Parto Prematuro

Un parto si definisce prematuro, o pretermine, quando ha luogo almeno tre settimane prima della quarantesima e ultima settimana di gravidanza.
In base a quando si verifica, il parto prematuro ha conseguenze diverse sul nascituro; in generale, prima il bambino nasce e più gravi sono le complicazioni che si vengono a creare.
Parto prematuroLe cause precise di un parto pretermine rimangono, al momento, sconosciute, tuttavia si sono individuati diversi fattori di rischio.
I bambini nati prematuri mostrano dei segni anatomici inequivocabili, come il peso ridotto, e diversi sintomi, la cui gravità dipende dalla settimana di nascita.
La terapia mira a moderare la sintomatologia, in modo tale che il bimbo possa concludere quel processo di crescita in utero, interrotto troppo presto a causa del parto prematuro.

Cos'è il parto prematuro

Un parto prematuro, o pretermine, è un parto che avviene almeno tre settimane prima della data presunta di nascita. In altre parole, dato che la durata teorica di una gestazione normale è di 40 settimane, un parto è considerato prematuro se ha luogo tra la 20esima e la 37esima settimana.
Nel dettaglio, si parla di:

  • Parto prematuro tardivo, se il bambino nasce tra la 34esima e la 37esima settimana di gravidanza.
  • Parto prematuro grave, se il bimbo nasce tra la 25esima e la 33esima settimana di gravidanza.
  • Parto prematuro estremo, se il bambino nasce prima della 25a settimana.

La permanenza del feto nell'utero, fino al termine della gravidanza, è fondamentale per il corretto sviluppo degli organi del bambino stesso e per la sua crescita post-natale. Viceversa, prima si verifica il parto e più gravi saranno le successive conseguenze, patite dal nascituro.

QUANDO SI PARLA DI PARTO A TERMINE E DI PARTO DOPO IL TERMINE?

Per completare il quadro delle definizioni, è giusto chiarire cosa s'intende per parto a termine e parto dopo il termine.
Il parto a termine è il parto che si verifica tra la 37esima e la 42esima settimana. Il parto dopo il termine è quello che ha luogo dopo la 42esima settimana.
A partire dalla 37esima settimana, la possibilità che lo sviluppo fetale sia incompleto è via via sempre più ridotta; tuttavia, non è escluso che possano comunque insorgere complicazioni di altra natura.

EPIDEMIOLOGIA

Secondo la Società Italiana di Neonatologia (SIN), in Italia, ogni anno, circa il 7% dei bambini nati vivi viene alla luce prima della 37esima settimana. Ciò significa che, su un totale di circa 514.000 nuovi nati nel 2013, quasi 36.000 bambini sono nati di parto prematuro.
Inoltre, sempre in base ai dati statistici della SIN, la mortalità dei nati prematuri si aggira attorno al 10%; in generale, il tasso di sopravvivenza è tanto minore quanto prima avviene il parto.
Da uno studio relativo alle razze e alla frequenza del parto pretermine nelle varie etnie del mondo, è emerso che le donne di colore sono, inspiegabilmente, più soggette a parto prematuro.

Cause di parto prematuro

Non sono ancora state individuate le cause precise che provocano un parto prematuro; d'altra parte, sono state però identificate diverse condizioni di rischio, aventi un ruolo determinante. A tal proposito, è bene specificare che i parti pretermine possono aver luogo anche in assenza di qualsivoglia fattore di rischio.

FATTORI DI RISCHIO

Aumentano le probabilità, che si verifichi un parto prematuro, i seguenti fattori o condizioni di rischio:

Sintomi, segni e complicazioni

Il bambino nato prematuro è un bambino che non ha trascorso, nell'utero, il tempo sufficiente per svilupparsi e crescere correttamente. In altre parole, viene alla luce con degli organi (polmoni, cervello, cuore ecc.) non ancora del tutto formati. Tutto ciò rende più difficile il suo adattamento al mondo esterno e riduce la sua capacità di sopravvivenza; tali difficoltà sono tanto più accentuate quanto più pretermine è il parto.
Il bambino prematuro mostra dei segni caratteristici e può sviluppare delle complicazioni molto gravi, a breve e a lungo termine.

SEGNI CARATTERISTICI

I bimbi nati di parto prematuro possono presentare i seguenti segni caratteristici:

Approfondimento: cos'è il distress respiratorio?


Il distress respiratorio, o sindrome da distress respiratorio, è una condizione tipica (ma non esclusiva) dei neonati prematuri, che provoca insufficienza respiratoria. Tale condizione è dovuta a un incompleto sviluppo dei polmoni, i quali non riescono a rifornire adeguatamente di ossigeno l'intero organismo. Nella maggior parte dei casi, i polmoni mancano o sono carenti di una sostanza fondamentale per mantenerli in buona salute e farli funzionare al meglio: il surfattante (dall'inglese surfactant), costituito da proteine e lipidi.
La produzione di surfattante comincia tra la 24esima e la 28esima settimana e si completa attorno alla 34esima. Perciò, tanto più un bambino nasce in anticipo, rispetto al termine, tanto meno surfattante contiene nei polmoni.

COMPLICAZIONI A BREVE TERMINE

Le complicazioni a breve termine sono quelle che insorgono subito dopo la nascita di un bimbo prematuro.
Esse consistono in:

  • Problemi respiratori. Sono dovuti a un apparato respiratorio sottosviluppato, ovvero a polmoni che non sembrano in grado di rifornire d'ossigeno l'intero organismo. In genere, la causa principale di questi disturbi respiratori è la mancanza di surfattante. I bimbi, specie quelli nati tra la 23esima e la 32esima settimana, sviluppano una malattia cronica ai polmoni nota come displasia broncopolmonare, e sono soggetti a episodi di apnea.
  • Problemi cardiaci. I nati prematuri sviluppano due disturbi, che sono l'ipotensione e il cosiddetto dotto arterioso pervio.
    L'ipotensione è una pressione sanguigna eccessivamente bassa, mentre il dotto arterioso pervio è un'anomalia anatomica del cuore, in cui aorta e arteria polmonare comunicano tra loro, mediante un'apertura. Questo difetto, in realtà, è considerato tale solo se si mantiene alla nascita, in quanto tutti i bambini (anche i nati a termine), all'interno della pancia della madre presentano il dotto arterioso pervio.
  • Problemi neurologici. I bambini, che vengono alla luce prima della 28esima settimana di gestazione, sono ad alto rischio di sviluppare, nel cervello, delle emorragie intraventricolari. Queste perdite di sangue, in alcuni individui, sono moderate, mentre in altri neonati sono estremamente gravi e possono dar luogo a una condizione patologica, nota come idrocefalo. L'idrocefalo è l'accumulo di liquido cefalorachidiano (o liquor) nei ventricoli cerebrali.
  • Problemi nel controllo della temperatura corporea. I bimbi prematuri possedendo poco tessuto adiposo e per questo non sono in grado di mantenere, a livelli adeguati, il proprio calore corporeo. Pertanto, sono molto spesso soggetti a ipotermia, cioè una bassa temperatura corporea. L'ipotermia ha diverse conseguenze: aggrava i problemi respiratori, abbassa i livelli di glucosio nel sangue (ipoglicemia) e ostacola la crescita. In particolare, l'ostacolo alla crescita è dovuto al fatto che il cibo, assunto dal neonato pretermine, viene utilizzato per produrre calore, che è la prima necessità, anziché per l'accrescimento.
  • Problemi gastrointestinali. I prematuri hanno un sistema gastrointestinale immaturo e tendono a soffrire di enterocolite necrotizzante. Si tratta di una grave condizione patologica, caratterizzata dalla morte delle cellule che compongono la parete intestinale.
  • Problemi sanguigni. I nati prematuri sono a forte rischio di anemia e ittero. L'anemia è una carenza di globuli rossi, ovvero le cellule sanguigne che conducono l'ossigeno ai vari organi del corpo; l'ittero è un eccessivo accumulo di bilirubina nel sangue, che rende gialla la pelle, gli occhi e altri tessuti del corpo.
  • Problemi di metabolismo. I prematuri gravi ed estremi soffrono, molto spesso, di ipoglicemia.
  • Problemi del sistema immunitario. Il sistema immunitario è la barriera difensiva del nostro organismo contro gli agenti infettivi (virus, batteri, parassiti ecc.) presenti nell'ambiente esterno. I bambini pretermine hanno un sistema immunitario sottosviluppato, pertanto sono maggiormente esposti alle infezioni e alle relative complicanze (per esempio, la sepsi).

Sindrome da distress respiratorio

Figura: neonato con distress respiratorio.

COMPLICAZIONI A LUNGO TERMINE

Le complicazioni a lungo termine sono quelle complicanze che possono comparire a distanza di settimane, mesi, o addirittura anche anni, dal parto prematuro.
Esse consistono in:

  • Paralisi cerebrale infantile.
  • Abilità cognitive ridotte. Molto spesso, specie nei casi più gravi, i nati prematuri non godono delle stesse capacità cognitive e di apprendimento di un bambino nato a termine. Questi disturbi divengono palesi quando il bimbo pretermine comincia ad andare a scuola.
  • Problemi di vista. I pretermine, nati prima della 30esima settimana, tendono a soffrire della cosiddetta retinopatia del prematuro (ROP).
    La ROP è una malattia vascolare della retina, che in alcuni casi può sfociare in un distacco della retina stessa. Il distacco di retina è una condizione che, se non viene curata tempestivamente, può provocare perdita della vista.
  • Problemi d'udito. I nati prematuri sono soggetti più facilmente a perdita delle capacità acustiche.
  • Problemi dentali. È possibile osservare: un ritardo nell'eruzione dei denti, una decolorazione dello smalto dentario e uno scorretto allineamento della dentatura.
  • Problemi comportamentali e psicologici. I prematuri sono più facilmente soggetti a manifestare depressione, senso di ansia, sindrome da deficit di attenzione, iperattività e difficoltà nell'interagire con i coetanei.
  • Problemi di salute cronici. Tra i bimbi prematuri, c'è una predisposizione a sviluppare, in modo cronico, infezioni, asma e problemi legati alla cattiva nutrizione.

Tabella. Misure medie di peso, lunghezza e circonferenza cranica, nei bambini a termine e nei nati prematuri.


Età gestazionale di parto Peso in kg Lunghezza in cm Circonferenza cranica in cm
40 settimane 3,6 kg 51 cm 35,5 cm
35 settimane 2,5 kg 46 cm 32 cm
32 settimane 1,9 kg 43 cm 30 cm
28 settimane 1,15 kg 38 cm 26 cm
24 settimane 0,65 kg 32 cm 22 cm

Diagnosi

La diagnosi di parto prematuro non richiede indagini particolari: basta, infatti, fare una considerazione su quando è avvenuto il parto e osservare l'aspetto del bambino, misurando peso, lunghezza del corpo e dimensioni della testa.
Per capire quali potrebbero essere i rischi e le possibili complicazioni di un parto pretermine, si comincia innanzitutto con un esame obiettivo e un monitoraggio delle capacità respiratorie e cardiache.
Dopodiché, si passa a un accurato esame del sangue, a una misura dei fluidi corporei persi, a un controllo degli organi interni principali (esami strumentali) e, infine, a un esame della vista.

ESAME OBIETTIVO

L'esame obiettivo consiste nella valutazione generale dello stato di salute del bimbo prematuro. È durante questo controllo che il medico delinea qual è la sintomatologia e quale dev'essere il percorso diagnostico successivo.

MONITORAGGIO DELLE CAPACITÀ RESPIRATORIE E CARDIACHE

Le capacità respiratorie e cardiache del bimbo prematuro sono le caratteristiche più monitorate da parte del personale medico, in quanto è proprio la loro compromissione a causare spesso i problemi di salute più gravi.
La respirazione, la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna vengono controllate assai di frequente; addirittura, nei casi più a rischio, sono mantenute sotto osservazione continua.

ANALISI DEL SANGUE

Tramite gli esami del sangue si misurano i livelli di globuli rossi, glucosio, calcio e bilirubina circolanti. Il personale medico esegue solo il numero di prelievi strettamente necessario, poiché privare di sangue un bambino già debole, e in alcuni casi anemico, è assai pericoloso.

CONTROLLO DEI FLUIDI CORPOREI

Per controllo dei fluidi corporei, s'intende principalmente la misurazione di quanto sodio e potassio vengono persi con le urine e le feci.

CONTROLLO DEGLI ORGANI INTERNI: GLI ESAMI STRUMENTALI

In genere, il primo esame strumentale ad essere eseguito è l'ecocardiogramma. Questo, di fatto, è un'ecografia del cuore che serve a vederne l'anatomia e i possibili difetti.
Il secondo esame strumentale, invece, consiste nell'ecografia degli organi addominali (in particolare intestino, stomaco e fegato) e del cervello. Se ci sono anomalie, come per esempio delle emorragie intraventricolari, queste vengono messe in risalto.

CONTROLLO DELLA VISTA

Un oftalmologo si occupa di esaminare la vista e le varie strutture dell'occhio (retina, cristallino ecc), alla ricerca di una qualche loro anomalia.

Terapia

Un bambino nato di parto prematuro necessita di cure differenti, a seconda di quanto grave è la situazione. Se nei casi moderati è sufficiente una terapia di supporto e la somministrazione di determinati medicinali, nei casi estremi può rendersi necessario anche il ricorso alla chirurgia.
Una volta che la situazione si è stabilizzata, il neonato può essere dimesso; a casa, tuttavia, potrebbe aver bisogno di ricevere altre cure, pertanto è bene che i genitori vengano informati su cosa fare in caso di complicazioni improvvise.

TERAPIA DI SUPPORTO

La terapia di supporto e quella farmacologica prevedono i seguenti trattamenti:

  • Crescita in un'incubatrice. L'incubatrice è un dispositivo medico particolare, che ospita i bambini prematuri e garantisce loro la corretta ossigenazione, la giusta temperatura corporea e il nutrimento adatto alla loro crescita. Inoltre, senza muovere il bimbo da dove è riposto, permette di controllarne i vari parametri corporei, come frequenza cardiaca, pressione sanguigna, peso ecc. In altre parole, con l'incubatrice s'intende ripristinare, nel miglior modo possibile, la vita del feto all'interno dell'utero. È chiaro che i risultati non posso essere gli stessi, tuttavia con una ventilazione assistita e un'alimentazione per via venosa o tramite sondino naso-gastrico, è possibile provare a trattare anche situazioni alquanto complicate.
  • Esposizione alla luce fluorescente, per il trattamento dell'ittero. Esistono delle lampade particolari che emettono una luce fluorescente in grado di "scomporre" la bilirubina del sangue. I bimbi prematuri vengono esposti a queste lampade per il trattamento dell'ittero. L'esposizione viene fatta a intervalli di tempo e richiede che si facciano indossare, al neonato, degli occhiali protettivi.
  • Trasfusione di sangue. Il sangue trasfuso serve per ristabilire le eventuali carenze di globuli rossi (anemia).
  • Infusione di surfattante. Il surfattante viene spruzzato nei polmoni, per favorire la normalizzazione dell'attività respiratoria e l'ossigenazione dei vari organi.
  • Antibiotici. Servono per la prevenzione e la cura delle infezioni batteriche.

CHIRURGIA

Neonato Incubatrice

Figura: neonato in una incubatrice.

Di fronte alla comparsa di certe complicazioni, bisogna intervenire chirurgicamente. Nello specifico:

  • l'enterocolite necrotizzante richiede l'asportazione dell'intestino danneggiato.
  • Il dotto arterioso pervio, se non si richiude spontaneamente alla nascita, necessita la chiusura artificiale (dell'apertura tra aorta e arteria polmonare).
  • La retinopatia del prematuro si cura con un laser, che rimuove l'eccesso di vasi sanguigni formatisi sulla retina.
  • L'idrocefalo viene trattato con un intervento di ventricolostomia, ovvero con un drenaggio dei ventricoli cerebrali pieni di liquido cefalorachidiano.

REQUISITI PER LA DIMISSIONE

Una volta che il bimbo prematuro ha ricevuto tutte le cure necessarie, ha raggiunto un peso corporeo idoneo ed è in grado di:

  • Respirare senza ventilazione assistita
  • Mantenere autonomamente la giusta temperatura corporea
  • Alimentarsi da solo, sia al seno che in modo artificiale

può essere dimesso e portato a casa dai genitori, i quali vengono informati su tutto ciò che occorre in queste circostanze.

Prognosi e prevenzione

Per un bambino nato di parto prematuro, la prognosi dipende in larga misura da quando è stato messo al mondo. Come si è detto, infatti, prima avviene il parto pretermine e più gravi sono le conseguenze sul neonato. Inoltre, non bisogna dimenticare che, di fronte a gravi complicanze, è anche più difficile fornire delle cure efficaci.
I parti prematuri gravi ed estremi hanno, spesso, un decorso rapido e infausto; quelli tardivi possono avere ripercussioni a lungo termine più o meno severe.

PREVENZIONE

Per cercare di prevenire un parto prematuro, è fondamentale che una madre sappia riconoscerne i segni premonitori e le modalità con cui si presenta (si veda la tabella). In questo modo, infatti, è possibile rivolgersi tempestivamente al proprio medico curante o a una struttura ospedaliera, per sottoporsi ai controlli e alle cure del caso.
È doveroso precisare che, anche quando si interviene per tempo, non è sempre possibile fermare il travaglio anticipato ed evitare, di conseguenza, il parto prematuro.


Tabella. Le avvisaglie di un parto prematuro.

  • Contrazioni ogni dieci minuti o anche meno
  • Perdita di sangue e liquidi di diversa natura dalla vagina
  • Senso di pressione in corrispondenza della zona pelvica, come se il bambino premesse
  • Dolore sordo nella parte bassa della schiena
  • Crampi simili a quelli di una mestruazione
  • Crampi addominali con o senza diarrea


Ultima modifica dell'articolo: 23/06/2016