Perfenazina

La perfenazina è un farmaco ad azione antipsicotica. Dal punto di vista chimico il farmaco è una fenotiazina ed è considerata un antipsicotico di media potenza.

perfenazina

Perfenazina - Struttura Chimica

Indicazioni terapeutiche

L'uso della perfenazina è indicato per il trattamento di:

Avvertenze

L'effetto antiemetico della perfenazina può mascherare i sintomi da sovradosaggio di altri farmaci o l'insorgenza di patologie del tratto gastrointestinale o del sistema nervoso centrale.
Poiché la perfenazina può causare iperprolattinemia (aumentata quantità dell'ormone prolattina nel circolo sanguigno), il farmaco deve essere usato con cautela in donne affette da carcinoma mammario.
A causa degli effetti collaterali delle perfenazina a carico del sistema nervoso centrale, del fegato, del midollo osseo, degli occhi e del sistema cardiocircolatorio, è necessario eseguire periodici controlli clinici e di laboratorio.
La perfenazina deve essere somministrata con attenzione in pazienti affetti da epilessia o da disturbi convulsivi, poiché il farmaco è in grado di abbassare la soglia convulsiva e favorire, quindi, la comparsa di crisi.
La perfenazina può aumentare la rigidità muscolare in pazienti affetti da morbo di Parkinson o da altri disturbi motori.
In caso di comparsa della sindrome neurolettica maligna il trattamento con perfenazina deve essere immediatamente interrotto.
I pazienti in terapia con perfenazina devono evitare l'eccessiva esposizione al sole e devono utilizzare creme protettive.
La perfenazina può modificare i meccanismi di termoregolazione, perciò il farmaco deve essere usato con cautela in pazienti esposti a temperature molto alte o molto basse.
I pazienti in terapia con perfenazina che devono essere sottoposti a interventi chirurgici potrebbero richiedere una dose minore di anestetici.
La perfenazina deve essere usata con cautela in pazienti affetti da patologie cardiovascolari e/o con un'anamnesi famigliare di prolungamento dell'intervallo QT (l'intervallo di tempo necessario al miocardio ventricolare per depolarizzarsi e ripolarizzarsi).
Poiché la perfenazina favorisce la formazione di coaguli nel sangue, deve essere somministrata con cautela in pazienti che soffrono - o che hanno sofferto - di disturbi della coagulazione.
Va usata cautela nella somministrazione di perfenazina in pazienti affetti da patologie renali.
La perfenazina può indurre effetti in grado di alterare la capacità di guidare veicoli e/o di utilizzare macchinari.

Interazioni con altri farmaci

È necessario usare cautela nella co-somministrazione di perfenazina e di altri farmaci in grado di deprimere il sistema nervoso centrale. Fra questi farmaci, troviamo:

La perfenazina può causare variazioni dei livelli ematici di fenitoina (un farmaco impiegato nel trattamento dell'epilessia).
L'associazione di perfenazina e di litio (un farmaco usato nel trattamento dei disturbi bipolari) può causare - anche se raramente - encefalopatia acuta, perciò va usata cautela.
La perfenazina può antagonizzare l'effetto di alcuni farmaci antipertensivi, come - ad esempio - la guanetidina. Di contro, l'uso contemporaneo di perfenazina e di metildopa o Β-bloccanti (anch'essi farmaci usati per il trattamento dell'ipertensione) può aumentare gli effetti ipotensivi degli stessi.
La somministrazione concomitante di perfenazina e di farmaci anticolinergici deve essere effettuata con cautela, a causa degli effetti collaterali che possono manifestarsi.
La mielosoppressione (soppressione del midollo osseo) indotta dalla perfenazina può essere aumentata se il farmaco è somministrato in concomitanza a farmaci anch'essi mielotossici (tossici per il midollo osseo).
La metrizamide (un composto utilizzato come mezzo di contrasto) aumenta il rischio di convulsioni che possono essere indotte dalla perfenazina.
La perfenazina può antagonizzare l'effetto dei farmaci anti-Parkinson, come - ad esempio - la levodopa.
L'utilizzo di farmaci antiacidi diminuisce l'assorbimento della perfenazina.
Il rischio d'insorgenza di aritmie cardiache aumenta quando la perfenazina è somministrata in concomitanza di farmaci che aumentano l'intervallo QT.
La perfenazina non deve essere somministrata contemporaneamente a farmaci che causano alterazioni degli elettroliti.
L'assunzione di alcool può potenziare gli effetti della perfenazina. Inoltre, in pazienti che abusano di alcool, vi è un aumentato rischio di sovradosaggio e di tentativi di suicidio.

Effetti collaterali

La perfenazina può indurre diversi tipi di effetti collaterali, sebbene non tutti i pazienti li manifestino.
Di seguito sono riportati i principali effetti avversi che possono manifestarsi in seguito all'assunzione di perfenazina.

Patologie del sistema nervoso

Il trattamento con perfenazina può causare svariati effetti collaterali a carico del sistema nervoso, fra cui:

Il farmaco, inoltre può causare discinesia tardiva persistente, soprattutto in donne e pazienti anziani sottoposti a terapie ad alte dosi di perfenazina. Tuttavia, tal effetto può manifestarsi anche in uomini e bambini e, talvolta, anche in seguito a terapie a basso dosaggio di farmaco.

Sindrome Neurolettica Maligna

La Sindrome Neurolettica Maligna è un disturbo neurologico caratterizzato da:

In caso di comparsa di tali sintomi, è necessario interrompere immediatamente la terapia con perfenazina e contattare immediatamente il medico.

Disturbi psichiatrici

La terapia con perfenazina può causare:

Patologie gastrointestinali

La perfenazina può causare nausea, vomito, diarrea o stipsi, ritenzione gastrica, fecaloma e ileo paralitico (talvolta seguito da complicanze e da esito fatale). Inoltre, il farmaco può favorire l'insorgenza di anoressia.

Disturbi renali e del tratto urinario

Il trattamento con perfenazina può causare ritenzione urinaria, aumento della frequenza di minzione, incontinenza, paralisi della vescica e poliuria (cioè la formazione e l'escrezione di un eccessivo quantitativo di urina).

Patologie dell'occhio

La terapia con perfenazina può causare miosi (costrizione della pupilla) o midriasi (dilatazione della pupilla), disturbi della vista e favorire l'insorgenza di glaucoma, di alterazioni retiniche e di retinopatia pigmentaria.

Mielosoppressione

Il trattamento con perfenazina può deprimere l'attività del midollo osseo con conseguente diminuzione della produzione di cellule ematiche. Ciò può causare:

Reazioni allergiche

La perfenazina può scatenare reazioni allergiche in soggetti sensibili. Tali reazioni si possono manifestare sotto forma di orticaria, eritemi, eczemi, dermatiti esfoliative, prurito, reazioni di fotosensibilità, asma, febbre, reazioni anafilattoidi e edema della laringe.
In alcuni casi si sono verificati edema cerebrale, collasso circolatorio e decesso.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

La terapia con perfenazina può causare:

Patologie endocrine

La perfenazina può causare iperprolattinemia e può favorire la comparsa della sindrome da inappropriata secrezione dell'ormone antidiuretico (SIADH).

Patologie cardiovascolari

Il trattamento con perfenazina può causare ipotensione ortostatica, tachicardia o bradicardia, svenimento, prolungamento dell'intervallo QT, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e arresto cardiaco. Si sono, inoltre, verificati casi di morte improvvisa.

Patologie epatobiliari

La perfenazina può causare danni epatici e ittero, sia reversibile che cronico.

Altri effetti collaterali

Altri effetti indesiderati che possono manifestarsi in seguito alla terapia con perfenazina, sono:

Sovradosaggio

Non esiste un antidoto specifico in caso di sovradosaggio da perfenazina, perciò il trattamento è sintomatico e di supporto.
I sintomi che possono manifestarsi consistono in un'esacerbazione degli effetti collaterali. In caso di assunzione di un'eccessiva dose di farmaco, il trattamento deve essere immediatamente interrotto e il paziente deve essere ricoverato in ospedale.

Meccanismo d'azione della perfenazina

La perfenazina esplica la sua azione antipsicotica antagonizzando i recettori D2 della dopamina. Questa monoamina, infatti, è implicata nello sviluppo delle patologie psichiatriche.

Modalità d'uso e posologia

La perfenazina è disponibile per la somministrazione orale sotto forma di compresse.
La posologia di perfenazina deve essere stabilita dal medico su base strettamente individuale, in funzione del tipo e della gravità della patologia da trattare e in funzione delle condizioni del paziente.
Di seguito sono riportate alcune indicazioni sulle dosi di perfenazina abitualmente utilizzate. Nei pazienti anziani potrebbe essere necessaria una riduzione della dose di farmaco somministrata.
Nei pazienti ambulatoriali (adulti e bambini sopra i 12 anni), la dose media di perfenazina è di 8-16mg, da assumersi due volte al giorno.
Nei pazienti ospedalizzati, la dose di farmaco abituale è di 8-32 mg, da assumersi due volte al giorno.
Comunque, non si dovrebbe superare la dose di 64 mg di perfenazina al giorno.
Nel trattamento del vomito incoercibile, la dose abituale di perfenazina è di 8-12 mg, da somministrarsi in dosi frazionate durante la giornata.

Gravidanza e Allattamento

A causa degli effetti collaterali che possono insorgere nei neonati, le donne in gravidanza non devono assumere il farmaco durante il primo trimestre di gestazione. Nel secondo e terzo trimestre, il farmaco potrebbe essere utilizzato solo se è indispensabile e solo sotto lo stretto controllo di un medico.
Poiché la perfenazina è escreta nel latte materno, le madri che allattano al seno non devono assumere il farmaco.

Controindicazioni

L'utilizzo della perfenazina è controindicato nei seguenti casi:

  • Ipersensibilità nota alla perfenazina;
  • In pazienti in stato comatoso;
  • In pazienti fortemente depressi da alcool o da altre sostanze attive sul sistema nervoso centrale;
  • In pazienti affetti da gravi stati di depressione;
  • In pazienti affetti da depressione del midollo osseo;
  • In pazienti con affezioni epatiche;
  • In pazienti con sospetto o accertato danno cerebrale sottocorticale;
  • In bambini con meno di 12 anni di età;
  • Nel primo trimestre di gravidanza;
  • Durante l'allattamento.

Ultima modifica dell'articolo: 07/12/2016