Osteosarcoma

Generalità

L'osteosarcoma è un tumore osseo maligno. Si manifesta soprattutto in bambini e adolescenti, nel periodo di massimo accrescimento. OsteosarcomaL'osteosarcoma può esordire in qualsiasi segmento osseo, ma tende a svilupparsi più comunemente nelle zone che presentano un rapido tasso di crescita. Spesso, il processo neoplastico ha origine nelle regioni metafisarie o terminali delle ossa lunghe: nella tibia, nel femore (in prossimità del ginocchio) e nell'omero (nella parte superiore del braccio). Non sono escluse altre sedi come anca, bacino, spalla e mandibola (soprattutto nei pazienti anziani). Il processo neoplastico porta alla distruzione del normale tessuto osseo. In alcuni casi, il tumore può indebolire la struttura dell'osso al punto da provocare fratture patologiche.

Cause

L'osteosarcoma (chiamato anche sarcoma osteogenico) è un tumore dell'osso primitivo, cioè si sviluppa a partire dallo stesso tessuto osseo. Non va quindi confuso con le metastasi ossee.

Le cause che portano all'insorgenza dell'osteosarcoma non sono ancora note, ma le caratteristiche della malattia hanno permesso di individuare alcuni fattori di rischio. La maggior parte dei casi comincia sporadicamente, quindi compare in persone che non presentano una predisposizione familiare o altre condizioni patologiche concomitanti. L'osteosarcoma è probabilmente provocato da una combinazione di alterazioni genetiche, che insieme determinano la trasformazione delle cellule ossee immature in tumorali; anziché andare incontro al differenziamento ed organizzarsi per costituire un osso sano, queste cellule "impazziscono" e iniziano a replicarsi velocemente, sovvertendo la normale struttura ossea. Le specifiche alterazioni nei geni che inducono l'iperattività di queste cellule sono ancora oggetto di studio.

Fattori di rischio

  • L'osteosarcoma può verificarsi a qualsiasi età, ma la maggior parte dei casi interessa bambini e giovani adulti, tra i 10 e i 30 anni. Gli studiosi sono alla ricerca dell'evento/fattore predisponente l'insorgenza della neoplasia, che coincida con il periodo dello sviluppo caratterizzato dall'aumentata attività osteoblastica ed osteogenetica.
  • Un secondo picco di incidenza si verifica negli adulti di età superiore ai 60 anni, generalmente in pazienti con una precedente patologia ossea, come il morbo di Paget.
  • L'osteosarcoma colpisce più frequentemente pazienti di sesso maschile.
  • Il retinoblastoma (raro tumore infantile della retina associato alla perdita parziale o totale del gene RB1) e la sindrome di Li-Fraumeni (disordine legato a mutazioni del gene p53) sono condizioni predisponenti lo sviluppo dell'osteosarcoma. Anche la sindrome di Rothmund-Thomson, una rara malattia autosomica recessiva associata a difetti congeniti di ossa, capelli e pelle, può causare problemi scheletrici, tra cui l'osteosarcoma.
  • Le persone sottoposte a radioterapia per altri tipi di cancro presentano una maggiore probabilità di sviluppare l'osteosarcoma. L'esposizione a radiazioni in giovane età aumenta il rischio.

Sintomi

Per approfondire: Sintomi Osteosarcoma


I sintomi dell'osteosarcoma dipendono dalla posizione e dalle dimensioni del tumore. I pazienti possono manifestare:

  • Dolore localizzato;
  • Fratture ossee (possono verificarsi nel sito del tumore dopo un trauma minore);
  • Arrossamento cutaneo e gonfiore nel sito del tumore;
  • Limitazione del movimento.

All'esordio della malattia, il dolore sulla parte interessata può essere intermittente e abbastanza vago, e peggiorare di notte o durante l'attività fisica e il movimento. Tuttavia, con il tempo, tende a diventare gradualmente persistente e più grave.

I sintomi dell'osteosarcoma possono imitare i dolori causati dalla normale crescita ossea, con la differenza che questi tendono a fermarsi durante i primi anni dell'adolescenza. A volte, quando il tumore progredisce, si presentano altri sintomi generali come affaticamento, eccessiva sudorazione, mal di schiena o una perdita di controllo dell'intestino o della vescica (se il tumore è nella pelvi o alla base della spina dorsale). Se la massa neoplastica cresce e preme sulle strutture vicine, il paziente può percepire una sensazione di pressione: ad esempio, se questa comprime un nervo può causare dolore, formicolio, debolezza dei muscoli o intorpidimento. Se il cancro diffonde ad altre parti del corpo, si possono sviluppare vari altri sintomi.

Diagnosi

Il medico può avvalersi di esami specifici per diagnosticare un osteosarcoma e determinare la presenza di eventuali metastasi, anche in regioni diverse da quella di origine del tumore. Queste indagini possono aiutare a stabilire il trattamento più adatto. Il percorso, di solito, inizia con l'acquisizione di immagini radiografiche della regione sospetta (raggi X), prosegue con una combinazione di altri esami di imaging (tomografia computerizzata, PET, scintigrafia ossea e risonanza magnetica) e termina con una biopsia. La diagnostica per immagini aiuta a stabilire la presenza e la localizzazione di un tumore, e riesce a stabilire se l'osteosarcoma ha dato origine a metastasi. Il tumore è solido e irregolare, a causa delle spicole delle ossa calcificate, che si irradiano a formare angoli retti. Questa lesione caratteristica dell'osteosarcoma, nota come "triangolo di Codman" è riscontrabile con l'indagine radiografica ed evidenzia il periostio sollevato a causa del tumore. I tessuti circostanti sono infiltrati. La biopsia ossea è l'unico metodo che consente di confermare in modo definitivo la presenza di un osteosarcoma.

Stadiazione

La stadiazione è un sistema che consente di descrivere la posizione del tumore e l'eventuale estensione ad altre parti del corpo. Queste informazioni, ottenute con gli esami diagnostici di approfondimento, consentono di stabilire quale tipo di trattamento è migliore per il paziente e aiutano a formulare una prognosi (cioè a definire le probabilità di recupero).
L'osteosarcoma può essere definito come:

  • Localizzato: se le cellule tumorali sono localizzate solo nel tessuto osseo, dove il tumore ha avuto origine;
  • Metastatico: se le cellule neoplastiche si sono diffuse dall'osso ad altre parti del corpo; in genere, le metastasi interessano i polmoni o altre ossa.
  • Recidivante: l'osteosarcoma è recidivante se si è ripresentata durante o dopo il trattamento, nella stessa sede del tumore originale o in un'altra regione del corpo.

Trattamento

La scelta del trattamento dipende da diversi fattori, tra cui il tipo e lo stadio del tumore, i possibili effetti collaterali e le condizioni di salute generali del paziente. L'approccio standard per la gestione dell'osteosarcoma prevede un regime chemioterapico, seguito dalla resezione chirurgica.

Chemioterapia

La chemioterapia prevede l'uso di farmaci in grado di uccidere le cellule tumorali, arrestando la loro capacità di proliferare. Un paziente può ricevere un farmaco alla volta o combinazioni di agenti differenti. Per l'osteosarcoma, la chemioterapia è sistemica, cioè somministrata per via orale, endovenosa o intramuscolare; gli agenti chemioterapici vengono quindi trasportati attraverso il flusso sanguigno per raggiungere le cellule tumorali in tutto l'organismo.
Il regime chemioterapico prevede uno o più cicli prima dell'intervento chirurgico (chemioterapia neoadiuvante), per ridurre le dimensioni del tumore ed evitare l'amputazione del braccio o della gamba. La durata del trattamento varia e può dipendere dal fatto che il tumore sia o meno diffuso ad altre parti del corpo. Una volta che il paziente completa il €‹ciclo di chemioterapia, può essere utilizzata la chirurgia per rimuovere il tessuto neoplastico residuo. Dopo la procedura chirurgica, seguono altri cicli (chemioterapia adiuvante) per distruggere le eventuali cellule tumorali residue, che potrebbero essere ancora presenti nel corpo. Gli effetti collaterali della chemioterapia dipendono dalla risposta dell'individuo, dalla durata del trattamento e dalla dose utilizzata, ma possono includere affaticamento, rischio di infezione, nausea e vomito, perdita di capelli e diarrea. Questi effetti collaterali immediati, di solito, scompaiono una volta che il trattamento è terminato. Altre conseguenze, come la riduzione della forza del muscolo cardiaco, la perdita dell'udito o la diminuita funzione renale possono persistere nel lungo termine.


Farmaco chemioterapico utilizzato

Potenziale effetto a lungo termine

Doxorubicina (Adriamicina)

Insufficienza cardiaca

Cisplatino

Perdita dell'udito

Ifosfammide

Infertilità e danni renali

Etoposide

Leucemia indotta


Per approfondire: Farmaci per la Cura dell'Osteosarcoma »


Chirurgia

Nella maggior parte dei casi, i chirurghi sono orientati a svolgere interventi di tipo conservativo. Spesso, la procedura prevede la rimozione chirurgica del tumore e del tessuto osseo circostante (resezione chirurgica completa). Per aiutare a mantenere la funzionalità e conferire un aspetto più normale all'arto (braccio o gamba), l'intervento chirurgico può essere completato con un innesto osseo, prelevato da un'altra parte del corpo del paziente o da un donatore (allotrapianto), e con tecniche di chirurgia ricostruttiva. In alternativa, la parte malata dell'osso può essere sostituita con una protesi metallica o di altro materiale. La chemioterapia può riprendere dopo l'approccio chirurgico, per distruggere eventuali cellule tumorali residue e abbassare il rischio di recidiva. Alcune complicazioni, come infezioni o recidive locali del tumore, possono richiedere un ulteriore intervento o l'amputazione (cioè la rimozione chirurgica dell'arto). In quest'ultimo caso, la riabilitazione può aiutare il paziente ad affrontare gli effetti del perdere un arto.

Radioterapia

La radioterapia prevede la distruzione delle cellule tumorali tramite radiazioni ad alta energia. Nella gestione dell'osteosarcoma, questo trattamento non è molto efficace, ma può contribuire a ridurre le dimensioni della massa tumorale prima dell'approccio chirurgico, o controllare i sintomi nelle fasi più avanzate della malattia. Un regime radioterapico è costituito da un certo numero di trattamenti, effettuati in un determinato periodo di tempo. Gli effetti collaterali possono includere stanchezza, reazioni cutanee lievi, disturbi di stomaco e diarrea.

Dopo il trattamento

Dopo il trattamento, il medico può stabilire un piano di monitoraggio. Questo può includere regolari esami fisici e/o indagini per valutare il recupero del paziente ed escludere l'insorgenza di una recidiva del tumore o effetti tardivi.

Potenziali complicanze

In alcune occasioni, la chemioterapia e la chirurgia non possono guarire completamente l'osteosarcoma; di conseguenza, le cellule tumorali possono continuare a proliferare e a migrare in altre regioni. Quando questi approcci falliscono, o insorgono gravi complicanze relative al trattamento (infezioni, rigetto in caso di allotrapianto ecc.), il medico può suggerire l'amputazione. Se le cellule metastatiche raggiungono i polmoni, possono manifestarsi segni che comprendono: dolore toracico, dispnea, tosse cronica, emottisi e raucedine.

Recidive

La remissione consiste nell'assenza, temporanea o permanente, di evidenze di malattia; in questa fase il tumore è asintomatico e non può essere rilevato nel corpo.

L'osteosarcoma può però ripresentarsi anche dopo il periodo di remissione indotto dal regime chemioterapico e dall'approccio chirurgico.

Il trattamento delle recidive dell'osteosarcoma dipende da tre fattori:

  • Tempo trascorso dalla fase di remissione (le recidive sono rare dopo un tempo superiore ai cinque anni);
  • Tipo di trattamento che il paziente ha ricevuto per il tumore originale;
  • Condizioni di salute del paziente.

Spesso il piano di trattamento comprenderà le stesse terapie utilizzate in precedenza per combattere l'osteosarcoma (chirurgia e chemioterapia), ma potranno essere utilizzate in una combinazione diversa o somministrate con un ritmo differente.

Quando l'osteosarcoma recidivante interessa un altro osso o un piccolo numero di altre ossa, può essere eseguita una procedura chirurgica, in particolare se la chemioterapia neoadiuvante è risultata efficace.

Prognosi

Se il tumore è circoscritto all'osso originale, la prognosi è buona. Infatti, se l'osteosarcoma non è diffuso altrove, possono essere curati 3 pazienti su 4. Il tasso di sopravvivenza diminuisce se il cancro è metastatizzato ad altre parti del corpo. Tuttavia, esiste ancora una possibilità di cura efficace. Se il tumore è diffuso ai polmoni (metastasi polmonare), le prospettive sono peggiori.



Ultima modifica dell'articolo: 19/07/2016