore. Tuttavia, il periodo in cui è possibile concepire è più ampio, considerando che gli spermatozoi possono rimanere vitali per circa 72-96 ore all'interno delle vie genitali femminili ed entrare in contatto con la cellula uovo.
Dai resti del follicolo che ospitava l'oocita si forma il cosiddetto corpo luteo, che produce il progesterone. Questo ormone è importante in quanto trasforma l'endometrio (cioè il rivestimento interno dell'utero) da proliferativo a secretivo (in pratica, il progesterone rende la cavità uterina più accogliente per l'impianto dell'embrione).
Qualsiasi rapporto sessuale entro cinque giorni dall'ovulazione può esitare, quindi, nella fecondazione della cellula uovo. Al di fuori di questa “finestra”, invece, una gravidanza è meno probabile.

Se il ciclo mestruale è lungo o corto

Quando si ha un ciclo regolare di 28 giorni, ci si dovrebbe attendere l'ovulazione a metà ciclo, circa 14 giorni prima delle successive mestruazioni.
Se però il ciclo mestruale è più lungo o, al contrario, più corto, la questione cambia. Occorre sapere, infatti, che la prima fase del ciclo mestruale (estrogenica) è variabile e può subire ampie oscillazioni, mentre la seconda fase (progestinica) è più costante e dura mediamente 14 giorni. Anche se la durata del ciclo mestruale è diversa rispetto alla media dei 28 giorni, quindi, il periodo fertile si avrà sempre circa 14 giorni prima dell'arrivo delle mestruazioni e nei 4-5 che lo precedono.
In un ciclo di 35 giorni, ad esempio, l'ovulazione si dovrebbe verificare al 21° giorno dopo la fine della mestruazione (e non il 17° giorno).

Se il ciclo mestruale è irregolare

Per alcune donne, con ciclo molto irregolare che varia di mese in mese (per intenderci, con mestruazioni che non si verificano mai con lo stesso intervallo di giorni), questi calcoli teorici non si possono applicare.

In simili casi, sarà quindi più difficile riconoscere il periodo fertile; tuttavia, è possibile ricorrere ad altri metodi, come valutare i segnali inviati dal nostro corpo (es. modificazioni del muco cervicale) oppure aiutandosi con i test per l'ovulazione.

Come riconoscere i giorni fertili

Per identificare esattamente il periodo fertile, possono essere usati molteplici metodi. Questi comprendono la predizione di quando avverrà l'ovulazione con il calendario, la misura quotidiana della temperatura basale e la valutazione di altri segni, quali i cambiamenti delle secrezioni vaginali e cervicali.

In caso di difficoltà nello stabilire il periodo fertile, quando si decide di intraprendere una gravidanza, è consigliabile avere rapporti sessuali ogni 2 o 3 giorni di tempo per ottimizzare la possibilità di concepire.

Metodo del calendario

Il metodo del calendario, conosciuto anche come metodo Ogino-Knaus, consiste nella predizione del periodo fertile sulla base della data in cui sono comparse le mestruazioni.
L'intervallo fertile durante il ciclo mestruale viene calcolato sottraendo 18 giorni dalla durata del più breve dei 12 cicli precedenti e 11 giorni dal più lungo. Ad esempio, se il ciclo varia tra 26 e 29 giorni, il concepimento può verificarsi dall'8° al 18° giorno di ogni ciclo.
Con variazioni più ampie nella durata dei cicli, il periodo in cui è possibile tentare di avere un bambino è maggiore.
Occorre evidenziare che il metodo del calendario è spesso impreciso e suscettibile di errore, anche per le donne che hanno cicli mestruali regolari. L'ovulazione può presentarsi, infatti, prima o dopo il giorno previsto, rendendo vano il semplice calcolo numerico.

Temperatura basale

Per individuare il periodo fertile, un sistema molto utilizzato prevede la misurazione quotidiana della temperatura basale. Questo parametro, infatti, aumenta dopo l'ovulazione di circa 0,2-0,5°C, solitamente oltre i 37°C, per l'effetto del progesterone (ormone prodotto dal corpo luteo nell'ovaio) e rimane costante per alcuni giorni, prima della mestruazione successiva. Osservando questi dati, inoltre, si può riscontrare che il rialzo della temperatura è preceduto da una lieve diminuzione della stessa. Registrando i valori su un grafico o su una tabella per qualche mese, quindi, è possibile capire quali giorni coincidono con l'ovulazione, quindi con il periodo fertile.
La temperatura basale deve essere misurata al mattino, approssimativamente alla stessa ora, prima di alzarsi dal letto, introducendo un termometro in vagina per alcuni minuti.

L'ultimo valore più basso, registrato prima dell'aumento della temperatura basale, corrisponde al giorno dell'ovulazione. Purtroppo, questo parametro è influenzato da vari fattori, come stati febbrili ed assunzione di certi farmaci, che possono compromettere l'attendibilità della metodica.

Osservazione del muco cervicale “fertile”

Un'altra modifica corporea che corrisponde al periodo fertile è la variazione della consistenza del muco prodotto a livello del collo dell'utero. Nei giorni che precedono l'ovulazione, infatti, queste secrezioni trasparenti diventano più fluide, viscose ed elastiche (simili all'albume dell'uovo). Queste caratteristiche sono ideali per accogliere e facilitare il passaggio degli spermatozoi attraverso il canale vaginale ed arrivare all'ovulo.
L'osservazione del muco cervicale può essere utilizzata anche come metodo contraccettivo (metodo Billings); a tal proposito, bisogna astenersi dai rapporti sessuali nei giorni fertili, quelli cioè in cui si vede il muco ovulatorio, fino al quarto-quinto giorno dopo la scomparsa delle secrezioni.
L'abbinamento di questo metodo con quello della rilevazione della temperatura basale, rappresenta un metodo di contraccezione naturale chiamato metodo sintotermico.

Sintomi dell'ovulazione

Durante l'ovulazione il corpo della donna cambia, in quanto si prepara all'eventuale fecondazione e alla conseguente gravidanza.

Oltre alla comparsa di perdite vaginali più abbondanti, trasparenti e filanti, durante il periodo ovulatorio è possibile avvertire altri sintomi, quali gonfiore o dolore simil-mestruale al basso ventre, senso di tensione al seno e maggior desiderio sessuale. Inoltre, i rapidi cambiamenti ormonali che si verificano durante l'ovulazione possono causare, in qualche caso, un leggero sanguinamento a metà ciclo (spotting), da considerare fisiologico.
Purtroppo, per molte donne, queste manifestazioni non sono così evidenti.

Test per l'ovulazione

I test per l'ovulazione sono simili a quelli per la gravidanza: rilevano la presenza nelle urine degli ormoni che regolano l'ovulazione (in particolare, LH ed estradiolo), in modo da poter individuare i giorni fertili mediante un indicatore visivo, come ad esempio delle linee colorate.
Gli stick ovulatori si possono acquistare in farmacia ed attualmente rappresentano il metodo più attendibile per auto-valutare il periodo fertile.
Il test va ripetuto per alcuni giorni, ad iniziare dalla data in cui è più probabile che avvenga l'ovulazione. Quando si riscontra un esito positivo, significa che l'LH ha raggiunto un'elevata concentrazione, quindi la fase ovulatoria è imminente e ci si trova nel periodo più fertile del ciclo. In base a queste informazioni, se si desidera una gravidanza, è possibile avere rapporti non protetti a partire dal giorno stesso in cui lo stick risulta positivo.

Monitoraggio ecografico dell'ovulazione

Se stabilire il periodo fertile è complesso, l'alternativa all'auto-valutazione rimane l'approccio medico. Questo prevede l'esecuzione di una serie di ecografie, a giorni alterni o ad intervalli stabiliti in base alla situazione, per valutare esattamente lo stadio di sviluppo e le dimensioni dei follicoli ovulatori e l'aspetto dell'endometrio. L'esame si può eseguire per via transaddominale o transvaginale.
Il monitoraggio ecografico dell'ovulazione è il metodo più preciso e sicuro per stabilire il periodo fertile, tuttavia richiede un notevole impegno da parte della paziente.



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Ultima modifica dell'articolo: 08/11/2016